Coniugare turismo sostenibile e agricoltura con la partecipazione degli abitanti
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Abitare i Paduli: una best practice made in Puglia

Un esempio di sviluppo materiale ed immateriale del territorio

"Abitare i paduli" è un progetto di valorizzazione del territorio, nato qualche anno fa da una scommessa di alcuni giovani universitari pugliesi. Con il tempo si è attivato un ampio processo di partecipazione che ha coinvolto diverse associazioni, amministrazioni comunali, operatori culturali e turistici, produttori agricoli e comunità locali.

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Ora, quella che è senza dubbio una delle esperienze più virtuose nella tutela del territorio che abbiamo in Italia, il Parco Paduli, è il solo candidato del nostro Paese al Premio del paesaggio promosso dal Consiglio d’Europa. Perché ” il progetto emerge come concreta e positiva applicazione dei principi della Convenzione Europea del Paesaggio per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale ” , si legge nella nota con cui il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) dà notizia del prestigioso riconoscimento. Giunto per aver valorizzato complessivamente le molteplici espressioni della storia e dell’identità dei luoghi, sia con profonda attenzione al patrimonio materiale (soprattutto gli antichi aggregati urbani, le cripte, le masserie e le altre architetture rurali tradizionali) che a quello immateriale (musiche popolari, antiche e nuove conoscenze agronomiche, specificità linguistiche). Ma non solo: anche per aver ideato modalità di comunicazione capaci di coinvolgere le comunità locali, integrandole allo stesso tempo con stimoli provenienti dall’esterno, e per aver sperimentato con successo forme di ” turismo dolce ” , che hanno fatto della zona dei Paduli un sistema di accoglienza eco-sostenibile.

Il Paduli, la progettazione dal basso, e molto altro ancora

Siamo nel basso Salento, tra Adriatico e Mar Jonio, all’interno delle cosiddette Terre di Mezzo. Un sistema di piccoli borghi rurali circondati da maestosi ulivi secolari. E’ qui che ha sede il Paduli, lungo un unico uliveto che si estende per poco più di cinquemila ettari, ” abbracciando ” dieci comuni: Botrugno, Giuggianello, Maglie, Muro Leccese, Nociglia, Sanarica, San Cassiano, Scorrano, Supersano, e infine, Surano. Da queste parti, sotto la lente fascinosa degli antichi muretti a secco e dei colori maestosi che restituiscono queste terre fertili, si sta cercando di coniugare il turismo sostenibile e l’agricoltura rispettosa dell’ambiente con la partecipazione degli abitanti. Grazie a quello che rimane, innanzitutto, un esempio di progettazione dal basso, il progetto Abitare i Paduli, appunto, che è coordinato sin dal 2003 dall’associazione di professionisti Lua (Laboratorio Urbano Aperto). Si tratta di un parco agricolo multifunzionale che ben prima della sua stessa istituzione aveva già iniziato a vivere, ancor prima di ottenere un riconoscimento formale dalla Regione Puglia. Il Parco mette a disposizione dei suoi visitatori: biciclette e guide turistiche, un servizio di albergo diffuso esterno, composto dalle antiche abitazioni rurali, un sistema di alloggi temporanei biodegradabili – se si decide di trascorrere la notte a contatto con la natura – oltre che diverse altre proposte escursionistiche divenute già parte integrante dei percorsi naturalistici promossi dagli enti turistici territoriali. Resta centrale, nel percorso di sviluppo del parco agricolo multifunzionale, la produzione di olio extravergine di oliva, che ha ottenuto diversi premi internazionali. E poi, d’estate, anche un concorso letterario, “Raccontare i Paduli“, che seleziona le migliori opere letterarie che abbiano come sfondo narrativo questi luoghi, dove la dimensione materiale e immateriale delle risorse si fondono nell’amore per il territorio, ma non solo.

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