I quartieri della nostra città non possono essere considerati luoghi di isolamento e di emarginazione
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Palermo, polizia municipale e cittadini per un Quartiere vivo

Attivato a Palermo il progetto per migliorare la qualità sociale del territorio

Migliorare le condizioni di vita nel quartiere e stimolare il senso civico dei cittadini: questi sono gli obiettivi alla base del progetto Quartiere vivo, presentato dalla polizia municipale di Palermo a Villa Niscemi, sede del municipio. Nata di concerto con l ' Agenzia dei diritti, l ' iniziativa intende coinvolgere attivamente la popolazione in una stretta collaborazione con enti ed associazioni, lungo un percorso inaugurato ufficialmente dal 9 gennaio e che si concluderà nel 2015.

San Filippo Neri: è questo il vero nome del quartiere palermitano conosciuto ai più come Zen, in cui è stato avviato il progetto Quartiere vivo, nato proprio dalla volontà del corpo della polizia municipale con la straordinaria collaborazione dell’Agenzia dei diritti, che ha coinvolto anche la delegazione di Palermo del FAI (Fondo Ambiente Italiano), l’associazione Giustizia per le strade e gli istituti Falcone e Borsellino e Sciascia. Un’iniziativa simile era già stata avviata dagli operatori con l’esperienza della Community Policing, tesa a promuovere interventi partecipativi della polizia municipale nella zona per garantire la sicurezza e la protezione dei cittadini.

Cos’è e come si realizzerà

Con Quartiere vivo i residenti del quartiere sono chiamati a segnalare all’Agenzia eventuali situazioni di degrado, denunciando quanto possa mettere a rischio la propria incolumità e la propria sicurezza. L’obiettivo della polizia municipale è esattamente quello di garantire un netto miglioramento della qualità della vita dei cittadini, garantendo loro protezione e creando un rapporto diretto e collaborativo tra la popolazione e gli operatori della polizia. Il progetto sarà strutturato in quattro momenti:

  1. nel primo si organizzeranno laboratori e seminari per i residenti nel quartiere Zen sulla comunicazione interpersonale, sulla gestione delle violenze e dei conflitti, ma anche su come denunciare le diverse problematiche all’Agenzia,
  2. nel secondo step i membri del corpo di polizia municipale interverranno nelle scuole con l’educazione stradale e alla legalità ,
  3. la terza fase riguarderà l’educazione ambientale e in particolar modo il corretto uso della raccolta differenziata,
  4. il quarto ed ultimo momento del progetto sarà basato sulla sicurezza del quartiere, con l’istituzione di uno sportello di segnalazione e l’intensificazione dei mezzi di pattugliamento.

Le reazioni istituzionali

Quartiere vivo ha ricevuto dalla Regione Sicilia quasi un milione e mezzo di euro per avviare il progetto e per l’acquisto delle attrezzature necessarie per la buona riuscita degli obiettivi previsti. Estremamente ottimistiche le parole del primo cittadino palermitano, Leoluca Orlando, che ha salutato con favore la splendida iniziativa: “Presentiamo oggi un nuovo modello di polizia comunale che si affianca a un nuovo modello di scuola e di società civile. Questo perché siamo convinti che i quartieri della nostra città non possono essere considerati luoghi di isolamento e di emarginazione, ma, al contrario, luoghi vivi e di partecipazione collettiva e da questo punto di vista l’impegno delle scuole dello Zen, che si trasformano inevitabilmente in “agenzia educativa” cosìcome l’impegno del Fai e della Polizia Municipale è il segnale netto che stiamo costruendo una comunità “.

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