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Beni comuni e amministrazione condivisa Liguria Patti di collaborazione

Più cultura per tutti nel quartiere San Fruttuoso di Genova

Teatro e accessibilità: un patto di collaborazione che manifesta un cambio di volontà

Nel quartiere di San Fruttuoso, territorio del Municipio III della Bassa Val Bisagno del Comune di Genova, la compagnia teatrale Teatro Garage, che da anni lavora sul territorio gestendo la Sala Diana dell’omonimo ex cinema, propone all’amministrazione comunale, e in particolare al Municipio, di attivare percorsi culturali per rendere maggiormente accessibile l’arte del teatro a minori in carico ai servizi sociali.
Nel 1988 l’amministrazione comunale affida alla compagnia teatrale la gestione di questo piccolo teatro ricavato nella galleria dell’ex cinema Diana e Teatro Garage realizza alcuni lavori di miglioramento, dotando la sala delle opportune attrezzature tecniche. Negli anni la struttura è diventata di proprietà privata e da quel momento la compagnia paga un affitto per svolgervi le proprie attività. Lo spazio a disposizione permette di ospitare 100 spettatori, mentre l’ufficio e il locale dove vengono immagazzinati tutti i materiali di scena (dalle scenografie ai costumi) sono dislocati in altri edifici. La difficoltà di coprire il costo di affitto del magazzino e il riconoscimento del valore del lavoro sul territorio di Teatro Garage da parte della pubblica amministrazione, e soprattutto del presidente del Municipio Massimo Ferrante, fanno sì che prenda vita un patto di collaborazione con il Municipio. Un patto dal valore educativo e di guarigione – come è inteso il teatro da Lorenzo Costa, direttore artistico e legale rappresentante della compagnia.

Guardare oltre i propri bisogni

Il Patto, firmato ad agosto 2019 e della durata di un anno, prevede nella sua concretezza l’attivazione di un percorso educativo sperimentale con il coinvolgimento diretto del servizio sociale comunale (Ambito Territoriale Sociale) di quel territorio.
La compagnia teatrale cura laboratori rivolti ai ragazzi in carico ai servizi sociali in un lavoro sia corporeo, sulla presenza scenica e sull’essere parte di un gruppo, che informativo sull’insieme delle differenti discipline e le molteplici professionalità necessarie alla messa in scena di uno spettacolo teatrale. Un percorso che mira a far appassionare i ragazzi al linguaggio artistico del teatro mostrandone al contempo l’artigianalità e i suoi possibili sbocchi lavorativi. Ai ragazzi viene data la possibilità di assistere gratuitamente a 10 degli spettacoli in cartellone della propria stagione teatrale. Questi sono alcuni degli aspetti focali del patto perché occasioni di avvicinamento e confronto con gli attori sul palcoscenico scoprendo cosa vi è dietro alle quinte.
La pubblica amministrazione offre la possibilità di usare gratuitamente uno spazio municipale come magazzino, mette a disposizione propri locali per i laboratori, instaura e mantiene un dialogo diretto tra i servizi sociali e la compagnia così da definire insieme gli spettacoli a cui far accedere i ragazzi.

Cosa scaturisce dal superare i propri confini

La compagnia svolge da anni anche attività specifiche indirizzate agli studenti delle scuole del Municipio III con momenti di confronto al termine delle rappresentazioni, ma mai ha integrato dei ragazzi al pubblico degli spettacoli serali e tanto meno ragazzi con fragilità che ne determinano la necessità di presa in carico da parte dei servizi sociali.
I componenti della compagnia si sono trovati quindi a dare voce al proprio desiderio di rendere più accessibile la fruizione della propria arte e allo stesso tempo sperimentare un approccio nei confronti di un pubblico non consueto con esigenze e aspettative nuove.
Dal primo spettacolo, nonostante il tema fosse profondo e radicato nel significato della morte e della sua accettazione, tutti i soggetti coinvolti, dalla compagnia teatrale, ai ragazzi e gli operatori dei servizi sociali, ne sono usciti sorpresi, estasiati e nutriti.

Ciò che cambia è la volontà!

Sia Lorenzo Costa che Patrizia Bruttomesso, responsabile dell’Ambito Sociale Territoriale del Comune, hanno espresso entusiasmo nell’aver trovato nel patto di collaborazione quella forma giuridica che favorisce e garantisce una progettualità non più sporadica ma strutturata, in grado di dare continuità ad azioni volte ad una maggiore accessibilità alla fruizione culturale. Un Patto che manifesta in modo chiaro un cambio di volontà da parte della pubblica amministrazione.