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Scuolattiva, alla scuola Rio de Janeiro di Roma un esercizio di sussidiarietà

Scuolattiva: in a school of Rome, teachers, parents and kids spent two days to clean up the garden. An exercise of subsidiarity to learn how to be active citizens

Il sole è alto a Via dei Colli portuensi, la temperatura ricorda a tutti che l ' estate sta arrivando e nelle scuola aleggia nell'aria la sensazione da " ultimi giorni " . L'ingresso della scuola Rio de Janeiro è invaso di sacchi neri, pieni di foglie, che aspettano di essere raccolti dall'Ama. In due giorni di lavoro docenti, genitori e alunni hanno risistemato il giardino esterno della scuola: le recinzioni sono state messe in sicurezza, le sue facciate interne ripulite, le erbacce tagliate e le foglie spazzate. Il risultato più sorprendente però è sul retro: da quello che sembrava un cumulo di rovi è emerso un terrazzamento, con tanto di un ulivo. " Qui potremmo fare un orto, in cui ogni classe cura un piccolo terrazzamento " ipotizza la vicepreside, Graziella Bianco.

L’iniziativa è nata dall’impulso del neo costituito comitato dei genitori e sostenuta dal corpo docenti: le famiglie hanno prestato gli attrezzi e, chi ha potuto, si è messo a disposizione, al resto hanno pensato gli insegnanti e i bambini, dai 6 agli 11 anni, che sono scese a classi alterne. ” I cittadini attivi sono cittadini responsabili, per diventarlo bisogna iniziare presto e dalla la cosa più vicina ai ragazzi, ossia la scuola“, spiega Vera, la rappresentante dei genitori.

Due giornate dedicate all’educazione civica, che hanno avuto come oggetto gli spazi esterni perché -come dice Roberto Tassani, il dirigente scolastico – ci sono delle ” difficoltà nella gestione degli spazi esterni ” . Si tratta di un problema concreto: ” Purtroppo al Morandi (la scuola media dello stesso comprensorio) il 50% dello spazio non è praticabile, questo anche perché è vissuto molto poco: si tratta di una scuola media, quindi i ragazzi ci sono solo la mattina. Di fatto quello spazio non serve, ma renderlo praticabile potrebbe essere anche un modo per rimettere la scuola al centro della cittadinanza e del quartiere ” .

Hanno iniziato da una cosa semplice, come pulire il proprio giardino, ma vorrebbero raggiungere obiettivi più ambiziosi: ” Le scuole potrebbero avere le potenzialità per diventare poli civici. Farlo però non è facile perché ci sono alcuni problemi pratici: le scuole sono del Comune e le competenze vanno rispettate. Ci sarebbe bisogno di protocolli d’intesa che facilitino questo compito ” . Sono molte le cose concrete che si potrebbero fare, ” Noi abbiamo un’aula teatro che potrebbe essere usata in moltissimi modi, soprattutto il pomeriggio e la sera“, continua Roberto, “quello che si riesce a fare con le palestre andrebbe fatto anche con altri spazi ” . ” Servono momenti di incontro tra cittadini, istituzioni e scuole per poter creare sinergia e sfruttare al meglio queste potenzialità ” , sottolineano Vera e Graziella.

Insomma una storia semplice come – fortunatamente – ce ne sono sempre di più in giro per l’Italia. Un esempio utile a ricordare gli aspetti chiave dell’amministrazione condivisa: la spontaneità , la necessità di spazi di collaborazione tra istituzioni e cittadini, l’importanza del coinvolgimento dei più piccoli e l’ambizione di allargare la propria azione, ma anche le paure – espressa sottovoce dal dirigente scolastico – che a volte accompagnano questi percorsi: ” Il rischio è tutto questo diventi sostitutivo dell’intervento pubblico ” .

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