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Il regolamento permette ai cittadini di prendersi cura dei beni comuni urbani e, di contare su un quadro normativo chiaro e definito.
Diritto Regolamenti comunali Regolamento amministrazione condivisa

Santa Maria Capua Vetere, Delibera del Consiglio Comunale, 19 novembre 2014, n. 36.

Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazioni

Lo scorso novembre, tre comuni casertani, hanno adottato il regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazioni locali delle relative città , in modo da garantire la tutela e la cura dei beni comuni urbani.

In provincia di Caserta, nel mese di novembre, Santa Maria Capua Vetere, Casal di Principe e San Tammaro, hanno adottato all’unanimità , a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, il regolamento scritto da Labsus, per dare rilievo al principio costituzionale di sussidiarietà  orizzontale. Tale regolamento, rivoluzionario nella sua portata, è stato adottato, da febbraio a oggi, da numerosi comuni (50 se si contano anche quelli che hanno avviato l’iter di approvazione), segno che una nuova concezione di amministrazione condivisa sta prendendo sempre più piede in tutto il Paese, grazie anche all’opera di sensibilizzazione svolta da Labsus. Il documento, pone per questo al suo interno i ringraziamenti a Gregorio Arena, Presidente di Labsus, che ha, in questa e in altre sedi, illustrato le finalità  del regolamento. L’articolato, disciplina quindi, in armonia con il dettato costituzionale, le forme e le modalità  di collaborazione dei cittadini con le amministrazioni. Santa Maria Capua Vetere, come la maggior parte degli altri comuni italiani, segue il modello adottato da Bologna, prima città  ad averlo accolto, senza apportarvi modifiche sostanziali, sottolineando cosìla validità  del testo bolognese. Il regolamento in questione è composto da 32 articoli, solo quattro in meno rispetto a quello di Bologna.   Nell’articolato si evidenziano i principi cui si dovrà  ispirare la collaborazione tra amministrazioni e cittadini, in modo che questi ultimi possano riappropriarsi dei propri spazi all’interno della città  in cui vivono e favorirne lo sviluppo. L’amministrazione riconosce quindi l’autonoma iniziativa dei cittadini e predispone a tale scopo tutte le misure necessarie affinché questi possano realizzare gli interventi di cura e di rigenerazione dei beni comuni, perseguendo sempre l’interesse generale. Proprio per garantire che tali azioni avvengano in armonia con tutti gli interessi coinvolti, pubblici e privati, le proposte di collaborazione devono ricevere l’approvazione del Comune. Inoltre, nel caso in cui la proposta in questione dovesse prevedere modifiche rilevanti allo stato dei luoghi interessati, verrà  sottoposta al vaglio preliminare della Giunta. Questa, oltre a ciò, sulla base dell’indirizzo del Consiglio comunale, individua, periodicamente, gli spazi in stato di parziale o totale abbandono, che possono essere oggetto degli interventi di rigenerazione. Il Comune, in base al regolamento, concorre, nei limiti delle risorse a sua disposizione, alla copertura dei costi previsti per lo svolgimento dei progetti in questione.

Il regolamento rappresenta un passo decisivo, anche dal punto di vista giuridico, che permette ai cittadini, che intendono cooperare con le amministrazioni, di prendersi cura dei beni comuni urbani e di contare su un quadro normativo chiaro e definito. Sarà  cosìpossibile delineare nuovi scenari anche in termini di idea della città , di cittadini e di beni comuni.



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