Orti come " parchi culturali " in grado di migliorare la qualità della vita individuale e collettiva.
Vivibilità urbana

E Italia Nostra propone gli ” Orti urbani ”

Il progetto, d'intesa con l'Anci, è rivolto a privati ed enti pubblici

Si chiama “Orti Urbani” il progetto di Italia Nostra, in collaborazione con l'Anci, che si rivolge a tutti coloro, enti pubblici o privati, i quali desiderino destinare aree verdi in loro possesso all'”arte del coltivare”, nel rispetto della memoria storica dei luoghi, di regole etiche comuni e delle linee guida scientifiche elaborate dall'Università di Perugia.

Il progetto nasce su iniziativa di Italia Nostra e vede il coinvolgimento dell’Anci (l’associazione dei comuni italiani) con il quale è stato sottoscritto un protocollo d’intesa che porterà alla definizione di regole etiche che dovranno guidare la realizzazione degli orti urbani in tutta Italia e di un servizio comune di sostegno da offrire agli aderenti al progetto. Italia Nostra, intanto, può già disporre di linee guida elaborate dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia.

In sostanza si vuole definire una modalità di realizzazione standard in tutta Italia, pur salvaguardando le differenze culturali e tenendo conto di quelle geomorfologiche, per la realizzazione e la conservare di un orto, inteso nel senso di “parco culturale” teso a recuperare specie in via di estinzione ignorate dalle coltivazioni intensive e, perché no, a coltivare prodotti di uso comune con metodologie scientifiche. Prodotti che potrebbero poi essere anche venduti dagli interessati a prezzi economici nella logica di accorciare la filiera dal produttore al consumatore.

Attività di educazione ambientale e culturale farebbero da cornice all’iniziativa che permette in ogni caso di sottrarre aree verdi all’abusivismo edilizio, alla speculazione e all’inquinamento ambientale.

Nelle linee giuda elaborate dall’Università di Perugia si individuano quattro possibili tipologie di “orto urbano” destinate a produrre benefici per la collettività: orti di case circondariali, per il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro; orti nelle scuole, per attività didattico-educative; orti per anziani, dove sia possibile effettuare attività motorie all’aria aperta e ri-costruire relazioni sociali; ortoterapia, attività di giardinaggio e orticoltura a supporto di programmi riabilitativi per pazienti diversamente abili. Infine, dove siano disponibili aree abbastanza grandi, si potrebbe permettere alle famiglie l’adozione di un prodotto o di un piccolo appezzamento visitabile in ogni momento , e quindi scegliere tecniche di coltivazione personalizzate e avere prodotti di qualità a prezzi inferiori a quelli di mercato.



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