Sinergia tra amministrazione locale, associazioni di cittadini e dirigenze scolastiche alla base delle Scuole aperte condivise
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Scuole condivise: luoghi del bene comune

La quarta giornata di incontro sui temi della sussidiarietà in ambito scolastico

Sabato 9 aprile l ' Associazione genitori Scuola di Donato ha organizzato un incontro sul tema delle scuole aperte " condivise " . Il momento di dialogo e confronto nasce come conseguenza della pubblicazione de " Il vademecum delle scuole aperte " nell ' ambito del progetto Conciliascuola del comune di Milano.

L’evento “Scuole condivise: luoghi del bene comune” non è il primo del suo genere: è, infatti, il quarto di una serie di convegni promossi dall’Associazione genitori Scuola di Donato, Labsus e il Movimento di volontariato italiano. Fra gli altri, hanno partecipato all’incontro Massimo Arcà , presidente dell’Associazione genitori Scuola di Donato, Giovanni Del Bene dell’Ufficio Scuole aperte del comune di Milano, Elisabetta Salvatorelli per Labsus e Giovanni Figà Talamanca, ex presidente del Consiglio d’istituto della scuola Mazzini e ora presidente della Commissione scuola del Municipio 1 di Roma.

Scuole condivise come bene comune

Secondo Rita Locatelli, dottoranda presso una cattedra Unesco dell’Università di Bergamo e attiva foto (1)nell’ambito della cooperazione internazionale in campo educativo, le iniziative delle scuole aperte nascono sia da un problema di gestione delle risorse economiche nei confronti del sistema educativo, sia dall’esigenza di rivalutazione dei concetti di ” beni comuni ” e ” beni pubblici ” . Come denuncia Giovanni Del Bene, la mancanza di risorse dallo Stato costringe le scuole e gli enti territoriali ad appellarsi al regolamento sull’autonomia scolastica (Dpr 275/99) e a trovare vie alternative al finanziamento. Tale obiettivo non può essere raggiunto in maniera trasparente ed efficace attraverso i ” contributi volontari ” che molti istituti fanno pagare ai genitori degli studenti. Bisogna, perciò, creare gli strumenti amministrativi che possano attuare lo sviluppo dell’autonomia scolastica, già esplicitato nella legge n.107 del 2015 sulla ” Buona scuola ” . Questo non può prescindere, tuttavia, da un intervento collettivo a livello locale che coinvolga in eguale misura l’amministrazione comunale, le dirigenze scolastiche e le associazioni cittadine (ad esempio, formate dai genitori).
Da queste basi nasce l’idea di ” scuola aperta ” . L’idea è quella di aprire gli spazi degli istituti ad attività extrascolastiche rivolte non solo ai singoli studenti, ma all’intera comunità , in modo che nasca un interesse comune nel preservare e promuovere la funzione educativa dei poli scolastici. E’ qui che interviene il concetto di scuola aperta ” condivisa ” . La sperimentazione di apertura degli spazi a iniziative di varia natura, concordate a priori con le dirigenze, vede il coinvolgimento attivo delle istituzioni del territorio e dell’organizzazione di tale attività da parte dei genitori, degli studenti e delle formazioni locali. Come spiegato da Rita Locatelli, dalla definizione di ” scuola aperta condivisa ” deriva una riflessione su una nuova concezione del modello educativo. Si parlerebbe, infatti, di ” educazione ” come ” bene comune dinamico ” . Lo Stato centrale non ha il solo compito di emanare normative e modelli di istruzione seguendo uno schema top down, ma è necessario che faciliti con l’adeguata regolamentazione il coinvolgimento dei soggetti attivi. Con questo nuovo paradigma viene data, quindi, enfasi sulla dimensione collettiva, indispensabile per un miglioramento delle pratiche educative.

Scuole aperte e sussidiarietà

foto 2 (1)I temi della sinergia dell’utenza e dell’amministrazione locale nelle attività previste dai progetti di ” scuole aperte ” e della riflessione sul nuovo concetto di istruzione sono fortemente collegati all’attuazione del principio di sussidiarietà . La collaborazione attiva e autonoma delle autorità territoriali con le formazioni sociali locali è, infatti, il punto centrale dell’articolo 118.
Su questi argomenti si è pronunciata Elisabetta Salvatorelli, rappresentante di Labsus. Considerando la riflessione sull’innovativo paradigma di educazione come bene comune, ha illustrato come iniziative quali le scuole aperte, trovino terreno fertile con una regolamentazione che permetta ciò. Il riferimento è al Regolamento sull’amministrazione dei beni condivisi, elaborato in prima battuta da Labsus per il comune di Bologna (qui il testo). I lavori per un testo innovativo per Roma, che hanno visto la partecipazione attiva della Salvatorelli, hanno avuto una battuta d’arresto con le dimissioni di Ignazio Marino.

Il vademecum di Milano…

Durante l’incontro Giovanni Del Bene ha spiegato come la tematica delle scuole aperte si sia evoluta nel capoluogo lombardo. I progetti che hanno visto la sinergia fra assessori comunali, dirigenze degli istituti e associazioni cittadine, sono stati possibili grazie alla coordinazione attiva dell’ufficio scolastico regionale e agli sforzi congiunti degli assessorati del welfare, dell’istruzione e della cultura. Su direttiva regionale Milano ha scelto la via dei “patti di collaborazione”. Si è avuto, quindi, ” Concilia scuola ” , una serie di progetti realizzati nell’ambito del Piano territoriale per la conciliazione 2014-2016 volti alla promozione di attività extracurriculari all’interno delle scuole cittadine. Questo ha permesso di individuare quali sono i patterns da seguire in una corretta gestione delle scuole aperte e di sintetizzarli in una guida: il Vademecum delle scuole aperte di Milano.

…e le esperienze a Roma

Nonostante a Roma non siano stati raggiunti i risultati ottenuti a Milano, l’evento ” Scuole condivise ” è servito per valorizzare le esperienze che si sono avute a Roma in questo settore.
Innanzitutto, interessante è l’operato dell’Associazione genitori Scuola di Donato all’interno dell’Istituto Comprensivo Statale Daniele Manin con la proposizione di progetti rivolti all’infanzia, ai temi del multiculturalismo e con la riqualificazione di molti spazi scolastici.
Nel Municipio I è stato approvato il primo regolamento genitori-cittadini attivi della capitale. Questo prevede la rimozione degli ostacoli di carattere burocratico alla partecipazione attiva delle associazioni locali (principalmente, quelle dei genitori degli studenti) nei processi decisionali delle dirigenze scolastiche.
Recentemente è nato il portale Scuole di Roma. Si tratta della mappatura integrale delle scuole della capitale, delle loro attività e dei servizi erogati, presentandosi come un punto di riferimento per tutti i genitori della capitale.
Per l’evento “Scuole condivise” sono intervenuti, infine, gli studenti rappresentanti di alcuni istituti della capitale, fra cui il liceo scientifico “John Fitzgerald Keenedy”. I giovani partecipanti hanno esposto sia quali siano le problematiche da eliminare per una migliore gestione delle attività che riguardano le segreterie e le dirigenze scolastiche della capitale, che le proposte studentesche già realizzate grazie al contributo delle associazioni cittadine.

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