La sfida è quella di dare nuovo e rinnovato vigore a questo istituto e di tentarne l ' applicazione anche in materia ambientale
Gli Appuntamenti

La mediazione nei conflitti ambientali

Labsus è tra i promotori dell'iniziativa

Come anticipato è stato presentato ieri, presso l'Urban Center di Milano, il progetto La mediazione dei conflitti ambientali, cofinanziato da Fondazione Cariplo, tra i cui partner figura anche Labsus. L ' iniziativa si propone di estendere l ' applicazione dell ' istituto della mediazione civile ai conflitti in materia ambientale, notoriamente complessi e pregni di implicazioni sociali.

A tal fine, si prevede una fase di sperimentazione in cui alcuni conflitti reali saranno gestiti attraverso procedure di mediazione presso la Camera Arbitrale di Milano. Il percorso sarà costruito e affrontato in modo partecipato, attraverso il dialogo continuo tra esperti del settore e rappresentanti delle PA, della società civile e degli operatori economici.
La mediazione civile, in effetti, è ormai un’esperienza piuttosto consolidata nel nostro ordinamento, di cui si conoscono le potenzialità e a cui anche i soggetti più conflittuali cominciano ad avvicinarsi con meno diffidenza. La sfida è quella di dare nuovo e rinnovato vigore a questo istituto e di tentarne l’applicazione anche in materia ambientale, dove la delicatezza e la rilevanza degli interessi in gioco spesso non sono compatibili con la lunghezza dei procedimenti giudiziari e con i relativi costi.
I casi oggetto di studio sono quelli in cui ci si trovi in presenza di una controversia di natura civile o amministrativa, in cui si dibatta di danni cagionati all’ambiente e/o alla proprietà privata, ovvero di impianti e attività industriali di cui si contesti la possibile nocività .
In queste fattispecie, potrebbe essere utile lo svolgimento di un procedimento di mediazione – anche su sollecitazione del giudice – in cui negoziare (esclusivamente) le modalità del ripristino dello stato dei luoghi, compromessi dalle condotte delittuose, il risarcimento delle cd. perdite provvisorie, il danno non patrimoniale (ad es., il danno all’immagine subito da un’associazione di protezione ambientale o da un ente), ovvero la localizzazione di un impianto
Ebbene, sotto questo profilo, l’esperienza di altri paesi europei dimostra che, anche e proprio in questi casi, la discussione e il confronto serio e attivo degli attori del conflitto può essere proficuo per l’individuazione di una soluzione concreta.
D’altra parte, lo strumento della mediazione potrebbe rivelarsi utile anche dal punto di vista del soggetto cui sia imputabile la contaminazione, il quale potrebbe avere interesse a definire la vicenda in tempi rapidi, con oneri inferiori e, soprattutto, con una minore esposizione mediatica.
Una nuova sfida e una nuova opportunità , si profila dunque all’orizzonte nella storia della mediazione civile.

LEGGI ANCHE:

* * *
Veronica Dini è avvocato cassazionista del Foro di Milano e si occupa, in particolare, di:
• diritto ambientale (tutela dell’ambiente e del paesaggio, valutazione di impatto ambientale, valutazione ambientale strategica, bonifica dei siti contaminati, danno ambientale, industrie a rischio di incidente rilevante, due diligence ambientali, class action);
• diritto penale d’impresa (responsabilità penale e amministrativa degli Enti ex D.lgs. 231/2001 e s.m.i., reati contro la Pubblica Amministrazione, amministrazione e gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità );
• diritto dell’edilizia e dell’urbanistica, espropri per pubblica utilità , appalti e grandi opere;
• tutela penale della sicurezza e dell’igiene sui luoghi di lavoro;
• responsabilità medica.
Patrocina nell’ambito di contenziosi di natura penale, civile e amministrativa, anche nelle giurisdizioni superiori, oltre a svolgere attività di mediazione civile.
Lo Studio offre servizi di formazione professionale e consulenza legale – anche in materia di progettazione europea.



Lascia un commento