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Amministrare nella società  della condivisione. Cittadini e istituzioni in gioco nelle comunità  locali per (ri)generare beni comuni
Cultura

La rivista Animazione Sociale

Amministrare nella società  della condivisione: intervista a Gregorio Arena sul numero 295

Animazione sociale è la rivista italiana di quelli che nel mondo anglosassone chiamano " the practitioners " : chi lavora sul campo, si dice in sociologia; loro dicono " chi, a vario titolo, opera nel sociale (educatori, assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, cooperatori sociali,  insegnanti, sociologi, psichiatri, volontari).  Professionisti che lavorano nei servizi, nelle cooperative sociali, nelle associazioni, su problemi sociali ed educativi " .

Franco Floris, che da anni dirige questo mensile, al loro punto di vista ci tiene davvero. Chi ha scritto per lui, ha lavorato con lui: una delle sue tecniche è convocare gruppi di riflessione attorno a un argomento (e a un registratore), non solo per conoscerlo, allo scopo cioè di introdurlo e comunicarlo a un pubblico che ancora non lo conosce, ma anche per altri due motivi. Il primo è quello di riproporre l’argomento stesso nella prospettiva dei professionisti. Il secondo è quello di sollecitare argomentazioni nuove ” Da masticare e rimuginare. E magari discutere in équipe. Perché il pensiero rende liberi. E alleggerisce il lavoro. Dandogli metodo, senso, prospettiva ” .

L’intervista a Gregorio Arena apre il numero 8 del 2015: una dozzina di pagine sul tema ” Amministrare nella società  della condivisione. Cittadini e istituzioni in gioco nelle comunità  locali per (ri)generare beni comuni ” . Durante tutta l’intervista si va alla ricerca di possibili risposte al sentimento di sofferenza diffuso tra i cittadini e i practitioners attivi fuori e dentro i municipi italiani. ” Spesso non basta la disponibilità  delle persone, perché il nodo è precedente al loro incontro, dovuto a legislazioni bloccate rispetto all’evolversi dell’arte di amministrare ” .

Creatività  e responsabilità  caratterizzano la società  convergendo su forme di agire pratico che Animazione sociale indaga da decenni, ma il presidente di Labsus insiste su due aspetti teorici basilari: il primo è la società  della condivisione, in cui non possiamo non condividere; il secondo è l’intuizione che dai problemi si esce solo incarnando il principio di sussidiarietà .

Ma le domande ovviamente lo incalzano sull’interpretazione del moltiplicarsi delle pratiche. E le risposte riprendono concetti da tempo al centro del lavoro di Labsus, il Laboratorio per la sussidiarietà : ciò che conta è l’uso e non il possesso dei beni, il paradosso per cui se condivido moltiplico, la regola dell’uno a uno nella società  della disintermediazione. Nel cuore dell’articolo le questioni sollevate dalla redazione portano gli scenari futuri all’estremo: ” Senza beni condivisi il rischio è la catastrofe? ” ;o concentrano l’attenzione su effetti collaterali ad alto rischio: ” Come contenere rigurgiti tribali? ” .

Alla ” Città  del noi ” , terzo appuntamento degli operatori sociali che si terrà  a Torino da giovedì10 a sabato 12 marzo, presso la sede del Gruppo Abele le riflessioni scritte continueranno sotto forma di dibattito; sui beni comuni, l’appuntamento è con Gregorio Arena e Luca Fazzi venerdì11 dalle 14:30 alle 17:30.

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