"And if you feel depressed, remember that you are the luckiest ones: you are the ones Who are making their Dreams real!"
Cultura

The Common Good: iniziative europee, idee collaborative, sogni concreti in diretta da Lussemburgo

Oggi a Lussemburgo ho incontrato persone meravigliose. Social entrepeneurs, cosìvengono definiti nel mondo della nuova economia dell'innovazione sociale, ovvero quell'economia che produce prodotti e servizi per la collettività , a forte impatto sistemico, attraverso modelli di business sostenibili e creativi.

Ma chi sono poi davvero questi imprenditori coraggiosi? Né santi, né eroi. Semplicemente persone. Persone con dei sogni e delle storie bellissime da raccontare. Storie personali di chi é riuscito a trasformare le difficoltà quotidiane incontrate in una vita di disabilità in opportunità , per chi meno abile non vuole rinunciare a vivere una vita di qualità , una vita non solo normale, ma, perché no, anche “stylish“.
à‰ il caso di Fiona, che ha messo a frutto un’esperienza decennale come corporate manager, per mettere in piedi Blue Badge Style, una piattaforma web e un app, una guida ” Vogue ” per persone meno abili, per i loro amici e le loro famiglia: http://www.bluebadgestyle.com/

Storie di lotta politica e di solidarietà

Sono storie di lotta politica, che nascono dal bisogno di riconquistare una voce nei processi decisionali pubblici e di educare alla partecipazione politica per migliorare la democrazia. Come per Stephania, da Atene. Un’appassionata giovane donna che nel 2012 fonda Politeia 2.0, una piattaforma per l’innovazione politica, che avvicina i cittadini alle decisioni pubbliche attraverso metodologie partecipative, convincendo anno dopo anno sempre più amministrazioni locali a dotarsene: http://politeia2.org/
Ci sono poi storie di solidarietà , anche nell’Europa che costruisce muri e rifiuta di dare asilo a chi scappa dalle guerre in medio oriente. A Vienna, ad esempio, c’è Gabriela, che qualche anno fa ha aperto l’hotel Magdas, per dimostrare come si può non solo ospitare i rifugiati, ma addirittura valorizzarne le competenze, le conoscenze, le storie e lavorare insieme ad un progetto di successo: un hotel di design in centro a Vienna (http://www.magdas-hotel.at/home/).

Storie italiane

Poi ci sono quelle storie tutte Italiane, che ci inorgogliscono. C’è Riccarda a Milano, mamma imprenditrice, che non c’è la fa proprio ad accettare che più di metà della popolazione italiana – la popolazione femminile italiana dai dati Istat è del 51% – trovi difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro o sia ancora soggetta a scelte trade-off, stupide e inutilmente dolorose. Le donne e le mamme sono la sua passione. E cosìnel 2012 apre a Milano Piano C (http://www.pianoc.it/), un co-working per sole donne con un asilo autogestito al suo interno, e poi nel 2014 apre WorkHer, una piattaforma on-line che facilita l’incontro tra datori di lavoro e donne in cerca di occupazione, fino a lavorare al progetto MAAM (acronimo di Maternity as Master), un percorso di formazione e consapevolezza per donne lavoratrici in congedo di maternità .

Ma la più giovane e stupefacente di queste imprenditrici (perché di fatto, finora sono storie di donne…) viene da Verona. E’ Anna, ha 27 anni, una laurea alla Bocconi e un Master parigino a Science-Po. Dal 2013 Anna é presidente di una cooperativa sociale che impiega donne vittime di violenza e in difficoltà : una sartoria che lavora gli scarti di tessuto delle grandi aziende dell’industria tessile, producendo capi e accessori per marchi come Calzedonia e Carrera (http://progettoquid.it/).

Investor Fair

Stamattina a Lussemburgo ho incontrato 12 persone come loro, tutte donne e due uomini. Viene da chiedersi se avremmo mai avuto la fortuna di vedere realizzati progetti imprenditoriali come questi se non fossimo passati attraverso la profonda crisi di sistema degli ultimi anni, che ci ha di fatto obbligati a ripensare in un modo non tradizionale le relazioni tra società civile, soggetti economici e istituzioni pubbliche, talvolta aprendo la strada a collaborazioni inaspettate.
Queste ed altre storie saranno presentate come migliori esperienze di social entrepreneurship all’Investor Fair organizzata dal European Investment Bank Institute a inizio dicembre. Un’occasione per queste bellissime storie di trovare gambe forti – finanziamenti, consulenze strategiche, collaborazioni – per continuare a correre da sole, per rendere sempre più reali i “sogni” che ci raccontano.

Emanuela Saporito, co-founder di ORTIALTI (link a www.ortialti.com), progetto di Innovazione sociale tra i finalisti all’EIB Institute Investor’s Fair.



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