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Giorno del dono 2019. Gratuità come cura per le crisi di ogni tempo

Il 4 ottobre è il Giorno del dono, una ricorrenza che non rimane nelle aule di dibattito delle associazioni, ma si fa feconda nelle piazze e tra la gente. E dai numeri si scopre che in Italia i volontari svolgono un ruolo fondamentale per il tessuto civile.

Forse non tutti sanno che, dal 2015, il “dono” è riconosciuto per legge dalla Repubblica italiana, su proposta dell’Istituto italiano della donazione (IID). Camera e Senato hanno approvato che il 4 ottobre di ogni anno sia detto ufficialmente “Giorno del dono”: «al fine di offrire ai cittadini l’opportunità di acquisire una maggiore consapevolezza del contributo che le scelte e le attività donative possono recare alla crescita della società italiana, ravvisando in esse una forma di impegno e di partecipazione nella quale i valori primari della libertà e della solidarietà affermati dalla Costituzione trovano un’espressione altamente degna di essere riconosciuta e promossa» (Legge 14 luglio 2015, n. 110).
Il “Giorno del dono” non vuole essere, come ribadisce l’ente promotore IID, una forma per «istituzionalizzare la generosità spontanea», bensì un momento importante per «costruire una cultura condivisa del dono, strumento prezioso per uscire dalla crisi economica, di senso, di valori». Una ricorrenza che non rimane nelle aule di dibattito delle associazioni, ma si fa feconda nelle piazze e tra la gente: ogni anno l’Italia intera, da nord a sud, si colora per la campagna nazionale “Giro dell’Italia che dona”. L’Istituto Italiano della donazione, associazione che assicura che l’operato delle Organizzazioni Non Profit sia in linea con gli standard internazionali e risponda a criteri di trasparenza, credibilità ed onestà, coordina i progetti per il “Giorno del dono” in collaborazione con MIUR ed altri enti patrocinanti come Regione Lazio, Comune di Roma, CSVnet, Fondazione Sodalitas, Forum Terzo Settore. L’intento principale è quello di dare voce e visibilità ad un Paese di cittadini attivi e presenti sui territori, un Paese che vive la quotidianità con lo sguardo al bene comune. Per l’edizione 2019, nelle tre settimane dal 20 settembre al 13 ottobre, comuni, scuole, ONP, imprese, associazioni e cittadini sul territorio italiano, si impegnano creativamente a promuovere la cultura del dono attraverso iniziative creative che coinvolgano e facciano riflettere.

Ma chi sono gli italiani “eroi” del bene comune?

Secondo “Noi Doniamo”, primo rapporto IID sulla propensione al dono in Italia (2019), le tipologie di dono possono essere raccolte in tre macrocontenitori: le donazioni biologiche, le donazioni di tempo e aiuto nel volontariato, le donazioni di denaro. Nel 2016, secondo Istat, 8,3 milioni di italiani hanno fatto donazioni monetarie ad enti no profit de associazioni, e Doxa (2017) rileva circa 6,3 milioni di donatori informali, che praticano, ad esempio, elemosina e donazioni alla Chiesa. Invece sarebbero state 6,9 milioni le persone ad aver svolto attività gratuita a favore di altri nel 2016, mentre nel 2018 circa il 14% degli italiani sopra i 14 anni avrebbe dedicato tempo, nell’arco dell’anno, almeno ad una attività gratuita. Il Centro Nazionale Sangue (Istituto di Sanità) ha riferito invece che 1,68 milioni di persone in età tra i 18 e i 65 anni nel 2017 hanno donato il sangue.
La mappa coloratissima dell’Italia che dona, e si dona, (disponibile sul sito https://giornodeldono.org/) è una carezza che contribuirà, con le iniziative nei territori del quarto “Giorno del dono”, a rilanciare il valore dell’impegno dei cittadini contro la cultura dello scarto e dello sconforto, nei confronti di una società in crisi tra nuove povertà che avanzano e cecità istituzionale. Per il #DonoDay2019 si va dalla Sicilia, con i laboratori esperienziali nella Casa di riposo di Giarratana (RG) per anziani e famiglie, sul “Tempo come dono verso chi ha bisogno”, fino ad Aosta, con “Fai un salto a donare in piazza”, attività di sensibilizzazione alla donazione di sangue per bambini e adulti. Lungo tutta la penisola, quest’anno, il 1° “roadshow del dono”, con incontri, dibattiti e momenti di confronto organizzati nelle scuole d’Italia, e tante altre iniziative benefiche per promuovere le donazioni a favore della ricerca medico-scientifica e dell’assistenza. In queste settimane, circa 80 istituti scolastici di ogni grado, grazie alla partecipazione attiva di studenti e docenti, stanno partecipando al contest #DonareMidona Scuole, presentando un lavoro artistico di qualsiasi tipo sui temi: “Donare contro la povertà” e “Il dono del tempo”.
Il 3 ottobre, con un convegno al al CNEL, l’IID presenterà i dati aggiornati dell’Osservatorio sul Dono sulle pratiche di donazione degli italiani, ed il giorno successivo, 4 ottobre e Giorno del dono, si terrà a Roma l’evento nazionale con la premiazione dei vincitori dei vari contest. L’Istituto italiano della donazione è riuscito a calcolare che, in rapporto alla popolazione, vi sarebbe un gesto di donazione ogni due abitanti: sempre IID sottolinea come la riflessione pubblica abbia bisogno anche «di questi dati che raccontano quanto è ampia la sfera dei comportamenti positivi per la ricomposizione del tessuto civico e sociale e la riconnessione dei fili che tengono insieme le comunità (…). Il donare su scala collettiva produce, infatti, un impatto macro che si intreccia strettamente con le dimensioni del benessere sociale, della qualità della vita e del capitale sociale disponibile su un territorio per una popolazione, (…) fattore trasformativo dello scenario socio-economico» (“Noi doniamo”, 2019).