Le nostre città sono abitate da una moltitudine di corpi diversi che hanno desideri, esigenze e modi di " funzionare " diversi
Cultura

Tamalacà e L ‘ invasione degli AltriCorpi

Quando gli abitanti normalmente esclusi dai processi di trasformazione urbana si mettono in mostra

Cosa significa immaginare e progettare la città partendo dagli abitanti normalmente esclusi dai processi di trasformazione urbana e per i quali la città è ostile e inaccessibile? La mostra inaugurata il 17 febbraio in occasione dell ' Urban Thinkers Campus - The City WeNeed: Open for Art tenutosi ad Alghero nelle scorse settimane, ha dato il via a " L ' invasione degli AltriCorpi " , una serie di esposizioni ed eventi pensati da TaMaLaCà - spin off sostenuto dall ' Università degli Studi di Sassari - per raccontare il proprio punto di vista sulla città .

Autrici: Roberta Guido ed Elisa Ghisu

Al centro del suo interesse TaMaLaCà mette tutti quegli abitanti che sono esclusi dal progetto della città e lo sono proprio in virtù del discostamento dei loro ” corpi ” – in termini di forme, abilità , ritmi – dal corpo dell’abitante-standard: adulto, maschio, sano, istruito, automunito, etc.

altaleneTutti gli abitanti che non possiedono tutte queste caratteristiche sperimentano nella loro quotidianità delle limitazioni nell’accedere agli spazi e ai servizi della città e vedono quindi limitati i propri diritti urbani.
Ma quanto è rappresentativo in termini numerici l’abitante standard? Molto poco verrebbe da rispondere…
Le nostre città sono infatti abitate da una moltitudine di corpi diversi che hanno desideri, esigenze e modi di ” funzionare ” diversi.
Di questa diversità diffusa – che è la normalità – bisognerebbe tenere conto quando si progettano i tempi, gli spazi e le politiche di una città . E questa diversità diffusa, è protagonista della serie di mostre pensate da TaMaLaCà proprio per dare corpo e voce agli ” AltriCorpi ” , tutti quegli abitanti normalmente esclusi dai processi di trasformazione urbana e per cui la città è ostile e inaccessibile.

L’allestimento

Facendo dialogare alcuni grandi studiosi e progettisti del passato – come ad esempio Colin Ward e Jane Jacobs – con gli ” AltriCorpi ” , l’allestimento mette in luce tutte le potenzialità che un approccio di questo genere comporta, raccontando in modo efficace ed evocativo le piccole battaglie quotidiane che attraversano le nostre città .
scale 2Al centro della mostra inaugurata ad Alghero c’è il rapporto, straordinariamente fecondo, fra il bambino e la città , evidenziato attraverso il confronto fra Colin Ward e i piccoli protagonisti del Fronte di Liberazione dei Pizzinni Pizzoni, il gioco-mobilitazione urbano creato da TaMaLaCà in collaborazione con la scuola del quartiere di San Donato a Sassari, vincitore di importanti premi e riconoscimenti in Italia e all’estero (alcuni dei quali brevemente citati qui).
Attraverso una sequenza di piccole foto disposte su supporti leggeri e giocosi – che anche nel suo farsi racconta lo zig zag avventuroso e quotidiano di un’attività tuttora in corso – l’immaginario dei visitatori viene ” invaso ” dai piccoli protagonisti che con le loro azioni ricordano a tutti che una città giocabile è possibile.
L’agilità dei piccoli formati accenna alla dimensione micro di certe trasformazioni e delle piccole battaglie quotidiane in cui anche la singola foto è un processo che conserva le tracce del messaggio che tutti sono invitati a raccogliere.

Cosa è TaMaLaCà

Attiva come impresa dalla fine del 2013, ma con un’esperienza ormai decennale nell’ambito della ricercAzione, TaMaLaCà (acronimo di Tutta Mia La Città ) si pone l’obiettivo ambizioso di immaginare, progettare e costruire forme, funzioni e ritmi urbani che accolgano la molteplicità dei modi e dei tempi di «funzionare » dei diversi abitanti e siano in grado, quindi, di garantire e promuovere un uso pieno, libero ed effettivo della città da parte di ciascuno.

Il principio di sussidiarietà

altalena fraPerché parlarne insieme a Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà ?
Perché da questa mostra e dai lavori di ricercAzione di TaMaLaCà emerge con evidenza come gli abitanti, tutti, soprattutto quelli non standard, siano portatori non solo di bisogni, ma anche di capacità e che è possibile che queste capacità siano messe a disposizione della comunità per contribuire a dare soluzione, insieme con le amministrazioni pubbliche, ai problemi di interesse generale.
Tale proprietà trova espressione nel contenuto straordinariamente moderno e operativo del principio di sussidiarietà nella sua declinazione orizzontale, sancito dall’art. 118, ultimo comma, della Costituzione, secondo il quale ” Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà ” .
Riconoscendo che le persone sono in grado di attivarsi autonomamente nell’interesse generale e disponendo che le istituzioni debbano sostenerne gli sforzi in tal senso, il principio di sussidiarietà orizzontale conferma quindi che le persone, tutte, hanno delle capacità , e che queste capacità sono determinanti per risolvere non solo i propri problemi individuali, ma anche quelli che riguardano la collettività .

Ecco un album di foto delle invasioni di TaMaLaCà

 

 



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