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In Rome it was inaugurated BiblioFeB, a small library of 37 sqm housed in a classroom of Falcone and Borsellino School (Piazza Bologna). The library is open to children aged 0 to 10 years and is managed by the school in the morning and open to the public in the afternoon, thanks to the efforts of the volunteers of the associations Genitori Falcone e Borsellino and Libera Biblioteca PG Terzi. The realization of this interesting project was made possible through the fruitful cooperation between citizens and institutions.
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Da aula scolastica a biblioteca di quartiere per bambini: nasce a Roma BiblioFeB

In Rome it was inaugurated BiblioFeB, a small library of 37 sqm housed in a classroom of Falcone and Borsellino School (Piazza Bologna). The library is open to children aged 0 to 10 years and is managed by the school in the morning and open to the public in the afternoon, thanks to the efforts of the volunteers of the associations Genitori Falcone e Borsellino and Libera Biblioteca PG Terzi.

Un bellissimo esempio di collaborazione tra cittadini e istituzioni, un tandem che ha permesso di realizzare un progetto sognato da tempo: è nata a Roma BiblioFeB - Biblioteca Falcone e Borsellino, una particolare biblioteca 0-10 pensata dai genitori dei bambini che frequentano l'Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Via Reggio Calabria 34 (zona Piazza Bologna). Particolare perché si tratta di una piccolissima biblioteca di 37 mq ospitata in una delle aule della Scuola. A disposizione degli allievi e degli insegnanti la mattina e  biblioteca di quartiere il pomeriggio, sarà  aperta  al pubblico per la consultazione dei libri e per la partecipazione ai  laboratori dedicati ai bambini.

bibliofeb2Reinventare il quartiere e la scuola, creare un luogo di interesse comune dove la comunità  si stringe e diventa più coesa, ricostruire e valorizzare il tessuto sociale di un territorio: sono queste alcune delle motivazioni che spiegano la nascita di BiblioFeB.
Ma perché proprio in una scuola?
Perché la passione per la lettura va seminata a scuola, perché l’alleanza tra una biblioteca pubblica e la scuola pubblica può portare solo pubblici benefici, perché proprio la scuola ha bisogno di strumenti, i più moderni e i più antichi, e di metterli insieme nella stessa sede, per far dialogare le generazioni di ieri con quelle di domani. Perché una biblioteca 0-10 è uno dei pochi luoghi dove andare a scoprire la meravigliosa produzione culturale che esiste per le ragazze e i ragazzi, gratuitamente, e averne una nel nostro quartiere, a portata di passeggiata, può cambiare il modo in cui si vive la città  ” .
La realizzazione di BiblioFeB è stata resa possibile attraverso l’idea progettuale di Libera Biblioteca PG Terzi, i fondi raccolti grazie ai genitori delle bambine e dei bambini che frequentano l’I.C. Falcone e Borsellino di via Reggio Calabria, riuniti nell’associazione Genitori Falcone e Borsellino, con la ristrutturazione dell’aula a carico del Municipio Roma II, con i libri e gli arredi ricevuti in seguito alla vittoria del bando “Acea per Roma 2014″.
Come ogni biblioteca, anche BiblioFeB fa prestiti, rilascia tessere, promuove iniziative di lettura, raccoglie interesse intorno al tema della lettura e dei libri per bambini e ragazzi.

La biblioteca è gestita al mattino dalla scuola con le proprie risorse, al pomeriggio dalle associazioni, grazie ad una specifica Convenzione. Le associazioni hanno riunito un buon numero di volontarie e volontari per consentire l’apertura al pubblico almeno 2 giorni a settimana e per realizzare iniziative di lettura ad alta voce. La biblioteca si sostiene con le donazioni dei visitatori, con il tempo messo a disposizione dalle persone che vi partecipano, con le donazioni di librerie ed enti che hanno fornito libri.
BiblioFeB è stata inaugurata il 29 marzo 2017 a Roma, nell’edificio scolastico di Via Reggio Calabria 34, con un incontro aperto a tutti.
bibliofeb3A circa una settimana dall’inaugurazione, abbiamo fatto alcune domande a Francesca Morpurgo, presidente dell’associazione Genitori Falcone e Borsellino, per capire meglio passato, presente e possibili sviluppi futuri di questa interessante iniziativa:

BiblioFeB è un bellissimo esempio di collaborazione tra cittadini e istituzioni: che importanza ha, secondo lei, questo tandem nella buona riuscita di progetti per la comunità , come quello da voi proposto?

Senza la collaborazione e l’appoggio delle istituzioni purtroppo è estremamente difficile, se non impossibile, che un progetto come il nostro possa realizzarsi. Dico purtroppo perché non è facile ottenere prima l’attenzione e poi la collaborazione delle istituzioni e nel frattempo c’è il rischio che il progetto si spenga. C’è ancora molta distanza e – nel caso delle scuole – diffidenza, verso i cittadini che decidono di partecipare e diventare attori oltre che fruitori.
Tengo a precisare che in realtà  l’appoggio delle Istituzioni è essenziale soprattutto per un aspetto: gli spazi. Quasi tutte le iniziative a favore della comunità  hanno bisogno di uno spazio in cui insistere e vivere ed è difficilissimo ottenerli, anche per scopi pregevoli. Se si semplificasse l’iter di accesso agli spazi pubblici (scolastici e non) molti più progetti e iniziative potrebbero nascere e fiorire. Le Istituzioni potrebbero supportare progetti come questo anche in un altro modo: rendendo più chiaro l’iter amministrativo/burocratico/legislativo. Noi abbiamo perso moltissimo tempo ed energie preziosi solo per ottenere informazioni sul modo corretto di presentare domande, ottenere i permessi, adempiere agli obblighi associativi (che sono molti e complicati), etc.

Qual è stata la risposta del quartiere a BiblioFeB, in questa sua prima settimana di vita?

In realtà  Bibliofeb esiste ed è attiva già  da circa un anno. Con la differenza che in questi mesi, grazie ai materiali (libri e arredi) arrivati con il bando ACEA abbiamo finalmente potuto completarla. Prima era aperta (alla scuola la mattina ed al quartiere nel pomeriggio) ma arredata con materiali di recupero e fornita di libri ottenuti grazie a donazioni e utilizzando il fondo già  esistente nella scuola. Finora abbiamo emesso 229 tessere e per il momento abbiamo un tasso di rotazione del catalogo di circa un terzo (i.e. su quasi 2.000 titoli un terzo è in prestito, fra mattina e pomeriggio, e due terzi sono in sede).
In questa prima settimana dopo l’inaugurazione abbiamo visto un notevole incremento delle presenze ai laboratori e anche nei giorni di apertura regolare. Inoltre più persone rispetto a prima hanno chiesto informazioni o hanno offerto di partecipare con donazioni.

Pensa che Bibliofeb sia un progetto replicabile in altri quartieri, non solo di Roma?

Certo che sì! Anzi noi lo speriamo fortemente e mettiamo a disposizione la nostra esperienza.
I punti critici sono:
– avere a disposizione uno spazio adeguato;
– che ci sia un gruppo di persone di una numerosità  adeguata (noi siamo circa 20), dato che soprattutto per la gestione ordinaria c’è moltissimo lavoro da fare, e possibilmente con professionalità  rilevanti per “l’impresa” in questione (noi per esempio abbiamo esperte di biblioteche, architetti, libraie…);
– possibilmente che qualcuno esperto di gestione di biblioteche metta a disposizione la sua expertise. Noi abbiamo avuto la fortuna di poter collaborare con l’associazione Libera Biblioteca PGTerzi composta da bibliotecarie ed esperte del settore;
– saper resistere alla fronda di chi sostiene che il progetto è impossibile e/o inutile, il che, anche se sembra assurdo, accade;
last but not least, ottenere un finanziamento per partire, anche se non enorme. Noi come accennavo sopra abbiamo avviato la biblioteca con ciò che avevamo a disposizione, ma il salto di qualità  si è avuto grazie al Municipio, che ha ristrutturato l’aula (rendendola fruibile come biblioteca e un luogo piacevole in cui stare) e al finanziamento Acea, che ci ha permesso di avere dei libri di qualità .

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