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Beni comuni e amministrazione condivisa Patti di collaborazione Toscana

La gestione condivisa che funziona: il Parco Fluviale di Bucine (AR)

Grazie al Patto il Parco torna ad essere vissuto dai cittadini
bucine

Dopo un anno, l’esperienza di collaborazione su Parco Fluviale San Salvatore a Bucine si è rinnovata con l’obiettivo di continuare la manutenzione dell’area e, soprattutto, l’organizzazione di eventi e attività volte a coinvolgere la cittadinanza e a educare all’ambiente e alla cura dei beni comuni.
Nel 2016 è stato il primo patto di collaborazione a Bucine (AR) quello firmato tra il Comune e l’Associazione Trama di Gaia e aveva come finalità la gestione condivisa del Parco Fluviale San Salvatore, rivolgendo particolare attenzione alla promozione sociale e all’educazione ambientale per cercare di migliorare le iniziative del luogo.
Il patto prevedeva nello specifico la manutenzione e la pulizia, la creazione di un Laboratorio cittadino aperto a tutti, utile a realizzare una co-progettazione inclusiva e l’organizzazione di eventi, grazie soprattutto alla collaborazione con altre associazioni e con una scuola, per rendere vivo e fruibile il parco.

Cosa prevede il nuovo patto

Arrivato a scadenza nello scorso anno, a inizio 2018 il patto “Parco Fluviale San Salvatore” è stato rinnovato dagli stessi interlocutori. L’oggetto del patto rinnovato è rimasto pressoché invariato e, nello specifico, gli interventi dei cittadini attivi oggi riguardano:
– il monitoraggio e la manutenzione del luogo, in primis per quanto riguarda il completamento della cartellonistica dei sentieri;
– la realizzazione di laboratori di progettazione partecipata, insieme ad altre associazioni, rivolti ai minori che avranno come finalità la realizzazione di un giardino di piante aromatiche e l’installazione di cestini per la raccolta differenziata;
– la creazione di un Laboratorio di Comunità per facilitare il dialogo e la co-progettazione degli interventi tra cittadini e istituzioni;
– l’organizzazione di manifestazioni, eventi e iniziative di promozione sociale, educazione ambientale e sensibilizzazione alla cura e gestione dei beni comuni.
Curiosi di scoprire cosa abbia spinto istituzioni e cittadini attivi a proseguire questa esperienza, abbiamo contattato sia il referente del Comune di Bucine per l’amministrazione condivisa dei beni comuni, Roberto Mirri, sia la presidente dell’Associazione Trama di Gaia, Ricciarda Malaspina.

Il patto di collaborazione su Parco Fluviale San Salvatore è un patto rinnovato, dato che il primo patto è stato firmato nel 2016. Qual è stato l’incentivo a dare continuità all’intervento sul parco? Quali sono stati i risultati ottenuti con il primo patto? In che direzione va il patto rinnovato?

Mirri: Il patto del Parco Fluviale S. Salvatore è stato il primo che abbiamo siglato a Bucine, dopo che il Consiglio comunale ha approvato il Regolamento dei beni comuni nell’ottobre 2015. Ci è stato proposto da un’associazione di promozione sociale interessata al tema della tutela ambientale e al progetto della cura e tutela dei beni comuni. Come descritto nel patto, sono state realizzate varie attività in collaborazione con altre associazioni e coinvolgendo bambini che frequentavano doposcuola e centri estivi, anziani residenti nella Rsa, cittadini interessati alle varie iniziative. La costituzione di una sorta di comitato cittadino che si prendesse cura del parco, uno degli obiettivi previsti dal patto, in realtà non è andato a buon fine, forse perché era necessario promuovere e sostenere un tipo di lavoro differente  per coinvolgere e interessare i cittadini. Vi sono inoltre altri aspetti da tenere in considerazione per valutare i risultati del patto: le difficoltà interne che l’associazione proponente ha avuto e la conformazione particolare della zona del parco che in estate è stato interessato da movimenti franosi importanti, limitandone l’accessibilità. Il patto comunque è stato rinnovato, prevedendo attività in collaborazione con un’altra associazione che gestisce le attività del doposcuola comunale ed eventuali altri progetti con oggetto il parco, da valutare in seguito.

Nel patto spesso si fa riferimento a interventi condivisi e di co-progettazione con altre realtà associative del territorio, a testimoniare la natura inclusiva dell’esperienza di gestione condivisa. Perché non si è cercato di allargare la sottoscrizione del patto anche alle altre associazioni coinvolte?

Mirri: Non siamo riusciti a individuare altre realtà associative del territorio disposte a impegnarsi nella promozione e gestione del parco, ma rimane forte la volontà di sostenere e favorire la presenza e l’impegno dei singoli cittadini per rendere questo patto uno strumento efficace di amministrazione condivisa. 

Cosa vi ha spinto a rinnovare il patto? Quali sono le differenze sostanziali dell’intervento sul parco rispetto al patto del 2016? 

MalaspinaAbbiamo rinnovato il patto per continuare la sinergia con gli uffici comunali e con la popolazione di Bucine e perché abbiamo verificato che i patti di collaborazione sono una forma valida di sviluppo della collaborazione fra cittadini, associazioni e comuni. Il nuovo metodo di azione vedrà un numero minore di attività nell’anno, ma più mirate a quello che ha riscosso maggior successo e rivolte ai ragazzi in età scolare. Il parco è grande e la manutenzione comunale è risultata difficile per le capacità municipali.

Sia nel patto originario che in quello rinnovato è presente il coinvolgimento di altre realtà associative, seppur non presenti nella sottoscrizione del patto. La base dei cittadini attivi su Parco fluviale San Salvatore si è allargata in questi anni?

Malaspina: Per ampliare la base dei cittadini occorrerà fare un ulteriore sforzo nell’invenzione dei prossimi progetti per il parco perché, dopo un iniziale interessamento, ancora non si è sviluppata quella necessaria autonomia di gestione per far funzionare continuativamente il parco.

Quali sono stati i risultati ottenuti dal Laboratorio Cittadino nella prima esperienza di collaborazione? Quali i risultati attesi oggi?

Malaspina: Il maggior risultato è stato quello di una effettiva rivitalizzazione dell’area con gruppi che seguivano attività ludico sportive all’aperto come yoga, ginnastica dolce, passeggiate con i cani. Ci sono stati altri gruppi che hanno fatto laboratori di pittura e scrittura collettiva. Sono stati organizzati eventi teatrali con le compagnie amatoriali locali. I ragazzi del doposcuola hanno progettato i cestini per la raccolta differenziata. Dovremmo ri-motivare, come abbiamo detto, i gruppi di cittadini che hanno partecipato alle varie attività, concentrando gli eventi nel periodo più mite e più luminoso dell’anno e sviluppando, ad esempio, la relazione con l’associazione Diversi Uguali per aprire alla partecipazione dei più giovani.

Patto di Collaborazione Parco S. Salvatore rinnovo