Negli ultimi anni, il modello dell’amministrazione condivisa è cresciuto rapidamente in Italia, diffondendosi capillarmente grazie all’impegno quotidiano di cittadini attivi, enti del Terzo settore e amministratori pubblici. Nato con il primo Regolamento comunale di Bologna nel 2014, questo modello incarna un approccio alternativo e innovativo rispetto all’amministrazione tradizionale, fondato sulla collaborazione orizzontale e sulla cura condivisa dei beni comuni.
La progressiva diffusione dell’amministrazione condivisa e la sua collocazione nel sistema del diritto amministrativo sollevano importanti questioni in merito alla relazione tra democrazia partecipativa, democrazia rappresentativa e cittadinanza attiva. Non è un caso che anche la Corte costituzionale, nella nota sentenza n. 131 del 2020, abbia sottolineato il valore e l’importanza di questo modello nel configurare un nuovo paradigma relazionale tra pubblico e privato sociale.
La sezione “Ricerche” della rivista Labsus intende approfondire queste tematiche con uno sguardo interdisciplinare, coinvolgendo studiosi provenienti da ambiti disciplinari diversi – diritto, sociologia, economia, scienze politiche e altre discipline delle scienze sociali – per una riflessione comune sul rapporto tra amministrazione condivisa e forme democratiche.
Questa call for paper invita dunque a esplorare la tensione dinamica tra “Democrazia e Amministrazione condivisa”. In particolare, si invitano gli studiosi ad approfondire se e in quali termini il modello dell’amministrazione condivisa possa configurarsi come fattore in grado di rafforzare il tessuto democratico del Paese, ossia se e come la collaborazione per la cura dei beni comuni possa aumentare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni democratiche e risolvere l’attuale crisi di partecipazione politica.
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Immagine di copertina: rainesUMD su Unsplash
