Nell’esperienza della gestione condivisa di Parco Buscicchio a Brindisi un ricco incrocio di diversi strumenti di partecipazione si supportano e interagiscono tra loro, contribuendo alla messa a sistema delle azioni collaborative e al coinvolgimento degli abitanti nelle azioni di cura e animazione del parco.

Di Parco Buscicchio avevamo già parlato nel 2021 e nel Rapporto Labsus 2024: un gruppo di cittadini e cittadine  si organizzano in un Comitato per migliorare la vita quotidiana del quartiere e prendersi cura di un parco pubblico con all’interno strutture sportive. Hanno messo a disposizione competenze e tempo per creare momenti di comunità contro lo stigma che aleggiava sul quartiere, associato spesso al contrabbando, e lo ha trasformato facendolo diventare il fulcro comunitario del quartiere. Abbiamo ritrovato uno dei protagonisti, Daniele Guadalupi, dopo quattro anni e abbiamo ripercorso la loro storia mettendo in evidenza gli strumenti di amministrazione condivisa e i dispositivi di partecipazione che hanno contribuito al successo di questo spazio di comunità, che ad oggi offre attività e servizi. Non è facile riassumere in questo articolo la ricchezza del percorso fatto, la ricchezza delle attività e delle azioni, i numeri molto alti di persone coinvolte, quindi ci concentreremo invece sulla peculiarità dei diversi strumenti messi in campo che ci sembrano davvero un caso particolare.

Dal comitato alla cooperativa di Comunità

Nel 2020 quel Comitato decide di costituirsi in una cooperativa di comunità – Legami di Comunità – per poter essere più efficace rispetto al proprio coordinamento interno ed esterno con l’amministrazione comunale. Ce lo racconta Daniele , che è stato uno dei cofondatori: “Al momento della fondazione eravamo una compagine di abitanti molto variegata, tra cui tanti insegnanti e professionisti.  Volevamo che il quartiere si risollevasse in un’ottica di rigenerazione umana-urbana. Cercavamo dei totem e abbiamo rintracciamo nel parco Buscicchio un potenziale enorme per la socialità nel quartiere stesso e il coinvolgimento degli abitanti. Parliamo di un parco comunale, un parco urbano che però è anche un grande centro polisportivo perché con due campi da tennis, un campo da volley, diversi spazi verdi, un piccolo parco giochi, un campetto polivalente e poi questa struttura che negli anni è stata biblioteca di quartiere. Presso questa piccola sede all’interno del parco abbiamo iniziato a incontrarci prima in dieci o in quindici o in venti persone fino ad arrivare a un centinaio di persone”. Alla cooperativa aderiscono non solo i cittadini ma tutte le realtà che nel tempo si avvicinano o vengono coinvolte nelle attività: le scuole, le parrocchie, le Acli, la UISP e altre diverse associazioni.

Una scuola aperta e partecipata e una portineria di comunità per aprirsi al quartiere

In questa fase, Labsus coinvolge la cooperativa nel progetto Scuole Aperte e Partecipate in rete, un progetto nazionale finanziato da Con i Bambini che supporta la creazione di scuole aperte. L’istituto comprensivo Sant’Elia-Commenda risponde con entusiasmo e il processo di costruzione di comunità, attraverso il dispositivo della scuola aperta, va ad arricchire in maniera decisa la costruzione di relazioni all’interno del quartiere, facendo emergere competenze e persone leader che diverranno fondamentali negli anni a venire.  È evidente che il coinvolgimento delle scuole, che entreranno all’interno della cooperativa di comunità con i loro 900 studenti, farà sì che le azioni arrivino in maniera capillare a tutte le famiglie del quartiere, riuscendo a raccogliere bisogni ma anche competenze e capacità di relazione a volte insperate.
Sempre nell’ottica del coinvolgimento e dell’ascolto degli abitanti nasce anche una portineria di comunità che negli spazi del parco – come ci racconta Daniele – funge da “interfaccia tra la cooperativa, il territorio e gli abitanti. La Portineria non viene intesa solo come uno sportello a cui accedere per conoscere i servizi e le attività che i diversi attori offrono, ma anche come un luogo che accoglie le proposte che vengono da loro stessi. L’idea alla base del nostro percorso è stata quella di valorizzare le risorse latenti, vedere il cittadino non più come portatore di problemi, ma portatore di risorse e competenze, che devono essere fatte emergere.”

Animazione nel parco. Facebook Sant’Elia di Brindisi.

Il Patto di collaborazione come cornice di senso

Nell’autunno dello stesso anno viene firmato il patto di collaborazione tra Legami di comunità e la Città di Brindisi. All’interno del patto i diversi strumenti e dispositivi di partecipazione lavorano in campi complementari e sinergici operando magari su contesti e ambiti diversi, ma rispondendo agli obiettivi e le modalità condivise all’interno del patto, ritrovando così una coerenza di senso. Inoltre, nella cornice del Patto, la cooperativa di comunità diventa un punto di riferimento nel dialogo con l’Amministrazione per le politiche per il quartiere che si protrae con continuità man mano che l’esperienza di Parco Buscicchio cresce.
Il Patto di collaborazione inoltre regola la governance, che vede Legami di comunità come il soggetto che governa i diversi spazi insieme all’Amministrazione. Allo stesso tempo la cooperativa è regolata da strutture democratiche, come l’assemblea dei soci, che regolano e definiscono i rapporti con l’Amministrazione. Come ci dice Daniele, “lo strumento fondamentale con il quale è cogestito il bene comune Parco Buscicchio è il tavolo di progettazione partecipata. Non c’è una liturgia, una cadenza, una frequenza particolare dell’incontro con il Comune, però all’occorrenza il tavolo di coprogettazione è facilmente convocabile e permette di risolvere problematiche burocratiche o emergenze che si presentano nel corso delle attività, o nel momento in cui si aprono delle progettualità condivise”.
Lungo questo percorso, nel 2022, la città di Brindisi individua in Legami di Comunità l’ente gestore della nuova Casa di Quartiere di Parco Buscicchio. L’introduzione di questo ulteriore dispositivo partecipativo permette di consolidare il dialogo con l’amministrazione pubblica e costruire nuove alleanze su nuovi livelli, come con i servizi sociali, costruendo ponti con il territorio grazie all’azione capillare delle attività dei diversi attori. “Da qualche anno noi abbiamo protocolli di intesa con i servizi sociali e con il dipartimento di Salute Mentale Brindisi e Lecce, che segnalano i casi delle famiglie in difficoltà e lavorano insieme a noi per comporre percorsi sinergici tra i diversi livelli di intervento.” Nuovi spazi per servizi pubblici e collaborativi si aprono. 

Una comunità generativa che si sostiene attraverso creatività e competenze

Una delle caratteristiche che ha permesso lo sviluppo di comunità è stata sicuramente la sostenibilità delle attività portate avanti dai diversi attori, grazie alla partecipazione a bandi, con progetti che la cooperativa costruisce con continuità, spesso in collaborazione con il Comune. Da questi progetti spesso, oltre alle attività finanziate, si costruiscono nuovi percorsi che si consolidano e trovano il modo di sostenersi economicamente.
Non sono poche le persone che hanno trovato lavoro all’interno dei progetti e che poi hanno consolidato la loro posizione. “Attraverso la cooperativa negli anni siamo riusciti anche ad assumere delle persone, tra cui anche istruttori sportivi, animatori ed educatori. A volte, qualcuno ha scoperto la propria vocazione partecipando. La storia di Valentina ne è un esempio: inizialmente partecipava alla gestione delle attività all’interno del progetto della scuola aperta e partecipata come mamma, ora si occupa come animatrice di sviluppo di comunità e da due anni ha un contratto a tempo indeterminato. Ne siamo molto fieri”.
L’inserimento lavorativo è uno degli obiettivi della Cooperativa che oltre ad assumere sta supportando anche percorsi di imprenditoria. “Ci sarebbe molto da raccontare: per esempio recentemente è nata una sartoria sociale, Santa Sarta, che sta facendo imprenditoria femminile”.
Allo stesso tempo, in questo processo di incontro e condivisione di obiettivi, di riconoscersi in comunità, è nata anche una Comunità Energetica Rinnovabile Sociale, la CERS Sant’Elia che permetterà di investire ulteriori risorse in progetti per il quartiere.
Tutti questi livelli di azione, dall’animazione sociale al supporto all’imprenditoria, dallo sviluppo di comunità alle attività sportive per tutti a prezzi accessibili, dall’offerta di servizi e attività fino al dialogo capillare con i servizi sociale fanno sì che la Cooperativa, che ad oggi conta 430 soci, diventi un interlocutore importante per la Città. Interlocuzione che è continuata anche con la nuova Giunta, che ha continuato a riconoscere il ruolo attivo e ha apertoun dialogo diretto e continuativo, più orizzontale” attraverso il Patto e il tavolo di progettazione condivisa con Legami di Comunità e il territorio tutto di cui è espressione.

Sant’Elia protettore della comunità: un palio per celebrare i legami

Sant’Elia di Brindisi, nel Palio del 2025. Pagina Facebook.

Partita di calcio tra i rioni durante il Palio. Pagina Facebook Sant’Elia di Brindisi

La straordinaria ricchezza dei percorsi di partecipazione messi in campo nel quartiere Sant’Elia parla molto di generatività, di quell’energia che si mette in moto quando una comunità si riconosce intorno a un bene comune. Il fatto che il Comune supporti questi percorsi, favorisca e valorizzi la partecipazione, riconosca la comunità e co-progetti con essa, è sicuramente precondizione fondamentale perché i percorsi possano continuare e arricchirsi.
Ci piace chiudere quest’articolo con il racconto, seppur breve, del Palio di Sant’Elia, un ulteriore dispositivo di partecipazione con cui questa comunità creativa si celebra portando in processione un Santo immaginario e immaginato insieme – poiché il Sant’Elia da cui prende il nome il quartiere è invece l’architetto futurista.  Il Palio, ormai arrivato alla quarta edizione, mescola elementi della tradizione alla nuova identità collettiva che negli ultimi anni si è costruita, un rito laico collettivo a cui tutti i membri partecipano e di cui curano insieme la preparazione per settimane, ancora una volta per rinforzare i legami e celebrarli allo stesso tempo. Se capitate a Brindisi a maggio, non potete perdervelo.

Immagine di copertina: Facebook Sant’Elia di Brindisi