Ricerca, azione e formazione: un intreccio di queste tre dimensioni in chiave collaborativa
Notizie Notizie

SIBEC: video interviste e immagini

Giovanni Ferrero, Flaviano Zandonai e Aldo Patruno ci raccontano la Scuola italiana per i beni comuni

Il 15 dicembre scorso è stata ufficialmente presentata la SIBEC, la prima Scuola italiana per i beni comuni, presso l'Istituto Luigi Sturzo di Roma, promossa da Euricse, Labsus e l ' Università degli Studi di Trento. Come si legge sul sito ufficiale, lo scopo è quello di formare le professionalità che servono per gestire in maniera economicamente sostenibile i beni comuni, con particolare riferimento al recupero degli edifici e spazi abbandonati presenti in gran numero in tutto il Paese

SIBEC - Scuola Italiana per i Beni Comuni

Noi di Labsus, vi proponiamo una carrellata di video interviste e fotografie dell’evento. Tra gli interventi, quello di Giovanni Ferrero, funzionario del Comune di Torino, Flaviano Zandonai, ricercatore presso Euricse e Aldo Patruno, dirigente dell’Agenzia del Demanio.
Tre diversi punti di vista, che convergono nella comune volontà valorizzare quelle risorse latenti presenti nella società , che possono e vogliono giocare un ruolo di rilievo nel recupero e nella gestione dei beni comuni, ma che per farlo, hanno bisogno degli strumenti giusti. La risposta? La Scuola italiana per i beni comuni (SIBEC).

Il mix vincente di ricerca, azione e formazione

Ferrero: “Penso che la Scuola italiana per i beni comuni sia il soggetto che più di altri può dare un contributo a far crescere una cultura dell’amministrazione condivisa. Questo, può farlo tanto più si concentra su un mix tra ricerca, azione e formazione, tanto più intreccia queste dimensioni in chiave collaborativa”.

Giovanni Ferrero - Comune di Torino

Economia e governance

Zandonai: “Il contributo di Euricse per la Scuola Italiana per i beni comuni è quello di focalizzarsi su due importanti questioni: da un lato, quale economia sia possibile sviluppare nel dominio dei beni comuni. Dall’altro, i sistemi di governance per la produzione di beni comuni in regime economico, poiché essi stessi sono un sistema di governance. Dal nostro punto di vista, pensiamo che i modelli cooperativi dell’impresa sociale possano rappresentare uno strumento interessante per proporre nuove forme di governance dei beni comuni”.

Flaviano Zandonai - Euricse

La strada dell’amministrazione condivisa

Patruno: “L’ottanta per cento del patrimonio dello Stato, dei Comuni e delle Regioni non si presta, oggi, a logiche di dismissione in ottica tradizionalmente di mercato e dunque bisogna inventarsi modelli e strade nuove. Il modello dell’amministrazione condivisa è evidentemente una di quelle strade su cui l’Agenzia del Demanio non può non sperimentare“.

Aldo Patruno - Agenzia del Demanio

Nella galleria fotografica di seguito, il convegno della mattinata e il tavolo di lavoro del pomeriggio:

sturzo_n SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuniSIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni
SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni
SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni SIBEC - Scuola italiana per i beni comuni postIT lavorigruppo

LEGGI ANCHE:



Lascia un commento