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Berlino, Tempelhof: da aeroporto nazista a parco di comunità

Storie da Berlino: il caso Tempelhof e le battaglie dei cittadini per trasformarlo nella più vasta area verde della città

Una storia antica, complessa, piena di tragedie, rivolte e soprattutto vittorie. Un po’ come tante storie che caratterizzano Berlino. Le troviamo nei 386 ettari di Tempelhofer Feld, nell’omonimo quartiere di Berlino.
Negli anni moderni viene principalmente associato solo agli orrori delle Guerre Mondiali: prima come luogo delle parate militari, poi come aeroporto nazista e lager. Ad oggi è il parco più grande della città, forse anche il più atipico, ma non è ancora sicuro al 100% dalla speculazione edilizia.
Il primo Piano regolatore di Berlino accese una forte discussione sulla questione aeroporti, che si concluse con la decisione del Senato di dare inizio alla costruzione di un nuovo aeroporto: Flughafen Berlin Brandenburg “Willy Brandt” (conosciuto ad oggi come Berlin Schönefeld), che subito oscurò la fama dell’altro scalo, “Tempelhof”, ponendo un dubbio sulla sua effettiva necessità. Nel 2008, dopo discussioni durate anni, il Senato revocò il permesso di esercizio all’aeroporto di Tempelhof e ciò decretò la sua chiusura alla fine dello stesso anno.

Foto di Pim Menkveld su Unsplash

Smettere di volare, ma non con la mente

La sua chiusura innescò vari movimenti di protesta opposti fra loro: quelli che premevano per una riconversione e quelli che si opponevano alla chiusura dell’aeroporto. I primi lottavano già dal 1986. La capofila delle Iniziative per la riqualificazione dell’area fu la “Bürgerinitiative Flughafen Tempelhof”, nel 2008 divenne “Verein Bürgerinitiative flugfreies Tempelhof” (BIFT-Associazione iniziativa dei cittadini senza volo per Tempelhof). Schierati dalla controparte vi erano Interessengemeinschaft City-Airport Tempelhof (ICAT-gruppo di interesse City Airport Tempelhof). Proprio questi ultimi iniziarono una campagna di raccolta firme nel 2006, per poter dare il via libera a un referendum cittadino. Raccolsero 30.000 firme che dovevano essere supportate – per legge – da una petizione. Sottoscritta poi anche da associazioni molto importanti. Così, a fine 2007, ci furono i presupposti per avviare il referendum sul destino dell’aeroporto. Tanto che, anche la controparte, pro chiusura, iniziò a organizzarsi. Vennero istituite due Iniziative, la “NANU THF” e “l’Iniziativa Cittadini Tempelhof” che si impegnarono per riaprire l’aeroporto come parco.
Dal marzo 2008 dieci partiti ed altre organizzazioni si unirono come “Alleanza per un Tempelhof esente da voli”, sotto lo slogan: “Nein! zum Flugbetrieb in Tempelhof“ “(No! alle operazioni di volo a Tempelhof”). Tra i promotori: i partiti politici di sinistra tedesca come (SPD, Die Linke, Alleanza 90/I Verdi) e varie Associazioni per l’Ambiente “BUND”.
Il referendum promosso dall’ICAT “Tempelhof rimane un aeroporto commerciale!”, che si è svolto il 27 aprile 2008, non raggiunse il quorum, e l’aeroporto rimase chiuso senza una destinazione d’uso.

Ma ora è veramente un parco?

Dopo la chiusura di Tempelhof come aeroporto funzionale nel 2008, il sito non è stato più utilizzato. Mentre “giaceva in letargo”, i cittadini di Berlino, gli sviluppatori e le istituzioni governative hanno iniziato insieme a formulare idee su ciò che l’uso futuro dello spazio avrebbe potuto offrire.
Il 5 marzo 2008, il Dipartimento per lo sviluppo urbano del Senato di Berlino ha presentato il progetto di sviluppo urbano: “Tempelhofer Freiheit”. Si basava sulle idee già sviluppate nel piano di sviluppo urbano del 1998/1999 “Vom Flughafen zum Park der Luftbrücke” (“Dall’aeroporto al Parco”). Hanno voluto procedere per forme partecipate (“top-down”) partendo dall’istituzione di un “Forum THF Tempelhof”. Questo aveva il compito di discutere su temi quali: l’introduzione di industrie culturali nell’edificio dell’ex aeroporto e nelle aree del piazzale asfaltato. Ai margini dell’ex campo d’aviazione sarebbero stati costruiti anche dei nuovi complessi residenziali che si sarebbero affacciati verso i quartieri di Tempelhof (da ovest a sud), Neukölln (a est) ed una nuova area di sviluppo urbano a nord (Columbiaquartier, rimasta un’idea sulla carta). Nel frattempo, i circa 220 ettari di spazio verde dell’ex aeroporto erano stati temporaneamente destinati a parco con numerosi usi ricreativi per servire come “area di bilancio della temperatura del clima urbano”.
Nel 2010 fu presa dal Senato una decisione, in collaborazione con i cittadini: aprire Tempelhof come parco pubblico. Poco dopo s’iniziarono ad aprire le aree del Feld con 10 ettari che vennero interamente dedicati a spazi quali: sport, aree ricreative, giardini della comunità, spazi per la scienza e l’istruzione.
Già dai primi anni questi acquisirono immensa popolarità tra i cittadini berlinesi e i turisti, tanto che questo rese Tempelhofer Feld una delle destinazioni più popolari da visitare. Risultato di questa popolarità: un grande aumento di interesse da parte degli investitori. Proprio grazie alla sua popolarità il Feld ottenne il supporto di un gran numero di berlinesi e una forte opposizione al piano di sviluppo precedentemente accordato. Il Piano, infatti, prevedeva la sostituzione di tutti i progetti comunitari con diversi complessi fatti di appartamenti, oltre a ridurre l’area del parco pubblico alla sola cerchia ristretta dell’area della pista.
Il conflitto tra Senato, investitori e cittadini fu così significativo che l’Iniziativa 100% Tempelhofer Feld riscosse fin dall’inizio un forte seguito.

Un parco al 100% pubblico

L’Iniziativa del “100% Tempelhofer Feld” è stata istituita come opposizione della comunità verso il Masterplan del Senato per lo sviluppo edificatorio di Tempelhofer Feld. Dopo l’avanzamento di progetti pionieristici sostenuti dal Governo sul Feld, gli utenti di Tempelhof hanno iniziato a riunirsi e hanno costituito l’inizio dell’Iniziativa ufficiale.
Il disaccordo fra i cittadini e i cosiddetti “poteri forti” ha portato così alla richiesta di un referendum nel 2014. I cittadini vinsero votando contro il Piano, ma non avendo il voto carattere vincolante non vennero ascoltati, e quindi ricominciò una nuova protesta “Volksentscheid retten!” (Salva il referendum!). L’Iniziativa continua oggi con le sue azioni: la richiesta di un referendum cittadino per la discussione dell’uso futuro del campo e, più recentemente, l’azione nel dibattito sulle abitazioni temporanee per i rifugiati che vivono all’interno e intorno al parco. L’Iniziativa mira a preservare Tempelhofer Feld come spazio pubblico per l’intera città contro gli investimenti privati e lo sviluppo dell’area. 100% Tempelhofer Feld è un’Iniziativa indipendente che vede il parco come una grande risorsa. Si impegna a mantenere il valore storico dell’area e a contribuire allo sviluppo dello spazio pubblico.
Il conflitto tra il 100% Tempelhofer Feld e il Senato continua ancora oggi: “Il Senato non vuole discutere seriamente il significato, la fattibilità, le conseguenze per l’uomo, il clima e la natura, nonché i costi per lo sviluppo delle aree di costruzione!” dichiarano gli esponenti dell’Iniziativa.
Ecco un caso in cui si dimostra che l’implementazione top-down dei progetti pionieristici sono – prevalentemente – una strategia per valorizzare l’area con l’intenzione di renderla desiderabile agli investitori; mentre gli usi temporanei hanno contribuito a formare una comunità che rivendica il diritto alla città come una possibile via per rigenerare la democrazia.

Foto di copertina: Boopathi Rajaa su Unsplash

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