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	<title>Labsus seminari Archivi - Labsus</title>
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	<title>Labsus seminari Archivi - Labsus</title>
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		<title>Seminario sulla governance dei beni comuni: Labsus interviene ad Arezzo</title>
		<link>https://www.labsus.org/2013/04/seminario-sulla-governance-dei-beni-comuni-labsus-interviene-ad-arezzo-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Rostelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 13:46:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se per molti il 2012 può essere considerato &#8220;l&#8217;anno dei beni comuni&#8221;, nel 2013 l&#8217;attenzione in merito a questa tematica continua a rimanere alta; a dimostrazione di questo interesse bisogna considerare le numerose iniziative che continuano a fiorire sul territorio nazionale. Non solo occasioni di approfondimento e di riflessione come quella di Arezzo, ma anche esperienze, più o meno consapevoli, di gestione condivisa dei beni comuni nei piccoli Comuni e nelle realtà  più estese. La nostra sezione &#8220;beni comuni&#8221; continua ad arricchirsi di buone pratiche da diffondere. Quello che il nostro Laboratorio ha percepito analizzando queste esperienze, ascoltando i loro protagonisti, sperimentando sul campo nuove pratiche di amministrazione condivisa, è la necessità  di una cabina di regia nazionale per la governance dei beni comuni. &#8220;Un&#8217;istituzione pubblico-privata con il compito di svolgere una funzione di promozione e sostegno, rivolta principalmente alle pubbliche amministrazioni, per la realizzazione di esperienze di governance dei beni comuni&#8220;, sostenevano Arena e Iaione in un recente editoriale, &#8220;l&#8217;obiettivo consiste nello svolgere un&#8217;opera di disseminazione culturale all&#8217;interno delle amministrazioni per elevarne le competenze generali in vista del coinvolgimento dei cittadini nella realizzazione, manutenzione e finanziamento dei beni comuni&#8220;. In quest&#8217;ottica è stato ideato anche LabGov, il Laboratorio per la governance dei beni comuni nato all&#8217;università  Luiss di Roma con l&#8217;obiettivo di formare nuove figure professionali che siano in grado di porsi alla guida del cambio di paradigma amministrativo che da anni promuoviamo. Il programma completo del seminario &#8220;L&#8217;Italia dei beni comuni&#8221; (scarica la locandina in allegato): Ore 9.30 Saluti delle autorità  Ore 10.00 La governance dei beni comuni: proposta per il Terzo Settore; Christian Iaione professore aggregato di Diritto Pubblico Unicusano, direttore Labsus &#8211; Laboratorio per la sussidiarietà  Ore 10.45 Tavola rotonda: Coordina Attilio Farnesi presidente Anpas Toscana Ne discutono: Umberto Benedetti, comunità  delle Piagge Don Andrea Bigalli, referente coordinamento toscano di Libera Marco Mairaghi, sindaco Comune Pontassieve Ore 12.00 Dibattito e conclusioni; Christian Iaione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2013/04/seminario-sulla-governance-dei-beni-comuni-labsus-interviene-ad-arezzo-3/">Seminario sulla governance dei beni comuni: Labsus interviene ad Arezzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se per molti il 2012 può essere considerato &#8220;l&#8217;anno dei beni comuni&#8221;, nel 2013 l&#8217;attenzione in merito a questa tematica continua a rimanere alta; a dimostrazione di questo interesse bisogna considerare le numerose iniziative che continuano a fiorire sul territorio nazionale.<br />
Non solo occasioni di approfondimento e di riflessione come quella di Arezzo, ma anche esperienze, più o meno consapevoli, di gestione condivisa dei beni comuni nei piccoli Comuni e nelle realtà  più estese.</p>
<p>La nostra sezione &#8220;<a href="?index=php&amp;option=com_content&amp;task=section&amp;id=3&amp;Itemid=3" target="_blank">beni comuni</a>&#8221; continua ad arricchirsi di buone pratiche da diffondere.<br />
Quello che il nostro Laboratorio ha percepito analizzando queste esperienze, ascoltando i loro protagonisti, sperimentando sul campo nuove pratiche di amministrazione condivisa, è la necessità  di una <a href="?index=php&amp;option=com_content&amp;view=article&amp;id=3826:una-cabina-di-regia-per-la-cura-dei-beni-comuni&amp;catid=214:212&amp;Itemid=215" target="_blank">cabina di regia nazionale per la governance dei beni comuni</a>.</p>
<p>&#8220;<em>Un&#8217;istituzione pubblico-privata con il compito di svolgere una funzione di promozione e sostegno, rivolta principalmente alle pubbliche amministrazioni, per la realizzazione di esperienze di governance dei beni comuni</em>&#8220;, sostenevano <span style="color: #8;">Arena</span> e <span style="color: #8;">Iaione</span> in un recente editoriale, &#8220;<em>l&#8217;obiettivo consiste nello svolgere un&#8217;opera di disseminazione culturale all&#8217;interno delle amministrazioni per elevarne le competenze generali in vista del coinvolgimento dei cittadini nella realizzazione, manutenzione e finanziamento dei beni comuni</em>&#8220;.</p>
<p>In quest&#8217;ottica è stato ideato anche <a href="?index=php&amp;option=com_content&amp;task=view&amp;id=3798&amp;Itemid=71" target="_blank">LabGov, il Laboratorio per la governance dei beni comuni</a> nato all&#8217;università  Luiss di Roma con l&#8217;obiettivo di formare nuove figure professionali che siano in grado di porsi alla guida del <a href="?index=php&amp;option=com_content&amp;task=view&amp;id=37&amp;Itemid=36" target="_blank">cambio di paradigma amministrativo</a> che da anni promuoviamo.</p>
<p><strong>Il programma completo del seminario &#8220;L&#8217;Italia dei beni comuni&#8221; (scarica la locandina in allegato):</strong></p>
<p>Ore 9.30 Saluti delle autorità <br />
Ore 10.00 La governance dei beni comuni: proposta per il Terzo Settore; <span><strong>Christian Iaione</strong></span> professore aggregato di Diritto Pubblico Unicusano, direttore Labsus &#8211; Laboratorio per la sussidiarietà <br />
Ore 10.45 Tavola rotonda:<br />
Coordina<strong><span> Attilio Farnesi</span></strong> presidente Anpas Toscana</p>
<p>Ne discutono:<br />
<span><strong>Umberto Benedetti</strong></span>, comunità  delle Piagge<br />
<span><strong>Don Andrea Bigalli</strong></span>, referente coordinamento toscano di Libera<br />
<span><strong>Marco Mairaghi</strong></span>, sindaco Comune Pontassieve</p>
<p>Ore 12.00 Dibattito e conclusioni; <span style="color: #8;"><strong>Christian Iaione</strong></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2013/04/seminario-sulla-governance-dei-beni-comuni-labsus-interviene-ad-arezzo-3/">Seminario sulla governance dei beni comuni: Labsus interviene ad Arezzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gianluca Sgueo: &#8220;Con il governo tecnico cambia la comunicazione&#8221;</title>
		<link>https://www.labsus.org/2012/11/gianluca-sgueo-con-il-governo-tecnico-cambia-la-comunicazione-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ragno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 20:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partendo dalla sua esperienza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri come ritiene si sia evoluta la comunicazione con il passaggio a un governo tecnico che ha esigenze comunicative diverse rispetto a quelle di un governo politico? Personalmente provengo dall&#8217;università : ho fatto un dottorato in gran parte all&#8217;estero e dopo averlo concluso a Parigi stavo lavorando al mediatore europeo, quindi a Strasburgo, quando nel 21 sono tornato In Italia e ho iniziato a lavorare alla Presidenza del Consiglio nell&#8217;unità  tecnica per i 15 anni dell&#8217;Unità  d&#8217;Italia occupandomi di comunicazione e successivamente si è aperta l&#8217;opportunità  di ricoprire un ruolo proprio nell&#8217;ufficio stampa della Presidenza. E&#8217; vero con il governo tecnico sono cambiate le esigenze comunicative: la principale esigenza è stata quella di spiegare meglio le misure prese, per non dare adito alle interpretazione per cui vedono il governo non legittimato dal voto e a sua volta legittimato dalle banche e dai poteri forti. Quindi con il portavoce e con lo stesso Presidente si è convenuto a dare una comunicazione più chiara e trasparente su tutto quello che viene portato avanti dal Governo. Quale valore attribuisce alla comunicazione via web che permette più partecipazione dei cittadini, maggiore critica dell&#8217;azione politica e governativa tramite i social network e i blog e come cambia la comunicazione visto che ogni parola pronunciata dai membri del Governo ha poi immediati ripercussioni sulla rete? Pensiamo al recentissimo &#8220;choosy&#8221; del ministro Fornero o ai laureati sfigati del sottosegretario Martone&#8230; L&#8217;importanza è allo stesso tempo massima e troppo poca purtroppo. Il web è ormai fondamentale e ha imposto un nuovo metodo di comunicazione, le consultazioni che abbiamo condotto negli ultimi mesi si sono svolte tutte sulla rete che è diventato il canale comunicativo più rapido. Per esempio il sito internet del Governo è il principale strumento per veicolare comunicazioni. Ho detto che l&#8217;attenzione alle potenzialità  di internet è ancora troppo poca perché un utilizzo intelligente del web, come avviene da parte di pubbliche amministrazioni molto più sviluppate come quella statunitense prevede un&#8217;interattività  che rispetto alla nostra è quattro volte più ampia. Quindi credo che in questa fase stiamo facendo passi avanti se dovessi dirti quanti passi sono ancora da fare direi tanti. Il percorso è appena iniziato. Quale è l&#8217;importanza delle parole nella comunicazione istituzionale e politica? Nella comunicazione le parole sono essenziali in generale, ma posso farti due esempi per quanto riguarda il Governo. I comunicati stampa della Presidenza del Consiglio, se si ricordano quelli dei precedenti governi, assumevano per lo più la forma di un verbalino di assemblea, si sceglieva di spiegare le misure prese in altri contesti. Oggi i comunicati stampa della Presidenza sono documenti molto lunghi e articolati, mai meno di 1-15 pagine in cui si spiega con dati numeri e informazioni perché è stata presa quella data misura con parole che cerchiamo di rendere più semplici possibili e cosìle varie informative che diamo ai cittadini, cerchiamo di mettere informazioni in un italiano attraverso un plane language. Stessa prassi in tutte le altre attività  comunicative: quando è montata la protesta contro la Tav nei mesi scorsi, è stata aperta una sezione sul sito del Governo che ha milioni di accessi giornalieri ed è quindi un canale semplice per divulgare notizie e abbiamo messo punto per punto le risposte che Mario Ingrano commissario per la Tav dava alle contestazioni dei No Tav. Con un linguaggio ci ha aiutato a fare un po&#8217; di controinformazione perché stava passando il messaggio che la Tav avrebbe distrutto il territorio, certo è un&#8217;opera di impatto, ma progettata per avere rispetto dall&#8217;ambiente circostante e giocando con le parole e con i dati tecnici siamo riusciti a controbattere alle obiezioni poste. Massima importanza alle parole chiare. Spesso la nostra classe dirigente ha un&#8217;età  avanzata da un punto di vista anagrafico e può non essere avvezza all&#8217;utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione. Che ruolo assumono i portavoce e gli uffici stampa per colmare eventualmente questo digital divide che aggiunge un ulteriore elemento di distanza con i cittadini? In questo governo in particolare l&#8217;età  non sempre distingue una poca dimestichezza con i mezzi elettronici, per esempio il Ministro Cancellieri ha un grande interesse per gli strumenti digitali. Detto questo il ruolo del portavoce e dell&#8217;ufficio stampa è essenziale per un ministro che non si può occupare solo di comunicazione. L&#8217;Ufficio stampa è uno strumento fondamentale per veicolare al meglio ciò che il Ministro dice e pensa. Si crea un rapporto per cui il Ministro ha un&#8217;idea e il portavoce deve fare in modo che quell&#8217;idea sia sviluppata e ripresa nel modo migliore, consigliando il Ministro. Quello che conta è la qualità  del lavoro e il risultato finale al di là  del rapporto che il singolo ministro ha con il mondo digitale. Più che per il governo stesso il rapporto con il web diventa fondamentale per i politici di professione: pensiamo al sindaco Alemanno che cerca di imitare Obama o al senatore Gasparri che insulta su twitter chi ha pochi follower, non sempre i politici fanno del web un utilizzo intelligente. Diciamo che preferiamo dare attenzione maggiore alle agenzie di stampa che non a un tweet.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2012/11/gianluca-sgueo-con-il-governo-tecnico-cambia-la-comunicazione-2/">Gianluca Sgueo: &#8220;Con il governo tecnico cambia la comunicazione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Partendo dalla sua esperienza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri come ritiene si sia evoluta la comunicazione con il  passaggio a  un governo tecnico che ha esigenze comunicative diverse rispetto a quelle di un governo politico?</em></p>
<p>Personalmente provengo dall&#8217;università : ho fatto un dottorato in gran parte all&#8217;estero e dopo averlo concluso a Parigi stavo lavorando al mediatore europeo, quindi a Strasburgo, quando nel 21 sono tornato In Italia e ho iniziato a lavorare alla Presidenza del Consiglio nell&#8217;unità  tecnica per i 15 anni dell&#8217;Unità  d&#8217;Italia occupandomi di comunicazione e successivamente si è aperta l&#8217;opportunità  di ricoprire un ruolo proprio nell&#8217;ufficio stampa della Presidenza.</p>
<p>E&#8217; vero con il governo tecnico sono cambiate le esigenze comunicative: la principale esigenza è stata quella di spiegare meglio le misure prese, per non dare adito alle interpretazione per cui vedono il governo non legittimato dal voto e a sua volta legittimato dalle banche e dai poteri forti. Quindi con il portavoce e con lo stesso Presidente si è convenuto a dare una comunicazione più chiara e trasparente su tutto quello che viene portato avanti dal Governo.</p>
<p><em>Quale valore attribuisce alla comunicazione via web che permette più partecipazione dei cittadini, maggiore critica dell&#8217;azione politica e governativa tramite i social network e i blog e come cambia la comunicazione visto che ogni parola pronunciata dai membri del Governo ha poi immediati ripercussioni sulla rete? Pensiamo al recentissimo &#8220;choosy&#8221; del ministro Fornero o ai laureati sfigati del sottosegretario Martone&#8230;</em></p>
<p>L&#8217;importanza è allo stesso tempo massima e troppo poca purtroppo. Il web è ormai fondamentale e ha imposto un nuovo metodo di comunicazione, le consultazioni che abbiamo condotto negli ultimi mesi si sono svolte tutte sulla rete che è diventato il canale comunicativo più rapido. Per esempio il sito internet del Governo è il principale strumento per veicolare comunicazioni.  Ho detto che l&#8217;attenzione alle potenzialità  di internet è ancora troppo poca perché un utilizzo intelligente del web, come avviene da parte di  pubbliche amministrazioni molto più sviluppate come quella statunitense prevede un&#8217;interattività  che rispetto alla nostra è quattro volte più ampia. Quindi credo che in questa fase stiamo facendo passi avanti se dovessi dirti quanti passi sono ancora da fare direi tanti. Il percorso è appena iniziato.</p>
<p><em>Quale è l&#8217;importanza delle parole nella comunicazione istituzionale e politica?</em></p>
<p>Nella comunicazione le parole sono essenziali in generale, ma posso farti due esempi per quanto riguarda il Governo. I comunicati stampa della Presidenza del Consiglio, se si ricordano quelli dei precedenti governi, assumevano per lo più la forma di un verbalino di assemblea, si sceglieva di spiegare le misure prese in altri contesti. Oggi i comunicati stampa della Presidenza sono documenti molto lunghi e articolati, mai meno di 1-15 pagine in cui si spiega con dati  numeri e informazioni perché è stata presa quella data misura con parole che cerchiamo di rendere più semplici possibili e cosìle varie informative che diamo ai cittadini, cerchiamo di mettere informazioni in un italiano attraverso un plane language. Stessa prassi in tutte le altre attività  comunicative: quando è montata la protesta contro la Tav nei mesi scorsi,  è stata aperta una sezione sul sito del Governo che ha milioni di accessi giornalieri ed è quindi un canale semplice per divulgare notizie e abbiamo messo punto per punto le risposte che Mario Ingrano commissario per la Tav dava alle contestazioni dei No Tav. Con un linguaggio ci ha aiutato a fare un po&#8217; di controinformazione perché stava passando il messaggio che la Tav avrebbe distrutto il territorio, certo è un&#8217;opera di impatto, ma progettata per avere rispetto dall&#8217;ambiente circostante e giocando con le parole e con i dati tecnici siamo riusciti a controbattere alle obiezioni poste. Massima importanza alle parole chiare.</p>
<p><em>Spesso la nostra classe dirigente ha un&#8217;età  avanzata da un punto di vista anagrafico e può non essere avvezza all&#8217;utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione. Che ruolo assumono i portavoce e gli uffici stampa per colmare eventualmente questo digital divide che aggiunge un ulteriore elemento di distanza con i cittadini?</em></p>
<p>In questo governo in particolare l&#8217;età  non sempre distingue una poca dimestichezza con i mezzi elettronici, per esempio il Ministro Cancellieri ha un grande interesse per gli strumenti digitali. Detto questo il ruolo del portavoce e dell&#8217;ufficio stampa è essenziale per un ministro che non si può occupare solo di comunicazione. L&#8217;Ufficio stampa è uno strumento fondamentale per veicolare al meglio ciò che il Ministro dice e pensa. Si crea un rapporto per cui il Ministro ha un&#8217;idea e il portavoce deve fare in modo che quell&#8217;idea sia sviluppata e ripresa nel modo migliore, consigliando il Ministro. Quello che conta è la qualità  del lavoro e il risultato finale al di là  del rapporto che il singolo ministro ha con il mondo digitale. Più che per il governo stesso il rapporto con il web diventa fondamentale per i politici di professione: pensiamo al sindaco Alemanno che cerca di imitare Obama o al senatore Gasparri che insulta su twitter chi ha pochi follower, non sempre i politici fanno del web un utilizzo intelligente. Diciamo che preferiamo dare attenzione maggiore alle agenzie di stampa che non a un tweet.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2012/11/gianluca-sgueo-con-il-governo-tecnico-cambia-la-comunicazione-2/">Gianluca Sgueo: &#8220;Con il governo tecnico cambia la comunicazione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sussidiarietà : nuovo paradigma dell&#8217;amministrazione urbana</title>
		<link>https://www.labsus.org/2012/11/sussidiarieta-nuovo-paradigma-dellamministrazione-urbana-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 20:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli elementi contestuali, sottolineati da Mauro Bonaretti, hanno riguardato i nuovi scenari con cui l&#8217;amministrazione urbana si trova a confrontarsi (a livello di esigenze differenziate di soggetti plurimi), i problemi pragmatici di fattibilità  (ovvero di risorse mancanti rispetto a prospettive di innovazione), nonché &#8220;l&#8217;emergenza di una domanda sociale&#8221; che rispecchia una nuova percezione della soggettività , profondamente diversa rispetto a quella nella quale le pubbliche amministrazioni furono concepite. Il ruolo delle pubbliche amministrazioni sta necessariamente evolvendo da fornitori di servizi a &#8220;governatori della rete&#8221;, intesa come luogo di incontro e di raccordo di professionalità , intenti ed interessi condivisi per un fine di interesse generale. Secondo questo stesso paradigma, cambierebbe anche il tenore degli accordi tra enti pubblici e privati, intesi non più come negoziazioni su posizioni statiche individuali ma come comunità  di intenti per raggiungere un fine condiviso e percepito come proprio. Risulta evidente il ruolo preponderante che la comunicazione svolge -e svolgerà  sempre più- per la realizzazione di questo cambiamento, per coinvolgere la città  e gli istituti, per creare reti che valorizzino le opportunità  di sviluppo, per &#8220;mettere nelle condizioni i cittadini di fruire delle opportunità  che mette a disposizione la città &#8221; e per &#8220;comunicare la città , non l&#8217;attività  del comune&#8221;. Quando mancano le risorse &#8220;E&#8217; finito il processo di delega&#8221; alle pubbliche amministrazioni, paradigma per anni dominante nel contesto italiano, e ci troviamo di fronte alla necessità  concreta di favorire il protagonismo dei cittadini: la domanda sociale è quella di governare la rete di relazioni ed opportunità , piuttosto che produrre servizi prestazionali. In un contesto nel quale le risorse sono sempre più ridotte, la scommessa per generare valore per la collettività  è rivolta alla rete di relazioni di cui si compone la città , intesa non come agglomerato urbano, ma come interazione viva e vitale della comunità . La tendenza concreta rilevata, però, è che &#8220;di fronte ad una società  che è sempre più reticolare [&#8230;] stiamo andando verso una dimensione della centralizzazione della gerarchia con l&#8217;ipotesi che questo faccia risparmiare&#8221; [cit.]. Il punto sarebbe di guardare il problema &#8220;dal punto di vista dell&#8217;agibilità  dei processi decisionali: è chiaro che se vogliamo governare la rete dobbiamo avere la possibilità  di manovrare delle leve&#8221; [cit.], attraverso figure professionali attualmente mancanti. Come fare? Il punto d&#8217;interesse fondamentale sollevato dagli studenti è stato di capire come questo genere di approccio possa trovare concreta applicazione, anche in contesti che evidenzino criticità  particolari. La leva essenziale, richiamata tanto dal direttore Mauro Bonaretti quanto dal professor Gregorio Arena, è quella della fiducia tra pubblica amministrazione e città , fondata sull&#8217;esperienza, il coinvolgimento e, soprattutto, la chiarezza e la trasparenza, tanto riguardo alle opportunità  quanto riguardo alle criticità . L&#8217;incontro ha fatto quindi emergere le prospettive del nuovo modello, la rilevanza del ruolo della comunicazione in questo contesto nonché le opportunità  di inserimento di nuove figure professionali in un&#8217;amministrazione urbana che, necessariamente, dovrà  cambiare per rispondere alla domanda sociale di partecipazione e di coinvolgimento. Qui l&#8217;intervista a Mauro Bonaretti a cura di Labsus.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2012/11/sussidiarieta-nuovo-paradigma-dellamministrazione-urbana-3/">Sussidiarietà : nuovo paradigma dell&#8217;amministrazione urbana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" style="margin-top: 1px; margin-right: 9px; margin-bottom: 5px; float: left;" alt="Bonaretti" src="/images/foto_notizie/Bonaretti.jpg" height="84" width="15" />Gli elementi contestuali, sottolineati da <span style="color: #8;">Mauro Bonaretti</span>, hanno riguardato i nuovi scenari con cui l&#8217;amministrazione urbana si trova a confrontarsi (a livello di esigenze differenziate di soggetti plurimi), i problemi pragmatici di fattibilità  (ovvero di risorse mancanti rispetto a prospettive di innovazione), nonché &#8220;l&#8217;emergenza di una domanda sociale&#8221; che rispecchia una nuova percezione della soggettività , profondamente diversa rispetto a quella nella quale le pubbliche amministrazioni furono concepite.</p>
<p>Il ruolo delle pubbliche amministrazioni sta necessariamente evolvendo da fornitori di servizi a &#8220;governatori della rete&#8221;, intesa come luogo di incontro e di raccordo di professionalità , intenti ed interessi condivisi per un fine di interesse generale. Secondo questo stesso paradigma, cambierebbe anche il tenore degli accordi tra enti pubblici e privati, intesi non più come negoziazioni su posizioni statiche individuali ma come comunità  di intenti per raggiungere un fine condiviso e percepito come proprio. Risulta evidente il ruolo preponderante che la comunicazione svolge -e svolgerà  sempre più- per la realizzazione di questo cambiamento, per coinvolgere la città  e gli istituti, per creare reti che valorizzino le opportunità  di sviluppo, per &#8220;mettere nelle condizioni i cittadini di fruire delle opportunità  che mette a disposizione la città &#8221; e per &#8220;comunicare la città , non l&#8217;attività  del comune&#8221;.</p>
<p class="TITOLETTO_UNO">Quando mancano le risorse</p>
<p>&#8220;E&#8217; finito il processo di delega&#8221; alle pubbliche amministrazioni, paradigma per anni dominante nel contesto italiano, e ci troviamo di fronte alla necessità  concreta di favorire il protagonismo dei cittadini: la domanda sociale è quella di governare la rete di relazioni ed opportunità , piuttosto che produrre servizi prestazionali. In un contesto nel quale le risorse sono sempre più ridotte, la scommessa per generare valore per la collettività  è rivolta alla rete di relazioni di cui si compone la città , intesa non come agglomerato urbano, ma come interazione viva e vitale della comunità .</p>
<p>La tendenza concreta rilevata, però, è che &#8220;di fronte ad una società  che è sempre più reticolare [&#8230;] stiamo andando verso una dimensione della centralizzazione della gerarchia con l&#8217;ipotesi che questo faccia risparmiare&#8221; [cit.]. Il punto sarebbe di guardare il problema &#8220;dal punto di vista dell&#8217;agibilità  dei processi decisionali: è chiaro che se vogliamo governare la rete dobbiamo avere la possibilità  di manovrare delle leve&#8221; [cit.], attraverso figure professionali attualmente mancanti.</p>
<p class="TITOLETTO_UNO">Come fare?</p>
<p><img decoding="async" style="margin-top: 1px; margin-right: 9px; margin-bottom: 5px; float: left;" alt="Bonaretti_1" src="/images/foto_notizie/Bonaretti_1.jpg" height="84" width="15" />Il punto d&#8217;interesse fondamentale sollevato dagli studenti è stato di capire come questo genere di approccio possa trovare concreta applicazione, anche in contesti che evidenzino criticità  particolari. La leva essenziale, richiamata tanto dal direttore <span style="color: #8;">Mauro Bonaretti</span> quanto dal professor <span style="color: #8;">Gregorio Arena</span>, è quella della fiducia tra pubblica amministrazione e città , fondata sull&#8217;esperienza, il coinvolgimento e, soprattutto, la chiarezza e la trasparenza, tanto riguardo alle opportunità  quanto riguardo alle criticità .</p>
<p>L&#8217;incontro ha fatto quindi emergere le prospettive del nuovo modello, la rilevanza del ruolo della comunicazione in questo contesto nonché le opportunità  di inserimento di nuove figure professionali in un&#8217;amministrazione urbana che, necessariamente, dovrà  cambiare per rispondere alla domanda sociale di partecipazione e di coinvolgimento.</p>
<p><strong><a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=7hYcvXQ5Wi">Qui l&#8217;intervista a Mauro Bonaretti a cura di Labsus</a>.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2012/11/sussidiarieta-nuovo-paradigma-dellamministrazione-urbana-3/">Sussidiarietà : nuovo paradigma dell&#8217;amministrazione urbana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Amministrare una città  usando la comunicazione invece del potere</title>
		<link>https://www.labsus.org/2012/11/amministrare-una-citta-usando-la-comunicazione-invece-del-potere-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Rostelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 18:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.labsus.org/2012/11/05/amministrare-una-citta-usando-la-comunicazione-invece-del-potere-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mauro Bonaretti, Direttore generale del comune di Reggio Emilia e presidente dell&#8217;Associazione nazionale dei direttori generali degli enti locali, interverrà  ad un incontro seminariale programmato nell&#8217;ambito del corso di Comunicazione istituzionale tenuto dai docenti Gregorio Arena e Christian Iaione, rispettivamente presidente e direttore di Labsus &#8211; Laboratorio per la sussidiarietà . Sarà  possibile seguire l&#8217;evento in diretta twitter con l&#8217;hashtag #labsusRete e inviare le vostre domande a @labsus1. In allegato la locandina dell&#8217;evento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2012/11/amministrare-una-citta-usando-la-comunicazione-invece-del-potere-2/">Amministrare una città  usando la comunicazione invece del potere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #8;">Mauro Bonaretti</span>, Direttore generale del comune di Reggio Emilia e presidente dell&#8217;Associazione nazionale dei direttori generali degli enti locali, interverrà  ad un incontro seminariale programmato nell&#8217;ambito del corso di Comunicazione istituzionale tenuto dai docenti <span style="color: #9933;">Gregorio </span><span style="color: #8;">Arena</span> e <span style="color: #9933;">Christian</span> <span style="color: #8;">Iaione</span>, rispettivamente presidente e direttore di Labsus &#8211; Laboratorio per la sussidiarietà .</p>
<p>Sarà  possibile seguire l&#8217;evento in diretta twitter con l&#8217;hashtag #labsusRete e inviare le vostre domande a @labsus1.</p>
<p>In allegato la locandina dell&#8217;evento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2012/11/amministrare-una-citta-usando-la-comunicazione-invece-del-potere-2/">Amministrare una città  usando la comunicazione invece del potere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>Labsus protagonista alla Summer School Rena</title>
		<link>https://www.labsus.org/2012/08/labsus-protagonista-alla-summer-school-rena-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Redirossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2012 13:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.labsus.org/2012/08/27/labsus-protagonista-alla-summer-school-rena-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Formare il primo nucleo di una generazione di cittadini responsabili, sensibili ai temi della partecipazione e in grado di incidere sulla qualità  del governo della cosa pubblica. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo principale della Summer School Rena sul buon governo e la cittadinanza responsabile, giunta alla seconda edizione, che si svolgerà  dal 2 all&#8217;8 settembre 212 presso i locali del nuovo Incubatore culturale Rioni Sassi di Matera. La settimana di lezioni ruota attorno a quattro filoni principali: regolamentazione intelligente e interazione fra partecipazione e decisioni basate sui dati; trasparenza, dati aperti e alfabetizzazione; la prospettiva della &#8220;wikicrazia&#8221; e lo spazio dei cittadini nella cura dei beni comuni. Ad affrontare quest&#8217;ultima delicata prospettiva del rapporto di cittadinanza sarà  Labsus con il presidente Gregorio Arena e Chiara Feliziani, che animeranno la giornata sulla sussidiarietà  e la cura dei beni comuni di mercoledì  5 settembre. In quella data si parlerà  infatti del principio di sussidiarietà  orizzontale e delle sue implicazioni, con particolare riguardo al rapporto fra cittadinanza attiva e miglioramento della qualità  dello spazio urbano.Gregorio Arena e Chiara Feliziani prenderanno cosìper mano i partecipanti in un percorso che partendo dalla nozione giuridica di bene comune arriverà  a declinare le esperienze di cittadinanza attiva nel contesto urbano, per spiegare in che modo i cittadini possono rapportarsi con la pubblica amministrazione per cambiare in meglio il volto e la qualità  di vita della loro città . Nelle altre giornate, docenti illustri toccheranno una serie di tematiche volte a sensibilizzare i partecipanti ad una cultura della responsabilità  nella cosa pubblica che passa per la valorizzazione della potenza della Rete e per l&#8217;esaltazione di modelli partecipativi non ingessati ed efficienti. Innovazione sociale, sovranità  2., open government ed e-democracy saranno solo alcuni dei temi trattati nel corso dell&#8217;intenso programma di studi. L&#8217;intento è quello di continuare un percorso già  intrapreso nel corso della prima edizione e che individua la propria destinazione finale nella formazione di cittadini responsabili. A rendere possibile il ciclo di incontri è stato il supporto di Intesa San Paolo, Sviluppo Basilicata, Matera Hub e Wikitalia. Consulta il programma della seconda edizione della Summer School Rena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2012/08/labsus-protagonista-alla-summer-school-rena-2/">Labsus protagonista alla Summer School Rena</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Formare il primo nucleo di una generazione di cittadini responsabili, sensibili ai temi della partecipazione e in grado di incidere sulla qualità  del governo della cosa pubblica. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo principale della Summer School Rena sul buon governo e la cittadinanza responsabile, giunta alla seconda edizione, che si svolgerà  dal 2 all&#8217;8 settembre 212 presso i locali del nuovo Incubatore culturale Rioni Sassi di Matera.</p>
<p>La settimana di lezioni ruota attorno a quattro filoni principali: regolamentazione intelligente e interazione fra partecipazione e decisioni basate sui dati; trasparenza, dati aperti e alfabetizzazione; la prospettiva della &#8220;wikicrazia&#8221; e lo spazio dei cittadini nella cura dei beni comuni. Ad affrontare quest&#8217;ultima delicata prospettiva del rapporto di cittadinanza sarà  Labsus con il presidente Gregorio Arena e Chiara Feliziani, che animeranno la giornata sulla sussidiarietà  e la cura dei beni comuni di mercoledì  5 settembre. In quella data si parlerà  infatti del principio di sussidiarietà  orizzontale e delle sue implicazioni, con particolare riguardo al rapporto fra cittadinanza attiva e miglioramento della qualità  dello spazio urbano.Gregorio Arena e Chiara Feliziani prenderanno cosìper mano i partecipanti in un percorso che partendo dalla nozione giuridica di bene comune arriverà  a declinare le esperienze di cittadinanza attiva nel contesto urbano, per spiegare in che modo i cittadini possono rapportarsi con la pubblica amministrazione per cambiare in meglio il volto e la qualità  di vita della loro città .</p>
<p>Nelle altre giornate, docenti illustri toccheranno una serie di tematiche volte a sensibilizzare i partecipanti ad una cultura della responsabilità  nella cosa pubblica che passa per la valorizzazione della potenza della Rete e per l&#8217;esaltazione di modelli partecipativi non ingessati ed efficienti. Innovazione sociale, sovranità  2., open government ed e-democracy saranno solo alcuni dei temi trattati nel corso dell&#8217;intenso programma di studi. L&#8217;intento è quello di continuare un percorso già  intrapreso nel corso della prima edizione e che individua la propria destinazione finale nella formazione di cittadini responsabili. A rendere possibile il ciclo di incontri è stato il supporto di Intesa San Paolo, Sviluppo Basilicata, Matera Hub e Wikitalia.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.progetto-rena.it/summerschool/il-programma/">programma</a> della seconda edizione della Summer School Rena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2012/08/labsus-protagonista-alla-summer-school-rena-2/">Labsus protagonista alla Summer School Rena</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>Democrazia, cambiamenti sociali e volontariato a Pisa</title>
		<link>https://www.labsus.org/2011/12/democrazia-cambiamenti-sociali-e-volontariato-a-pisa-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Buongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.labsus.org/2011/12/27/democrazia-cambiamenti-sociali-e-volontariato-a-pisa-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il convegno &#8211; spiegano gli amici dell&#8217; Università  del Terzo Settore nella presentazione dell&#8217;iniziativa &#8211; vuol essere un momento di riflessione e confronto sui forti segnali di volontà  di partecipazione e cambiamento che ci giungono dalla società  civile italiana. Il 211 e l&#8217;inizio del 212 sono fortemente caratterizzati dalla gravità  della crisi economico-finanziaria che fa vacillare alcuni principi della stessa democrazia alla base dello sviluppo sociale dal dopoguerra. I principi a cui il volontariato si riferisce sono quelli della solidarietà , della giustizia sociale e dell&#8217;uguaglianza, che hanno segnato la sua storia facendone &#8220;scuola di democrazia&#8221;: sono questi stessi principi a risultare oggi più critici, ma anche i necessari presupposti di innovazioni e dei cambiamenti sociali&#8221; . &#8220;Le reti di volontariato &#8211; continuano &#8211; hanno quindi una responsabilità  di interpretazione delle nuove istanze della società  civile, di una nuova cittadinanza attiva anche in chiave europea, su cui ridisegnare il proprio ruolo e quello dell&#8217;intero terzo settore quale interlocutori autonomi delle istituzioni sui temi connessi a welfare, ma soprattutto ai beni comuni&#8221;. &#8220;Un ruolo &#8211; concludono &#8211; che crediamo potrà  essere strategico se porrà  al centro la valorizzazione della democrazia. Il convegno, dunque, vuole fornire strumenti concreti e valorizzare esperienze che fanno della partecipazione democratica il mezzo, ma anche il fine, di un nuovo tipo di benessere&#8221;. Labsus partecipa con piacere ed entusiasmo all&#8217;importante appuntamento nazionale, con un intervento del Presidente Arena nella prima sessione dei lavori dedicata a &#8220;Democrazia e volontariato oggi in Italia&#8221;. Ricordandovi che il convegno avrà  luogo il 2 gennaio 212 a Pisa presso la Sala del Consiglio Provinciale, Provincia di Pisa, Piazza Vittorio Emanuele II, 14 dalle ore 9.3 alle ore 18., sottolineiamo che la partecipazione è gratuita, ma occorre registrarsi entro il 9 gennaio 212. Potete scaricare qui il programma e la scheda di iscrizione da compilare e inviare completa dei dati richiesti alla Segreteria organizzativa.   Per informazioni ulteriori Segreteria organizzativaUniversità  del Terzo Settore Via F. Turati, 6 56125 Pisa ItalyTel. +39/5/46171Fax: +39/5/56393E-mail: units@uniterzosettore.it &#8211; www.uniterzosettore.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/12/democrazia-cambiamenti-sociali-e-volontariato-a-pisa-2/">Democrazia, cambiamenti sociali e volontariato a Pisa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il convegno  &#8211; spiegano gli amici dell&#8217; Università  del Terzo Settore nella presentazione dell&#8217;iniziativa &#8211; vuol essere un momento di riflessione e confronto sui forti segnali di volontà  di partecipazione  e cambiamento che ci giungono dalla società  civile italiana. Il 211 e l&#8217;inizio del 212 sono fortemente  caratterizzati  dalla gravità  della crisi economico-finanziaria che fa vacillare alcuni principi della stessa democrazia alla base dello  sviluppo sociale dal dopoguerra.  I principi a cui il volontariato si riferisce sono quelli della solidarietà , della giustizia sociale e dell&#8217;uguaglianza, che hanno segnato la sua storia facendone &#8220;scuola di democrazia&#8221;: sono questi stessi principi a risultare oggi più critici, ma anche i necessari presupposti di innovazioni e dei cambiamenti sociali&#8221; .</p>
<p>&#8220;Le reti di volontariato &#8211; continuano &#8211;  hanno quindi una responsabilità  di interpretazione  delle nuove istanze della società  civile, di una nuova cittadinanza attiva anche in chiave europea,  su cui  ridisegnare  il proprio ruolo e quello dell&#8217;intero terzo settore quale  interlocutori autonomi delle istituzioni sui temi connessi a welfare, ma soprattutto ai beni comuni&#8221;.  &#8220;Un ruolo  &#8211; concludono &#8211; che crediamo potrà  essere strategico se porrà  al centro la valorizzazione della democrazia. Il convegno, dunque, vuole fornire strumenti concreti e valorizzare esperienze che fanno della partecipazione democratica il mezzo, ma anche il fine,  di un nuovo tipo di benessere&#8221;.</p>
<p>Labsus partecipa con piacere ed entusiasmo all&#8217;importante appuntamento nazionale, con un <strong>intervento del Presidente Arena</strong> nella prima sessione dei lavori dedicata a &#8220;Democrazia e volontariato oggi in Italia&#8221;.</p>
<p>Ricordandovi che il convegno avrà  luogo il <strong>2 gennaio 212 a  Pisa presso la Sala del Consiglio Provinciale</strong>, Provincia di Pisa, Piazza Vittorio Emanuele II, 14 <strong>dalle ore 9.3 alle ore  18.</strong>, sottolineiamo che  la <strong>partecipazione è gratuita,  ma occorre registrarsi entro il 9 gennaio 212.</strong></p>
<p>Potete scaricare<strong><a target="_blank" href="http://www.cnca.it/images/stories/ufficio-stampa/democrazia_e_cambiamenti_sociali_-_programma_e_scheda_iscrizione.pdf"> qui il programma e la scheda di iscrizione</a></strong> da compilare e inviare completa dei dati richiesti alla Segreteria organizzativa.</p>
<p class="TITOLETTO_UNO">  </p>
<p class="TITOLETTO_UNO">Per informazioni ulteriori</p>
<p>Segreteria organizzativa<br />Università  del Terzo Settore Via F. Turati, 6 56125 Pisa Italy<br />Tel. +39/5/46171<br />Fax: +39/5/56393<br />E-mail: units@uniterzosettore.it &#8211; <a target="_blank" href="http://www.uniterzosettore.it/">www.uniterzosettore.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/12/democrazia-cambiamenti-sociali-e-volontariato-a-pisa-2/">Democrazia, cambiamenti sociali e volontariato a Pisa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>Italia e Germania si confrontano sulla sussidiarietà </title>
		<link>https://www.labsus.org/2011/11/italia-e-germania-si-confrontano-sulla-sussidiarieta-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angela Gallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 12:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.labsus.org/2011/11/19/italia-e-germania-si-confrontano-sulla-sussidiarieta-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La giornata dei lavori si è articolata in due momenti di riflessione dedicati rispettivamente al tema dell&#8217;educazione alla cittadinanza e al confronto tra l&#8217;esperienza dei comuni tedeschi e italiani in tema di partecipazione civica e innovazione urbana. Per l&#8217;Italia ha partecipato il presidente di Labsus Gregorio Arena e il presidente dell&#8217;Anci Graziano Delrio mentre per la Germania erano presenti la direttrice del Dipartimento Comuni e Regioni della fondazione Bertelsmann  Kirsten Witte, il direttore della fondazione Berlino Futura (Stiftung Zukunft Berlin) Volker Hassemer e il sindaco di Ratisbona e vicepresidente dell&#8217;associazione dei Comuni bavaresi (Bayerischer Stadtetag) Hans Schaidinger. &#8220;Come si fa a far si che la crescita umana delle democrazie avanzate non sia dissipativa ma produca sviluppo e crescita? Quali sono le strategie nel contesto italiano e tedesco per mettere a regime il potenziale umano delle città ?&#8221;. A partire da questi interrogativi Mauro Magatti preside della Facoltà  di sociologia dell&#8217;Università  Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha aperto e moderato la prima sessione del dibattito dedicata al tema dell&#8217;educazione alla cittadinanza. Kirsten Witte: &#8220;Alleanza cittadini-amministrazioni&#8221; Secondo la direttrice del Dipartimento Comuni e Regioni della fondazione Bertelsmann il compito principale dei comuni è quello di coinvolgere la cittadinanza promuovendo innovazione e sviluppo nelle città . &#8220;Gli effetti della crisi e della globalizzazione si fanno sentire soprattutto a livello locale. Molti comuni, soprattutto quelli della Germania del sud sono fortemente indebitati. Allora &#8211; prosegue la Witte &#8211; la sfida dei comuni, per uscire dalla crisi, è quella di stringere un &#8216;patto&#8216; con i cittadini coinvolgendoli di più nelle decisioni pubbliche&#8221;. In Germania ci sono molti esempi di partecipazione e cittadinanza attiva come il caso delle fondazioni di cittadini. &#8220;I cittadini, in pratica, creano la fondazione con l&#8217;obiettivo di finanziare dei servizi che il comune non è più in grado di garantire. Un esempio su tutti è il caso del fondo di formazione di Lubecca: i cittadini infatti hanno messo a disposizione le proprie risorse per la costituzione di un fondo per la formazione delle fasce più svantaggiate della popolazione&#8221;, ha spiegato la direttrice della fondazione Bertelsmann. In sostanza questo fondo funziona secondo un sistema democratico e trasparente che permette ai cittadini, che danno i finanziamenti, di partecipare alle decisioni dettando le regole. Inoltre, i cittadini hanno anche un potere di controllo sulle scuole che partecipano al progetto affinché vengano rispettate le norme stabilite insieme. &#8220;Questo non vuol dire però che lo Stato debba ritirarsi dalla sue funzioni e che tutto sia fatto dai cittadini&#8221;, precisa Kirsten Witte. &#8220;Senz&#8217;altro la crisi può rappresentare una sfida per promuovere un nuovo modello di sviluppo&#8221;, rimarca Mauro Magatti. &#8220;In questo modo &#8211; prosegue &#8211; si possono usare al meglio le energie di cui sono portatori i cittadini&#8221;. Sul punto concorda anche il direttore della fondazione Berlino Futura Volker Hassemer. Volker Hassemer: &#8220;La città  è fatta dalla vitalità  e dalle idee dei cittadini&#8221; Non a caso Hassemer sottolinea il fatto che &#8220;i cittadini sono una risorsa importante per le città , sono la risorsa del cambiamento. &#8220;La città  è fatta dalla vitalità  dei cittadini &#8211; prosegue Hassemer &#8211; portatori di capacità  e di idee. Sono i cittadini che rendono le città  attraenti&#8221;. E&#8217; importante soprattutto dare il via ad un cambiamento culturale nelle nostre città . I cittadini non devono attivarsi per opporsi semplicemente al politico di turno ma perché avvertono la città  come propria, si identificano in essa. Inoltre, secondo il direttore della fondazione tedesca &#8220;non basta migliorare l&#8217;arena politica per operare questo cambiamento culturale ma bisogna allargarla alla cittadinanza&#8221;. Questo perché &#8220;la città  non è dei cittadini che vi vivono da sempre, ma è un luogo in cui le persone sono disposte ad impegnarsi. E le città  che non riescono a motivare i cittadini in questa direzione avranno solo problemi e difficoltà &#8220;, conclude Hassemer (vedi documento in allegato). Gregorio Arena: &#8220;La cittadinanza attiva consente l&#8217;innovazione grazie alla combinazione inedita di fattori noti&#8221; Ma cosa si intende per educazione alla cittadinanza? Prova a dare una risposta il presidente di Labsus Gregorio Arena. Nella sua relazione, intitolata appunto Educare alla cittadinanza (allegata), egli nota come si parli ormai da tempo di cittadinanze al plurale (ovvero: civile, sociale, amministrativa, europea, ecc.). Fra queste rientrano anche due nuove forme di cittadinanza: la cittadinanza attiva e quella partecipata, che si distinguono dalle altre forme di cittadinanza &#8220;perché non c&#8217;è semplicemente una delega ai rappresentanti eletti ma un vero e proprio impegno attivo nella polis&#8221;, precisa il presidente di Labsus. &#8220;Infatti &#8211; continua Arena &#8211; la democrazia partecipativa deve essere il rafforzamento di quella rappresentativa e non una sua sostituzione o replica&#8221;. La cittadinanza attiva già  esiste, ed è sancita all&#8217;articolo 118 della Costituzione. E&#8217; un tipo di cittadinanza che non richiede ai soggetti pubblici di astenersi dall&#8217;intervenire ma anzi il loro compito è quello di favorire l&#8217;autonoma iniziativa dei cittadini (singoli o associati). &#8220;Si tratta di una nuova forma di libertà  solidale e responsabile impegnata a trovare con le istituzioni soluzioni ai problemi della comunità , perché la sussidiarietà  porta ad una alleanza per la cura dei beni comuni. Quello che fanno i cittadini &#8211; continua Arena &#8211; è molto più della cura dei beni comuni, è riempire di nuovi significati il concetto di democrazia mostrando nuovi modi di essere cittadini, arricchendo le istituzioni con le proprie idee e capacità &#8220;. Educare alla cittadinanza significa, dunque, educare alla responsabilità  e alla solidarietà  verso la comunità , perché &#8220;tutti devono essere responsabili di tutti&#8221;. Ma è necessario anche far capire ai cittadini che impegnarsi per il bene comune conviene anche per soddisfare i propri interessi. &#8220;Perché dalla qualità  delle scelte pubbliche e da quella dei beni comuni dipende la qualità  della nostra vita. Bisogna puntare allora sul capitale sociale e sulla cura dei beni comuni per governare l&#8217;impoverimento che ci attende nei prossimi anni. Se diminuisce la ricchezza privata, infatti, bisogna aumentare quella condivisa, ovvero i beni comuni&#8221;, conclude Arena. Graziano Delrio: &#8220;La partecipazione contro la crisi&#8221; E&#8217; il direttore dell&#8217;Istituto per l&#8217;economia e la finanza locale (Ifel) Pierciro Galeone ad introdurre e moderare il dibattito nella</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/11/italia-e-germania-si-confrontano-sulla-sussidiarieta-2/">Italia e Germania si confrontano sulla sussidiarietà </a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata dei lavori si è articolata in due momenti di riflessione dedicati rispettivamente al tema dell&#8217;educazione alla cittadinanza e al confronto tra l&#8217;esperienza dei comuni tedeschi e italiani in tema di partecipazione civica e innovazione urbana. Per l&#8217;Italia ha partecipato il presidente di <a href="undefined/" target="_blank">Labsus</a> <span style="color: #9933;">Gregorio Arena</span> e il presidente dell&#8217;<a href="http://www.anci.it/index.cfm" target="_blank">Anci</a> <span style="color: #9933;">Graziano Delrio</span> mentre per la Germania erano presenti la direttrice del Dipartimento Comuni e Regioni della fondazione <a href="http://www.bertelsmann-stiftung.de/cps/rde/xchg/bst" target="_blank">Bertelsmann</a>  <a href="http://www.bertelsmann-stiftung.de/cps/rde/xchg/SID-7C288FF8-6666F62/bst_engl/hs.xsl/experten_5246.htm" target="_blank"><span style="color: #9933;">Kirsten Witte</span></a>, il direttore della fondazione Berlino Futura (<a href="http://www.stiftungzukunftberlin.eu/" target="_blank">Stiftung Zukunft Berlin</a>) <span style="color: #9933;">Volker Hassemer</span> e il sindaco di Ratisbona e vicepresidente dell&#8217;associazione dei Comuni bavaresi (<a href="http://www.bay-staedtetag.de/" target="_blank">Bayerischer Stadtetag</a>) <a href="http://regensburg.de/rathaus/aktuelles/der-ob-persoenlich/9889" target="_blank"><span style="color: #9933;">Hans Schaidinger</span></a>.</p>
<p>&#8220;Come si fa a far si che la crescita umana delle democrazie avanzate non sia dissipativa ma produca sviluppo e crescita? Quali sono le strategie nel contesto italiano e tedesco per mettere a regime il potenziale umano delle città ?&#8221;. A partire da questi interrogativi <a href="http://docenti.unicatt.it/ita/mauro_magatti/" target="_blank"><span style="color: #9933;">Mauro Magatti</span></a> preside della Facoltà  di sociologia dell&#8217;Università  Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha aperto e moderato la prima sessione del dibattito dedicata al tema dell&#8217;educazione alla cittadinanza.</p>
<p class="TITOLETTO_UNO">Kirsten Witte: &#8220;Alleanza cittadini-amministrazioni&#8221;</p>
<p><img decoding="async" src="/images/foto_notizie/foto_witte.jpg" alt="foto_witte" style="margin: 1px 9px 5px 1px; float: left;" height="75" width="88" />Secondo la direttrice del Dipartimento Comuni e Regioni della fondazione Bertelsmann il compito principale dei comuni è quello di coinvolgere la cittadinanza promuovendo innovazione e sviluppo nelle città . &#8220;Gli effetti della crisi e della globalizzazione si fanno sentire soprattutto a livello locale. Molti comuni, soprattutto quelli della Germania del sud sono fortemente indebitati. Allora &#8211; prosegue la Witte &#8211; la sfida dei comuni, per uscire dalla crisi, è quella di stringere un &#8216;<strong>patto</strong>&#8216; con i cittadini coinvolgendoli di più nelle decisioni pubbliche&#8221;.</p>
<p>In Germania ci sono molti esempi di partecipazione e cittadinanza attiva come il caso delle fondazioni di cittadini. &#8220;I cittadini, in pratica, creano la fondazione con l&#8217;obiettivo di finanziare dei servizi che il comune non è più in grado di garantire. Un esempio su tutti è il caso del fondo di formazione di Lubecca: i cittadini infatti hanno messo a disposizione le proprie risorse per la costituzione di un fondo per la formazione delle fasce più svantaggiate della popolazione&#8221;, ha spiegato la direttrice della fondazione Bertelsmann.</p>
<p>In sostanza questo fondo funziona secondo un sistema democratico e trasparente che permette ai cittadini, che danno i finanziamenti, di partecipare alle decisioni dettando le regole. Inoltre, i cittadini hanno anche un potere di controllo sulle scuole che partecipano al progetto affinché vengano rispettate le norme stabilite insieme. &#8220;Questo non vuol dire però che lo Stato debba ritirarsi dalla sue funzioni e che tutto sia fatto dai cittadini&#8221;, precisa Kirsten Witte.</p>
<p>&#8220;Senz&#8217;altro la crisi può rappresentare una sfida per promuovere un nuovo modello di sviluppo&#8221;, rimarca Mauro Magatti. &#8220;In questo modo &#8211;  prosegue &#8211; si possono usare al meglio le energie di cui sono portatori i cittadini&#8221;. Sul punto concorda anche il direttore della fondazione Berlino Futura Volker Hassemer.</p>
<p class="TITOLETTO_UNO">Volker Hassemer: &#8220;La città  è fatta dalla vitalità  e dalle idee dei cittadini&#8221;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="/images/foto_notizie/immagine_hassemer.jpg" alt="immagine_hassemer" style="float: left; margin-top: 1px; margin-right: 9px; margin-bottom: 5px; margin-left: 1px;" height="65" width="88" />Non a caso Hassemer sottolinea il fatto che &#8220;i cittadini sono una risorsa importante per le città , sono la <strong>risorsa del cambiamento</strong>. &#8220;La città  è fatta dalla vitalità  dei cittadini &#8211; prosegue Hassemer &#8211; portatori di capacità  e di idee. Sono i cittadini che rendono le città  attraenti&#8221;.</p>
<p>E&#8217; importante soprattutto dare il via ad un cambiamento culturale nelle nostre città . I cittadini non devono attivarsi per opporsi semplicemente al politico di turno ma perché avvertono la città  come propria, si identificano in essa. Inoltre, secondo il direttore della fondazione tedesca &#8220;non basta migliorare l&#8217;arena politica per operare questo cambiamento culturale ma bisogna allargarla alla cittadinanza&#8221;.</p>
<p>Questo perché &#8220;la città  non è dei cittadini che vi vivono da sempre, ma è un luogo in cui le persone sono  disposte ad impegnarsi. E le città  che non riescono a motivare i cittadini in questa direzione  avranno solo problemi e difficoltà &#8220;, conclude Hassemer (vedi documento in allegato).</p>
<p></p>
<p class="TITOLETTO_UNO">Gregorio Arena: &#8220;La cittadinanza attiva consente l&#8217;innovazione grazie alla combinazione inedita di fattori noti&#8221;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="/images/foto_notizie/arena.jpg" alt="arena" style="margin: 1px 9px 5px 1px; float: left;" height="75" width="94" />Ma cosa si intende per educazione alla cittadinanza? Prova a dare una risposta il presidente di Labsus <a target="_self" href="http://www.generativita.it/idee/211/11/22/convegno-innovare-la-citta-esperienze-e-proposte/">Gregorio Arena</a>. Nella sua relazione, intitolata appunto <strong>Educare alla cittadinanza</strong> (allegata), egli nota come si parli ormai da tempo di cittadinanze al plurale (ovvero: civile, sociale, amministrativa, europea, ecc.). Fra queste rientrano anche due nuove forme di cittadinanza: la cittadinanza attiva e quella partecipata, che si distinguono dalle altre forme di cittadinanza &#8220;perché non c&#8217;è semplicemente una delega ai rappresentanti eletti ma un vero e proprio impegno attivo nella polis&#8221;, precisa il presidente di Labsus. &#8220;Infatti &#8211; continua Arena &#8211; la democrazia partecipativa deve essere il rafforzamento di quella rappresentativa e non una sua sostituzione o replica&#8221;.  La cittadinanza attiva già  esiste, ed è sancita all&#8217;articolo 118 della Costituzione. E&#8217; un tipo di cittadinanza che non richiede ai soggetti pubblici di astenersi dall&#8217;intervenire ma anzi il loro compito è quello di favorire l&#8217;autonoma iniziativa dei cittadini (singoli o associati).</p>
<p>&#8220;Si tratta di una nuova forma di <strong>libertà  solidale</strong> e <strong>responsabile</strong> impegnata a trovare con le istituzioni soluzioni ai problemi della comunità , perché la sussidiarietà  porta ad una alleanza per la cura dei beni comuni. Quello che fanno i cittadini &#8211; continua Arena &#8211; è molto più della cura dei beni comuni, è riempire di nuovi significati il concetto di democrazia mostrando nuovi modi di essere cittadini, arricchendo le istituzioni con le proprie idee e capacità &#8220;.</p>
<p>Educare alla cittadinanza significa, dunque, educare alla<strong> responsabilità </strong> e alla <strong>solidarietà </strong> verso la comunità , perché &#8220;tutti devono essere responsabili di tutti&#8221;. Ma è necessario anche far capire ai cittadini che impegnarsi per il bene comune conviene anche per soddisfare i propri<strong><span style="color: #;"> interessi</span></strong>. &#8220;Perché dalla qualità  delle scelte pubbliche e da quella dei beni comuni dipende la qualità  della nostra vita. Bisogna puntare allora sul capitale sociale e sulla cura dei beni comuni per governare l&#8217;<a href="?index=php&#038;option=com_content&#038;view=article&#038;id=341:contro-limpoverimento-i-beni-comuni-come-ricchezza-condivisa&#038;catid=92:home-page-di-sezione&#038;Itemid=4" target="_blank">impoverimento</a> che ci attende nei prossimi anni. Se diminuisce la ricchezza privata, infatti, bisogna aumentare quella condivisa, ovvero i beni comuni&#8221;, conclude Arena.</p>
<p class="TITOLETTO_UNO">Graziano Delrio: &#8220;La partecipazione contro la crisi&#8221;</p>
<p>E&#8217; il direttore dell&#8217;Istituto per l&#8217;economia e la finanza locale (<a href="http://portale.webifel.it/security.do?metodo=homepage#page-2=tab-r1t&#038;page-1=tab-rt&#038;page-3=tab-r2t" target="_blank">Ifel</a>) <span style="color: #9933;">Pierciro Galeone</span> ad introdurre e moderare il dibattito nella seconda parte della giornata dedicata al confronto tra l&#8217;esperienza dei comuni tedeschi e di quelli italiani in tema di partecipazione civica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="/images/foto_notizie/delrio.jpg" alt="delrio" style="margin: 1px 9px 5px 1px; float: left;" height="74" width="82" />&#8220;La crisi può rappresentare il cambio di prospettiva verso un&#8217;ottica evocativa del patrimonio di energie dal basso. La partecipazione a livello comunale è molto variegata, i comuni sanno offrire opportunità  alla partecipazione democratica&#8221;, afferma il presidente dell&#8217;Anci e sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio nel suo intervento. &#8220;La Repubblica &#8211; prosegue Delrio &#8211; è articolata in vari corpi che la compongono, per cui non si può risanare l&#8217;economia del Paese senza la collaborazione tra le parti. Se non esiste un buon governo della Repubblica che abbia la cultura della partecipazione, non esiste neanche un buon governo locale&#8221;.</p>
<p>I comuni italiani offrono tanti casi di buone prassi e di partecipazione come il caso del recupero di un edificio del Settecento a Reggio Emilia, la<a href="http://www.partecipazione.comune.re.it/partecipazione-1/tutti-i-processi/reggia-di-rivalta-1" target="_blank"> Reggia di Rivalta</a>.  Infatti il presidente dell&#8217;Anci spiega che quando i finanziamenti sono stati tagliati sono stati promossi momenti di incontro e di confronto con la popolazione locale per capire come rivitalizzare l&#8217;edificio e destinarlo a nuove funzioni. I cittadini si sono mostrati subito proattivi e desiderosi di riappropriarsi di quello spazio. Cosìl&#8217;edificio è diventato un luogo di incontro, in cui vengono organizzate diverse attività  ricreative. &#8220;Questa &#8211; conclude Delrio &#8211; è la dimostrazione di come la crisi possa far cambiare prospettiva agli amministratori. La crisi può essere una grande opportunità  a patto che ci sia <strong>considerazione</strong> e <strong>reputazione sociale</strong> per le forme di partecipazione e cittadinanza. Perché la comunità  si costruisce con i <strong>gesti quotidiani</strong>&#8220;.</p>
<p class="TITOLETTO_UNO">Hans Schaidinger:  &#8220;Partecipare significa identificarsi nella città &#8220;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="/images/foto_notizie/immagine_sindaco_Ratisbona.jpg" alt="immagine_sindaco_Ratisbona" style="margin: 1px 9px 5px 1px; float: left;" height="65" width="89" />Il dibattito prosegue con l&#8217;esperienza dei comuni tedeschi illustrata dal sindaco di Ratisbona  e vicepresidente dell&#8217;associazione dei comuni bavaresi (Bayerischer Stadtetag) Hans Schaidinger che ha posto l&#8217;accento sul concetto di <strong>identità </strong>. Secondo Schaidinger infatti la partecipazione è strettamente connessa alla <strong>ricerca di identità </strong>. Il cittadino si attiva per la propria città  perché l&#8217;avverte come propria, si identifica in essa. La città  racconta una storia, una storia fatta dai cittadini stessi. Per questo uno dei compiti di un sindaco è quello &#8220;di creare l&#8217;identità  dei cittadini, perché l&#8217;identità  è legata anche alla possibilità  di far partecipare i cittadini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Quando la partecipazione si discosta da questo principio &#8211; continua Schaidinger &#8211; diventa sempre più complessa&#8221;. Un esempio illustrato dal sindaco è il caso di una cattiva prassi, quella del progetto <strong>Stoccarda 21</strong>. Il piano prevedeva la partecipazione dei cittadini alla progettazione del nodo ferroviario della città , ma la farraginosità  delle procedure da rispettare e norme cavillose hanno scoraggiato la partecipazione, dando la sensazione ai cittadini di non essere stati sufficientemente in grado di incidere sulle decisioni prese dagli amministratori.</p>
<p>&#8220;Allora &#8211; conclude il sindaco di Ratisbona &#8211; è necessario ricostruire prima di tutto il rapporto di fiducia tra cittadini e amministratori per il futuro delle nostre città  riconoscendo che la partecipazione è comunque un processo complesso&#8221;.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.generativita.it/idee/211/11/22/convegno-innovare-la-citta-esperienze-e-proposte/"><br /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.generativita.it/idee/211/11/22/convegno-innovare-la-citta-esperienze-e-proposte/"><strong>Guarda il video del convegno</strong></a></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><a href="http://vimeo.com/325884"></a> <span name="src">  </span> <span name="wmode">  </span>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/11/italia-e-germania-si-confrontano-sulla-sussidiarieta-2/">Italia e Germania si confrontano sulla sussidiarietà </a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>&#8220;Il valore aggiunto&#8221; presentato al Salone dell&#8217;Editoria Sociale</title>
		<link>https://www.labsus.org/2011/11/il-valore-aggiunto-presentato-al-salone-delleditoria-sociale-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Buongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi economica che sta attraversando non solo il nostro paese ma tutti quelli a &#8220;capitalismo maturo&#8221;, è stata, e probabilmente sarà  ancora oggi nella sua ultima giornata, la vera metrica con cui buona parte delle tante tematiche proposte all&#8217;interno del Salone hanno dovuto fare i conti. E così, neanche i relatori che hanno animato il dibattito promosso dal Centro di documentazione sul volontariato e il terzo settore, hanno potuto sottrarsi alla necessità  di misurarsi con i tempi che stiamo affrontando. Innanzitutto, perché come ha sottolineato la presidente dell&#8217;Istituto Italiano della donazione, non si può parlare di sussidiarietà  potendo prescindere dal contesto in cui questa si realizza: equità , giustizia e diritti, devono essere la necessaria cornice, o meglio, il perno per chiunque agisca in forma sussidiaria. In secondo luogo, perché la crisi ha radicalizzato velocemente quel processo, già  in atto, di allontanamento dei cittadini dalla politica. Ma come è possibile lavorare nella sussidiarietà  senza fiducia tra i soggetti che dovrebbero realizzarla? Questa, l&#8217;ottima domanda con cui la moderatrice, Paola Springhetti , ha voluto subito provocare i presenti. Un nuovo modo di intendere la politica A rispondere alla sfiducia dei cittadini sembra possa intervenire un nuovo modo di intendere la politica, a partire da quella realizzata dalle Amministrazioni locali. Una politica, cioè, tesa a costruire un nuovo rapporto con i cittadini, cosìcome si sta tentando a Capannori. Qui, tra i molti esempi di sussidiarietà , esemplare è il percorso di bilancio partecipato grazie al quale 8 cittadini, selezionati statisticamente, hanno potuto indicare a quali interventi o servizi destinare ben 4., euro delle risorse economiche del comune. E, sorpresa? Le scelte sono state orientate dalla volontà  di individuare i veri bisogni della comunità  tutta, di lavorare, cioè, su quel fronte dei beni comuni che costituisce la base della sussidiarietà . Insomma, la fiducia ripaga se stessa; soprattutto se si inverte, anzi se si sovverte, la direzione con cui generalmente si muove: non dai cittadini ai loro rappresentanti, ma da questi ai cittadini. Alla ricerca di un interesse, senza conflitto, perché generale. Un interesse che in tempi di crisi diventa risorsa preziosa, come i cittadini che ne sono i portatori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/11/il-valore-aggiunto-presentato-al-salone-delleditoria-sociale-2/">&#8220;Il valore aggiunto&#8221; presentato al Salone dell&#8217;Editoria Sociale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi economica che sta attraversando non solo il nostro paese ma tutti quelli a &#8220;capitalismo maturo&#8221;, è stata, e probabilmente sarà  ancora oggi nella sua ultima giornata, la vera metrica con cui buona parte delle tante tematiche proposte all&#8217;interno del<a target="_blank" href="http://www.editoriasociale.info/"> Salone </a>hanno dovuto fare i conti.</p>
<p>E così, neanche i relatori che hanno animato il dibattito promosso dal Centro di documentazione sul volontariato e il terzo settore, hanno potuto sottrarsi alla necessità  di misurarsi con i tempi che stiamo affrontando.</p>
<p>Innanzitutto, perché come ha sottolineato la presidente dell&#8217;Istituto Italiano della donazione, non si può parlare di sussidiarietà  potendo prescindere dal contesto in cui questa si realizza: equità , giustizia e diritti, devono essere la necessaria cornice, o meglio, il perno per chiunque agisca in forma sussidiaria. In secondo luogo, perché la crisi ha radicalizzato velocemente quel processo, già  in atto, di allontanamento dei cittadini dalla politica.</p>
<p>Ma come è possibile lavorare nella sussidiarietà  senza fiducia tra i soggetti che dovrebbero realizzarla? Questa, l&#8217;ottima domanda con cui la moderatrice, Paola Springhetti , ha voluto subito  provocare i presenti.</p>
<p><strong class="TITOLETTO_UNO">Un nuovo modo di intendere la politica</strong></p>
<p>A rispondere alla sfiducia dei cittadini sembra possa intervenire un nuovo modo di intendere la politica, a partire da quella realizzata dalle Amministrazioni locali. Una politica, cioè, tesa a costruire un nuovo rapporto con i cittadini, cosìcome si sta tentando a Capannori. Qui, tra i molti esempi di sussidiarietà , esemplare è il percorso di bilancio partecipato grazie al quale 8 cittadini, selezionati statisticamente, hanno potuto indicare a quali interventi o servizi destinare ben 4., euro delle risorse economiche del comune. E, sorpresa? Le scelte sono state orientate dalla volontà  di individuare i veri bisogni della comunità  tutta, di lavorare, cioè, su quel fronte dei beni comuni che costituisce la base della sussidiarietà .</p>
<p>Insomma, la fiducia ripaga se stessa; soprattutto se si inverte, anzi se si sovverte, la direzione con cui generalmente si muove: non dai cittadini ai loro rappresentanti, ma da questi ai cittadini. Alla ricerca di un interesse, senza conflitto, perché generale. Un interesse che in tempi di crisi diventa risorsa preziosa, come i cittadini che ne sono i portatori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/11/il-valore-aggiunto-presentato-al-salone-delleditoria-sociale-2/">&#8220;Il valore aggiunto&#8221; presentato al Salone dell&#8217;Editoria Sociale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<item>
		<title>Salone editoria sociale: sussidiarietà , presente!</title>
		<link>https://www.labsus.org/2011/10/salone-editoria-sociale-sussidiarieta-presente-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Buongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 11:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Etica e Responsabilità  Pubblica&#8221; è il tema scelto per l&#8217;edizione 211 del Salone dell&#8217;editoria sociale. Dunque un incontro dedicato al principio di sussidiarietà  e al valore aggiunto che la sua applicazione diffusa è in grado di produrre per la nostra Italia&#8230;è decisamente a &#8220;tema&#8221;. Con piacere segnaliamo che lunedì31 ottobre, proprio all&#8217;interno del Salone dell&#8217;Editoria Sociale, il Centro di documentazione sul volontariato e il terzo settore promuove un incontro con Gregorio Arena e Giuseppe Cotturri, in veste di autori del libro &#8220;Il valore aggiunto. Come la sussidiarietà  può salvare l&#8217;Italia&#8221;. Oltre agli autori, interverranno per discutere sul tema: Maurizio Mumolo, Direttore Forum Terzo settore; Maria Guidotti, Presidente dell&#8217;Istituto nazionale sulla donazione; Renzo Razzano, Presidente Centro di servizio per il volontariato Lazio SPES; Luca Menesini, Vice sindaco Comune di Capannori (Lu), esempio di eccellenza. A moderare, Paola Springhetti, Direttore della rivista Reti Solidali. Potete consultare qui il programma completo del Salone dell&#8217;editoria sociale 211, 28 ottobre &#8211; 1 ° novembre, Roma.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/10/salone-editoria-sociale-sussidiarieta-presente-3/">Salone editoria sociale: sussidiarietà , presente!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Etica e Responsabilità  Pubblica&#8221; è il tema scelto per l&#8217;edizione 211 del <a target="_blank" href="http://www.editoriasociale.info/">Salone dell&#8217;editoria sociale</a>. <br />Dunque un incontro dedicato al principio di sussidiarietà  e al valore aggiunto che la sua applicazione diffusa è in grado di produrre per la nostra Italia&#8230;è decisamente a &#8220;tema&#8221;.</p>
<p>Con piacere segnaliamo che lunedì31 ottobre, proprio all&#8217;interno del Salone dell&#8217;Editoria Sociale, il Centro di documentazione sul volontariato e il terzo settore promuove un incontro con Gregorio<strong> Arena</strong> e Giuseppe <strong>Cotturri</strong>, in veste di autori del libro &#8220;Il valore aggiunto. Come la sussidiarietà  può salvare l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>Oltre agli autori, interverranno per discutere sul tema: Maurizio<strong> Mumolo</strong>, Direttore Forum Terzo settore; Maria<strong> Guidotti</strong>, Presidente dell&#8217;Istituto nazionale sulla donazione; Renzo <strong>Razzano</strong>, Presidente Centro di servizio per il volontariato Lazio SPES; Luca <strong>Menesini</strong>, Vice sindaco Comune di Capannori (Lu), esempio di eccellenza. A moderare, Paola <strong>Springhetti</strong>, Direttore della rivista Reti Solidali.</p>
<p>Potete consultare<strong> <a target="_blank" href="http://www.editoriasociale.info/wp-content/uploads/211/6/promo-catalogo-2112.pdf">qui </a></strong>il programma completo del Salone dell&#8217;editoria sociale 211, 28 ottobre &#8211; 1 ° novembre, Roma.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/10/salone-editoria-sociale-sussidiarieta-presente-3/">Salone editoria sociale: sussidiarietà , presente!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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		<title>&#8221; Il valore aggiunto &#8221;  fa tappa a Torino</title>
		<link>https://www.labsus.org/2011/09/il-valore-aggiunto-fa-tappa-a-torino-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Buongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 10:23:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Labsus seminari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il valore aggiunto della sussidiarietà &#8221; è il titolo dell&#8217;incontro che la Scuola di Dottorato in Scienze Umane e sociali di Torino ospiterà  il prossimo 2 settembre, nell&#8217;ambito del Dottorato in Diritti e Isituzioni. Partendo dalla presentazione del volume &#8220;&#8221;Il valore aggiunto. Come la sussidiarietà  può salvare l&#8217;Italia&#8220;, a cura di Gregorio Arena, presidente Labsus e Giuseppe Cotturri, il pomeriggio rappresenterà  una preziosa occasione di confronto sul tema, gli strumenti e le esperienze di sussisidiarietà  in Italia e non solo. Il volume, già  presentato lo scorso autunno a Roma e Bari, infatti ripercorre e analizza le più rilevanti esperienze di sussidiarietà  orizzontale e i principi che guidano l&#8217;azione della cittadinanza attiva, proponendo infine strumenti e indicazioni pratiche per chi lavora per la salvaguardia dei beni comuni.   Con orgoglio ricordiamo che alla stesura del testo ha partecipato la maggior parte della redazione di Labsus: Christian Iaione, per il saggio &#8220;Il servizio alla comunità  in America&#8221;, Vittorio Ferla, Filippo Ozzola, con &#8220;Dal dire al fare. La sussidiarietà  orizzontale in pratica&#8221;, Daniele Donati per il capitolo &#8220;La sussidiarietà  orizzontale nell&#8217;evoluzione normativa dello Stato e delle Regioni&#8221;, Fabio Giglioni, con &#8220;L&#8217;approccio della dottrina alla sussidiarietà &#8221; e Silvia Vitelli.   L&#8217;appuntamento torinese vedrà  la partecipazione, oltre a quella del prof. Arena, del prof Andrea Giorgis, Ordinario di Diritto costituzionale dell&#8217;Università  di Torino e della prof.ssa Ilenia Massa Pinto, Associato di Diritto costituzionale, entrambi in qualità  di discussant, mentre a moderare l&#8217;incontro sarà  il prof Roberto Cavallo Perin, Ordinario di Diritto amministrativo dell&#8217;Università  di Torino. L&#8217;evento si svolgerà  nella Sala 3, Dipartimento di Scienze Giuridiche in Via S. Ottavio 54, presso l&#8217;Università  degli Studi di Torino. Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattare la segreteria organizzativa ai seguenti recapiti: Tel. 11/673585-2552 fax 11/672559 e-mail: scienze.giuridiche@unito.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/09/il-valore-aggiunto-fa-tappa-a-torino-3/">&#8221; Il valore aggiunto &#8221;  fa tappa a Torino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">&#8220;Il valore aggiunto della sussidiarietà &#8221; è il titolo dell&#8217;incontro che  la Scuola di Dottorato in Scienze Umane e sociali di Torino ospiterà  il  prossimo 2 settembre, nell&#8217;ambito del Dottorato in Diritti e  Isituzioni. Partendo dalla presentazione del volume &#8220;&#8221;<strong>Il valore aggiunto. Come la sussidiarietà  può salvare l&#8217;Italia</strong>&#8220;, a cura di Gregorio<strong> Arena</strong>, presidente Labsus e Giuseppe <strong>Cotturri</strong>, il pomeriggio rappresenterà  una preziosa occasione di confronto sul tema, gli strumenti e le esperienze di sussisidiarietà  in Italia e non solo.</p>
<p style="text-align: left;">Il volume, già  presentato lo scorso autunno a Roma e Bari, infatti ripercorre e analizza le più rilevanti esperienze di sussidiarietà  orizzontale e i principi che guidano l&#8217;azione della cittadinanza attiva, proponendo infine  strumenti e indicazioni pratiche per chi lavora per la salvaguardia dei beni comuni.</p>
<p style="text-align: left;">  </p>
<p style="text-align: left;">Con orgoglio ricordiamo che alla stesura del testo ha partecipato la maggior parte della redazione di Labsus: Christian Iaione, per il saggio &#8220;Il servizio alla comunità  in America&#8221;, Vittorio Ferla, Filippo Ozzola, con &#8220;Dal dire al fare. La sussidiarietà  orizzontale in pratica&#8221;, Daniele Donati per il capitolo &#8220;La sussidiarietà  orizzontale nell&#8217;evoluzione normativa dello Stato e delle Regioni&#8221;, Fabio Giglioni, con &#8220;L&#8217;approccio della dottrina alla sussidiarietà &#8221; e Silvia Vitelli.</p>
<p style="text-align: left;">  </p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;<strong>appuntamento</strong> torinese vedrà  la partecipazione, oltre a quella del prof. Arena, del prof  Andrea <strong>Giorgis</strong>, Ordinario di Diritto costituzionale dell&#8217;Università  di Torino e della prof.ssa Ilenia <strong>Massa</strong> Pinto, Associato di Diritto costituzionale, entrambi in qualità  di discussant, mentre a moderare l&#8217;incontro sarà  il prof Roberto Cavallo<strong> Perin</strong>, Ordinario di Diritto amministrativo dell&#8217;Università  di Torino.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;evento<strong> si svolgerà </strong> nella Sala 3, Dipartimento di Scienze Giuridiche in Via S. Ottavio 54, presso l&#8217;Università  degli Studi di Torino.</p>
<p style="text-align: left;">Per <strong>maggiori informazioni</strong> vi invitiamo a contattare la segreteria organizzativa ai seguenti recapiti:</p>
<p style="text-align: left;">Tel. 11/673585-2552 fax 11/672559 e-mail: scienze.giuridiche@unito.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labsus.org/2011/09/il-valore-aggiunto-fa-tappa-a-torino-3/">&#8221; Il valore aggiunto &#8221;  fa tappa a Torino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.labsus.org">Labsus</a>.</p>
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