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Ricerche Tesi

Beni comuni e cultura a Genova

Prove di Amministrazione condivisa: il centro civico Buranello a Sampierdarena
Genova

La sezione “Ricerche” pubblica la tesi di laurea magistrale di Alice Dal Piai, che ha svolto una ricerca su “Beni comuni e cultura”. La tesi parte da un’analisi fatta sulla città di Genova e riporta riflessioni interessati su un’esperienza di Amministrazione condivisa nel quartiere Sampierdarena. La parte di ricerca empirica svolta dall’Autrice ha come focus il Patto di collaborazione del centro civico Buranello, su cui ha condotto svariate interviste. A lei dunque la parola perché ci introduca agli aspetti più originali di questa ricerca.

Dalla teoria alla pratica

La tesi si suddivide in due parti: una teorica in cui si intrecciano le tematiche della cultura, della democrazia e dei Beni comuni e una empirica che si concentra sulla città di Genova, in particolare su un caso studio individuato nel quartiere Sampierdarena, uno dei più popolosi e non lontano dal centro della città. Partendo dallo studio dei concetti teorici, che sottendono alle logiche dell’Amministrazione condivisa e del Bene comune, gli stessi vengono ricercati concretamente nel caso studio esaminato.

La scelta di Genova

L’interesse verso la città di Genova, selezionata come caso studio per lo svolgimento del lavoro di tesi, nasce dalla lettura Rapporto Labsus 2019. Dai dati contenuti nel Rapporto emerge come Genova sia la città che nel primo semestre del 2019, abbia stipulato il maggior numero di Patti di collaborazione in Italia, evidenziando così il primato della città nell’impegno per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni e per la stipula dei Patti. A Genova, a partire dal 2014, inizia un iter che porta la tematica dei beni comuni sempre più negli interessi della città, fino ad arrivare nel 2016 all’approvazione del “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani”. Questo strumento permette di concretizzare il principio di sussidiarietà (introdotto, come noto, nel 2001 con la riforma del Titolo V della Costituzione), avvalendosi di strumenti versatili e dinamici che permettono ai singoli cittadini di attivarsi e di gestire spazi della città in maniera condivisa: i Patti di collaborazione.

Il patto di collaborazione “Una rete per la cultura”

Ai fini della ricerca condotta, è stato selezionato il Patto di collaborazione stipulato per la gestione del centro civico Buranello, sito nel quartiere Sampierdarena e interessato da recenti interventi di riqualificazione finanziati dal Bando Periferie 2016. Come rilevato dalle indagini svolte sul campo e dai vari sopralluoghi, quello del centro civico rappresenta un esempio virtuoso di gestione condivisa grazie alla sottoscrizione nel 2019 del patto di collaborazione “Una rete per la cultura” da parte di varie associazioni del territorio e il Municipio II Centro Ovest. Le attività offerte sono di tipo ricreativo- culturale nel rispetto dello spirito con cui il centro nasce negli anni Settanta. Gli interventi di riqualificazione previsti per il centro civico ed effettivamente realizzati nei primi mesi del 2020, riguardano la sistemazione sia di spazi interni che esterni. Dai risultati del lavoro di ricerca emerge l’esigenza di poter sfruttare in un’ottica maggiormente inclusiva questi spazi rinnovati, includendo sempre nuovi soggetti con proposte e idee innovative.
Altro aspetto fondamentale concerne la partecipazione dei cittadini alle attività proposte nel centro dalle associazioni firmatarie del Patto, che mettono a disposizione degli altri le proprie conoscenze e il loro know-how innescando così un processo virtuoso di collaborazione e condivisione, che sottende perfettamente alle logiche dell’Amministrazione condivisa. Pertanto, il centro è importante non solo perché sede di servizi (tra cui biblioteca e centro di ascolto) e associazioni che propongono attività per i cittadini, ma anche per le reti sociali che si vengono a creare e che sono ben consolidate nel territorio. Tutto questo è perfettamente in linea con il principio di sussidiarietà orizzontale e con le logiche dell’amministrazione condivisa dei beni comuni. Inoltre, è bene sottolineare che l’offerta ricreativa del Buranello risulta attrattiva non solo per i cittadini di Sampierdarena ma per l’intera città.

Ingresso al centro civico Buranello (Foto di Alice Dal Piai)

I principali risultati delle indagini svolte

Le tecniche utilizzate per la ricerca sono state principalmente due: interviste strutturate sottoposte a cittadini, associazioni e tecnici, volte ad indagare le dinamiche legate al Patto di collaborazione, e focus group. Quest’ultimo è stato svolto ad aprile 2020 in via telematica data l’impossibilità di raggiungere fisicamente Genova a causa della pandemia da Covid-19 che ha impedito lo svolgimento regolare della vita quotidiana, modificando le nostre abitudini. Il focus group ha rappresentato un momento fondamentale di confronto tra i vari stakeholders che si occupano del Patto e della gestione del centro (tecnici comunali e associazioni) per capire in che modo, un Patto di collaborazione essenzialmente basato sull’utilizzo di spazi fisici, potesse continuare a vivere durante un periodo in cui gli stessi non potevano essere utilizzati. Le associazioni si sono attivate per proporre le attività in modalità telematica, non senza difficoltà, soprattutto nel raggiungimento delle fasce più anziane dei cittadini.  Partendo da questo momento di confronto e condivisione è scaturito un più ampio ragionamento circa il ruolo dello spazio fisico che dovrebbe essere ripensato; esso infatti non dovrebbe essere vissuto come dotato di rigida destinazione d’uso, ma dovrebbe adattarsi alle varie esigenze dei cittadini e ad accogliere idee sempre innovative. Inoltre, anche dalle interviste, emerge come sia necessario modificare la governance del Patto rendendola maggiormente inclusiva in modo da potenziare anche quella che viene definita come “democrazia contributiva”, grazie alla quale si creano reti di condivisione e solidarietà per la gestione dei Beni comuni.

Membri di una delle associazioni firmatarie del Patto che utilizzano l’Auditorium del Centro civico per le loro attività (Foto di Alice Dal Piai)

Una buona pratica da condividere

L’esempio del centro civico Buranello si può intendere come significativo per la gestione condivisa di uno spazio in cui si svolgono attività volte al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e alla cura del bene comune. Questo ragionamento, alla luce dei recenti interventi di riqualificazione attivati a Sampierdarena, potrebbe rappresentare uno spunto per innescare un processo virtuoso di gestione condivisa anche di altri spazi del quartiere. I vantaggi che derivano da questa modalità di gestione sono notevoli: molte parti della città verrebbero sottratte alla privatizzazione e diventerebbero invece spazi per favorire l’aggregazione sociale, creare reti sociali consolidate e coltivare rapporti interpersonali.