
Nel corso della sua attività di divulgazione, studio e pratica dell’amministrazione condivisa dei beni comuni, Labsus si è spesso occupata di spazi: orti collettivi, ex fabbriche trasformate in centri culturali, case del quartiere, sartorie sociali, luoghi catalizzatori di comunità di cittadini che decidono di organizzarsi per prendersene cura e lì svolgere attività di inclusione sociale, inserimento lavorativo, educazione alla parità di genere, animazione e aggregazione culturale, e molto altro. Abbiamo più volte raccontato come attraverso tali pratiche prenda forma il “diritto alla città”, ovvero la possibilità degli abitanti di rivendicare un modo diverso di accedere alle risorse urbane, facendo prevalere il diritto d’uso su quello proprietario, e di usufruirne collettivamente, fuori dalle logiche di mercato e nel rispetto delle generazioni future. Attraverso queste pratiche relazionali, fondate su mutualismo e responsabilità condivisa, questi spazi diventano beni comuni anche secondo la definizione data dalla Commissione Rodotà: tali spazi esprimono utilità funzionali all’esercizio...







