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L’Economia civile che rimette in circolo il benessere

Da Latina una preziosa occasione per scambiare buone pratiche di cittadinanza: l’effetto rigenerante per le città

Latina, 28 giugno 2019: una giornata stupenda, all’insegna dello scambio di buone pratiche e della definizione dei prossimi passi per far crescere la consapevolezza e le occasioni di sviluppo della nostra comunità. E’ la giornata laboratorio per “l’Economia Civile per le Città”, un’occasione importante per la città di Latina e per i partecipanti, cittadini e amministratori, dei territori vicini che si sono affacciati e lasciati coinvolgere nel confronto e nella elaborazione creativa di visioni e opportunità per la generazione di benessere e felicità.
Dopo l’apertura dei lavori e i saluti istituzionali ci si divide nei 7 gruppi di lavoro dove avremo modo di scambiarci esperienze e riflessioni attraverso la metodologia open space. Un metodo pratico di gestione delle dinamiche di gruppi medio-grandi, grazie al quale tutti i partecipanti riescono ad intervenire e dire la propria e allo stesso tempo si riesce anche a focalizzare sulle criticità emergenti e sintetizzare una narrazione comune.

Verso percorsi di collaborazione

Questa della metodologia e degli strumenti di gestione delle dinamiche di gruppo e di formazione del consenso è una mia particolare fissazione, nata nell’ambiente scout e cresciuta nella frequentazione del mondo associativo, della quale sento una costante e incalzante necessità anche nell’ambito amministrativo. Ancora con troppa facilità, sia gli uffici sia i cittadini, si schiacciano su processi deliberativi “formali” che non riescono ad aprirsi ad un ascolto efficace, a una piena definizione delle esigenze, a una completa ricognizione delle risorse, a una comunione dei saperi e degli obiettivi; insomma a un proficuo percorso di co-progettazione e collaborazione.
Eh si! Lo hanno evidenziato tutti i partecipanti al tavolo di lavoro al quale mi ero iscritto – Patti di Collaborazione e Beni Comuni, coordinato dal lodevole lavoro di Elisabetta Salvatorelli di Labsus – che hanno sostenuto con forza che per costruire e alimentare comunità e relazioni produttive, per dare gambe ai buoni propositi di solidarietà, altruismo, rispetto sono necessari l’impegno, la disponibilità, la partecipazione, il dialogo che non sempre sono beni immediatamente disponibili!

Le Buone pratiche sono “contagiose”

Per questo è fondamentale la strutturazione di percorsi che favoriscano la trasparenza e la circolazione di fiducia, che organizzino il consenso, che facilitino il dialogo e che spingano alla contaminazione, al contagio delle buone pratiche e alla collaborazione. E’ il percorso generativo della felicità, che si affronta proprio come un sentiero di montagna che ci conduce ad un panorama mozzafiato, con tutto il fascino dell’arrivo in vetta, ma anche con tutti i sacrifici, le fatiche e le premure necessari ad affrontare le difficoltà di una bellissima impresa.
La storia della comunità latinense, come immagino quella di molte altre realtà dove si è radicata la politica del “ghe pensi mi” e della semplificazione intesa come banalizzazione, ha visto spesso nel recente passato l’indicazione di facili strade verso mete tanto entusiasmanti quanto inarrivabili.

Un percorso nuovo con strumenti diversi

Questa volta, invece, la consapevolezza del percorso, maturata grazie alla rete Labsus e a esperienze di confronto come questa dell’Economia Civile per le Città, spinge e obbliga fin dal principio a prepararsi bene. Nella nostra attrezzatura abbiamo deciso di mettere, da più di un anno, quei valori indicati dai partecipanti al laboratorio e richiamati dal Regolamento per la gestione condivisa dei Beni Comuni che sono gli “scarponi” con cui tenersi saldi sul terreno e che renderanno non solo possibile il raggiungimento della vetta, ma soprattutto piacevole (anche se faticoso) il percorso. Ci siamo dotati di un’unità di progetto per il coordinamento dei patti di collaborazione, di diverse consulte cittadine e di una Casa della Città e del Territorio per l’osservazione della nostra comunità e dei suoi confini, come prima base di strumenti di orientamento sul percorso, e stiamo facendo molta “preparazione atletica” con i primi patti di collaborazione e con tutte le occasioni di confronto e formazione di noi amministratori, degli uffici e della cittadinanza attiva.

Se i cittadini chiedono, l’amministratore risponde

Siamo ai primi passi verso l’amministrazione condivisa, dove non saranno i cittadini a sostituirsi all’amministrazione e non più l’amministrazione a decidere nella classica torre d’avorio, mortificando le responsabilità dei cittadini. La strada è ancora lunga, quanto entusiasmante. Ora i cittadini attivi e i partecipanti al laboratorio ci chiedono più ingaggio, più testimonianze, più visibilità, più comunicazione. Quella comunicazione in cui la nostra società è completamente immersa e che oggi più che mai diventa altro bagaglio di competenze indispensabile, per un suo uso consapevole, corretto e generativo di opportunità e benessere. E’ una sete incessante e inebriante di partecipazione che dobbiamo sostenere con gli appositi strumenti e metodologie come una comunicazione consapevole, generativa e pervasiva: le passeggiate di quartiere, le mappe di comunità, i bilanci partecipati e con il supporto di competenze specializzate come i mediatori sociali o gli architetti di quartiere capaci di farci vedere gli scenari futuri delle nostre città. Una sfida che raccogliamo con coraggio e con la soddisfazione quotidiana di sentirci già parte di quella felicità che stiamo alimentando, rasserenati da una comunità che in tutta Italia e in tutto il mondo sta crescendo e con la quale speriamo presto di incontrarci a condividere e ragionare insieme nuovamente.

Emanuele Di Russo è Consigliere delegato a “Democrazia partecipata e gestione condivisa dei beni comuni” del Comune di Latina