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CIVIL WEEK 2020: la “due giorni” per il Terzo settore in formato digitale

Un laboratorio di conoscenza e condivisione promosso dal Corriere della Sera-Buone notizie, per dare voce — anche a distanza — alla cittadinanza attiva e al mondo del volontariato
civil week

Si allunga l’elenco delle iniziative che sbarcano online. È così anche per la prima edizione della Civil Week, laboratorio di conoscenza e condivisione dedicato ai temi della cittadinanza attiva, del volontariato e della solidarietà, promosso dal Corriere della Sera insieme al Forum del Terzo Settore, i Csv milanesi e le Fondazioni di comunità milanesi, in collaborazione con Forum e Csv nazionali. Inizialmente programmata per marzo 2020, a causa dell’emergenza sanitaria la Civil Week è stata posticipata al weekend dell’11-12 giugno 2020 per essere trasmessa in diretta streaming. Ma non per questo è stata meno interessante. Anzi.
Il canovaccio di interviste e testimonianze proposto è stato variegato: da figure istituzionali ad artisti, atleti, esperti e ricercatori fino a rappresentanti dell’associazionismo e delle organizzazioni del Terzo settore. Diversi i temi toccati nelle dirette: se nella prima giornata le tematiche affrontate sono rimaste ancorate alle prospettive del volontariato solidale ai tempi della pandemia, nella sessione del 12 giugno il ventaglio dei topic si è allargato. Gli interventi sono arrivati a sviluppare temi quali il ruolo delle imprese nella fase post-emergenziale e le prospettive di coinvolgimento dei cittadini nella ripresa economica e nel rilancio sociale dei territori.

Il Terzo Settore alla prova del Covid

Il Civil Week 2020 si è aperto con una riflessione di carattere generale su “Repubblica e Costituzione”, attraverso il contributo della Presidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia, per poi continuare a focalizzarsi sulle tematiche principali e più attuali per il mondo del Terzo settore. Si sono susseguite testimonianze ed interviste a soggetti e rappresentanti di reti locali della cittadinanza attiva, di consorzi di cooperative attive sui territori, come il “Consorzio Sale della Terra”, ma anche contributi multimediali di presentazione e d’inchiesta, tra cui quello realizzato sul caso dell’Ospedale Fiera di Bergamo, esempio encomiabile di una efficace collaborazione civile nell’interesse generale. Dell’Ospedale di Bergamo, attrezzato in nove giorni dall’Associazione Nazionale Alpini con il supporto di 400 artigiani locali di Confartigianato, se ne è parlato anche con Claudia Fiaschi, portavoce nazionale del Forum del Terzo Settore.
Il suo commento è positivo e ha sottolineato la grande efficacia ed efficienza del Terzo settore nella risposta alle emergenze, in particolare a quella sanitaria, sia in quanto a prontezza, sia per il livello di conoscenza del territorio, delle sue reti e delle sue risorse. Anche Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione con Il Sud, ha rivendicato il ruolo decisivo che il Terzo settore riveste nel sistema Italia, nella normalità, ma ancor di più in questa fase di emergenza sanitaria, ponendo in particolare l’accento sulla capacità del mondo associativo e cooperativo di produrre e riprodurre il capitale sociale, linfa del Paese, oggi e ancora più nell’immediato futuro. In quest’ottica, le critiche sono state rivolte all’amministrazione del sud Italia, che pagherà, domani come oggi, anni di «politiche meramente quantitative, senza strategie», ha sottolineato Borgomeo, e spesso poco attente alle esigenze reali dei territori. È stata riconosciuta comunque positiva, anche se non ancora adeguata alle esigenze, l’iniziativa del ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, di erogare risorse per 120 milioni di euro, con il Decreto Rilancio, a supporto delle realtà del Terzo settore operanti nelle regioni meridionali.

Le quattro questioni urbane

La diretta è proseguita poi sul rapporto tra Terzo settore e città, con la partecipazione di alcuni rappresentanti della cittadinanza attiva e di due figure istituzionali: il sindaco di Bari, nonché presidente dell’ANCI, Antonio Decaro e il sindaco di Milano, Beppe Sala. Le narrazioni dei due primi cittadini sono differenti e caratterizzate localmente, ma facilmente si ritrova un filo rosso che accomuna le due descrizioni proposte: il Terzo Settore come alleato delle istituzioni, indispensabile nella gestione dell’emergenza sanitaria e necessario nella futura gestione delle città. Il sindaco di Milano in particolare ha sottolineato quattro “questioni urbane” che rappresentano le fondamenta della collaborazione e dell’alleanza tra il Comune e il Terzo settore nel futuro più prossimo: supporto alle famiglie; politiche giovanili; politiche per il lavoro; e gestione delle popolazioni migranti.

Promuovere reti per incentivare la partecipazione

Nella seconda giornata di Civil Week 2020 si è continuato a parlare del ruolo fondamentale dei cittadini anche per un’auspicata ripartenza economica sostenibile dei territori. Le dirette del 12 giugno hanno visto alternarsi, per un discorso più ampio, interventi sulle prospettive post Covid-19 nei vari settori e sul rilancio della partecipazione condivisa tra cittadini, enti istituzionali e Terzo settore, voci di economisti, attori, sportivi e imprenditori. In particolare, con Riccardo Tramezzani, responsabile di Ubi Comunità, divisione commerciale di Ubi Banca che è rivolta alle realtà del Terzo settore, si è parlato di “Scelte (in)sostenibili” e di promozione concreta del bene comune. «Ubi Comunità è dedicata alla creazione di valore condiviso e di comunità, si pone l’obiettivo di accrescere e consolidare il rapporto con i differenti territori, anche attraverso il coinvolgimento delle diverse realtà economiche e sociali. Tale finalità viene perseguita con il rafforzamento e lo sviluppo delle relazioni collegate al mondo del no profit, promuovendo anche meccanismi di ibridazione e contaminazione tra le realtà diverse». Molto significativa anche la riflessione sull’economia civile e “generativa”, proposta nella mattinata da Letizia Moratti e Leonardo Becchetti e ripresa nel pomeriggio proprio da Tramezzani. «Come Ubi Banca», continua il responsabile di Ubi Comunità, «desideriamo, infatti, essere un ente che dialoga col territorio, co-attori di uno sviluppo economico sostenibile. Scegliamo di promuovere reti, supportare scelte e investimenti orientati all’impatto sociale, condividendo competenze e valorizzando relazioni tra soggetti economici e comunità, anche attraverso strumenti come sostegno alle start up, percorsi di imprenditoria, percorsi di educazione finanziaria nelle scuole e i social bond per finanziare progetti di validità sociale».