C'è la necessità di abbandonare quel costante binomio di servizio-retribuzione ed introdurre concetti nuovi come volontariato, solidarietà e bene comune
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Il comune siciliano di Acireale è prossimo all’approvazione del regolamento per i beni comuni

Il comune siciliano è prossimo all'approvazione del nostro regolamento

Il Consiglio comunale di Acireale è prossimo all'approvazione del Regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani promosso da Labsus. A tal proposito abbiamo contattato il vice-sindaco di Acireale, Nando Ardita, entusiasta per la riuscita della "sua battaglia".

Assessore, cosa l’ha spinta a proporre il regolamento alla sua giunta?
Qualche mese fa, i ragazzi di una cooperativa di Acireale mi hanno segnalato la vostra iniziativa, pubblicizzandola come molto interessante. Sono andato subito a cercarla e, non appena data un’occhiata, non ho potuto non comunicare al Sindaco e alla giunta la mia volontà di ” importare ” il regolamento anche ad Acireale.

Qual è stata la reazione della giunta e del consiglio?
Beh, devo dire che inizialmente si sono fatti convincere dal mio entusiasmo! Scherzi a parte, hanno ritenuto di vitale importanza un regolamento come il vostro in una realtà come quella di Acireale

Credete di modificarlo in futuro?
Come giunta non credo che lo modificheremo. Forse i consiglieri e le commissioni che lo esamineranno lo adatteranno alla realtà di Acireale.

Crede che il regolamento costituisca una risorsa in sé o aveva in mente qualche ambito di applicazione proprio nella città di Acireale in cui si percepisce l’assenza di collaborazione tra cittadini e pubblica amministrazione?
Acireale come tutta la Sicilia ne hanno un forte bisogno. Ed i cittadini ce lo chiedono da tempo.

La Sicilia si è dimostrata particolarmente virtuosa, nella comparazione regionale tra i diversi soggetti che hanno scaricato il regolamento di Labsus. Secondo lei, perché?
C’è necessità di cambiare. Una grande regione come quella siciliana, falcidiata negli anni da innumerevoli problemi, vede ora sbarrarsi la strada a causa di una pesante carenza di fondi. Occorre ovviare a queste impasse e il regolamento di Labsus rappresenta un importante rimedio.

Acireale con l’elezione del nuovo sindaco ha deciso di sposare il trend della rottamazione ed innovazione molto in voga in questo momento. Crede che il regolamento possa essere annoverato tra gli strumenti di innovazione che porteranno ad un rinnovamento della politica?
Ad Acireale si è realizzata una svolta di grande valore. Dopo anni di politica immobilista, l’elezione di Barbagallo, nella primavera scorsa, ha portato indubbiamente un vento di cambiamento che si sta facendo sentire. Stiamo cambiando questa città : vogliamo cercare di trasmettere alla popolazione, tra le altre cose, la necessità di abbandonare quel costante binomio di servizio-retribuzione ed introdurre concetti nuovi come volontariato, solidarietà e bene comune.

Un po’ come la mission di Labsus, insomma…
Proprio così. Ed è proprio per questo che non ci ho pensato due volte prima di presentare il regolamento al sindaco.

Il Sindaco Barbagallo aveva commentato cosìl’approvazione in giunta del regolamento: “Ci sono arrivate diverse richieste da parte di associazioni e singoli cittadini, che vogliono adoperarsi per riqualificare alcuni spazi della città e addirittura immobili in stato di degrado. Appena il regolamento passerà in Consiglio verificheremo la presenza di immobili comunali sul territorio che potranno essere migliorati e gestiti dai cittadini. E’ chiaro che il Comune sosterrà le iniziative dei cittadini attivi e farà in modo di sgravarli come possibile”.

Qui il video di un’intervista al vicesindaco Ardita in merito al regolamento per i beni comuni.

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