Il modo migliore di trattare le questioni ambientali è quello di assicurare la partecipazione di tutti i cittadini interessati, ai diversi livelli. Principio 10 Dichiarazione di Rio
Emilia-Romagna

EMILIA ROMAGNA legge 27 del 29 dicembre 2009

Attraverso la norma che prevede l'istituzione del Sistema regionale di informazione e di educazione alla sostenibilità , la Regione si impegana a sviluppare in collaborazione con le autonomie locali, il sistema scolastico, le agenzie scientifiche, le imprese, i gruppi di volontariato e l'associazionismo, la promozione l'organizzazione di attività di informazione e di educazione al fine di promuovere la loro partecipazione attiva alla costruzione di un futuro sostenibile

Affinchè si possa parlare di una efficiente strategia per lo sviluppo sostenibile per il recupero del rapporto uomo natura, è necessario lavorare per l'integrazione delle dimensioni economiche, sociali ed ambientali attraverso quindi non un solo approccio normativo ma anche e soprattutto con un dialogo tra amministrazione e cittadino. Il Piano per lo sviluppo sostenibile redatto dallà­Organizzazione delle Nazioni Unite al quale si ispira esplicitamente la legge stessa, prevede per i governi il compito di adottare delle strategie che sollecitino la più ampia partecipazione possibile, attuando delle misure volte a colmare i vuoto informativo migliorando la disponibilità di informazione. La regione Emilia Romagna, con la redazione di questa norma vuole promuovere tra la popolazione la conoscenza della materia per una presa di coscienza capace di dar vita a azioni specifiche volte al perseguimento della sostenibilità . Un cittadino ben informato sullo stato della cosa pubblica ed informato circa gli strumenti che sono nelle sue possibilità , è capace di attivarsi per prendersi cura dellà­ambiente che lo circonda per preservare le future generazioni secondo la più ampiamente condivisa definizione di sviluppo sostenibile. La sostenibilità qui intesa infatti, non è solo volta alla tutela ambientale in senso stretto ma a uno sviluppo economico e istituzionale che preveda ampie pratiche di partecipazione e dialogo fra le parti interessate, poichè non può esistere l'una senza l'altra. Secondo la legge particolare attenzione è stata dedicata al settore educativo, in quanto responsabile di promuovere tra i più giovani una coscienza per uno sviluppo più equo e solidale per la gestione delle risorse naturali. A questo proposito, come esplicitato allà­articolo 5, la regione valorizza e sostiene anche attraverso adeguati finanziamenti, le scuole che autonomamente o in rete con altri istituti del territorio, integrano al piano di offerta formativa non solo lo studio delle tematiche relative in linea teorica ma che diano anche vita a concrete esperienze attraverso l'attuazione di attività esemplari. Più in generale viene istituito il Sistema regionale di informazione e di educazione alla sostenibilità INFEAS, un'organizzazione a rete che coinvolgendo sia i soggetti pubblici che quelli privati che ha il compito di coordinare le attività di educazione alla sostenibilità che prendono vita nel territorio regionale. Al sistema regionale oltre che gli enti locali a tutti i livelli, sono chiamati a concorrere come si è fatto cenno prima, gli istituti scolastici, le università e i CEAS, facendo inoltre tesoro anche degli attori più direttamente coinvolti nelle esperienze di tutela del territorio come le fattorie didattiche, le associazioni di volontariato e tutti i soggetti pubblici e privati in qualità di attori interessati e attivi nel settore.

Articolo 1
Oggetto e finalità
1. In conformità ai principi sanciti dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) e dalla Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa (UNECE) in materia di educazione allo sviluppo sostenibile, nonch E’ ai principi vigenti nell'ordinamento dell'Unione Europea e nell'ordinamento nazionale in materia di diritto all'informazione su ambiente e sostenibilità , e in particolare a quelli posti dal decreto legislativo 19 agosto 25, n. 195 (Attuazione della direttiva 23/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale), la Regione con la presente legge persegue i seguenti obiettivi:
a) promuovere nella popolazione giovane e adulta lo sviluppo di conoscenze, consapevolezze, comportamenti e capacità di azione a livello individuale e sociale, idonei a perseguire la sostenibilità ambientale, sociale, economica e istituzionale, attraverso i metodi e gli strumenti educativi, partecipativi e comunicativi;
b) promuovere una educazione alla sostenibilità , come definita dai principi suddetti, che integra in un disegno comune gli aspetti globali e locali della cittadinanza attiva, della pace, della democrazia, dei diritti umani, dello sviluppo equo e solidale, della tutela della salute, delle pari opportunità , della cultura, della protezione dell'ambiente e della gestione sostenibile delle risorse naturali;
c) promuovere la raccolta e la diffusione delle informazioni sulla sostenibilità ambientale, sociale, economica e istituzionale del territorio regionale, anche al fine di favorire la consapevole partecipazione dei cittadini ai processi decisionali; d) favorire l'accesso da parte dei cittadini e delle loro forme organizzate alle informazioni in materia di ambiente e sviluppo sostenibile in possesso della pubblica amministrazione, al fine di promuovere la loro partecipazione attiva alla costruzione di un futuro sostenibile;
e) sviluppare, in collaborazione con le autonomie locali, il sistema scolastico e dell'alta formazione, le agenzie scientifiche, le imprese, il volontariato e l'associazionismo, il sistema regionale di informazione e di educazione alla sostenibilità (sistema regionale INFEAS);
f) promuovere, nel quadro del sistema regionale INFEAS di cui all'articolo 2, mediante adeguati progetti formativi e sistemi di documentazione e di valutazione di strutture e attività , la continuità e la qualità delle azioni educative e comunicative attraverso il riconoscimento e la valorizzazione di centri e strutture territoriali permanenti e di scuole e istituti scolastici e loro reti che perseguono l'educazione alla sostenibilità ;
g) promuovere il coordinamento e la progressiva integrazione a livello regionale, provinciale e comunale delle diverse programmazioni ed esperienze educative relative all'ambiente e alla biodiversità , alla corretta alimentazione, alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile, alla salute, alla partecipazione, in coerenza con i principi definiti dall'ONU e dall'UNESCO per l'educazione alla sostenibilità ;
h) contribuire e partecipare al sistema nazionale INFEA di cui all'articolo 3, comma 5, della legge 9 dicembre 1998, n. 426 (Nuovi interventi in campo ambientale), sulla base degli atti di indirizzo e di programma approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali), anche attraverso accordi di programma con gli organi statali competenti.
2. La Regione persegue i predetti obiettivi attraverso:
a) il sistema regionale INFEAS di cui all'articolo 2;
b) la Commissione regionale di coordinamento di cui all'articolo 7;
c) il programma regionale di informazione e di educazione alla sostenibilità (programma regionale INFEAS) di cui all'articolo 3;
d) le periodiche relazioni sullo stato dell'ambiente e della sostenibilità della Regione Emilia-Romagna e la messa a disposizione del catalogo delle fonti e di tutti i dati sull'ambiente e sulla sostenibilità in suo possesso di cui all'articolo 6.
3. La Regione assicura l'accesso alle informazioni in materia ambientale con le modalità di cui all'articolo 7 della legge regionale 6 settembre 1993, n. 32 (Norme per la disciplina del procedimento amministrativo e del diritto di accesso) e al decreto legislativo n. 195 del 25.

Articolo 2
Il sistema regionale di informazione e di educazione alla sostenibilità (sistema regionale INFEAS)
1. Il sistema regionale di informazione e di educazione alla sostenibilità (sistema regionale INFEAS) à‹ un'organizzazione a rete che coinvolge una pluralità di soggetti pubblici e privati del territorio regionale con l'obiettivo di promuovere il coordinamento, la qualificazione e la continuità delle attività di educazione alla sostenibilità .
2. La Regione svolge funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento e controllo del sistema regionale INFEAS anche attraverso la promozione di funzioni e azioni di sistema.
3. Le Province concorrono con la Regione alla definizione della programmazione regionale INFEAS e sviluppano, in collaborazione con i Comuni e in modo partecipato, una propria programmazione.
4. I Comuni e le loro forme associative svolgono, di norma, funzioni di gestione delle strutture di educazione alla sostenibilit‡ sul territorio.
5. Gli enti di cui ai commi 2, 3 e 4 curano il raccordo e il coordinamento tra la programmazione INFEAS e i rispettivi strumenti di programmazione generali e di settore.
6. Partecipano al sistema regionale INFEAS la Regione, le Province, i Comuni e le loro forme associative, l'Agenzia regionale prevenzione e ambiente (ARPA), gli enti di gestione delle aree protette di cui alla legge regionale 17 febbraio 25, n. 6 (Disciplina della formazione e della gestione del sistema regionale delle aree naturali protette e dei siti della Rete natura 2).
7. Sono chiamati a concorrere al sistema regionale INFEAS anche le scuole, gli istituti scolastici, le università , i centri di educazione alla sostenibilità (CEAS) di cui all'articolo 4 della presente legge, le fattorie didattiche di cui alla legge regionale 31 marzo 29, n. 4 (Disciplina dell'agriturismo e della multifunzionalit‡ delle aziende agricole), le associazioni del volontariato, le associazioni professionali, le associazioni di impresa e tutti gli altri soggetti pubblici e privati che operano in coerenza con i principi di cui all'articolo 1.
8. Il sistema regionale INFEAS dell'Emilia-Romagna fa parte del sistema nazionale INFEA di cui alla legge n. 426 del 1998 e in quanto tale partecipa e collabora alla piena realizzazione degli obiettivi definiti congiuntamente a livello nazionale ed approvati in sede di Conferenza permanente di cui al decreto legislativo n. 281 del 1997 in materia di educazione all'ambiente e alla sostenibilità ; opera altresà in collaborazione con altre reti, associazioni, istituzioni di livello nazionale e interregionale nel campo dell'informazione ed educazione alla sostenibilità .
9. La Regione e le Province promuovono specifici protocolli di intesa, accordi di programma e convenzioni con i diversi soggetti che concorrono al sistema regionale INFEAS al fine di formalizzare la collaborazione e le relazioni tra gli stessi.

Articolo 5
Le reti di scuole per l'educazione alla sostenibilità
1. La Regione, nell'ambito del programma regionale INFEAS, riconosce, sostiene e valorizza le scuole e gli istituti scolastici che, anche in rete tra loro, coniugano i temi della sostenibilità con il piano dell'offerta formativa e che strutturano al proprio interno esperienze e attività permanenti di educazione alla sostenibilità .
2. La Regione supporta e promuove forme di co-progettazione educativa scuola-territorio per tutte le fasce di età e la partecipazione del sistema formativo allo sviluppo locale.
3. La Regione valorizza il lavoro degli istituti scolastici e delle loro reti per l'educazione alla sostenibilità promuovendo la divulgazione delle buone pratiche e la documentazione dei percorsi didattici anche attraverso banche-dati e strumenti informatici.



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