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Lottare contro la gentrificazione: storie da Berlino

Ernst-Thälmannpark: la battaglia dei cittadini contro la gentrification che uccide la memoria

Un quartiere popolare e semi-sconosciuto diventa di tendenza. Si innescano una serie di eventi che spingono i prezzi degli immobili alle stelle, i vecchi residenti ad emigrare verso altre zone della città e i nuovi appartamenti vengono affittati a esponenti dei ceti sociali più elevati. Questo concetto viene espresso in inglese con il termine “gentrification”, in italiano gentrificazione.
Innumerevoli aree urbane di Berlino sono, da più di un decennio, spettatrici di trasformazioni che in alcuni casi si sono rivelate radicali e che hanno causato dispersione sociale e perdita di memoria.

La storia

Il distretto di Pankow è situato nella ex Berlino est ed è ancora fortemente caratterizzato da un’architettura di stampo comunista, almeno nell’area limitrofa a quello che ormai è solo un ricordo del muro di Berlino. Ernst Thälmann Park ne è un esempio: questo complesso residenziale, infatti, situato nel quartiere di Prenzlauer Berg, fu progettato dall’architetto Erhardt Gißke su un’area precedentemente occupata dall’ultima officina del gas in funzione fino al 1981.
Nel 1982, dopo una graduale demolizione dell’area, in seguito a una forte pressione politica venne deciso di riqualificare questi terreni. Il concept di progetto prevedeva la costruzione di edifici residenziali con l’aggiunta di grandi aree verdi pubbliche, di strutture sportive e ricreative. Il complesso costruito in appena tre anni fu inaugurato ufficialmente in occasione dell’anniversario della nascita del leader comunista Ernst Thälmann, al quale è dedicato. Al centro del parco, in memoria delle sue gesta come forte oppositore del regime nazista, è stata posta un’imponente statua in bronzo su basamento di granito che lo raffigura.


Dopo la caduta del muro, in un sondaggio proposto dall’ufficio distrettuale di Prenzlauer Berg, viene chiesto ai residenti se mantenere o cambiare il nome di Ernst-Thälmann-Park. Il risultato è che l’80% degli abitanti si dice favorevole al mantenimento del nome originale; è così il Thälmann Park resta tutt’oggi una testimonianza interessante del concetto abitativo della Repubblica Democratica Tedesca (Deutsche Demokratische Republik – DDR).
In poco tempo il distretto di Pankow attrae l’interesse di investitori privati. Confrontando Prenzlauer Berg, durante la DDR e ai giorni nostri, il processo di gentrificazione risulta assolutamente evidente. La sua riqualificazione immobiliare e urbanistica ha trasformato non solo il quartiere esteticamente, ma anche la sua composizione sociale, tutto ciò dovuto anche all’aumento dei prezzi d’affitto. Durante il periodo socialista era un quartiere povero profondamente segnato dalla seconda guerra mondiale; adesso è un quartiere turistico che le persone amano visitare attirati dai nuovi ristoranti.
Sebbene Ernst-Thälmannpark non si conformi allo stile bohémien di Prenzlauer Berg è ancora uno spazio allettante per gli investitori. Negli ultimi anni l’interesse da parte delle società immobiliari nei confronti di questa zona è notevolmente aumentato.

“Come vogliamo vivere qui?”, un’iniziativa nata per caso

Nel novembre del 2012 alcuni residenti, in modo spontaneo, incominciarono a discutere e a organizzare riunioni sull’area di Ernst-Thälmannpark. Già dal mese successivo, oltre 90 persone iniziarono a partecipare agli incontri tanto che istituirono: l'”Anwohnerinitiative Ernst-Thälmann Park” (l’iniziativa degli abitanti del Thälmannpark) sotto il motto “Wie wollen wir hier leben?“ (“Come vogliamo vivere qui?”). Inizialmente si concentrarono su piccoli progetti: mantenere pulito il parco, organizzare discussioni sul futuro, organizzare un mercatino delle pulci. Ma nel momento in cui si venne a sapere della possibile vendita di proprietà delle ferrovie federali a Greifswalder Strasse (una parte del parco), preoccupati dell’accaduto i cittadini danno all’iniziativa uno scopo più alto e mirato.
L’anno successivo vide gli appartenenti all’Anwohnerinitiative Ernst-Thälmann Park protagonisti di un processo partecipativo con diverse attività: dai workshop ai tavoli di discussione, a passeggiate di quartiere aperti a tutta la città.
Questo processo inaugurò un’altra campagna parallela chiamata “*teddyzweinull” che aveva e a tutt’oggi ancora ha come obiettivo principale quello di proteggere il parco. Il nome nasconde un significato profondo: l’asterisco simboleggia l’area; “teddy” è un ponte tra passato e futuro perché è sia l’anagramma di tutti i nomi passati dell’area, che la parola “orsetto” in nome delle generazioni future; e “zweinull” da un lato si proietta verso il 2020 (anno che si sono prefissati per la riprogettazione del parco) e poi è anche la versione 2.0 dell’area. Nel 2014 l’Ernst-Thälmann-Park è stato finalmente incluso nella lista dei monumenti dell’Ufficio statale di Berlino per la protezione dei monumenti storici (“DDR-Prestigeprojekt”).

Nel frattempo l’Iniziativa scopre che la Deutsche Bahn (le ferrovie federali tedesche) aveva venduto l’area all’investitore Christian Gerome per circa 300.000 euro. Gerome pensava di aver concluso un ottimo affare, che avrebbe fruttato milioni nel momento in cui avesse costruito appartamenti di lusso. Ma l’operazione era assolutamente illegale, poiché non si poteva vendere l’area in quel periodo. I cittadini decidono così di scrivere una lettera aperta ai partiti in Parlamento, nella quale chiedono di riprendere la proprietà perché il parco e il quartiere avrebbero perso il loro aspetto caratteristico. La proposta viene respinta, e per questo si inizia a raccogliere le firme a sostegno della proposta.
Ma molti consiglieri distrettuali come Jens-Holger Kirchner, nonostante appartenesse al partito del Verdi (“Die Grüne” ), che solitamente si oppone a questo tipo di politica di vendita di beni pubblici, inaspettatamente accolgono l’idea di costruire appartamenti di lusso.
Proprio per questo motivo, nel 2016, l’Anwohnerinitiative Ernst-Thälmann Park organizza un’opposizione, contro il progetto delle torri proposto dall’imprenditore, attraverso la loro campagna “*teddyzweinull” con l’obiettivo di mantenere il Thälmann Park il più possibile verde. Scrivono:
Chiediamo che gli spazi aperti rimanenti e i complessi edilizi esistenti nel distretto rimangano pubblici e che i cittadini siano liberi di usarli. Rifiutiamo qualsiasi ulteriore sviluppo su questo sito, perché i generosi spazi verdi all’interno della città sono uno dei beni più preziosi che devono essere preservati per noi e per le generazioni future.
Sostengono che Prenzlauer Berg non ha abbastanza parchi e che il Thälmannpark è essenziale per il distretto. “*teddyzweinull” lotta anche per la conservazione del patrimonio storico del Thälmannpark, e segue l’idea di mantenere il nome in memoria del socialista Ernst Thälmann. La campagna è aperta anche per una nuova riqualificazione del parco più moderna, ma si oppone alla distruzione delle vecchie strutture.
L’Anwohnerinitiative Ernst-Thälmann Park sempre aperta a tutti i cittadini di Prenzlauer Berg, dà voce alle esigenze degli abitanti del quartiere e ha messo in connessione varie associazioni affini sul tema della tutela ambientale e storica del quartiere. A novembre 2016 erano state raccolte già 1600 firme per iniziare la procedura di pianificazione dello Spazio Verde Pubblico. A gennaio del 2017 erano 1800. Ma non erano ancora sufficienti: mancavano 1000 firme per avviare le trattative con il Consiglio distrettuale di Pankow.
L’Iniziativa voleva arrivare ad un’alternativa al progetto delle “Torri”, di cui si ipotizzava la costruzione sulla ex proprietà ferroviaria a Greifswalder Strasse. Ad aprile 2018, le tre parti politiche (Sinistra, SPD e Verdi) non erano ancora d’accordo su come procedere. Ad oggi, l’Iniziativa continua con la campagna per proteggere il loro territorio, il parco, gli edifici e contro la gentrificazione; mentre l’investitore spera di farsi approvare il progetto abbassando l’altezza delle torri a 21 piani adeguandosi all’altezza delle preesistenze.

La Germania

In Germania, e non solo, si pone il problema di come ridimensionare i processi di gentrificazione. Berlino è una città che sta combattendo da anni per salvare numerosi quartieri. Come Pankow, tutta la città è connessa da più reti che si sostengono a vicenda per salvare spazi pubblici, aree verdi e la memoria storica dei luoghi. Ancora non si sa cosa succederà a Ernst-Thälmann Park. Ma ancora una volta l’interesse e la cura per un parco, una statua, un progetto hanno scosso e unito i desideri e le azioni delle persone. Per loro questo quartiere ha un valore in sé, un significato più grande di quello che gli investitori possano pensare.