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	<title>Daniela Quaggia, Autore presso Labsus</title>
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	<title>Daniela Quaggia, Autore presso Labsus</title>
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		<title>Art.118: la rivoluzione della cittadinanza</title>
		<link>https://www.labsus.org/2008/01/art-118-la-rivoluzione-della-cittadinanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per poter essere cittadini attivi &#232; necessario innanzitutto essere liberi: liberi di esprimere le proprie opinioni, di riunirsi, associarsi, spostarsi, comunicare, confrontarsi con gli altri. Ma poi anche liberi dal bisogno, cio&#232; essere stati messi in condizione di poter realizzare le proprie capacit&#224;, perch&#233; come si pu&#242; pensare che qualcuno possa assumersi la cura dei beni comuni, preoccuparsi dell&#8217;interesse generale, quando non &#232; in grado di soddisfare le esigenze fondamentali della propria vita?&#34; E&#8217; attorno a questo interrogativo ineludibile che ruota l&#8217;ultimo libro di Gregorio Arena, utile, illuminante e che, detto senza retorica, ciascun &#8216;cittadino&#8217; che ritiene di essere tale o aspira ad esserlo dovrebbe leggere. Gi&#224;, perch&#233; capita raramente di veder cos&#236; ben spiegate e approfondite le questioni cruciali che attengono ai rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, societ&#224; civile, mondo dell&#8217;economia. In sostanza, alla realizzazione di una democrazia compiuta. Perch&#233; &#232; questo l&#8217;aggettivo-svolta: compiuta. Fino a pochi anni fa non era possibile realizzare una cittadinanza piena. Il modello amministrazione condivisa, fondata sulla collaborazione tra istituzioni e cittadini appariva quasi un&#8217;anomalia. C&#8217;&#232; voluta la &#8216;rivoluzione&#8217; apportata alla carta costituzionale con l&#8217;ultimo comma dell&#8217;articolo 118 che ha introdotto il principio di sussidiariet&#224;. &#34;La vera essenza della sussidiariet&#224;&#34;, spiega Arena, &#34;sta nell&#8217;essere la piattaforma costituzionale su cui costruire un nuovo modello di societ&#224;, caratterizzato dalla presenza diffusa di cittadini attivi, cio&#232; autonomi, solidali e responsabili&#34;. La revisione costituzionale &#232; del 21. Sono trascorsi 5 anni e alla vasta mobilitazione popolare che ha spinto il legislatore al &#8216;grande passo&#8217; non &#232; finora corrisposta una altrettanto dinamica attuazione del principio. La ragione &#232; perlomeno duplice: una dipende, evidentemente, dal fisiologico bisogno di tempo per poter mettere in moto la &#8216;nuova macchina&#8217;; l&#8217;altra, dalla ancora scarsa consapevolezza che tutto non sar&#224; pi&#249; come prima. E questo vale sia per le persone fisiche, i &#8216;veri&#8217; cittadini, sia per le persone giuridiche, molto verosimilmente prossimi &#8216;nuovi&#8217; cittadini (si pensi al fenomeno della cittadinanza d&#8217;impresa). Ecco perch&#233; &#232; innanzitutto utile questo libro, perch&#233; svela come potr&#224; concretamente cambiare, in meglio, il mondo. Offrendo, cos&#236;, risposta certa al titolo dell&#8217;ultimo libro di Giuliano Amato intitolato Un altro mondo &#232; possibile? Pubblicato su Vita del 28 luglio 26</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2008/01/art-118-la-rivoluzione-della-cittadinanza/">Art.118: la rivoluzione della cittadinanza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per poter essere cittadini attivi &egrave; necessario innanzitutto essere liberi: liberi di esprimere le proprie opinioni, di riunirsi, associarsi, spostarsi, comunicare, confrontarsi con gli altri. Ma poi anche liberi dal bisogno, cio&egrave; essere stati messi in condizione di poter realizzare le proprie capacit&agrave;, perch&eacute; come si pu&ograve; pensare che qualcuno possa assumersi la cura dei beni comuni, preoccuparsi dell&#8217;interesse generale, quando non &egrave; in grado di soddisfare le esigenze fondamentali della propria vita?&quot;</p>
<p>E&#8217; attorno a questo interrogativo ineludibile che ruota l&#8217;ultimo libro di Gregorio Arena, utile, illuminante e che, detto senza retorica, ciascun &lsquo;cittadino&#8217; che ritiene di essere tale o aspira ad esserlo dovrebbe leggere. Gi&agrave;, perch&eacute; capita raramente di veder cos&igrave; ben spiegate e approfondite le questioni cruciali che attengono ai rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, societ&agrave; civile, mondo dell&#8217;economia. In sostanza, alla realizzazione di una democrazia compiuta.</p>
<p>Perch&eacute; &egrave; questo l&#8217;aggettivo-svolta: compiuta. Fino a pochi anni fa non era possibile realizzare una cittadinanza piena. Il modello amministrazione condivisa, fondata sulla collaborazione tra istituzioni e cittadini appariva quasi un&#8217;anomalia. C&#8217;&egrave; voluta la &lsquo;rivoluzione&#8217; apportata alla carta costituzionale con l&#8217;ultimo comma dell&#8217;articolo 118 che ha introdotto il principio di sussidiariet&agrave;. &quot;La vera essenza della sussidiariet&agrave;&quot;, spiega Arena, &quot;sta nell&#8217;essere la piattaforma costituzionale su cui costruire un nuovo modello di societ&agrave;, caratterizzato dalla presenza diffusa di cittadini attivi, cio&egrave; autonomi, solidali e responsabili&quot;. La revisione costituzionale &egrave; del 21. Sono trascorsi 5 anni e alla vasta mobilitazione popolare che ha spinto il legislatore al &lsquo;grande passo&#8217; non &egrave; finora corrisposta una altrettanto dinamica attuazione del principio.</p>
<p>La ragione &egrave; perlomeno duplice: una dipende, evidentemente, dal fisiologico bisogno di tempo per poter mettere in moto la &lsquo;nuova macchina&#8217;; l&#8217;altra, dalla ancora scarsa consapevolezza che tutto non sar&agrave; pi&ugrave; come prima. E questo vale sia per le persone fisiche, i &lsquo;veri&#8217; cittadini, sia per le persone giuridiche, molto verosimilmente prossimi &lsquo;nuovi&#8217; cittadini (si pensi al fenomeno della cittadinanza d&#8217;impresa). Ecco perch&eacute; &egrave; innanzitutto utile questo libro, perch&eacute; svela come potr&agrave; concretamente cambiare, in meglio, il mondo. Offrendo, cos&igrave;, risposta certa al titolo dell&#8217;ultimo libro di Giuliano Amato intitolato Un altro mondo &egrave; possibile?</p>
<p><strong> Pubblicato su Vita del 28 luglio 26</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2008/01/art-118-la-rivoluzione-della-cittadinanza/">Art.118: la rivoluzione della cittadinanza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>Cresce il senso civico degli italiani</title>
		<link>https://www.labsus.org/2007/09/cresce-il-senso-civico-degli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2007 07:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ed Esperienze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.labsus.org/2007/09/21/cresce-il-senso-civico-degli-italiani/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Calano gli italiani individualisti ed aumentano coloro che pensano maggiormente alla collettivit&#224;. Questi in sintesi i risultati dell&#8217;Osservatorio voluto da Comieco &#828; Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base Cellulosica. L&#8217;analisi &#232; avvenuta valutando e rilevando i mutamenti nel comportamento degli italiani, anche in termini di rispetto dell&#8217;ambiente e di raccolta differenziata, quale azione di sussidiariet&#224; per uno sviluppo sostenibile. Gli altri promotori della ricerca sono stati: Asia, Comune di Napoli e Legambiente Campania. Quest&#8217;anno risulta un cambiamento di rotta dopo il crollo del 26, con un indice di civicness passato da 32 a 4. Tutto ci&#242; proprio grazie ad un incremento degli &#34;eschimesi&#34;(ossia individui votati ai valori sociali) ed una diminuzione dei &#34;latini&#34; (coloro i quali interpretano il senso civico in chiave individualistica). Si tratta di una conseguenza della maggiore fiducia nelle istituzioni pi&#249; vicine al cittadino: i Comuni infatti registrano un progresso a differenza di enti pi&#249; lontani come il governo nazionale o l&#8217;UE. Rispetto al passato assistiamo alla caduta libera di istituzioni tradizionalmente &#8216;ricettacoli&#8217; di fiducia come la scuola (dopo gli scandali legati al bullismo dal 24 al 13%) e la Chiesa cattolica. Sempre pi&#249; in auge le associazioni di difesa del cittadino e quelle ambientaliste. Napoli, sede dell&#8217;Osservatorio, &#232; la citt&#224; che ogni anno riceve un&#8217;attenzione particolare dall&#8217;indagine. Rispetto al 26 &#232; ancora pi&#249; forte la consapevolezza che il senso civico cresce se esiste la certezza della pena per chi non rispetta le regole (dal 37% al 5% dei cittadini intervistati) e che &#232; ormai giunto il momento di lasciare da parte l&#8217;arte di arrangiarsi (&#8216;la simpatica anarchia&#8217;) per far leva su un&#8217;organizzazione pubblica e privata che sfrutti al meglio le potenzialit&#224; della citt&#224;. Il testo integrale del rapporto &#232; disponibile su www.comieco.org</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/09/cresce-il-senso-civico-degli-italiani/">Cresce il senso civico degli italiani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Calano gli italiani individualisti ed aumentano coloro che pensano maggiormente alla collettivit&agrave;. <br />
Questi in sintesi i risultati dell&rsquo;Osservatorio voluto da Comieco &#828; Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base Cellulosica.<br />
L&#8217;analisi &egrave; avvenuta valutando e rilevando i mutamenti nel comportamento degli italiani, anche in termini di rispetto dell&rsquo;ambiente e di raccolta differenziata, quale azione di <strong>sussidiariet&agrave;</strong> per uno sviluppo sostenibile. Gli altri promotori della ricerca sono stati: Asia, Comune di Napoli e Legambiente Campania.</p>
<p>Quest&rsquo;anno risulta un cambiamento di rotta dopo il crollo del 26, con un indice di civicness passato da 32 a 4. Tutto ci&ograve; proprio grazie ad un incremento degli &quot;eschimesi&quot;(ossia individui votati ai valori sociali) ed una diminuzione dei &quot;latini&quot; (coloro i quali interpretano il senso civico in chiave individualistica). Si tratta di una conseguenza della maggiore fiducia nelle istituzioni pi&ugrave; vicine al cittadino: i Comuni infatti registrano un progresso a differenza di enti pi&ugrave; lontani come il governo nazionale o l&rsquo;UE. Rispetto al passato assistiamo alla caduta libera di istituzioni tradizionalmente &lsquo;ricettacoli&rsquo; di fiducia come la scuola (dopo gli scandali legati al bullismo dal 24 al 13%) e la Chiesa cattolica. <br />
Sempre pi&ugrave; in auge le associazioni di difesa del cittadino e quelle ambientaliste.</p>
<p>Napoli, sede dell&rsquo;Osservatorio, &egrave; la citt&agrave; che ogni anno riceve un&rsquo;attenzione particolare dall&rsquo;indagine.<br />
Rispetto al 26 &egrave; ancora pi&ugrave; forte la consapevolezza che il senso civico cresce se esiste la certezza della pena per chi non rispetta le regole (dal 37% al 5% dei cittadini intervistati) e che &egrave; ormai giunto il momento di lasciare da parte l&rsquo;arte di arrangiarsi (&lsquo;la simpatica anarchia&rsquo;) per far leva su un&rsquo;organizzazione pubblica e privata che sfrutti al meglio le potenzialit&agrave; della citt&agrave;.</p>
<p>Il testo integrale del rapporto &egrave; disponibile su www.comieco.org</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/09/cresce-il-senso-civico-degli-italiani/">Cresce il senso civico degli italiani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>&#8221; Democrazia e sussidiarietà  &#8221;</title>
		<link>https://www.labsus.org/2007/06/democrazia-e-sussidiarieta-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2007 09:12:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ed Esperienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presiede Leopoldo Elia. Relazioni Antonio D&#8217;Atena, Paolo Ridola. Interventi Francisco Balaguer Callejon Michel Leroy. Seconda Sessione Presiede Ugo De Siervo. Interventi Franciszek Longchamps de Berier, Margarida Salema d&#8217;Oliveira Martins, Dian Schefold. Conclusioni Gian Candido De Martin. In allegato il Programma dettagliato della giornata. Per informazioni: demosus@luiss.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/06/democrazia-e-sussidiarieta-3/">&#8221; Democrazia e sussidiarietà  &#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presiede</strong><br />
Leopoldo Elia.</p>
<p><strong>Relazioni</strong><br />
Antonio D&#8217;Atena,<br />
Paolo Ridola.</p>
<p><strong>Interventi</strong><br />
Francisco Balaguer Callejon<br />
Michel Leroy.</p>
<p><font color="#8"><strong>Seconda Sessione</strong></font><br />
<strong>Presiede</strong><br />
Ugo De Siervo.</p>
<p><strong>Interventi</strong><br />
Franciszek Longchamps de Berier,<br />
Margarida Salema d&#8217;Oliveira Martins,<br />
Dian Schefold.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
Gian Candido De Martin.</p>
<p>In allegato il Programma dettagliato della giornata.</p>
<p>Per informazioni: <a href="mailto:demosus@luiss.it">demosus@luiss.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/06/democrazia-e-sussidiarieta-3/">&#8221; Democrazia e sussidiarietà  &#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8221; La mappa del capitale sociale &#8221;</title>
		<link>https://www.labsus.org/2007/06/la-mappa-del-capitale-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 13:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ed Esperienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230; quella ricchezza nascosta che bisogna ritrovare? &#201; una cosa che non compare nelle statistiche del Pil o del tasso di sviluppo. Si tratta di quel complesso di &#34;fiducia, senso di obbligazione e di responsabilit&#224; verso gli altri e verso le istituzioni, solidariet&#224; e partecipazione&#34;. Cos&#236; lo definisce Roberto Cartocci, docente di Metodologia della scienza politica a Bologna. E lui il cacciatore di tesori. Quello che disegnato queste inedite &#34;Mappe del tesoro&#34;, raccolte in un volume del Mulino. La ricchezza collettiva &#232;, in poche e sbrigative parole, il senso civico, sono le relazioni libere e disinteressate che legano fra loro i cittadini di una comunit&#224;. Una mappa difficile da disegnare, anche se l&#8217;argomento &#232; fra i pi&#249; in voga nel campo delle scienze sociali. Cartocci ha misurato il &#34;capitale sociale&#34; delle 13 province italiane, aggiornando e approfondendo il fondamentale lavoro di Robert Putnam (&#34;La tradizione civica nelle regioni italiane&#34;), pubblicato nel &#8217;93 ma basato su dati del ventennio precedente. La copertina del volume di Cartocci &#232; una mappa d&#8217;Italia strappata a met&#224;, lungo i confini meridionali di Toscana, Marche e Umbria. Lungo due fiumi: da Fiora a Tronto. Purtroppo, o inevitabilmente, assomiglia a uno di quei manifesti leghisti di vent&#8217;anni fa, quando la propaganda secessionista progettava di tirar su un muro a met&#224; dello Stivale. Il muro, se si calcola la distribuzione del &#34;capitale sociale&#34;, esiste. E non &#232; dissimile da quello che divide le regioni pi&#249; ricche da quelle pi&#249; povere: &#34;Redditi pi&#249; bassi e carenza di capitale sociale coincidono. Il problema dell&#8217;analista &#232; capire qual &#232; la causa e qual &#232; l&#8217;effetto&#34;. Ma, in ogni caso, la mappa riserva nel dettaglio qualche bella sorpresa. Il &#34;capitale sociale&#34; &#232; un bene comune, riserva benefici agli individui e alla comunit&#224;, ma si tratta di benefici disinteressati. Ha cio&#232; a che fare anche con i valori, e cio&#232; con &#34;una dimensione irriducibile a considerazioni di vantaggio personale e di consapevole utilit&#224; per il singolo&#34;. Tiene insieme una comunit&#224;, le d&#224; un senso. Ma come misurarlo? Cartocci mette a punto quattro indicatori empirici: diffusione della stampa quotidiana, livello di partecipazione elettorale, diffusione delle associazioni dello sport di base, diffusione delle donazioni di sangue. Una semplificazione, ma indispensabile. I primi due indicatori riguardano aspetti della relazione fra cittadini e comunit&#224; politica. Gli altri due la diffusione del senso di obbligazione e la socialit&#224;, la disponibilit&#224; a impegnarsi per gli altri. La diffusione della stampa vede in testa Trieste (175 copie giornaliere ogni 1 abitanti) e in coda Crotone (18 copie, un decimo). Le province con diffusione pi&#249; elevata sono concentrare nel Centro-Nord, soprattutto sulle due rive del Po e sulla costa tirrenica. La Sardegna si distingue: &#232; al quinto posto nella scala regionale, supera Lombardia, Toscana, Valle d&#8217;Aosta, Veneto e Piemonte. La geografia della partecipazione elettorale (dati dal &#8217;93 al 21 di politiche, europee e referendum) vede in testa Emilia Romagna, Toscana e Umbria. In coda Campania, Sicilia e Calabria. La Sardegna, qui, si colloca al di sotto della media. Gli altri due indicatori provano a misurare il &#34;dono di s&#233;&#34;, di tempo, denaro, e perfino sangue. Sono le risorse di altruismo e di obbligazione verso gli altri che alimentano il cosiddetto Terzo Settore, l&#8217;arcipelago del volontariato che si colloca fra Stato e mercato. La mappa dell&#8217;offerta di sangue vede in testa Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto e Lombardia. Il dettaglio provinciale riserva una sorpresa: la provincia con il pi&#249; alto numero di donatori in Italia &#232; Ragusa. L&#8217;unica altra provincia meridionale fra le prime 1 &#232; Matera. Palermo sta nella stessa classe di Reggio Emilia, Bologna, Perugia, Bolzano, Sondrio. L&#8217;associazionismo sportivo &#232; l&#8217;ultimo indicatore di &#34;capitale sociale&#34; misurato dalle mappe di Cartocci. Anche qui resiste un forte divario Nord-Sud. In tutte le 11 regioni del Centro-Nord esistono in media 2,5 societ&#224; sportive ogni 1 abitanti, con la sola eccezione della Lombardia che sconta i tassi pi&#249; bassi nell&#8217;area metropolitana di Milano (cos&#236; come Roma in rapporto al Lazio). Le aree metropolitane, in genere, sono le pi&#249; deboli. Il primato &#232; della Valle d&#8217;Aosta, con quasi 4 societ&#224; su mille abitanti. E, alla fine, il punto sulla ricerca della dotazione di &#34;capitale sociale&#34;. C&#8217;&#232; quella frattura fra Centro-Nord e Centro-Sud, quella linea Fiora-Tronto: sopra questa linea si trovano solo 6 province con valori negativi, quelle della fascia pedemontana (Vercelli, Varese, Sondrio) pi&#249; Imperia, Macerata e Ascoli Piceno. Si vede una distribuzione pi&#249; frastagliata al Centro-Nord, e una pi&#249; omogenea al Centro-Sud. I valori medi di questa ricchezza vedono ampiamente al primo posto l&#8217;Emilia Romagna, seguita da Toscana e Friuli Venezia Giulia. La Sardegna &#232; l&#8217;unica regione centromeridionale con un valore positivo, superiore a quello delle Marche. Il dato sconfortante &#232; in questa domanda che Cartocci si fa: &#34;Perch&#233; lo squilibrio in termini di risorse di capitale sociale &#232; rimasto pressoch&#233; invariato dopo due decenni e pi&#249;?&#34;. La ricerca di Putnam, infatti, approdava a risultati analoghi. L&#8217;Italia era e rimane un Paese spaccato, sia per distribuzione di ricchezza economica sia per &#34;capitale sociale&#34;. In Europa non c&#8217;&#232; altra nazione che abbia una analoga polarizzazione fra regioni ricche e povere, salvo (per difetto) la Germania riunificata nel &#8216;9. Il deficit di &#34;capitale sociale&#34; di cui soffrono gli italiani, soprattutto nel Mezzogiorno, &#34;non significa assenza di solidariet&#224;, ma assenza di una solidariet&#224; che abbia un orizzonte congruente con l&#8217;assetto politico-istituzionale di una grande democrazia&#34;. Significa che prevalgono forme &#34;pi&#249; coriacee&#34; di solidariet&#224;, come il familismo e il localismo. Queste mappe, scrive Cartocci, riecheggiano la formula di Metternich, l&#8217;Italia &#34;mera espressione geografica&#34;. Con una complicazione, che riguarda la politica. Le due aree pi&#249; distanti in termini di sviluppo economico e &#34;capitale sociale&#34;presentano differenze minime nella distribuzione delle preferenze politiche. Poich&#233; i due poli sono separati da una minima quota di voti, non possono rinunciare a frazioni di elettorato al Nord o al Sud. Il rischio &#232; quello dell&#8217;inazione, dell&#8217;immobilismo, dell&#8217;incapacit&#224; di ricucire quello strappo sulla mappa del tesoro. Da http://www.repubblica.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/06/la-mappa-del-capitale-sociale/">&#8221; La mappa del capitale sociale &#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; quella ricchezza nascosta che bisogna ritrovare? &Eacute; una cosa che non compare nelle statistiche del Pil o del tasso di sviluppo. Si tratta di quel complesso di &quot;fiducia, senso di obbligazione e di responsabilit&agrave; verso gli altri e verso le istituzioni, solidariet&agrave; e partecipazione&quot;. Cos&igrave; lo definisce Roberto Cartocci, docente di Metodologia della scienza politica a Bologna. E lui il cacciatore di tesori. Quello che disegnato queste inedite &quot;Mappe del tesoro&quot;, raccolte in un volume del Mulino. </p>
<p>La ricchezza collettiva &egrave;, in poche e sbrigative parole, il senso civico, sono le relazioni libere e disinteressate che legano fra loro i cittadini di una comunit&agrave;. Una mappa difficile da disegnare, anche se l&#8217;argomento &egrave; fra i pi&ugrave; in voga nel campo delle scienze sociali. Cartocci ha misurato il &quot;capitale sociale&quot; delle 13 province italiane, aggiornando e approfondendo il fondamentale lavoro di Robert Putnam (&quot;La tradizione civica nelle regioni italiane&quot;), pubblicato nel &#8217;93 ma basato su dati del ventennio precedente. </p>
<p>La copertina del volume di Cartocci &egrave; una mappa d&#8217;Italia strappata a met&agrave;, lungo i confini meridionali di Toscana, Marche e Umbria. Lungo due fiumi: da Fiora a Tronto. </p>
<p>Purtroppo, o inevitabilmente, assomiglia a uno di quei manifesti leghisti di vent&#8217;anni fa, quando la propaganda secessionista progettava di tirar su un muro a met&agrave; dello Stivale. Il muro, se si calcola la distribuzione del &quot;capitale sociale&quot;, esiste. E non &egrave; dissimile da quello che divide le regioni pi&ugrave; ricche da quelle pi&ugrave; povere: &quot;Redditi pi&ugrave; bassi e carenza di capitale sociale coincidono. Il problema dell&#8217;analista &egrave; capire qual &egrave; la causa e qual &egrave; l&#8217;effetto&quot;. <br />
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Ma, in ogni caso, la mappa riserva nel dettaglio qualche bella sorpresa. Il &quot;capitale sociale&quot; &egrave; un bene comune, riserva benefici agli individui e alla comunit&agrave;, ma si tratta di benefici disinteressati. Ha cio&egrave; a che fare anche con i valori, e cio&egrave; con &quot;una dimensione irriducibile a considerazioni di vantaggio personale e di consapevole utilit&agrave; per il singolo&quot;. Tiene insieme una comunit&agrave;, le d&agrave; un senso. Ma come misurarlo? Cartocci mette a punto quattro indicatori empirici: diffusione della stampa quotidiana, livello di partecipazione elettorale, diffusione delle associazioni dello sport di base, diffusione delle donazioni di sangue. Una semplificazione, ma indispensabile. I primi due indicatori riguardano aspetti della relazione fra cittadini e comunit&agrave; politica. Gli altri due la diffusione del senso di obbligazione e la socialit&agrave;, la disponibilit&agrave; a impegnarsi per gli altri. </p>
<p>La diffusione della stampa vede in testa Trieste (175 copie giornaliere ogni 1 abitanti) e in coda Crotone (18 copie, un decimo). Le province con diffusione pi&ugrave; elevata sono concentrare nel Centro-Nord, soprattutto sulle due rive del Po e sulla costa tirrenica. La Sardegna si distingue: &egrave; al quinto posto nella scala regionale, supera Lombardia, Toscana, Valle d&#8217;Aosta, Veneto e Piemonte. La geografia della partecipazione elettorale (dati dal &#8217;93 al 21 di politiche, europee e referendum) vede in testa Emilia Romagna, Toscana e Umbria. In coda Campania, Sicilia e Calabria. La Sardegna, qui, si colloca al di sotto della media. </p>
<p>Gli altri due indicatori provano a misurare il &quot;dono di s&eacute;&quot;, di tempo, denaro, e perfino sangue. Sono le risorse di altruismo e di obbligazione verso gli altri che alimentano il cosiddetto Terzo Settore, l&#8217;arcipelago del volontariato che si colloca fra Stato e mercato. La mappa dell&#8217;offerta di sangue vede in testa Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto e Lombardia. Il dettaglio provinciale riserva una sorpresa: la provincia con il pi&ugrave; alto numero di donatori in Italia &egrave; Ragusa. L&#8217;unica altra provincia meridionale fra le prime 1 &egrave; Matera. Palermo sta nella stessa classe di Reggio Emilia, Bologna, Perugia, Bolzano, Sondrio. </p>
<p>L&#8217;associazionismo sportivo &egrave; l&#8217;ultimo indicatore di &quot;capitale sociale&quot; misurato dalle mappe di Cartocci. Anche qui resiste un forte divario Nord-Sud. <br />
In tutte le 11 regioni del Centro-Nord esistono in media 2,5 societ&agrave; sportive ogni 1 abitanti, con la sola eccezione della Lombardia che sconta i tassi pi&ugrave; bassi nell&#8217;area metropolitana di Milano (cos&igrave; come Roma in rapporto al Lazio). Le aree metropolitane, in genere, sono le pi&ugrave; deboli. Il primato &egrave; della Valle d&#8217;Aosta, con quasi 4 societ&agrave; su mille abitanti. </p>
<p>E, alla fine, il punto sulla ricerca della dotazione di &quot;capitale sociale&quot;. C&#8217;&egrave; quella frattura fra Centro-Nord e Centro-Sud, quella linea Fiora-Tronto: sopra questa linea si trovano solo 6 province con valori negativi, quelle della fascia pedemontana (Vercelli, Varese, Sondrio) pi&ugrave; Imperia, Macerata e Ascoli Piceno. Si vede una distribuzione pi&ugrave; frastagliata al Centro-Nord, e una pi&ugrave; omogenea al Centro-Sud. </p>
<p>I valori medi di questa ricchezza vedono ampiamente al primo posto l&#8217;Emilia Romagna, seguita da Toscana e Friuli Venezia Giulia. La Sardegna &egrave; l&#8217;unica regione centromeridionale con un valore positivo, superiore a quello delle Marche. </p>
<p>Il dato sconfortante &egrave; in questa domanda che Cartocci si fa: &quot;Perch&eacute; lo squilibrio in termini di risorse di capitale sociale &egrave; rimasto pressoch&eacute; invariato dopo due decenni e pi&ugrave;?&quot;. La ricerca di Putnam, infatti, approdava a risultati analoghi. L&#8217;Italia era e rimane un Paese spaccato, sia per distribuzione di ricchezza economica sia per &quot;capitale sociale&quot;. In Europa non c&#8217;&egrave; altra nazione che abbia una analoga polarizzazione fra regioni ricche e povere, salvo (per difetto) la Germania riunificata nel &#8216;9. </p>
<p>Il deficit di &quot;capitale sociale&quot; di cui soffrono gli italiani, soprattutto nel Mezzogiorno, &quot;non significa assenza di solidariet&agrave;, ma assenza di una solidariet&agrave; che abbia un orizzonte congruente con l&#8217;assetto politico-istituzionale di una grande democrazia&quot;. Significa che prevalgono forme &quot;pi&ugrave; coriacee&quot; di solidariet&agrave;, come il familismo e il localismo. </p>
<p>Queste mappe, scrive Cartocci, riecheggiano la formula di Metternich, l&#8217;Italia &quot;mera espressione geografica&quot;. Con una complicazione, che riguarda la politica. Le due aree pi&ugrave; distanti in termini di sviluppo economico e &quot;capitale sociale&quot;presentano differenze minime nella distribuzione delle preferenze politiche. Poich&eacute; i due poli sono separati da una minima quota di voti, non possono rinunciare a frazioni di elettorato al Nord o al Sud. Il rischio &egrave; quello dell&#8217;inazione, dell&#8217;immobilismo, dell&#8217;incapacit&agrave; di ricucire quello strappo sulla mappa del tesoro.</p></div>
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<div>Da <a href="http://www.repubblica.it">http://www.repubblica.it</a> </div>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/06/la-mappa-del-capitale-sociale/">&#8221; La mappa del capitale sociale &#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>Riciclare la  &#8221; spazzatura &#8221;  informatica</title>
		<link>https://www.labsus.org/2007/05/riciclare-la-spazzatura-informatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2007 14:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ed Esperienze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.labsus.org/2007/05/30/riciclare-la-spazzatura-informatica/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si chiamer&#224; Trashop, e nascer&#224; a Roma, il negozio-officina di Binario Etico (www.binarioetico.org), cooperativa sostenuta dall&#8217;Assessorato alle Periferie, Sviluppo Locale e Lavoro del Comune di Roma e specializzata nel riassemblaggio di computer usati. &#160; Ogni anno 15 milioni di computer vengono dismessi, causa un ciclo di vita che si aggira al massimo attorno ai 4 anni (ma gi&#224; dopo 2 anni, il pc &#232; considerato obsoleto), e scende a 12/18 mesi nel caso di macchine aziendali. Una fine precoce, e spesso immotivata, se consideriamo che i dati relativi alla raccolta differenziata rivelano che oltre il 5% dei computer dismessi sono ancora in buone condizioni di funzionamento, ma sono ugualmente gettati via per fare spazio alle tecnologie pi&#249; recenti. &#160; &#160;&#34;Ritiriamo gli hardware dismessi da enti e aziende, o da privati cittadini che decidono di non buttare in discarica il vecchio pc&#34;- spiega Christian Schingo vicepresidente di Binario Etico &#8211; si passa poi alla verifica del funzionamento delle parti, e alla loro riqualificazione tramite software libero. Infine, dopo aver ripulito l&#8217;hardware, si scelgono gli applicativi da installare, pi&#249; o meno complessi, in base alle esigenze dell&#8217;utente.&#34; Quanto costa? &#34;Un pc &#8216;rigenerato&#8217; &#8211; conclude Schino &#8211; pu&#242; essere acquistato a partire da 15 euro, software compresi, per arrivare ad un massimo di 3 euro nel caso di installazione di applicativi pi&#249; complessi&#34;. &#160; Uno studio delle Nazioni Unite che esamina l&#8217;impatto ambientale dei personal computer, dimostra che per realizzare un pc tradizionale servono 1,5 tonnellate d&#8217;acqua, 22 kg di sostanze chimiche e almeno 24 kg di combustibili fossili. Molti di questi materiali sono estremamente dannosi: il 23% di un pc &#232; fatto di materie plastiche non biodegradabili, il 6% &#232; piombo, e poi cadmio, mercurio, cromo. L&#8217;unico sistema per diminuire l&#8217;impatto ambientale dei computer, &#232; quello di prolungare la loro vita attraverso il trashware. &#160; &#34;Questa impresa &#8211; spiega l&#8217;assessore alle Periferie, Sviluppo Locale e Lavoro, Dante Pomponi &#8211; d&#224; forza a un&#8217;idea di citt&#224; che non parte dal consumo delle sue risorse ma dal riuso e dal riciclo. &#200; un modo nuovo di fare impresa, che guarda all&#8217;altra economia e che abbiamo voluto sostenere perch&#233; simbolo di uno sviluppo responsabile, sostenibile e solidale: credo che lo strumento agevolativo, in questo caso il supporto dell&#8217;incubatore di impresa InVerso, possa essere una carta vincente per ri-orientare verso comportamenti virtuosi le pratiche delle imprese cittadine&#34;. Trashop, l&#8217;officina-punto vendita della spazzatura informatica riciclata, aprir&#224; a breve in via del Forte Tiburtino 98/1.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/05/riciclare-la-spazzatura-informatica/">Riciclare la  &#8221; spazzatura &#8221;  informatica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Si chiamer&agrave; <span style="COLOR: #999999"><span style="COLOR: #999999">Trashop</span>,</span> e nascer&agrave; a Roma, il negozio-officina di Binario Etico (www.binarioetico.org), cooperativa sostenuta dall&#8217;Assessorato alle Periferie, Sviluppo Locale e Lavoro del Comune di Roma e specializzata nel riassemblaggio di computer usati. </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>Ogni anno 15 milioni di computer vengono dismessi, causa un ciclo di vita che si aggira al massimo attorno ai 4 anni (ma gi&agrave; dopo 2 anni, il pc &egrave; considerato obsoleto), e scende a 12/18 mesi nel caso di macchine aziendali. Una fine precoce, e spesso immotivata, se consideriamo che i dati relativi alla raccolta differenziata rivelano che oltre il 5% dei computer dismessi sono ancora in buone condizioni di funzionamento, ma sono ugualmente gettati via per fare spazio alle tecnologie pi&ugrave; recenti. </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;&quot;Ritiriamo gli hardware dismessi da enti e aziende, o da privati cittadini che decidono di non buttare in discarica il vecchio pc&quot;- spiega <strong>Christian Schingo vicepresidente di Binario Etico </strong>&#8211; si passa poi alla verifica del funzionamento delle parti, e alla loro riqualificazione tramite software libero. Infine, dopo aver ripulito l&#8217;hardware, si scelgono gli applicativi da installare, pi&ugrave; o meno complessi, in base alle esigenze dell&#8217;utente.&quot; Quanto costa? &quot;Un pc &#8216;rigenerato&#8217; &#8211; conclude Schino &#8211; pu&ograve; essere acquistato a partire da 15 euro, software compresi, per arrivare ad un massimo di 3 euro nel caso di installazione di applicativi pi&ugrave; complessi&quot;. </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>Uno studio delle <strong>Nazioni Unite</strong> che esamina l&#8217;impatto ambientale dei personal computer, dimostra che per realizzare un pc tradizionale servono 1,5 tonnellate d&#8217;acqua, 22 kg di sostanze chimiche e almeno 24 kg di combustibili fossili. Molti di questi materiali sono estremamente dannosi: il 23% di un pc &egrave; fatto di materie plastiche non biodegradabili, il 6% &egrave; piombo, e poi cadmio, mercurio, cromo. L&#8217;unico sistema per diminuire l&#8217;impatto ambientale dei computer, &egrave; quello di prolungare la loro vita attraverso il trashware. </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&quot;Questa impresa &#8211; spiega <span style="COLOR: #999999"><strong>l&#8217;assessore alle Periferie, Sviluppo Locale e Lavoro, Dante Pomponi</strong></span> &#8211; d&agrave; forza a un&#8217;idea di citt&agrave; che non parte dal consumo delle sue risorse ma dal riuso e dal riciclo. &Egrave; un modo nuovo di fare impresa, che guarda all&#8217;altra economia e che abbiamo voluto sostenere perch&eacute; simbolo di uno sviluppo responsabile, sostenibile e solidale: credo che lo strumento agevolativo, in questo caso il supporto dell&#8217;incubatore di impresa InVerso, possa essere una carta vincente per ri-orientare verso comportamenti virtuosi le pratiche delle imprese cittadine&quot;.</p>
<p>Trashop, l&#8217;officina-punto vendita della spazzatura informatica riciclata, aprir&agrave; a breve in via del Forte Tiburtino 98/1. </p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/05/riciclare-la-spazzatura-informatica/">Riciclare la  &#8221; spazzatura &#8221;  informatica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>La valutazione della Pa</title>
		<link>https://www.labsus.org/2007/05/la-valutazione-della-pa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2007 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ed Esperienze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.labsus.org/2007/05/22/la-valutazione-della-pa/</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#34; Il progetto, contenuto in un Ddl presentato da Lanfranco Turci (Rnp), salir&#224; sul treno del disegno di legge Nicolais sui &#34;tempi certi&#34; nella Pubblica amministrazione&#8230;&#34; leggi l&#8217;articolo completo in allegato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&quot; Il progetto, contenuto in un Ddl presentato da Lanfranco Turci (Rnp), salir&agrave; sul treno del disegno di legge Nicolais sui &quot;tempi certi&quot; nella Pubblica amministrazione&#8230;&quot; leggi l&#8217;articolo completo in allegato.</p>
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		<title>Il sole in casa</title>
		<link>https://www.labsus.org/2007/05/il-sole-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 07:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ed Esperienze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.labsus.org/2007/05/02/il-sole-in-casa/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il sito spiega infatti come il Ministero dell&#8217;Ambiente e dello sviluppo economico abbiano varato in Italia un Conto energia in cui, appena si inizia a creare energia, il gestore servizi elettrici conta quanta se ne produce e paga l&#8217;energia a una tariffa pari a circa tre volte quella normalmente spesa per acquistarla dalla rete elettrica. L&#8217;obiettivo del sistema &#232; promuovere la diffusione degli impianti solari per la produzione di energia elettrica come &#232; accaduto anche in Germania, dove i finanziamenti hanno permesso il decollo del settore fotovoltaico con circa 25 Mw installati contro i circa 4 dell&#8217;Italia. Sul sito internet www.casarinnovabile.it sono inoltre disponibili informazioni sui passi da fare per chi voglia installare i pannelli (il Conto energia &#232; riservato alla produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici) e chiarimenti sugli incentivi. Il sito &#232; stato presentato nell&#8217;ambito di Solarexpo, appuntamento nazionale sulle energie rinnovabili in programma alla fiera di Verona ed &#232; stato promosso dal Ministero dell&#8217;ambiente. &#34;Il sole &#232; una straordinaria fonte energetica, ma nel nostro Paese &#232; poco sfruttata, ha dichiarato il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, il Conto energia punta proprio a segnare una svolta in tal senso. Grazie all&#8217;introduzione del meccanismo di incentivi per tutti coloro che scelgono i pannelli solari per le proprie case e le proprie aziende, infatti, i cittadini diventano piccoli produttori di energia, contribuendo concretamente alla lotta ai cambiamenti climatici e all&#8217;inquinamento. Senza dimenticare, ha concluso il ministro, che questo significa anche alleggerire il peso delle bollette&#34;.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sito spiega infatti come il Ministero dell&#8217;Ambiente e dello sviluppo economico abbiano varato in Italia un Conto energia in cui, appena si inizia a creare energia, il gestore servizi elettrici conta quanta se ne produce e paga l&#8217;energia a una tariffa pari a circa tre volte quella normalmente spesa per acquistarla dalla rete <br />
elettrica.</p>
<p>
</p>
<p>L&#8217;obiettivo del sistema &egrave; promuovere la diffusione degli impianti solari per la produzione di energia elettrica come &egrave; accaduto anche in Germania, dove i finanziamenti hanno permesso il decollo del settore fotovoltaico con circa 25 Mw installati contro i circa 4 dell&#8217;Italia.</p>
<p>
</p>
<p>Sul sito internet <a href="http://www.casarinnovabile.it">www.casarinnovabile.it</a> sono inoltre disponibili informazioni sui passi da fare per chi voglia installare i pannelli (il Conto energia &egrave; riservato alla produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici) e chiarimenti sugli incentivi.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Il sito</strong> &egrave; stato presentato nell&#8217;ambito di Solarexpo, appuntamento nazionale sulle energie rinnovabili in programma alla fiera di Verona ed &egrave; stato promosso dal Ministero dell&#8217;ambiente. &quot;Il sole &egrave; una straordinaria fonte energetica, ma nel nostro Paese &egrave; poco sfruttata, ha dichiarato il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, il Conto energia punta proprio a segnare una svolta in tal senso. </p>
<p>
</p>
<p>Grazie all&#8217;introduzione del meccanismo di incentivi per tutti coloro che scelgono i pannelli solari per le proprie case e le proprie aziende, infatti, i cittadini diventano piccoli produttori di energia, contribuendo concretamente alla lotta ai cambiamenti climatici e all&#8217;inquinamento. Senza dimenticare, ha concluso il ministro, che questo significa anche alleggerire il peso delle bollette&quot;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/05/il-sole-in-casa/">Il sole in casa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<item>
		<title>Universitari costruttori: al via le iscrizioni ai campi</title>
		<link>https://www.labsus.org/2007/04/universitari-costruttori-al-via-le-iscrizioni-ai-campi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 08:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ed Esperienze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.labsus.org/2007/04/30/universitari-costruttori-al-via-le-iscrizioni-ai-campi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#34;Chiediamo a chi lavora con noi una settimana di impegno in estate. Non offriamo altro che la possibilit&#224; di fare un&#8217;esperienza forte, ore di lavoro manuale, vita comunitaria, con un grande ideale: offrire un frammento della nostra vita per gli altri. In una societ&#224; stanca e ipocrita ti proponiamo un breve guizzo di volontariato allo stato puro, senza preclusioni politiche, religiose o razziali. Vieni a conoscerci, ti aspettiamo&#34;. E&#8217; con queste parole che Padre Mario Ciman sintetizza l&#34;essenza degli universitari costruttori, movimento da lui fondato nel 1966 con un gruppo di studenti dell&#8217;universit&#224; di Padova, con la finalit&#224; di organizzare campi di volontariato per costruire o ristrutturare edifici a favore di associazioni e comunit&#224; che operano nel sociale e che ospitano chi ha bisogno. Gli universitari costruttori hanno sviluppato la loro attivit&#224; in tutti gli angoli d&#8217;Italia, e oggi pu&#242; vantare oltre 5 realt&#224; aiutate, spaziando dalle comunit&#224; educative per minori della Sicilia, alle case di accoglienza in Emilia ai condomini solidali diffusi in Lombardia. Un&#8217;attivit&#224; in grado di coinvolgere oltre 13. volontari partecipanti ai campi, 5 settimane di lavoro e solidariet&#224; organizzate. Per partecipare ai campi di lavoro non &#232; necessario avere competenze specifiche nel settore dell&#8217;edilizia o essere eterni universitari. Possono partecipare persone come studenti, impiegati, operai, architetti, pensionati, artigiani&#8230;..In altre parole chiunque, tra i 16 e i 75 anni, desideri toccare con mano il valore della solidariet&#224;. I campi si svolgono prevalentemente d&#8217;estate, in turni di una settimana, da domenica a domenica. I partecipanti finanziano con una quota di 7&#8364; a settimana le spese di vitto, alloggio e assicurazione per non gravare sulla comunit&#224; che viene aiutata. Il programma estate 27 prevede campi di lavoro a: &#8226;Giacalone, (Pa) dal 22/7 al 19/8 presso la Missione Speranza e Carit&#224;, che accoglie emarginati. Si terminer&#224; la ristrutturazione di un edificio destinato a casa vacanze per le donne italiane e straniere sole con bambini; &#8226;Casciago (Va) dal 5/8 al 19/8 presso l&#8217;Associazione Giuseppe Riganti, impegnata a dare accoglienza a persone in disagio sociale. L&#8217;intervento consiste in lavori di rifinitura interna ed esterna in un edificio adibito a casa famiglia. &#8226;Tirana (Albania) dal 29/7 al 26/8 presso la Diocesi di P. Gianfranco Jacuzzi e le Suore di M. Teresa di Calcutta. Si lavorer&#224; al completamento dei lavori di uno stabile, gi&#224; al grezzo, destinato a dispensario per medicinali ed abiti, centro aggregazione giovanile, sala riunione&#8230;Si lavorer&#224;, inoltre alla manutenzione di due comunit&#224; di accoglienza. Informazioni per iscriversi ai campi: Universitari costruttori, via Donatello, 24 35123 Padova &#8211; tel. 49.651446 &#8211; fax 49.875392 &#8211; orario segreteria: marted&#236; e gioved&#236; dalle ore 21. alle ore 23., segreteria@universitaricostruttori.it &#8211; www.universitaricostruttori.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/04/universitari-costruttori-al-via-le-iscrizioni-ai-campi/">Universitari costruttori: al via le iscrizioni ai campi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;Chiediamo a chi lavora con noi una settimana di impegno in estate. Non offriamo altro che la possibilit&agrave; di fare un&#8217;esperienza forte, ore di lavoro manuale, vita comunitaria, con un grande ideale: offrire un frammento della nostra vita per gli altri. In una societ&agrave; stanca e ipocrita ti proponiamo un breve guizzo di volontariato allo stato puro, senza preclusioni politiche, religiose o razziali. Vieni a conoscerci, ti aspettiamo&quot;. 
</p>
<p>
E&#8217; con queste parole che <font color="#ff">Padre Mario Ciman</font> sintetizza l&quot;essenza degli universitari costruttori, movimento da lui fondato nel 1966 con un gruppo di studenti dell&rsquo;universit&agrave; di Padova, con la finalit&agrave; di organizzare campi di volontariato per costruire o ristrutturare edifici a favore di associazioni e comunit&agrave; che operano nel sociale e che ospitano chi ha bisogno.</p>
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<p>Gli universitari costruttori hanno sviluppato la loro attivit&agrave; in tutti gli angoli d&rsquo;Italia, e oggi pu&ograve; vantare oltre 5 realt&agrave; aiutate, spaziando dalle comunit&agrave; educative per minori della Sicilia, alle case di accoglienza in Emilia ai condomini solidali diffusi in Lombardia.</p>
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</p>
<p>Un&rsquo;attivit&agrave; in grado di coinvolgere oltre 13. volontari partecipanti ai campi, 5 settimane di lavoro e solidariet&agrave; organizzate. Per partecipare ai campi di lavoro non &egrave; necessario avere competenze specifiche nel settore dell&rsquo;edilizia o essere eterni universitari.</p>
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</p>
<p>Possono partecipare persone come studenti, impiegati, operai, architetti, pensionati, artigiani&hellip;..In altre parole chiunque, tra i 16 e i 75 anni, desideri toccare con mano il valore della solidariet&agrave;. I campi si svolgono prevalentemente d&rsquo;estate, in turni di una settimana, da domenica a domenica.</p>
<p>
</p>
<p>I partecipanti finanziano con una quota di 7&euro; a settimana le spese di vitto, alloggio e assicurazione per non gravare sulla comunit&agrave; che viene aiutata.</p>
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<p><strong>Il programma estate 27 prevede campi di lavoro a:<br />
</strong>&bull;Giacalone, (Pa) dal 22/7 al 19/8 presso la Missione Speranza e Carit&agrave;, che accoglie emarginati. Si terminer&agrave; la ristrutturazione di un edificio destinato a casa vacanze per le donne italiane e straniere sole con bambini;</p>
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</p>
<p>&bull;Casciago (Va) dal 5/8 al 19/8 presso l&rsquo;Associazione Giuseppe Riganti, impegnata a dare accoglienza a persone in disagio sociale. L&rsquo;intervento consiste in lavori di rifinitura interna ed esterna in un edificio adibito a casa famiglia.</p>
<p>
</p>
<p>&bull;Tirana (Albania) dal 29/7 al 26/8 presso la Diocesi di P. Gianfranco Jacuzzi e le Suore di M. Teresa di Calcutta. <br />
Si lavorer&agrave; al completamento dei lavori di uno stabile, gi&agrave; al grezzo, destinato a dispensario per medicinali ed abiti, centro aggregazione giovanile, sala riunione&hellip;Si lavorer&agrave;, inoltre alla manutenzione di due comunit&agrave; di accoglienza.</p>
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</p>
<p><strong>Informazioni per iscriversi</strong> ai campi: Universitari costruttori, via Donatello, 24 35123 Padova &#8211; tel. 49.651446 &ndash; fax 49.875392 &#8211; orario segreteria: marted&igrave; e gioved&igrave; dalle ore 21. alle ore 23., <a href="mailto:segreteria@universitaricostruttori.it">segreteria@universitaricostruttori.it</a> &#8211; <a href="http://www.universitaricostruttori.it">www.universitaricostruttori.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/04/universitari-costruttori-al-via-le-iscrizioni-ai-campi/">Universitari costruttori: al via le iscrizioni ai campi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>Roma: donazione degli organi</title>
		<link>https://www.labsus.org/2007/04/roma-donazione-degli-organi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 07:40:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ed Esperienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costituisce un&#8217;attivit&#224; di sostegno alla Campagna nazionale di sensibilizzazione per la donazione e il trapianto degli organi &#34;Un dono per la vita&#34;, che nel tempo va acquisendo respiro nazionale. Grazie a questa intuizione verr&#224; consegnato al cittadino che si rivolge al Comune per il rilascio della nuova carta d&#8217;identit&#224; un opuscolo informativo e un tesserino per la dichiarazione di volont&#224; in merito alla donazione degli organi dopo la morte. In concomitanza con la prossima edizione delle Giornate nazionali per la donazione ed il trapianto degli organi prevista per la settimana dal 6 al 13 maggio, saranno dislocati innumerose piazze di Roma punti di informazione sulla Campagna, realizzata in collaborazione con le associazioni impegnate nel settore: Associazione Marta Russo, Admo, Aido, Aned, Associazione Malati di Reni, Tribunale dei diritti del Malato insieme al Cesv, con il supporto dei Centri Nazionali e Regionali per i Trapianti, in accordo con il Ministero della Salute. Giunte ormai al decimo anno le Giornate rappresentano un momento importante per la realizzazione di eventi diretti a stimolare la sensibilit&#224; dei cittadini su tutto il territorio nazionale. Il 29 aprile dalle ore 9, saranno presenti stands con materiale informativo delle associazioni. Aderire alla Campagna vuol dire parlare di donazione mettendo in evidenza soprattutto il valore di un gesto che pu&#242; salvare una vita umana, e dare speranza a chi, grazie al dono di un organo, pu&#242; ricominciare a vivere. Informazioni: Cesv &#8211; Centro servizi per il volontariato Lazio allo 6.49134</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Costituisce un&#8217;attivit&agrave; di sostegno alla Campagna nazionale di sensibilizzazione per la donazione e il trapianto degli organi &quot;Un dono per la vita&quot;, che nel tempo va acquisendo respiro nazionale. 
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Grazie a questa intuizione verr&agrave; consegnato al cittadino che si rivolge al Comune per il rilascio della nuova carta d&rsquo;identit&agrave; un opuscolo informativo e un tesserino per la dichiarazione di volont&agrave; in merito alla donazione degli organi dopo la morte.</p>
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<p>In concomitanza con la prossima edizione delle <strong>Giornate nazionali per la donazione ed il trapianto</strong> degli organi prevista per la settimana dal 6 al 13 maggio, saranno dislocati innumerose piazze di Roma punti di informazione sulla Campagna, realizzata in collaborazione con le associazioni impegnate nel settore: Associazione Marta Russo, Admo, Aido, Aned, Associazione Malati di Reni, Tribunale dei diritti del Malato insieme al Cesv, con il supporto dei Centri Nazionali e Regionali per i Trapianti, in accordo con il Ministero della Salute.</p>
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<p>Giunte ormai al decimo anno le Giornate rappresentano un momento importante per la realizzazione di eventi diretti a stimolare la sensibilit&agrave; dei cittadini su tutto il territorio nazionale.</p>
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<p>Il <strong>29 aprile</strong> dalle ore 9, saranno presenti stands con materiale informativo delle associazioni. Aderire alla Campagna vuol dire parlare di donazione mettendo in evidenza soprattutto il valore di un gesto che pu&ograve; salvare una vita umana, e dare speranza a chi, grazie al dono di un organo, pu&ograve; ricominciare a vivere.</p>
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<p><strong>Informazioni: Cesv &#8211; Centro servizi per il volontariato Lazio allo 6.49134</strong> </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/04/roma-donazione-degli-organi/">Roma: donazione degli organi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>&#8221; Civitas &#8221; , al via la XII edizione</title>
		<link>https://www.labsus.org/2007/04/civitas-al-via-la-xii-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Quaggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ed Esperienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Organizzata dalla cooperativa Asa Ethike, in collaborazione con PadovaFiere, Civitas &#232; una manifestazione sostenuta dai protagonisti del non profit: circa 6 organizzazioni senza fini di lucro, associazioni, cooperative sociali, fondazioni, enti morali, organizzazioni di volontariato, istituzioni e imprese orientate eticamente che presenteranno al Salone progetti, esperienze, prodotti e servizi. Il tema della dodicesima edizione &#232; un quesito: &#34;Quali frontiere?! valori e nuove relazioni della societ&#224; civile in Europa&#34; che invita i quattro attori dell&#8217;evento &#8211; cittadini, societ&#224; civile, imprese ed istituzioni &#8211; a tracciare un percorso condiviso nella definizione di una nuova Europa di tutti e per tutti, dove diritti e doveri siano gli strumenti per costruire nuove relazioni e superare &#34;frontiere&#34; ideologiche, culturali, politiche. Calendario Civitas Nel fitto calendario di Civitas, che conta oltre 1 appuntamenti, tra seminari, laboratori, workshop ed eventi culturali, risultano in programmazione anche 1 conferenze di primo livello per trattare i temi delle sei aree caratteristiche di Civitas: cittadinanza, lavoro, istruzione, economia giusta, internazionale e ambiente. Si parler&#224; di famiglia, attraverso il confronto della buone prassi adottate in altri Paesi europei; si affronter&#224; il tema del lavoro a partire dalla nuova legge sull&#8217;immigrazione e della responsabilit&#224; sociale d&#8217;impresa. Verranno presentate le esperienze innovative per l&#8217;integrazione sociale delle persone con handicap comunicativi e le nuove frontiere che il non profit europeo affronta nel settore sociale, sanitario e ambientale. Sar&#224; quindi una piazza reale dove conoscere buone pratiche di soggetti pubblici e privati interessati a progettare e gestire servizi per la qualit&#224; di vita dei cittadini: un luogo dove avviare rapporti di collaborazione e partnership, dove cogliere concretamente i percorsi di un&#8217;economia pi&#249; etica e promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile per le comunit&#224;. Per informazioni www.civitasonline.it.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/04/civitas-al-via-la-xii-edizione/">&#8221; Civitas &#8221; , al via la XII edizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Organizzata dalla cooperativa Asa Ethike, in collaborazione con PadovaFiere, Civitas &egrave; una manifestazione sostenuta dai protagonisti del non profit: circa 6 organizzazioni senza fini di lucro, associazioni, cooperative sociali, fondazioni, enti morali, organizzazioni di volontariato, istituzioni e imprese orientate eticamente che presenteranno al Salone progetti, esperienze, prodotti e servizi. </p>
<p>Il tema della dodicesima edizione &egrave; un quesito: <strong>&quot;Quali frontiere?! valori e nuove relazioni della societ&agrave; civile in Europa&quot;</strong> che invita i quattro attori dell&#8217;evento &#8211; cittadini, societ&agrave; civile, imprese ed istituzioni &#8211; a tracciare un percorso condiviso nella definizione di una nuova Europa di tutti e per tutti, dove diritti e doveri siano gli strumenti per costruire nuove relazioni e superare &quot;frontiere&quot; ideologiche, culturali, politiche.</p>
<p><span class="TITOLETTO_DUE"><span class="TITOLETTO_UNO">Calendario Civitas</span></span><br />
Nel fitto calendario di Civitas, che conta oltre 1 appuntamenti, tra seminari, laboratori, workshop ed eventi culturali, risultano in programmazione anche 1 conferenze di primo livello per trattare i temi delle sei aree caratteristiche di Civitas: cittadinanza, lavoro, istruzione, economia giusta, internazionale e ambiente. </p>
<p>Si parler&agrave; di famiglia, attraverso il confronto della buone prassi adottate in altri Paesi europei; si affronter&agrave; il tema del lavoro a partire dalla nuova legge sull&#8217;immigrazione e della responsabilit&agrave; sociale d&#8217;impresa. Verranno presentate le esperienze innovative per l&#8217;integrazione sociale delle persone con handicap comunicativi e le nuove frontiere che il non profit europeo affronta nel settore sociale, sanitario e ambientale. </p>
<p>Sar&agrave; quindi una piazza reale dove conoscere buone pratiche di soggetti pubblici e privati interessati a progettare e gestire servizi per la qualit&agrave; di vita dei cittadini: un luogo dove avviare rapporti di collaborazione e partnership, dove cogliere concretamente i percorsi di un&#8217;economia pi&ugrave; etica e promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile per le comunit&agrave;. </p>
<p>Per informazioni <a href="http://www.civitasonline.it">www.civitasonline.it</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2007/04/civitas-al-via-la-xii-edizione/">&#8221; Civitas &#8221; , al via la XII edizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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