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Coronavirus: se il Terzo settore è abbandonato la società ne risente due volte

Il Terzo settore ha un ruolo fondamentale, ancora di più in questi tempi. E' importante che le istituzioni ne tengano conto
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Sono tante le voci della società civile attiva e del mondo del Terzo settore che in queste giornate drammatiche si stanno alzando per evidenziare esigenze di realtà non sempre agli onori della cronaca, anzi, spesso trascurate ma di importanza vitale per la popolazione.
“Tutto il sistema del welfare nazionale si basa su due pilastri, da una parte il pubblico, dall’altra l’energia sussidiaria del Terzo Settore – ha detto nelle ore drammatiche della diffusione estrema del Coronavirus, la portavoce del Forum del Terzo settore Claudia Fiaschi. È indispensabile e urgente mettere in sicurezza e continuità l’opera di milioni di volontari, operatori e organizzazioni del Terzo settore Italiano”. Qualche risposta è stata data dai responsabili istituzionali, sembra ancora poco, però. Staremo a vedere. “Siamo in costante contatto con tutte le nostre associazioni – precisa Fiaschi – Riceviamo molte segnalazioni da quelle legate alla difficoltà di mobilità dei volontari impegnati in opera di aiuto ai cittadini più fragili, chiusure e lavoratori messi a riposo forzato a causa del blocco dei servizi e dei pagamenti conseguenti, irreperibilità sul mercato dei dispositivi di protezione indispensabili per garantire in sicurezza la continuità del servizio e degli aiuti alla popolazione. Situazioni allarmanti che richiedono una risposta coraggiosa, efficace e tempestiva”.

E’ necessario intervenire subito

Misure di sostegno al reddito e ammortizzatori sociali, chiede il Forum, “devono essere estesi anche ai nostri lavoratori a partire da una cassa integrazione flessibile. E devono essere estesi al Terzo settore anche altri provvedimenti: gli interventi di sostegno alle attività, la sospensione di scadenze fiscali contributive e per i mutui”.

E chi non ha casa?

Stare a casa sì, e chi la casa non ce l’ha? “Le stime Istat parlano di 50 mila persone senza dimora, di cui 7 mila solo a Roma – spiega Alessandro Radicchi, fondatore di Binario 95  e direttore dell’Osservatorio nazionale della solidarietà nelle stazioni italiane .
Per questo, Binario 95 lancia una campagna parallela con l’hashtag #vorreirestareacasa per richiamare l’attenzione anche sulle difficili condizioni che vivono le persone senza dimora e che i servizi di accoglienza sono chiamati a fronteggiare.
A Binario 95, così come all’Help Center, al magazzino Nextop MSC e al Rifugio Sant’Anna per donne fragili, gli operatori continuano a fornire l’assistenza necessaria a chi ha più bisogno “con una giusta informazione sulle procedure da adottare in caso di rischio – spiegano da Binario 95 -, attraverso una cartellonistica multilingue semplificata e ben visibile. Sono stati, inoltre, predisposti i dispositivi di sicurezza, quali gel, mascherine e fazzoletti, e sono state intensificate le pulizie delle superfici e degli ambienti, con una sanificazione ad hoc delle docce, dopo ogni utilizzo”. Inoltre, viene fatta rispettare la distanza minima di sicurezza e c’è anche il contingentamento dell’afflusso delle persone negli ambienti unici. Tuttavia, integra la nota, i servizi attuali, quali centri di accoglienza e dormitori, non sono ancora in grado di garantire assistenza agli ospiti che potrebbero risultare positivi al tampone. “Nel caso in cui un solo ospite si ammalasse – spiega la nota diffusa da Binario 95 -, tutta la struttura potrebbe essere preclusa e, se messa in quarantena, verrebbe meno il servizio per altre decine di utenti”. Secondo Radicchi, serve uno sforzo congiunto tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore per evitare la chiusura dei servizi, ma anche per predisporre luoghi per un potenziale autoisolamento per le persone senza dimora che dovessero essere malate. (Da Redattore sociale)

A rischio: il cibo per i poveri e le donazioni di sangue

Ancora. È a rischio anche la raccolta e la distribuzione del cibo ai poveri. Ed ecco pronto l’appello del presidente della Fondazione Banco alimentare Onlus, Giovanni Bruno: “Ci rendiamo disponibili a collaborare con le autorità per fare fronte a questo aspetto della crisi attuale: aiutare gli ultimi” (da Redattore sociale.it).
Infine, c’è un prevedibile ma ingiustificato calo delle donazioni di sangue: non è ancora drammatico, dicono gli esperti, ma se continua così potrebbe diventarlo presto. Per questo segnaliamo gli appelli delle associazioni e i loro siti per avere più informazioni su come e dove fare donazioni in tranquillità e sicurezza.

Alcuni dei siti importanti sono:

www.centronazionalesangue.it
www.avis.it
fidas.it

E soprattutto le indicazioni del Ministero della Salute