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Gli orti urbani aiutano a socializzare, danno una mano economica e valorizzano prodotti a km zero
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Firenze, città  d’orti

Curare la terra, coltivare relazioni: il successo degli orti urbani nel capoluogo toscano

Con una percentuale di verde urbano destinato a orti sociali ben superiore alla media nazionale, Firenze si distingue per le numerose richieste di assegnazione, nonché per le promettenti iniziative dei cittadini, come il Community Garden di Borgo Pinti, l'orto condiviso inaugurato lo scorso 18 ottobre.  

25 metri quadrati a testa: questa la superficie media di orti urbani per abitante della città  di Firenze, pari allo 0,7% del verde urbano disponibile, contro una media nazionale dello 0,2. Complessivamente, gli orti urbani occupano nel Comune di Firenze circa 6,3 ettari di verde urbano, merito dei numerosi bandi e progetti attivati in questi ultimi anni nei quartieri.  Nell’ambito delle politiche sociali rivolte agli anziani, i bandi per l’assegnazione di appezzamenti di terra – emessi sinora per i quartieri 1, 2, 4 e 5 – hanno infatti riscosso un enorme successo, registrando un eccesso di richieste rispetto alla disponibilità  di orti. I terreni, da 19 a 25 mq ciascuno, sono concessi gratuitamente, prevedendo solo un piccolo rimborso per il consumo di acqua. Gli assegnatari devono risiedere nel quartiere, avere più di 60 anni, essere pensionati, non possedere altri appezzamenti coltivabili in comuni limitrofi. Tuttavia, il bando è stato ora esteso anche a cittadini in mobilità , persone a rischio sociale, portatori di handicap, coppie con figliminori, scuole e associazioni che svolgono attività  rivolte a categorie svantaggiate. D’altra parte, come dichiarato dal vice sindaco Stefania Saccardi, se ” un tempo gli orti sociali erano patrimonio dei pensionati, ora c’è molto interesse anche da parte delle giovani coppie. Gli orti sono un modo per non lasciare terreni incolti, aiutare a socializzare, dare una mano economica e valorizzare prodotti a km zero ” .  

Orti dipinti ” : l’agricoltura civica in centro città 

Famosa per i sontuosi giardini rinascimentali, Firenze può oggi vantare anche un innovativo Community Garden in pieno centro, nel quartiere Borgo Pinti. Il progetto, promosso dall’associazione di ” giardinieri-ortolani ” fiorentini Community, da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica, nasce nello spazio limitrofo all’Istituto Barberi e all’ex pista di atletica, e coinvolge i residenti del quartiere e i ragazzi del centro sociale Barberi, l’associazione di volontariato impegnata nell’assistenza e nell’orientamento al lavoro dei ragazzi disabili. Oltre alle coltivazioni biologiche, certificate con tecnologie agricole sostenibili e innovative, l’orto di Borgo Pinti offre preziosi momenti di socialità , cosìcome di diffusione culturale e informativa, su temi ambientali, alimentari ed etici, proponendosi come modello integrato di agricoltura civica e didattica. I prodotti ottenuti andranno cosìdistribuiti: una parte a chi coltiva la terra, una parte agli sponsor dell’iniziativa, e una parte all’organizzazione di cene sociali. ” Gli spazi nella città  consolidata – ha commentato Daniele Taffon, responsabile Ambiente della Fondazione Campagna Amica – devono essere recuperati alla funzione dei cittadini e gli orti urbani sono un ottimo strumento per combattere la cementificazione e la desertificazione culturale ” .

Palazzo Vecchio e la sussidiarietà  ” dal pollice verde ”

Una scommessa di recupero urbano impressionante. Il bene comune non è quello gestito dall’assessore o dal funzionario, ma quello in cui i cittadini riprendono centimetro dopo centimetro il godimento dei luoghi della città  ” , ha dichiarato il sindaco Matteo Renzi sulla sua pagina facebook, dopo aver partecipato all’inaugurazione di ” Orti dipinti ” lo scorso 18 ottobre. I tempi in cui l’amministrazione comunale non favoriva, ma anzi ostacolava, tali iniziative, sembrano dunque superati: non è un caso che da 49 orti urbani del 1996 se ne contino oggi 865, in base alle stime del rapporto Istat sul verde urbano. E Palazzo Vecchio è ora alla ricerca di nuovi terreni comunali in stato di abbandono, da destinare alla pratica virtuosa dell’agricoltura sociale e sostenibile.

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