La cura condivisa del parco valorizza le sue potenzialità di luogo di incontro e di inclusione sociale e culturale
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Il Parco della Zucca a Bologna: alberi, memoria e cura condivisa

Tutela di un bene comune frutto della sinergia tra cittadini e amministrazione

Veder lavorare congiuntamente associazioni, comitati e centri sociali - ciascuno nato con scopi diversi - e singoli cittadini verso un obiettivo condiviso, quello della cura di un bene urbano comune, non è un ' utopia. Il laboratorio che ha animato dal 2013 il Parco della Zucca del quartiere Navile di Bologna ne è la dimostrazione.

Una variegata rete di realtà locali – il Comitato Mettiamo in Moto la Zucca, il Quartiere Navile, il Museo per la Memoria di Ustica, l’Associazione Familiari Vittime della Strage di Ustica, la Fondazione Villa Ghigi, il Centro Sociale Montanari, la rete provinciale dei centri anziani Ancescao – e tanti cittadini della zona hanno scelto di prendersi cura dell’aerea verde del giardino, sotto l’aspetto sia della pulizia, dell’inserimento e manutenzione di nuovi arredi sia dello sviluppo dell’identità del parco, in modo tale da valorizzarne la storia e renderlo un luogo capace di favorire occasioni di socializzazione.

La gestione comune del parco

L’iniziativa del 9 novembre 2013 ” La Zucca: un giardino di alberi, storia e memoria ” , di cui Labsus ha già parlato, è solo una delle tante attività che si sono svolte alla Zucca. Il laboratorio, che si colloca all’interno del progetto ” La città come beni comuni ” , promosso da Labsus, Comune di Bologna, Centro Antartide e finanziato dalla Fondazione del Monte, conclusosi proprio con questa giornata, ha raggiunto buoni risultati, ma tanto altro è ancora in cantiere per realizzare una gestione condivisa dell’area con un sempre maggiore protagonismo dei cittadini.

Alcuni gruppi di volontari si sono occupati di coltivare l’identità della memoria del parco tramite l’organizzazione di eventi ad hoc, mentre altri hanno lavorato alla pulizia delle aree verdi. Per quanto riguarda le attrezzature del parco, oltre alla messa a nuovo di una panchina con una decorazione sul tema dell’integrazione, grazie alla collaborazione dell’associazione Gesti di Carta; un nuovo camminamento, una bacheca, una rastrelliera e i bidoni della raccolta differenziata sono stati installati nel parco, grazie al presidio attento di alcuni cittadini. Infine, Ancescao, grazie al coinvolgimento di scuole e ospiti del Centro Anziani, si dedicherà alla realizzazione di nuove aiuole, mentre il Comitato Mettiamo in Moto la Zucca sarà impegnato per tutto il 2015 in alcuni progetti relativi alla manutenzione degli arredi, all’istallazione di nuovi giochi e all’organizzazione di laboratori creativi per i bambini.

Il Parco della Zucca dà l’esempio

L’obiettivo quindi è quello di proseguire – anche dopo il termine del progetto ” Le città come beni comuni ” – con attività pensate e realizzate dai cittadini per rendere il Parco della Zucca sempre più adatto alle esigenze di tutta la cittadinanza, valorizzando le sue potenzialità come luogo di incontro e di inclusione sociale e culturale. Il caso del Parco della Zucca è sicuramente esemplare: cittadini singoli e associati che affiancano l’amministrazione nella gestione di un bene pubblico scegliendo di spontanea iniziativa di dedicarsi in prima persona alla cura di beni comuni come l’ambiente, la vivibilità , la sicurezza, la memoria. Grazie alla sinergia tra cittadinanza attiva e pubblica amministrazione il Parco della Zucca, in quanto bene comune, viene preso in custodia da parte dei cittadini, i quali cosìesercitano un diritto di cura fondato non sul proprio interesse ma sull’interesse generale.

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