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Giovani ed Europa: se li ascoltassimo seriamente?

Promossa dal Cnel a giugno, proseguirà a settembre la consultazione pubblica per dare voce ai giovani su diversi temi e costruire percorsi condivisi a livello locale e nazionale
Giovani ed Europa

Se i giovani avessero la possibilità di rivolgersi oggi alle istituzioni cosa chiederebbero loro? Che sensazioni porta con sé questa fase post Covid-19? Quali richieste per un futuro tutto da ricostruire, quali timori? Il Consiglio nazionale per l’Economia ed il Lavoro (Cnel) ha lanciato, con un comunicato dello scorso 4 giugno 2020, una Consultazione pubblica per dare voce ai giovani circa alcuni temi di grande attualità come l’Europa, il lavoro, la scuola, l’università e i servizi.

Un primo test che riaprirà a settembre

Si tratta di una consultazione che è partita in via sperimentale nel mese di giugno e che proseguirà a settembre con la riapertura delle scuole, coinvolgendo gli studenti in una riflessione condivisa. I sondaggi, in collaborazione con il magazine Diregiovani, procedono attraverso la pubblicazione di una serie di brevi questionari periodici rivolti in maniera specifica a ragazzi e ragazze dai 14 ai 24 anni, ma aperti a chiunque voglia contribuire. «L’avvio di consultazioni pubbliche dedicate ai giovani era un progetto che doveva partire in primavera e durare fino a dicembre, con una consultazione al mese su sei temi, ed era in programma già da prima dell’emergenza Covid-19. Quella in corso, partita a giugno, è un primo test che si conclude in questi giorni», spiega Andrea Petrella, direttore dell’Ufficio Stampa del Cnel.
Il Cnel è un organo di consulenza del Governo e negli anni ha svolto funzione di approfondimento, di analisi e di riflessione costante su temi quali, tra gli altri, la Comunità europea, l’immigrazione, l’istruzione, la formazione e il lavoro. La prima consultazione pubblica istituzionale, promossa via web dal Cnel, per raccogliere i pareri dei cittadini su argomenti di interesse generale come quelli appena citati, si è tenuta tra il 28 gennaio e il 21 marzo 2019 ed era dedicata al futuro dell’Europa. Nell’aprile successivo, poi, è stato pubblicato dal Cnel un quaderno che rende disponibili i risultati della consultazione, dal titolo L’Europa secondo gli italiani.
La seconda consultazione, invece, lanciata lo scorso autunno, era dedicata alla sicurezza stradale e alla riforma del Codice della strada. Entrambe le occasioni hanno visto la partecipazione, tra gli altri, di migliaia di giovani.

Una base per costruire iniziative legislative

«Le indicazioni, i pensieri e le aspettative, che raccoglieremo attraverso la Consultazione in corso», ha affermato il presidente del Cnel, Tiziano Treu, «come già avvenuto per quelle sul futuro dell’Europa e sulla sicurezza stradale, diventeranno la base da cui partire per costruire iniziative legislative, osservazioni e proposte da sottoporre al Parlamento per il futuro dei nostri giovani e per il mondo che verrà». Le consultazioni sono aperte per la durata di 60 giorni, si dovrà ancora attendere per avere la disponibilità dei primi dati.
Spesso, però, si ha la sensazione che si parli di giovani e che si prendano per loro decisioni a livello governativo, locale e nazionale, rispondendo a domande che non esistono davvero, senza essersi messi seriamente all’ascolto del loro punto di vista sulle questioni più delicate. «I giovani sono una categoria su cui tutti decidono senza mai ascoltarli», sottolinea in proposito Petrella, che continua: «il Consiglio nazionale ha aperto un canale diretto e disintermediato, secondo le sue prerogative, per ascoltare le loro aspettative. I risultati, analizzati e valutati opportunamente, saranno oggetto di una o più iniziative legislative o serviranno per disegni di legge su altre materie».

E nei prossimi mesi si allarga il campo

Nel tempo si impara quasi a diffidare della reale efficacia dei questionari online, sarebbe forse importante già proporre il passo ulteriore, presentare l’obiettivo tangibile, promuovendo la partecipazione in previsione di percorsi di più ampie vedute. Il Cnel tenta di operare questa mediazione, dando uno specchio ampio e reale dell’opinione pubblica. «Le consultazioni dei giovani andranno avanti fino a gennaio-febbraio 2021» conclude Petrella, «e ogni mese, da ottobre in poi, chiederemo di esprimersi su un tema. Abbiamo cominciato dall’Europa, anche in vista della Conferenza sul futuro dell’Unione, e nel primo questionario abbiamo aggiunto anche alcune domande su come i giovani hanno affrontato l’emergenza sanitaria e le misure restrittive adottate dal Governo per contrastare la diffusione della pandemia». Nei prossimi mesi, il Cnel, per un quadro esaustivo dell’universo giovanile, chiederà loro di esprimersi sul mondo del lavoro, sull’impatto della tecnologia, sui rapporti con la famiglia e le relazioni personali. Un quarto questionario sarà poi sulla politica e le istituzioni, e un altro ancora sui servizi pubblici e il tempo libero.

Foto di copertina: Flore W su Pixabay