"Quando si fa una grande opera ci vogliono tempo, risorse ed energie. Noi abbiamo deciso di iniziare"
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Litorale romano: le dune di Torvaianica sono bene comune

Il progetto "Habemus dune" per il futuro dell'ambiente e del turismo nel territorio

Il progetto "Habemus dune" mira a rendere possibile e attuabile la gestione integrata del litorale, tramite incontri e dibattiti sul tema, passando dalla teoria alla pratica gestionale: si tratta di rimettere sul sito le piante che originariamente erano lìe proteggere quelle ancora esistenti. L'attività di ricerca e di studio è stata indispensabile per trovare le soluzioni più adatte al problema dell'erosione costiera. Si vogliono recuperare i siti con presenza di vegetazione dunale, sia attraverso la protezione di quella esistente che attraverso la preparazione in vivaio di nuove plantule.

Il progetto nasce con la volontà di cambiare rotta rispetto al degrado e all’erosione degli arenili del litorale romano, iniziando dalle piante. Torvaianica rappresenta un agglomerato urbano in condizione di sostanziale degrado e le dune rappresentano l’essenza di questo luogo: ripartire da queste per invertire la rotta è lo spirito del progetto “Habemus dune”. Ritornare alle origini attraverso la ricollocazione delle piante nel loro sito e dare indicazioni sul futuro.

Origine e futuro delle dune contro l’erosione costiera

“Quando si fa una grande opera ci vogliono tempo, architetti, risorse ed energie. Noi abbiamo deciso di iniziare”: sono queste le parole dell’architetto Cristiano Casafina, ideatore e coordinatore del progetto, che afferma che i primi effetti del lavoro saranno visibili tra quattro, cinque anni. L’Italia rappresenta ancora un valore in termini di qualità e bellezza, quella qualità e bellezza che tutti cerchiamo nei luoghi nei quali viviamo e andiamo in vacanza. Nei litorali, le piante hanno la funzione di trattenere la sabbia, per contenere la riduzione delle spiagge. Nel litorale romano, il turismo si sta azzerando a causa dell’erosione delle spiagge: invertire la rotta significa riportare i turisti a Torvaianica e aumentare la qualità della vita di coloro che ci abitano. Per questo si stanno coinvolgendo i balneari: in questo modo si cerca di ripristinare la spiaggia attraverso il sostegno di quelli che con la spiaggia lavorano. Il territorio sta rispondendo, anche se a volte con diffidenza, soprattutto legata alla non immediata visibilità dei risultati degli interventi.

Associazioni, cittadini e amministrazione insieme per il territorio

L’architetto Cristiano Casafina, da dieci anni operante come volontario nell’associazione ambientalista Fare verde onlus, in seguito a un percorso iniziato con M.G Villani del WWF Litorale Romano, ha messo in atto progetti e soluzioni che affrontano il degrado delle dune di Torvajanica, e si è impegnato strenuamente nella realizzazione del progetto ” Habemus dune ” , finalizzato alla salvaguardia della biodiversità delle specie dunali per ridurre al massimo l’inquinamento genetico, in collaborazione con Vivaio Crescenzo presente a Torvajainica dal 1976. La cittadinanza sta rispondendo, soprattutto attraverso l’acquisto delle piante. Tuttavia, tra le difficoltà maggiori c’è la comunicazione: è difficile, ma importante, far conoscere il progetto. Inoltre, come afferma l’architetto Casafina, c’è bisogno che l’amministrazione inserisca indirizzi specifici per la riqualificazione delle dune nella pianificazione urbanistica e nel piano dell’utilizzo degli arenili, manifestando in questo modo la volontà di un futuro che guardi alla costa nel rispetto dell’ambiente e per le generazioni che verranno. Oggi si vive una realtà ormai tutta cementificata, bisogna pensare a togliere il cemento per ricreare gli habitat, agendo in termini di sostenibilità . In quest’ottica, è alla sua ventitreesima edizione l’evento ” Mare d’inverno ” organizzato da Fare Verde, con il quale si procede, al censimento dei rifiuti sulla spiaggia. Dallo scorso anno si è aggiunta la manifestazione “Fratello Mare” che mette in risalto il problema dei rifiuti marini. Il problema riguarda tutti i comuni costieri: le case fronte-mare sono a rischio riducendo la bellezza ai luoghi.

Progetto di punta nel Comune di Pomezia

Il progetto è sostenuto da sponsor privati, anche per l’acquisto delle piante in vivaio: si tratta di balneari, commercianti, privati cittadini. Ci si propone anche la ricerca di finanziamenti regionali da destinare direttamente o tramite l’amministrazione comunale. Inoltre, si è pensato a percorsi di educazione ambientale tramite finanziamenti regionali, in cui si possa spiegare lo studio, l’attività di analisi e progettazione, la preparazione in vivaio delle specie dunali. “Habemus Dune” domenica 7 settembre 2014, in occasione della 9 ° Giornata del Peperoncino, ha premiato i sostenitori del progetto: il Comandante Giuseppe Falato della Capitaneria di Porto di Torvajainica, il volontario Flavio Cassandro dell’associazione Fare Verde Onlus, l’assessore Giovanni Mattias, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, hanno consegnato la targa ai concessionari balneari, Marco Bruni di Surf&Music, Davide Nasso di Tinga e Danilo Caso per le Amache, che per primi hanno aderito al progetto. Il quarto premiato è un privato cittadino, Francesco Antonietti di Bergamo, che è stato il primo a ordinare le piante. Il riconoscimento vuole incentivare anche altri a partecipare a quello che può diventare il progetto di punta del Comune di Pomezia: è questo il primo comune a capire che si può rallentare e persino invertire la rotta dell’erosione costiera. Il progetto “Habemus Dune” mette insieme idee, analisi, progetti, preparazione e messa a dimora di piante, il tutto a costi irrisori, lanciando una sfida per il presente e il futuro: progettare la propria costa secondo natura, per darle la speranza di rinascita per il bene di tutti.

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