fbpx
Beni comuni e amministrazione condivisa Emilia Romagna Patti di collaborazione

Dal singolo alla collettività: a Ravenna, per esempio

L'amministrazione condivisa come punto di forza di una strategia generativa: il patto di Gullinsieme

Mariangela, cittadina attiva del quartiere Gulli della città di Ravenna, nel 2016 intraprende individualmente la cura delle aree verdi intorno al condominio in cui vive. A distanza di tre anni è “Gullinsieme”, un gruppo informale di cittadini, a cooperare per un quartiere pulito e svolgere azioni a favore del benessere della comunità, in sinergia con altre realtà territoriali.
A Ravenna, l’offrirsi di un singolo per il miglioramento di alcune aree pubbliche ha trovato il supporto di una amministrazione sensibile.
L’inserimento di una buona pratica all’interno di un processo di amministrazione condivisa ha fatto sì che, nel 2017, venisse firmato il primo Patto di collaborazione di cura e micro manutenzione della pista ciclo pedonale di via Tommaso Gulli. Un Patto stipulato tra Gullinsieme, il gruppo informale di cittadini, l’Azienda Casa Emilia-Romagna della provincia di Ravenna, di seguito denominata ACER, e l’Amministrazione pubblica che, nel rinnovarsi l’anno successivo, vede un ampliamento sia del gruppo di soggetti contraenti, con l’inserimento di Legambiente e la Cooperativa Sociale Società Dolce – affidataria dei servizi di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti asilo – sia degli obiettivi che degli ambiti di ricaduta delle attività di collaborazione.

Equilibrio tra cura dei luoghi e cura delle relazioni

Le azioni del Patto di collaborazione portano con sé un perfetto equilibrio tra la cura dello spazio e delle relazioni. Attività di prevenzione del degrado urbano, come interventi frequenti di raccolta di litter (piccoli o medio-piccoli rifiuti) e micro pulizia e rimozione delle erbacce, diventano il pretesto per tessere nuovi legami e consolidare quelli esistenti. A questi interventi si aggiunge l’organizzazione di iniziative di pulizia che vedono coinvolte anche la comunità scolastica del quartiere e gli ospiti del centro di Accoglienza Straordinaria Casa Maria, le camminate di vicinato, le feste di buon vicinato ed eventi pubblici in cui si invita la cittadinanza a collaborare, a risvegliare il senso civico sopito dentro se stessi – dice Mariangela – e essere parte di una comunità che contribuisce a rendere migliore il quartiere.

La prossimità ha una sua fisicità

ACER inoltre, come ente gestore di alcuni fabbricati di Via Gulli, ha messo a disposizione della collettività una saletta condominiale, oggi luogo identitario, con una sua bellezza e valore simbolico, quello di biblioteca condominiale, spazio di incontro e di comunità.
ACER, che dal 2007 ha attivato il servizio di mediazione sociale diffondendo la conoscenza tra i condomini e la cultura del prendersi cura della propria casa e dei propri vicini, riconosce i notevoli cambiamenti portati in quartiere dalla stipula del Patto di collaborazione, soprattutto nella possibilità di riscatto degli abitanti di un quartiere popolare, che adesso ospita una vivacità di attività di valore culturale che attrae un consistente numero di persone da altri quartieri. L’ente quindi, colta la forza dello strumento del Patto, ha modificato il suo regolamento interno in modo da poter stipulare Patti con alcuni cittadini attivi che vivono nelle case popolari.
La saletta condominiale accoglie inoltre gli incontri del “tavolo di negoziazione” costituito da tutti i contraenti del patto. Un tavolo di co-progettazione e confronto costante, necessario ad accompagnare il gruppo nel percorso di partecipazione e che sottolinea la presenza dell’amministrazione pubblica e il suo impegno a sviluppare rapporti di fiducia con la cittadinanza.
Il comune di Ravenna, sin dall’istituzione della delega alla partecipazione del 2013, elabora strategie per valorizzare la collaborazione. Attraverso un bando pubblico la Città ha affidato alla cooperativa sociale Villaggio Globale il progetto di supporto all’attuazione e alla gestione dei patti di collaborazione, che in modo puntuale si prende cura dei gruppi di proponenti anche con azioni di formazione dedicate all’ampliamento della rete e alla sostenibilità economica del patto.
L’amministrazione ha inoltre dotato la città di uno spazio comune a tutti i cittadini attivi firmatari dei Patti di collaborazione, affittando parte di un immobile privato, già riconosciuto dagli abitanti come luogo di ritrovo e mediazione culturale. Qui, oltre a svolgersi le attività di formazione, si organizzano eventi culturali e ricreativi che avvicinano tra loro i cittadini, favorendo la loro messa in rete e sinergia. Come se non bastasse la pubblica amministrazione, dal 2018, ha istituito un avviso pubblico prevedendo risorse (inizialmente di 10.000 euro e nel 2019 di 15.000 euro) a sostegno dello svolgimento delle azioni dei Patti di collaborazione già sottoscritti, che riconosce sotto forma di rimborso spesa. Una strategia generativa che racchiude in sé i principi di trasparenza, equità e fiducia, caratterizzanti un modello virtuoso di amministrazione condivisa.