L'acqua è una risorsa essenziale, un bene comune, degno di essere salvaguardato attraverso il coinvolgimento dei consumatori-cittadini
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La governance dell’acqua, bene comune

Il seminario AREL tra partecipazione e trasparenza

Presso la sede dell ' AREL si è svolta una tavola rotonda che ha affrontato il tema dell ' acqua come bene comune che deve essere salvaguardato attraverso una democrazia partecipata. Cercare di conciliare le necessità aziendali con la partecipazione attiva dei consumatori-cittadini è il progetto su cui il seminario si è interrogato.

 

Il seminario intitolato ” La governance delle società dei beni comuni: tra partecipazione e trasparenza ” , si è tenuto nella sede dell’Agenzia di Ricerche e Legislazione. Nella presentazione inziale la relatrice ha affermato che ” l’acqua è una risorsa essenziale, un bene comune, degno di essere salvaguardato attraverso il coinvolgimento dei consumatori e dei cittadini ” . Hanno preso parte al convegno, alcune aziende che hanno in gestione il sistema idrico, rappresentanti della società civile e docenti universitari esperti di diritto. Chiedersi in che modo partecipazione e trasparenza debbano avere un ruolo all’interno di società di servizi che erogano beni comuni, è stato il punto di partenza della discussione. Come afferma Paolo Carta, esponente di Acea, ” il singolo episodio di malfunzionamento, spesso oggetto di reclamo, rappresenta l’unico contatto tra utente e gestore, in questo senso la possibilità di creare un progetto condiviso andrebbe a stimolare un processo di partecipazione civica e di interessamento che comporterebbe il miglioramento stesso della gestione della risorsa ” . L’intervento, condiviso dall’intera assemblea, si è sviluppato riguardo le modalità con cui giungere all’obiettivo. Il delegato di Autorità per l’energia elettrica e per il gas, ha esposto alcune riflessioni, ” nel prevedere un dialogo con il consumatore-cittadino, potrebbe risultare utile mettere a disposizioni luoghi fisici dove possa svolgersi un confronto costante ” oppure ” assumere un organismo terzo che abbia come unico compito quello di stimolare la partecipazione civica ” .

Costruire un percorso di fiducia

A partire, dal referendum abrogativo del 2011 sull’acqua pubblica, si è avuto modo di riflettere su una nuova idea delle politiche pubbliche, orientata a riconoscere un maggior valore alle richieste dei diversi settori. Una concezione spinta anche dalla diffusione della tecnologia che consente di ottenere facilmente documenti, dati e informazioni. Strettamente connesso al concetto di partecipazione vi è quello della trasparenza, ” argomento imprescindibile, che porta con sé virtù economiche e democratiche ” . Da un lato è uno strumento di controllo che aiuta a comprendere fenomeni di inefficienza o di cattiva funzionalità , dall’altro è un mezzo di apprendimento che aiuta a capire ciò che avviene all’interno delle aziende, e che soprattutto incita a prendere decisioni più responsabili nei confronti della comunità costituendo in ultimo un antidoto contro la corruzione. ” Più in generale, la trasparenza costruisce quel rapporto di fiducia indispensabile qualora si voglia realmente intraprendere tale percorso. ”

Dalla democrazia rappresentativa alla democrazia partecipata

Nella volontà di ” conciliare una forma societaria con la gestione di un bene comune attraverso una governance d’impresa orientata alla trasparenza e alla partecipazione informata ” , risultano evidenti due principi fondamentali, espressi in conclusione dell’esponente di cittadinanza attiva Tiziana Toto, l’idea che ” nel concetto stesso di bene comune rientra l’idea di democrazia partecipata, e la funzione del cittadino come risorsa da cui attingere ” .Pur avendo tracciato le linee guida essenziali del programma, dagli interventi dei partecipanti, risultano chiare le perplessità relative all’attuazione pratica del progetto.

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