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Culturability : 5 progetti per rigenerare spazi da condividere

La terza edizione di Culturability premia i migliori progetti di rigenerazione urbana a sostegno dello sviluppo economico e della inclusione sociale

Nel mese di settembre sono stati comunicati i 5 progetti vincitori di Culturability, iniziativa volta a rendere la cultura il fondamento di una avanzata concezione della città , in cui cittadini, organizzazioni private ed enti pubblici collaborano per favorire lo sviluppo economico e la coesione sociale.

Culturability è una piattaforma nata da un’idea della Fondazione Unipolis, sviluppata grazie anche alla collaborazione con Make a Cube ³, joint venture di Avanzi nonchè primo incubatore e acceleratore in Italia specializzato in imprese sociali, e la Fondazione Fitzcarraldo, centro indipendente di ricerca, consulenza, formazione e progettazione.

Rigenerazione urbana e nuove possibilità per i giovani

Per la terza edizione di Culturability, Unipolis ha deciso di sostenere interventi di rigenerazione urbana che abbiano forte impatto culturale e sociale. Nel bando è possibile individuare i tratti salienti di questa consolidata iniziativa. Partendo dall’oggetto, la rigenerazione riguarderà spazi ed edifici completamente abbandonati e in disuso, oltre ad immobili sottoutilizzati o con una destinazione d’uso diversa da quella culturale. Importante, altresì, l’attenzione rivolta ai giovani sia in qualità di destinatari degli interventi, visto che una delle caratteristiche valutate nei progetti è l’attitudine a realizzare percorsi di collaborazione e condivisione tra giovani cittadini, sia in qualità di soggetti promotori. Infatti, una delle principali connotazioni presenti nel bando è quella di essersi rivolti alle organizzazioni senza scopo di lucro e alle imprese private sociali o culturali il cui Organo di Gestione è composto in maggioranza assoluta da persone tra i 18 e i 35 anni (!), riservando a soggetti giuridicamente diversi – es. enti pubblici – la possibilità di partecipare esclusivamente sotto forma di partenariato con una delle precedenti tipologie indicate, che rivestono, comunque, il ruolo prevalente di ” soggetto capofila ” .

Diversi gli steps prima di giungere alla realizzazione dei piani di rigenerazione urbana. Dopo aver vagliato ben oltre 500 proposte presentate, un gruppo di esperti, appartenenti agli organismi promotori, ha individuato i 15 progetti migliori in favore dei quali si è svolto un percorso collettivo di formazione, articolato in workshop e in attività di mentoring, mirato a perfezionare la loro capacità progettuale. Al termine di queste giornate, ciascun soggetto selezionato ha illustrato un dossier dettagliato sulle attività intenzionate a compiere con la propria proposta. Sulla base di tutto ciò, una Commissione di Valutazione ha selezionato i 5 vincitori di Culturability, beneficiari di un contributo economico pari a 50mila euro a fondo perduto e di un ulteriore percorso di formazione, questa volta individuale poiché atto alla facilitazione nella messa in pratica del singolo piano.

La nuova veste delle aree dismesse

Le idee sono state soggette a un approfondito esame, non solo dal punto di vista architettonico-urbanistico, ma anche sulla base di numerosi criteri, come quello del valore culturale, della innovazione sociale, della fattibilità e sostenibilità economica, della credibilità del team proponente come pure della capacità a generare opportunità lavorative.
Dalla collaborazione tra Indisciplinarte di Terni e Next Rieti è nato ” Hostello delle idee ” : due città , due organizzazioni, uno stesso modo di rigenerare spazi, creando nuova socialità attraverso politiche di integrazione territoriale. La proposta, ideata secondo la strategia bottom-up da un gruppo di lavoro delle due associazioni, trae spunto e si connette a esperienze già attive nei territori: il CAOS di Terni, centro culturale nato dalla rivitalizzazione della ex fabbrica chimica Siri e Next Rieti, progetto di riqualificazione della ex fabbrica tessile Snai. Nello specifico, grazie a Culturability, un ex-opificio verrà trasformato in una casa/foresteria a basso costo nella quale, per quattro volte all’anno, un’intera area sarà dedicata alle lezioni della Scuola di rigenerazione urbana. La Scuola consentirà a 10 allievi – scelti secondo call aperte – di sviluppare nuove proposte di rigenerazione del territorio locale e sarà co-finanziata anche dal costo sostenuto dai viaggiatori e dai turisti ospitati nella foresteria.

A Milano opere di restaurazione, creazione di orti artistici aperti alla collettività , un laboratorio di falegnameria ed eventi culturali. Queste le azioni messe in campo già da qualche anno dai membri di CasciNet per consentire il recupero della storica Cascina di Sant’Ambrogio, di proprietà comunale. Con il sostegno di Unipolis l’associazione realizzerà aree di coworking per creativi e iniziative per migranti e disabili in favore della inclusione sociale.

A Sansepolcro, nella provincia di Arezzo, attraverso i contributi vinti, si avvierà Caserma Archeologica + ArtSweetArt. Il piano, frutto dell’unione di due progetti, prevede, con il primo, il recupero di una ex caserma dei Carabinieri da trasformare nel primo centro di arte contemporanea nella Valtiberina; sarà un posto interattivo dove, oltre alle proprie esposizioni e illustrazioni, i professionisti potranno usufruire di studi e postazioni di coworking, mentre per i giovani e gli studenti saranno svolti percorsi formativi. ArtSweetArt è, invece, un programma di residenza che promuove arte, condivisione e convivialità , in cui gli artisti saranno ospitati dalle famiglie del borgo e progetteranno insieme un’opera d’arte che verrà realizzata presso l’abitazione della famiglia ospitante, proprietaria e custode dell’opera stessa.

Ambiente, agricoltura urbana e arte sociale sono le parole cardini di Lab+: Piazza Gasparrotto Urban Living Lab, il progetto presentato dalla CO+ Coworking di Padova. L’associazione dal 2014 ha avviato il recupero di alcuni immobili sfitti siti in Piazza Gasparrotto, da tempo luogo abbandonato e noto per essere punto di ritrovo per spacciatori e microcriminali, con il sostegno delle istituzioni locali e il pieno coinvolgimento della cittadinanza. Tra le principali attività , con Lab+ Gasparorto, il primo orto urbano fuori suolo della città , verrà ampliato per altri 380 metri quadrati di fioriere; sarà avviato un mercato settimanale di giovani agricoltori e, inoltre, migranti e popolazioni marginali saranno i protagonisti di un percorso di teatro sociale e di comunità con interviste teatrali. Queste ultime saranno replicate in spazi pubblici di altri quartieri in una rassegna annuale, rappresentate in un diario a fumetti grazie ad un percorso di storytelling di quartiere e fonte di ispirazione per la realizzazione di opere pubbliche.

La breve descrizione fin qui condotta si conclude con il quinto vincitore. Ci troviamo a Borgata Veneta, zona periferica a nord di Torino, dove nel 2015 un gruppo di studiosi e collezionisti ha ottenuto dalla Circoscrizione V del capoluogo piemontese la possibilità di trasformare gli spazi di una ex-scuola, dando vita al MUFANT, il primo spazio espositivo e laboratoriale permanente in Italia dedicato al mondo della Fantascienza e del Fantastico. Il progetto ha previsto la realizzazione di una biblioteca interna al museo, lo sviluppo di percorsi sperimentali per l’utilizzo delle nuove tecnologie, delle nuove forme di comunicazione e aggregazione, nonché lo svolgimento di attività con le scuole e vede coinvolti, oltre al museo, la Circoscrizione V, l’Assessorato comunale all’Istruzione, l’associazione Citofono Numero Uno e il Settore Biblioteche Civiche Città di Torino.

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