Prendere in gestione un parcheggio-non-luogo e renderlo un posto vivo, utile alla comunità e capace di essere spazio di aggregazione
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Diario da Londra: il non luogo riprogettato dalla comunità

Il parcheggio che rinasce come bene comune

" Non luogo: luogo privo di un'identità , quindi un luogo anonimo, un luogo staccato da qualsiasi rapporto con il contorno sociale, con una tradizione, con una storia. In genere, quando si parla di non luogo, si ricordano gli aeroporti, gli autogrill, i centri commerciali, le stazioni; tutti luoghi che hanno questa stessa caratteristica, una sorta di anonimato, una riproduzione in serie anche degli ambienti architettonici all'interno dei quali quella istituzione è collocata " (www.treccani.it/webtv, Prof.ssa Valeria Della Valle).

Carissimi lettori, un saluto da Londra.
Questa storia ha come protagonista, strano ma vero, un parcheggio. Nel quartiere di Hackney, dove sto conducendo il mio lavoro di ricerca-tesi, esisteva un tempo un luogo adibito a spazio per le auto e un edificio diroccato a lato di questo, entrambi proprietà del municipio, Gillet square (piazza Gillet). Questo posto non era tanto diverso dai molti prodotti dai processi di urbanizzazione nelle città . Pensando a questa storia mi tornano in mente le parole di Marc Augé: ” Non luogo: luogo privo di un’identità , quindi un luogo anonimo, un luogo staccato da qualsiasi rapporto con il contorno sociale, con una tradizione, con una storia”.
gillet 4Il contesto è il quartiere di Hackney, un luogo che risente di molti problemi sociali: povertà , esclusione sociale e criminalità . La disoccupazione e la discriminazione nel mercato del lavoro sono tra i maggiori problemi di cui risentono le minoranze etniche, come ho potuto constatare nel corso delle mie ricerche. Nel borgo londinese, che è anche una delle zone più povere dell’Inghilterra, la presenza di persone di differenti etnie e nazionalità raggiunge percentuali tra il 70-75% (Neighbourhood statistic – Office for National Statistic). Come ho più volte scritto nei miei articoli, uno dei ruoli principali delle imprese di comunità nel Regno Unito è di lavorare per l’empowerment delle persone. Questo scopo spesso si realizza attraverso la gestione di beni comuni.
L’essere al servizio della comunità ha portato la Hackney Co-operative Developments (HCD), l’organizzazione che mi ospita e di cui ho scritto in un articolo in precedenza, a cimentarsi in un progetto molto ambizioso: prendere in gestione questo parcheggio-non-luogo e renderlo un posto vivo, utile alla comunità e capace di essere spazio di aggregazione. I fini ultimi quindi sono da un lato creare un rapporto luogo-contesto che dia un senso al primo, dall’altro lavorare con un quartiere con forti problemi di coesione sociale dando un punto di riferimento comune per tutti.

Il ruolo di Gillet Square

gillet 3Nelle intenzioni della HCD vi era il desiderio di sperimentare un processo che portasse alla partecipazione delle persone del quartiere. Per far questo hanno costituito un gruppo di lavoro che coinvolgesse non solo i progettisti, Colletive Building Design e Groundwork East London, specializzati nella progettazione partecipata, ma anche il Municipio di Hackney, il dipartimento di sviluppo urbano di Londra e le organizzazioni dei cittadini. I lavori di progettazione di questo nuovo spazio partono nel 1993. Il gruppo decide di coinvolgere vari settori del quartiere, in particolare gli esercenti della zona limitrofa alla piazza, i rappresentanti delle tante comunità etniche del quartiere e i giovani artisti di Hackney. Il resto della popolazione locale venne coinvolta attraverso eventi organizzati nella piazza per poter mostrare quale poteva essere il potenziale del luogo e raccogliere opinioni e consigli su come questi immaginassero il futuro del luogo. Negli anni i lavori si susseguono portando alla realizzazione di uffici, spazi commerciali e laboratori a prezzi agevolati per le start-up locali e della nuova sede del Vortex Jazz Club. Nel 2006 l’inaugurazione della piazza ridata alla comunità dove ogni anno sono organizzati festival ed eventi che coinvolgono le famiglie, gli artisti locali, le comunità etniche, i commercianti e i giovani del quartiere. La gestione degli eventi è affidata ad un manager che si raffronta periodicamente con un gruppo di gestione che raggruppa la HCD, il Municipio di Hackney, rappresentanti del quartiere, gli esercizi commerciali e le imprese presenti sulla piazza e nel palazzo ristrutturato per una gestione partecipata del luogo e degli eventi. HCD inoltre provvede ad effettuare sondaggi e pubblici eventi per avere sempre un’idea chiara di cosa desideri la gente di Hackney in questo luogo.
A mio avviso l’importanza di questo progetto è che, per costruire una comunità servono spazi e momenti di vita comune che siano elemento unificante nonostante le diversità , quello che appunto è il ruolo di Gillet square.

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