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	<title>ExSA Archivi - Labsus</title>
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	<title>ExSA Archivi - Labsus</title>
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		<title>Ex carcere di Bergamo: un patto di collaborazione &#8220;storico&#8221; come la città alta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gloria Gusmaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2018 10:20:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni comuni e amministrazione condivisa]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Patti di collaborazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sin dai primi mesi il luogo è stato abitato​ nel senso più domestico della parola: mamme e bambini hanno creato uno spazio per il gioco e i compiti, la rete sociale del quartiere si ritrova in ExSA per discutere, la comunità dei migranti svolge attività di volontariato e studia italiano L&#8217;ExSA, Ex carcere di Sant&#8217;Agata, è a Bergamo, capoluogo lombardo che ha adottato il Regolamento dei Beni Comuni all’inizio del 2016. Qui l’associazione Maite dall’estate del 2015 si prende cura di una porzione del monumentale complesso di Sant’Agata, tramite un programma funzionale che si adatta continuamente alla struttura, creando sempre nuovi scenari. Spaziando e sperimentando in ambito artistico-culturale e intrecciandosi alle dinamiche sociali e urbane della città di Bergamo, ExSA sta ricucendo il tessuto cittadino attorno a sé. Partire da necessità reali che non trovano risposte nel panorama cittadino Riuscire a stipulare un patto di collaborazione con l’amministrazione comunale, che è la proprietaria dell’edificio, non è stato facile. Il complesso monumentale di Sant’Agata, circa 5.000 mq, è stato monastero teatino sino al 1797, carcere (o meglio casa di custodia) sino al 1978 e consultorio sino al 1982. L’intero edificio è chiaramente una stratificazione storica visibile a occhio nudo, e come tale viene considerata un bene di carattere storico culturale​. Ad Aprile del 2017 il MiBACT, l&#8217;Agenzia del Demanio e il Comune di Bergamo hanno stipulato un Accordo di Valorizzazione dell’immobile, che prevede per l’intero complesso monumentale di Sant’Agata vari scenari progettuali, tra cui l’utilizzo con finalità culturali di carattere temporaneo. Lo spazio può quindi accogliere performance artistiche, concerti, mostre fotografiche e artistiche oltre a laboratori di produzione artigianale. Il programma suggerito da Maite, diventato poi il progetto ExSA, sposa a pieno ciò di cui parla l’Accordo di Valorizzazione, aggiungendo l’applicazione del principio di sussidiarietà​: coinvolgendo l’intera cittadinanza in iniziative culturali, visite guidate, incontri e restituendo alla comunità uno spazio dismesso da trent’anni. Per coloro che credono in ExSA, il progetto è sin dall’inizio un bene comune perché unisce valori materiali e immateriali​. La valorizzazione dell’ex carcere ha permesso di raccogliere numerose testimonianze durante le visite guidate e gli eventi proposti: ex carcerati, guardie, volontari che portavano la cena ai detenuti, etc. hanno riportato alla luce quel prezioso tessuto sociale attivo decenni fa, sconosciuto alla comunità, totalmente impossibile da reperire nei libri di storia. Progettare tramite partecipazione attiva, tramite azioni piccole di tutti i giorni ma dal grande potenziale: vicinato, volontari, cittadini, vivono e sperimentano il luogo come patrimonio e bene collettivo. Trasformare un ex carcere, un luogo di immensa pena e sofferenza, in un luogo di cittadinanza, in uno spazio per la collettività per ridare nuova linfa al tessuto sociale di Bergamo Alta, è stata una piacevole sfida. Convincere i più scettici che non era prevaricare, offendere, usurpare il luogo ma bensì dargli una seconda possibilità. Sin dai primi mesi il luogo è stato abitato​ nel senso più domestico della parola: mamme e bambini hanno creato uno spazio gioco e compiti in una delle stanze, la rete sociale del quartiere si ritrova in ExSA per discutere, la comunità dei migranti svolge attività di volontariato e studia italiano. Lo spazio viene inteso come contenitore dinamico e metamorfico ExSA cerca di adattarsi ad ogni potenziale attività proposta. Attività-uso che non è deciso da qualcuno e consumato da qualcun’altro ma che è prodotto dagli stessi che ne usufruiranno​, nell&#8217;ottica di sviluppare azioni attorno ad idee che sono il risultato di necessità del quartiere. Uso che deve alternarsi ad altri, mischiarsi con altre azioni, nella costruzione di una struttura progettuale dinamica. Non vi è stato un restauro tradizionale ma piuttosto un&#8217;enfatizzazione di ciò che il tempo ha realizzato sull&#8217;edificio stesso.​ ExSA è volutamente un luogo che si fa memoria, un contenitore di identità​ dove si intervallano storie, tracce, racconti che si pongono come base per la ricollocazione stessa dello spazio. Tutto ciò che prende vita in ExSA lo fa interagendo in maniera diretta con lo spazio​. Il Patto: la collaborazione con il Comune Con la delibera di giunta del 21 dicembre 2017, atto 0586-17, viene riconosciuta la presenza costruttiva di ExSA nel tessuto culturale e sociale cittadino. L’assessorato alla Riqualificazione urbana insieme alla Direzione Patrimonio avvalora le 5 linee guida del progetto: Spazio Artistico, Luogo Associativo, Bene Culturale e Turistico, Contenitore di mostre e performance, Luogo di incontri-dibattiti-conferenze. L’amministrazione è stata lungimirante nel credere alle potenzialità e all’innovazione che risiedono nel progetto, nell’assegnare temporaneamente ad un’associazione la rigenerazione e la trasformazione ad interesse generale di uno spazio dal valore storico-culturale, con dimensioni e valore economico significativi. In conclusione, ci si augura di riuscire ad intraprendere in ExSA un progetto ciclico autorigenerativo​, fatto di azioni e fasi che si alternino in maniera fluida. Un ciclicità che non è chiusa su se stessa, non è separata dal resto del tessuto urbano e sociale, ma si apre all’esterno, influenzando e facendosi influenzare, per far parte di qualcosa di più grande. LEGGI ANCHE: Bergamo, deliberazione del Consiglio comunale 19 gennaio 2016, n. 4 Bergamo stringe un patto con i suoi cittadini: 15 luoghi da rigenerare Prendere sul serio i beni comuni: la sostenibilità è una pratica di condivisione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Sin dai primi mesi il luogo è stato abitato​ nel senso più domestico della parola: mamme e bambini hanno creato uno spazio per il gioco e i compiti, la rete sociale del quartiere si ritrova in ExSA per discutere, la comunità dei migranti svolge attività di volontariato e studia italiano</h5>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="http://www.maite.it/exsa/" target="_blank" rel="noopener">ExSA, Ex carcere di Sant&#8217;Agata</a>, è a Bergamo, capoluogo lombardo che ha adottato il <a href="http://www.labsus.org/2016/10/i-cittadini-attivi-non-possono-essere-esclusivamente-associazioni-dei-cittadini/" target="_blank" rel="noopener">Regolamento dei Beni Comuni</a> all’inizio del 2016. Qui l’<a href="http://maite.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>associazione Maite</strong></a> dall’estate del 2015 si prende cura di una porzione del monumentale complesso di Sant’Agata, tramite un programma funzionale che si adatta continuamente alla struttura, creando sempre nuovi scenari. <strong>Spaziando e sperimentando in ambito artistico-culturale e intrecciandosi alle </strong><strong>dinamiche sociali e urbane della città di Bergamo, ExSA sta ricucendo il tessuto </strong><strong>cittadino attorno a sé.</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54059" src="http://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Candele-ExSA.jpg" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Candele-ExSA.jpg 2048w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Candele-ExSA-300x200.jpg 300w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Candele-ExSA-768x512.jpg 768w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Candele-ExSA-1024x683.jpg 1024w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Candele-ExSA-624x416.jpg 624w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<h4>Partire da necessità reali che non trovano risposte nel panorama cittadino</h4>
<p style="text-align: justify;">Riuscire a stipulare un <a href="https://www.comune.bergamo.it/servizi/delibere/ricerca_fase03.aspx?ID=100193" target="_blank" rel="noopener">patto di collaborazione</a> con l’amministrazione comunale, che è la proprietaria dell’edificio, non è stato facile. Il complesso monumentale di Sant’Agata, circa 5.000 mq, è stato monastero teatino sino al 1797, carcere (o meglio casa di custodia) sino al 1978 e consultorio sino al 1982. <strong>L’intero edificio è chiaramente una </strong><strong>stratificazione storica visibile a occhio nudo, e come tale viene considerata un </strong><strong>bene di carattere storico culturale​.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54060" src="http://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Mostra-missione-Calcutta2.jpg" alt="" width="1080" height="1080" srcset="https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Mostra-missione-Calcutta2.jpg 1080w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Mostra-missione-Calcutta2-225x225.jpg 225w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Mostra-missione-Calcutta2-768x768.jpg 768w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Mostra-missione-Calcutta2-1024x1024.jpg 1024w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Mostra-missione-Calcutta2-180x180.jpg 180w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Mostra-missione-Calcutta2-300x300.jpg 300w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Mostra-missione-Calcutta2-600x600.jpg 600w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Mostra-missione-Calcutta2-624x624.jpg 624w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" />Ad Aprile del 2017 il MiBACT, l&#8217;Agenzia del Demanio e il Comune di Bergamo hanno stipulato un <a href="https://www.comune.bergamo.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=21205" target="_blank" rel="noopener"><strong>Accordo di Valorizzazione dell’immobile</strong></a>, che prevede per l’intero complesso monumentale di Sant’Agata vari scenari progettuali, tra cui l’utilizzo <strong>con finalità culturali </strong><strong>di carattere temporaneo</strong>. Lo spazio può quindi accogliere performance artistiche, concerti, mostre fotografiche e artistiche oltre a laboratori di produzione artigianale.<br />
Il programma suggerito da Maite, diventato poi il progetto ExSA, sposa a pieno ciò di cui parla l’Accordo di Valorizzazione, aggiungendo l’applicazione del <strong>principio di </strong><strong>sussidiarietà</strong>​: coinvolgendo l’intera cittadinanza in iniziative culturali, visite guidate, incontri e restituendo alla comunità uno spazio dismesso da trent’anni. Per coloro che credono in ExSA, il progetto è sin dall’inizio un bene comune perché <strong>unisce valori </strong><strong>materiali e immateriali​.</strong> La valorizzazione dell’ex carcere ha permesso di raccogliere numerose testimonianze durante le visite guidate e gli eventi proposti: ex carcerati, guardie, volontari che portavano la cena ai detenuti, etc. hanno riportato alla luce quel prezioso tessuto sociale attivo decenni fa, sconosciuto alla comunità, totalmente impossibile da reperire nei libri di storia.<br />
<strong>Progettare tramite partecipazione attiva, tramite azioni piccole di tutti i giorni ma dal </strong><strong>grande potenziale: vicinato, volontari, cittadini, vivono e sperimentano il luogo come </strong><strong>patrimonio e bene collettivo. </strong>Trasformare un ex carcere, un luogo di immensa pena e sofferenza, in un luogo di cittadinanza, in uno spazio per la collettività per ridare nuova linfa al tessuto sociale di Bergamo Alta, è stata una piacevole sfida. Convincere i più scettici che non era prevaricare, offendere, usurpare il luogo ma bensì dargli una seconda possibilità. Sin dai primi mesi il luogo è stato<strong> abitato</strong>​ nel senso più domestico della parola: mamme e bambini hanno creato uno spazio gioco e compiti in una delle stanze, la rete sociale del quartiere si ritrova in ExSA per discutere, la comunità dei migranti svolge attività di volontariato e studia italiano.</p>
<h4>Lo spazio viene inteso come contenitore dinamico e metamorfico</h4>
<p style="text-align: justify;">ExSA cerca di adattarsi ad ogni potenziale attività proposta. Attività-<strong>uso che non è deciso </strong><strong>da qualcuno e consumato da qualcun’altro ma che è prodotto dagli stessi che ne </strong><strong>usufruiranno</strong>​, nell&#8217;ottica di sviluppare azioni attorno ad idee che sono il risultato di necessità del quartiere. Uso che deve alternarsi ad altri, mischiarsi con altre azioni, nella costruzione di una struttura progettuale dinamica.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54061" src="http://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Odisseo-il-Folle-Volo-ExSA-3.jpg" alt="" width="766" height="1108" /><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-58576 size-large" src="http://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Odisseo-il-Folle-VOlo-ExSA-2-1024x683.jpg" alt="" width="810" height="540" srcset="https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Odisseo-il-Folle-VOlo-ExSA-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Odisseo-il-Folle-VOlo-ExSA-2-300x200.jpg 300w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Odisseo-il-Folle-VOlo-ExSA-2-768x512.jpg 768w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Odisseo-il-Folle-VOlo-ExSA-2-810x540.jpg 810w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Odisseo-il-Folle-VOlo-ExSA-2-600x400.jpg 600w, https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/01/Odisseo-il-Folle-VOlo-ExSA-2.jpg 1108w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non vi è stato un restauro tradizionale ma piuttosto un&#8217;enfatizzazione di ciò che il </strong><b>tempo ha realizzato sull&#8217;edificio stesso.​</b> ExSA è volutamente un luogo che si fa memoria, un <strong>contenitore di identità​</strong> dove si intervallano storie, tracce, racconti che si pongono come base per la ricollocazione stessa dello spazio.<br />
<strong>Tutto ciò che prende vita in ExSA lo fa interagendo in maniera diretta con lo spazio​.</strong></p>
<h4>Il Patto: la collaborazione con il Comune</h4>
<p style="text-align: justify;">Con la delibera di giunta del 21 dicembre 2017, atto 0586-17, viene riconosciuta la presenza costruttiva di ExSA nel tessuto culturale e sociale cittadino.<br />
L’assessorato alla Riqualificazione urbana insieme alla Direzione Patrimonio <strong>avvalora le 5 </strong><strong>linee guida del progetto: Spazio Artistico, Luogo Associativo, Bene Culturale e Turistico, </strong><strong>Contenitore di mostre e performance, Luogo di incontri-dibattiti-conferenze.</strong><br />
L’amministrazione è stata lungimirante nel credere alle potenzialità e all’innovazione che risiedono nel progetto, nell’<strong>assegnare </strong>temporaneamente<strong> ad un’associazione</strong> la rigenerazione e la trasformazione ad interesse generale di uno spazio dal valore storico-culturale, con dimensioni e valore economico significativi.<br />
In conclusione, ci si augura di riuscire ad intraprendere in ExSA un <strong>progetto ciclico </strong><strong>autorigenerativo</strong>​, fatto di azioni e fasi che si alternino in maniera fluida. Un ciclicità che non è chiusa su se stessa, non è separata dal resto del tessuto urbano e sociale, ma si apre all’esterno, influenzando e facendosi influenzare, per far parte di qualcosa di più grande.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.comune.bergamo.it/servizi/delibere/ricerca_fase03.aspx?ID=100193" target="_blank" rel="noopener">Bergamo, deliberazione del Consiglio comunale 19 gennaio 2016, n. 4</a></li>
<li><a href="http://www.labsus.org/2016/09/bergamo-stringe-un-patto-con-i-suoi-cittadini-limportanza-di-adottare-un-bene-comune/" target="_blank" rel="noopener">Bergamo stringe un patto con i suoi cittadini: 15 luoghi da rigenerare</a></li>
<li><a href="http://www.labsus.org/2017/09/prendere-sul-serio-i-beni-comuni-la-sostenibilita-e-una-pratica-di-condivisione/" target="_blank" rel="noopener">Prendere sul serio i beni comuni: la sostenibilità è una pratica di condivisione</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2018/01/ex-carcere-di-bergamo-un-patto-di-collaborazione-storico-come-la-citta-alta/">Ex carcere di Bergamo: un patto di collaborazione &#8220;storico&#8221; come la città alta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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