La proposta del Regolamento è la strada verso una progressiva amministrazione condivisa della res pubblica
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A Spoleto una proposta per un regolamento comunale sulla partecipazione

Verso un'amministrazione condivisa

Spoleto guarda all'amministrazione condivisa. Labsus intervista Alfonso Raus, esperto di progettazione partecipata e facilitatore in processi partecipativi che, assieme ad un gruppo di cittadini e associazioni locali (Cittadinanzattiva Spoleto, Città Nuova, Comitato Rifiuti Zero Spoleto - No Inceneritori, Italia Nostra, Associazione L ' Erica, Legambiente Spoleto, Libera Spoleto, Associazione G. Parenzi, Associazione Peter Pan, Pro Loco di Spoleto e WWF), ha redatto una proposta di regolamento comunale sulla partecipazione.

L’obiettivo principale della proposta di Regolamento sulla partecipazione – racconta Raus – è quello di promuovere “un nuovo modo di amministrare di tipo relazionale, paritario e pluralistico senza mettere in discussione le prerogative dell’assemblea elettiva e quindi della democrazia rappresentativa”. In questo senso il regolamento sull’amministrazione condivisa adottato a Bologna rappresenta “un punto di riferimento importantissimo per declinare e valorizzare percorsi effettivi di cura congiunta tra amministrazioni e cittadini attivi, dei beni comuni anche nel nostro territorio”, sottolinea Raus. Dunque anche Spoleto sembra guardare in modo concreto all’amministrazione condivisa.

Da dove nasce l’esigenza di una proposta per un regolamento sulla partecipazione?
Spoleto nel recente passato, ha avuto modo di sperimentare alcune modalità , anche innovative, di partecipazione e coinvolgimento delle organizzazioni e della cittadinanza, penso in particolare all’Agenda 21 Locale sui temi della sostenibilità e il secondo bando sul contratto di quartiere in materia di riqualificazione urbana e socio-economica. Alcuni altri momenti, ad esempio, sulla questione del centro storico o su alcuni progetti con impatto ambientale, si sono fermati ad una ridotta consultazione, e comunque la tendenza è stata poi quelle di utilizzare formule tradizionali, come i tavoli e le assemblee. In questo contesto diverse associazioni e singoli cittadini hanno più volte e in diverso modo, sollecitato una gestione più trasparente e soprattutto coinvolgente, fin dalla fase di formazione delle diverse politiche pubbliche locali. E’ a questo punto che, anche in relazione ad un confronto che si era avviato sulla riformulazione del regolamento delle consulte comunali, che si è pensato di fare un salto di qualità e proporre all’Amministrazione comunale un articolato di regolamento sulla partecipazione in senso ampio, in sintonia con il vigente statuto comunale. Tale proposta è il frutto di un confronto tra associazioni e alcuni cittadini particolarmente attivi nella vita pubblica locale, nonché conseguenza di una studio e ricerca che abbiamo fatto, analizzando diversi regolamenti ed esperienze di partecipazione nel contesto italiano.
Le Associazioni promotrici sono state: Cittadinanzattiva Spoleto, Città Nuova, Comitato Rifiuti Zero Spoleto – No Inceneritori, Italia Nostra, Associazione L’Erica, Legambiente Spoleto, Libera Spoleto, Associazione G.Parenzi, Associazione Peter Pan, Pro Loco di Spoleto, WWF.

Quali sono i principali obiettivi che si intendono perseguire?
L’obiettivo di fondo è quello di promuovere una progressiva amministrazione condivisa della res pubblica per una qualificazione dei processi decisionali locali. Un modo di amministrare, quindi, di tipo relazionale, paritario e pluralistico senza mettere in discussione le prerogative dell’assemblea elettiva e quindi della democrazia rappresentativa. “L’Amministrazione comunale, infatti – si dice nella nostra proposta di Regolamento – favorisce la promozione diretta come amministrazione o su richiesta dei cittadini e delle organizzazioni del territorio, di varie forme di consultazione, coinvolgimento e partecipazione attiva, a partire dalle fasi iniziali dei processi decisionali, con particolare riferimento alla individuazione degli obiettivi, fino alla loro attuazione. L’Amministrazione garantisce, inoltre, un riscontro alle risultanze di tali attività , e si impegna a sospendere ogni atto tecnico o amministrativo che possa pregiudicare l’esito del processo proposto, ivi inclusi quelli delle aziende pubblico/private a partecipazione comunale coinvolte nella tematica oggetto del processo partecipativo”.
Il Regolamento proposto, chiarisce poi le condizioni che attivano la partecipazione. Oltre al richiamo ai procedimenti amministrativi concernenti la formazione di atti normativi o amministrativi di carattere generale di competenza del Consiglio Comunale, si vanno ad esplicitare altri contesti per la partecipazione: quando bisogna garantire una migliore tutela degli interessi collettivi e dei beni comuni e pubblici; quando si riconosce la complessità e l’articolazione del problema da affrontare; quando si è in presenza di interessi collettivi diversi o in conflitto; quando c’è un deficit di rappresentanza degli interessi; quando sono rilevati possibili o accertati impatti e conseguenze diffuse o concentrate in specifiche aree del territorio comunale.
L’idea, infine, di governo locale partecipato, viene interpretato nel Regolamento come un diffuso processo di apprendimento collettivo. E’ la comunità locale che deve, secondo noi, rimettersi in cammino per ricercare e sperimentare forme e modalità per rendere protagonista ogni sua articolazione e rigenerare la sua identità territoriale, in un rapporto costruttivo con le istituzioni. Per tali motivi si propone un modello di partecipazione pensato secondo i criteri della gradualità , varietà e adeguatezza. In sostanza si hanno a disposizione una diversità di livelli, in modo da offrire più strumenti e modalità per l’iniziativa dell’Amministrazione comunale, dei cittadini e delle organizzazioni, permettendo di scegliere quella più opportuna e adeguata in relazione alla complessità e particolarità dell’argomento da affrontare.

Nel documento, accanto a istituti “tradizionali” di partecipazione, si prevede la costituzione di un organo ad hoc: una Commissione comunale sulla partecipazione. Quali sono gli aspetti innovativi e i vantaggi di un tale istituto?
Un particolare elemento di innovatività è il fatto che la Commissione comunale che è chiamata a sovrintendere l’organizzazione e lo sviluppo dei processi partecipativi, prevede anche la presenza di cittadini comuni (in numero di tre) estratti a sorte da una lista pubblica di disponibilità attraverso un bando a cadenza biennale. Tale istituto è particolarmente in sintonia con alcune delle modalità di partecipazione presenti nel regolamento a carattere più inclusive e innovative, che riguardano strumenti complessi di governo locale e di trasformazione/organizzazione a livello urbanistico, dei servizi locali e in materia di sviluppo sostenibile e socio-economico del territorio, o strumenti come il bilancio partecipativo. Il territorio si dota, quindi, di un luogo che di per sé è già un esperienza di responsabilità condivisa, tra rappresentanti dell’amministrazione, dell’associazionismo, delle categorie socio-economiche e, appunto, anche dei cittadini. La Commissione ha un ruolo di supervisione, di garanzia e di stimolo dei processi consultivi e partecipativi che si istituiscono, e può anche coordinare quelli di maggiore rilevanza e complessità , su mandato della Giunta e/o del Consiglio Comunale. La Commissione può convocare i soggetti proponenti la richiesta di attivazione di processi decisionali locali di maggiore rilevanza e di particolare interesse generale con l’obiettivo di valutare in via preliminare i punti di vista e gli interessi coinvolti. Convoca, inoltre, una volta l’anno una conferenza pubblica di valutazione sul funzionamento del regolamento della partecipazione, sull’attuazione delle norme relative alla trasparenza e al diritto di accesso agli atti e sulla partecipazione ai procedimenti amministrativi di particolare rilevanza pubblica e collettiva. D’ufficio o su richiesta di soggetti portatori di interessi pubblici o diffusi costituiti in associazioni o comitati, ha facoltà di intervenire presso l’Amministrazione comunale, le Aziende e società concessionarie di servizi pubblici o di interesse collettivo, per richiedere chiarimenti, verifiche, e per proporre, eventualmente, interventi specifici in ordine a provvedimenti e atti di particolare interesse per la comunità locale non adeguatamente pubblicizzati e partecipati, o in situazioni in cui si rilevano disfunzioni di funzionamento degli uffici con riflessi nei confronti dei cittadini/utenti.

La proposta del regolamento prevede soprattutto la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell’amministrazione locale. Ma se il cittadino vuole prendersi cura di un bene comune di sua iniziativa, come può rapportarsi all’amministrazione? Ovvero nel regolamento avete previsto o pensate di introdurre disposizioni specifiche per favorire la cura condivisa dei beni comuni?
Considerando i beni comuni in un’accezione articolata ed estensiva, nella proposta di regolamento, si prevede, ad esempio, che L’Amministrazione comunale, al fine di garantire una migliore tutela dei diritti dei consumatori e la qualità ed efficienza dei servizi pubblici locali, promuove intese con le Associazioni dei consumatori per condividere e riconoscere l’attività , i criteri e le condizioni della rilevazione civica sulla qualità dei servizi pubblici locali e di pubblica utilità , eventualmente promossa e realizzata dalle stesse Associazioni. Più specificatamente sul tema della sussidiarietà e dei beni comuni, nella proposta di regolamento, abbiamo previsto un apposito paragrafo che riguarda i micro progetti o iniziative di interesse generale e/o collettivo. I cittadini costituitisi in forma organizzata o le associazioni portatrici di interessi diffusi o collettivi, possono formulare all’Amministrazione comunale proposte in tal senso, sulla base del principio di sussidiarietà . Per la realizzazione di opere di interesse locale, possono essere formulate all’Amministrazione comunale, proposte operative anche di pronta realizzabilità , indicandone i costi ed i mezzi di finanziamento, senza oneri per l’ente medesimo. I cittadini, inoltre, in forma organizzata o le associazioni portatrici di interessi diffusi o collettivi, possono presentare proposte progettuali inerenti il territorio in cui vivono e operano, con particolare riferimento ad interventi volti a dare risposta a bisogni sentiti sul territorio; a promuovere l’inclusione sociale e combattere la marginalità ; a rimuovere e a prevenire situazioni di conflitto intergenerazionale e interculturale; a promuovere e valorizzare le risorse storico-artistiche, naturali e le identità locali. Nel caso la competenza riguardi totalmente o in parte un altro o più enti pubblici, l’Amministrazione comunale agisce da tramite nei confronti di tale ente/i in qualità di promotore, previa condivisione del progetto.

Secondo lei, il documento che avete redatto può essere integrato con le norme contenute nel regolamento sull’amministrazione condivisa recentemente adottato dal Comune di Bologna?
La proposta di regolamento che abbiamo messo a punto, sarebbe sicuramente arricchita e completata dalla integrazione con le norme previste nel regolamento sull’amministrazione condivisa, proprio per la trattazione e l’articolazione con cui viene affrontata la questione dei beni comuni. Risulterebbe rafforzato e oltremodo qualificato il paradigma della collaborazione con i cittadini attivi e della gestione condivisa della cura di tali beni, promuovendo quell’innovazione sociale fatta di connessioni tra le diverse risorse presenti nella società che vanno a rigenerare legami sociali e forme inedite di collaborazione civica. Inoltre si chiarirebbe maggiormente il fatto che, la funzione della collaborazione con i cittadini attivi, insieme a quelle sulla inclusività nei processi decisionali locali, sono collocate nello schema organizzativo comunale, quale funzione istituzionale dell’ente. Ulteriori aspetti di armonizzazione e sintonia riguardano, inoltre, la stessa ispirazione a principi come quelli della fiducia reciproca, della valorizzazione della responsabilità dell’Amministrazione e dei cittadini, quale elemento centrale nella relazione con gli stessi; l’adeguatezza e la differenziazione delle forme di collaborazione a seconda del tipo o della natura del bene comune urbano. Ancora affinità e complementarietà li vedo rispetto alle forme con cui sviluppare la collaborazione: nel nostro testo, ad esempio, si propone ad un certo livello dei processi decisionali inclusivi, la possibilità di formalizzare e sottoscrivere da parte della Giunta o del Consiglio Comunale eventuali accordi o intese raggiunte a seguito dell’iter partecipativo. Nel regolamento sull’amministrazione condivisa, si inserisce la proposta di collaborazione come manifestazione di interesse formulata dai cittadini attivi, volta a proporre interventi di cura o rigenerazione dei beni comuni urbani, e il patto di collaborazione con cui definire l’ambito degli interventi di cura o rigenerazione per tali beni. Altre integrazioni che potremmo considerare, riguardano anche la centralità data nel testo sull’amministrazione condivisa, a quella che è stata definita come comunicazione collaborativa e quindi alla rete civica come medium per favorire il progressivo radicamento della collaborazione con i cittadini, utilizzando tutti i canali di comunicazione a disposizione per informare sulle opportunità di partecipazione alla cura ed alla rigenerazione dei beni comuni e per promuovere lo scambio di esperienze e di strumenti.

Quali sono i prossimi passi?
La proposta di regolamento sulla partecipazione è stata da noi già presentata pubblicamente e specificatamente alla attuale Amministrazione comunale, con invio a tutti i consiglieri comunali. Sia da parte della Giunta che di diversi Consiglieri dell’opposizione, abbiamo constatato un certo interesse, che non si è manifestato in concrete occasioni di confronto. In verità la situazione spoletina da diversi mesi è stata interessata da vicende molto delicate riguardanti la gestione del bilancio comunale, che hanno avuto la priorità su tutto il resto. Visto che siamo in prossimità delle prossime elezioni amministrative, in diverso modo, le varie associazioni hanno e stanno sollecitando le diverse forze politiche e i vari candidati su tali questioni. Sicuramente ad amministrazione formata, saremo lìa riproporre le tematiche riguardanti un diverso modo di concepire il governo locale in chiave partecipata, ed ora, grazie anche al regolamento sull’amministrazione condivisa adottato dal Comune di Bologna, un precedente e un riferimento importantissimo per declinare e valorizzare percorsi effettivi di cura congiunta tra amministrazioni e cittadini attivi, dei beni comuni anche nel nostro territorio.

gallo@labsus.net
Twitter: @AngelaGallo1

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