"Noi ci battiamo per le persone"
Cultura

Promised land

Terra promessa: a chi?

locandina_promised_landGus Vant Sant racconta la reazione di una piccola cittadina nel cuore degli Stati Uniti nei confronti di un tema che ha suscitato un ampio dibattito a livello mondiale: l'estrazione del gas naturale con la cosiddetta tecnica del "fracking":

La “promised land” del film di Gus Van Sant si trova nella contea di Armstrong, nei pressi di una piccola cittadina rurale dal nome fittizio McKinley. Qui approdano due rappresentanti della Global Crosspower Solutions con l’intento di acquisire alcuni terreni e dare avvio alle trivellazioni per l’estrazione del gas naturale. I due, Steve (Matt Damon) e Sue (Frances McDormand), danno inizio al loro business recandosi porta a porta a proporre il loro prodotto, cercando di “incantare” il compratore. I due protagonisti utilizzano delle tecniche di comunicazione semplici ma efficaci, che tendono a creare un rapporto di vicinanza con gli abitanti della città cosìda convincerli ad aprirsi a questa nuova forma di energia. Anche se nei primi momenti la scelta del gas naturale sembra la più giusta per tutti, c’è chi non è d’accordo. Un anziano professore apre una nuova prospettiva per cui la tecnica di fratturazione, tecnica utilizzata per estrarre il gas, non è poi cosìinnocua. Steve, da brav’uomo quale si definisce, spiega ai cittadini che nonostante i rischi, il gas naturale si pone come reale alternativa ad altre forme di energia più invasive come il petrolio.

Un conflitto tra epoca liberista e globalizzata, tra global e local, dove gli interessi in campo sono diversi: preservazione dell’ecosistema locale contro sfruttamento transnazionale, tradizione contro innovazione. Quale strada scegliere? Il progresso, che porta una comunità dapprima povera in cui le prospettive di vita sono basse ad arricchirsi; oppure continuare la propria vita, occupandosi del territorio come proprio bene comune? Il regista Gus Van Sant non sembra prendere una posizione precisa a riguardo, rimanendo al di sopra delle parti continua a evidenziare pregi e difetti di quelli che sono argomenti attualissimi al giorno d’oggi. Questa terzietà sembra però essere abbandonata verso la fine del film, dove vengono svelati i meccanismi e i trucchi utilizzati dalla grande società per raggiungere i propri intenti.

A destabilizzare ancora di più le transazioni della Global subentra un ambientalista dell’Athena che corre in aiuto dei cittadini contrari alla creazione dei pozzi per l’estrazione. Una votazione cittadina viene proposta come soluzione ai conflitti: qui i cittadini avranno tempo per decidere cosa è più giusto per McKinley. La campagna dell’attivista ha inizio, quest’ultimo sfodera ben più di semplici argomentazioni su quanto sia pericolosa la fratturazione. Una campagna forte, che invade anche le scuole contro questa “società da nove miliardi di dollari”. Cosìle prospettive di ricchezza e di rinascita date dalla Global perdono quota, e come spiega lo stesso ambientalista a Steve “tu fai tutto quello che fai di solito, ma non funziona […] Puoi comprarti l’8% di questa terra, ma sono solo il 4% dei voti. Non ci battiamo per la terra Steve, ci battiamo per le persone. Non importa quanti soldi possono essere offerti a questa gente e quanti di essi possano essere corrotti per convincerli, non contano più solo i soldi”. Ciò che è importante è imparare a prendersi cura di qualcosa. Lo stesso Steve, alla fine di questo percorso comprende l’importanza di questa votazione e di ciò che è realmente in gioco, cosìsvela ai cittadini la verità , denunciando la Global, in quanto essi “cercano di prendere questa decisione per voi e sono certi che glielo lascerete fare”.



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