A Lecce, un Patto valorizza un museo attraverso la gestione condivisa di uno spazio di coworking al suo interno.

Antefatti: due percorsi convergenti

L’esperienza ha origine nel 2018 all’interno di uno studio di ingegneria da un’idea di Sara Falangone e di Luigi Antonazzo per la realizzazione di un co-working con un focus sul benessere dei lavoratori, finanziato dalla Regione Puglia nel 2019. Parallelamente, tramite il Piano Strategico della Cultura 2017-2026, la Regione Puglia aveva avviato la costituzione di Poli Integrati Territoriali: sistemi aggregati a livello locale, provinciale e regionale finalizzati a connettere attrattori naturali e culturali secondo criteri territoriali o funzionali. Tra questi, i Poli Biblio-Museali accorpano i musei e le biblioteche delle province di Foggia, Lecce e Brindisi con l’obiettivo di mettere a valore il patrimonio di beni e conoscenze del territorio. Inoltre, per sviluppare nuove modalità di fruizione e gestione del patrimonio, la Regione aveva individuato nei patti di collaborazione lo strumento per connettere Poli e organizzazioni no profit. Luigi De Luca, direttore dei Poli Biblio-Museali nonché del Museo Castromediano (parte del Polo Biblio-Museale di Lecce), venuto a conoscenza del progetto, ha quindi proposto la sottoscrizione di un partenariato pubblico-privato a beneficio di entrambi che si è andato perfezionando negli anni. La sperimentazione della creazione di un coworking in un museo era all’epoca un caso unico e poteva trovare confronti solo con l’esperienza del Moma di New York.

Condivisione e Benessere: le basi del Coworking Artem (e del Patto)

Sara Falangone, poi presidente di Hora aps, socia di Start Srls e co-fondatrice del coworking al Museo Castromediano, ci ha raccontato che l’obiettivo era creare uno spazio in cui le persone potessero lavorare e stare bene. Il focus è rappresentato dalle persone e da una particolare attenzione all’ambiente in cui si lavora che influenza profondamente i rendimenti e l’umore. L’attenzione al benessere psicofisico dei lavoratori ha fatto nascere Artem, un progetto di coworking innovativo: non solo scrivanie, pc e connessione wifi, ma anche una sala relax per attività distensive e spazi di socializzazione. Fin dall’inizio sono stati accolti nel coworking le imprese culturali e creative, il terzo settore e i professionisti nei campi STEAM e dell’ambiente. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Puglia con la vincita del Bando Pin – Pugliesi Innovativi alla fine del 2019. Poi, l’incontro tra Sara Falangone e Luigi De Luca ha dato lo slancio definitivo al progetto per l’avvio della sperimentazione: il coworking Artem viene infatti realizzato all’interno del museo, usufruendo di uno spazio inutilizzato da alcuni anni e in seguito ad una riqualificazione e attrezzatura degli ambienti, oltre al supporto nelle attività di engagement e animazione del sito. L’idea è quella di sperimentare una forma di co-gestione di uno spazio pubblico – un’ala del museo – tra un soggetto privato e uno pubblico. Il patto di collaborazione, esplicita il direttore De Luca, è uno strumento efficace per sperimentare con le associazioni forme di fruizione innovativa degli spazi culturali dei Poli Biblio-museali.

Dal coworking alla rivalutazione e alla valorizzazione del Museo Castromediano

Dopo un primo periodo di sperimentazione, l’esperienza di Hora aps si concretizza in un patto di collaborazione con il Polo Biblio Museale. Questa fase di sperimentazione ha inoltre condotto al consolidamento dello strumento del patto tra i Poli Biblio-Museali di Foggia, Brindisi e Lecce e gli enti non profit per la gestione degli spazi culturali afferenti ai Poli (atto dirigenziale n.00159 del 5/09/2024). Il patto del Museo Castromediano prevede la co-gestione di un’ala dell’edificio attraverso l’associazione Hora aps che gestisce Artem: uno spazio di coworking, ma anche una comunità di professionisti che mette a disposizione le proprie competenze per creare valore aggiunto per gli altri utenti.

Uno spazio del coworking Artem (fonte: Artem Servizi https://www.artemservizi.it/)

Oltre alla gestione di questo spazio, l’associazione Hora aps ha stipulato una serie di Patti con altre associazioni del terzo settore, contribuendo all’animazione del museo Castromediano. Così, oltre ai due soggetti firmatari del patto (il direttore dei Poli e la presidente di Hora aps), la collaborazione si è progressivamente ampliata ad un insieme di attori coinvolti nella co-gestione dello spazio e nell’organizzazione di eventi e workshop che valorizzano i beni conservati nel museo e offrono opportunità di formazione. Grazie ad un sistema di banca del tempo, le organizzazioni e i professionisti coinvolti si scambiano attività, servizi, saperi: a fronte dell’utilizzo gratuito degli spazi e delle postazioni di coworking, alcune associazioni locali contribuiscono ad animare lo spazio tramite attività di formazione, eventi culturali e di sportelli informativi per i visitatori del museo. Tra i numerosi Patti in essere, la Proloco di Lecce ha avviato l’attivazione di un Heritage Desk che dà supporto culturale gratuito ai visitatori grazie al contributo volontario dei soci sottoscrittori dei Patti.

I benefici del patto

La co-progettazione – ci racconta Sara – non è relegata solo ad un momento specifico, come ad un appuntamento settimanale o mensile, ma è invece un rapporto costante con gli operatori del Polo. L’associazione Hora aps, attraverso il Patto, gestisce infatti uno spazio che altro non è che una parte del museo stesso: c’è dunque un costante scambio tra associazione e istituzione museale sulle attività da proporre e sulla gestione dello spazio. Grazie alla collaborazione delle diverse realtà coinvolte, oltre allo sviluppo della capacità di accoglienza del museo, si è attivato uno scambio di conoscenze e un rafforzamento delle competenze del settore culturale locale. Anche chi non era mai entrato al museo adesso lo frequenta, e fruisce non solo degli spazi del coworking ma anche degli spazi più strettamente museali, attraverso l’organizzazione di eventi culturali specifici.

Uno spazio del coworking Artem (fonte: Artem Servizi https://www.artemservizi.it/)

Un’ala del museo come bene relazionale

L’esperienza del coworking Artem al Museo Castromediano rappresenta un caso emblematico di come i Patti di collaborazione possano essere reinterpretati e adattati al settore culturale. In Puglia, il consolidamento dello strumento da parte dei Poli Biblio-Museali ha prodotto un campo di sperimentazione fertile, in cui la co-gestione degli spazi si traduce in valorizzazione condivisa del patrimonio. Infatti, questo patto è stato elaborato sulla base di uno schema di Patto elaborato dalla regione stessa per poli biblio-museali: non essendo l’unico caso, questo permette una scalabilità dei Patti su poli biblio-museali in modo diffuso sul territorio regionale.
Inoltre, si tratta di uno dei primi casi in Italia di Patto di collaborazione promosso dall’ente Regione e firmato dal direttore del Polo (e non da un Comune come accade nella maggior parte dei Patti) in qualità di parte pubblica: questo aspetto, fortemente innovativo, conferma che il Patto di collaborazione è uno strumento flessibile e declinabile. Inoltre, il patto tra Hora aps e il Polo ha innescato una dinamica di innovazione civica: l’associazione e il museo si sono fatti promotori di una “imprenditorialità culturale” capace di intercettare energie dal basso e rigenerare luoghi pubblici attraverso reti collaborative. Il museo diventa così spazio produttivo e relazionale, aperto a una comunità eterogenea di professionisti, associazioni e cittadini che, grazie al dialogo continuo con l’istituzione, contribuiscono a ridefinire la funzione sociale e civica del patrimonio culturale. L’esperienza del Patto con il Polo Biblio- Museale promosso dalla Regione Puglia è inoltre un esempio di buone pratiche che aiuta a consolidare sempre più il modello dell’amministrazione condivisa sul territorio nazionale – evidenziando come anche le regioni possano giocare un ruolo chiave.

Immagine di copertina: Facciata del Museo Castromediano a Lecce (Fonte: Wikimedia Commons)