Emilia-Romagna

EMILIA ROMAGNA Legge 12 del 6 luglio 2007

Recupero e promozione di prodotti alimentari a fini sociali

La legge si occupa della redistribuzione a fini sociali delle eccedenze alimentari messa in atto da enti assistenziali no profit.


Interessante dal punto di vista della sussidiarietà orizzontale appare il ruolo della Regione che, pur non richiamandosi espressamente all’art. 118 ultimo comma della Costituzione, non si limita a riconoscere l’importanza dell’iniziativa, ma la sostiene e la regolamenta attraverso la creazione di modelli di partenariato e la promozione di accordi di collaborazione tra le aziende del settore alimentare e gli enti assistenziali.

Gli obiettivi perseguiti consistono principalmente nella promozione dell’attività di beneficenza e solidarietà svolta da soggetti che assistono persone in stato di indigenza e nella rimozione del bisogno e del disagio di natura alimentare tramite la raccolta e la distribuzione di beni non più commerciabili ma commestibili.

La finalità di un’equa redistribuzione dei generi alimentari viene perseguita con l’ausilio di enti no profit selezionati in base alla loro operatività e alla loro diffusione sul territorio.

All’interno della legge vi sono altri due temi che meritano di essere sottolineati e che interessano sfere più ampie della cittadinanza: lo sviluppo di una cultura della nutrizione e della prevenzione delle patologie alimentari con la realizzazione di servizi formativi e la tutela dell’ambiente unita alla riduzione dei rifiuti.

L’impegno della Regione muove dunque in più direzioni e si propone di tutelare più di un bene comune: l’alimentazione, la salute, la solidarietà sociale e l’ambiente.

ARTICOLO 1
Finalità

1. La Regione Emilia-Romagna riconosce e promuove l’attività di solidarietà e beneficenza svolta dagli enti no profit impegnati nel recupero, dalle aziende della media e grande distribuzione organizzata, della ristorazione collettiva e della produzione, delle eccedenze alimentari per la loro ridistribuzione ai soggetti che assistono persone in stato di indigenza.

ARTICOLO 2
Soggetti

1. La Regione, per le finalità di cui all’articolo 1, può avvalersi di enti no profit, in possesso di documentata operatività a livello diffuso e continuativo sul territorio regionale.

ARTICOLO 3
Interventi

1. La Regione, per la realizzazione delle finalità di cui all’articolo 1, individua le strategie, gli obiettivi e le modalità di intervento e di finanziamento attraverso gli strumenti di programmazione regionale.

ARTICOLO 4
Obiettivi

1. Gli strumenti di programmazione regionale, di cui all’articolo 3, perseguono i seguenti obiettivi:

a) rimozione o riduzione delle condizioni di bisogno e di disagio delle persone e delle famiglie legate a necessità di natura alimentare, favorendo una equa distribuzione delle risorse attraverso la raccolta e la distribuzione dei generi alimentari agli enti assistenziali;

b) promozione dello sviluppo e diffusione della cultura della nutrizione e della prevenzione delle patologie correlate attraverso interventi e servizi formativi;

c) creazione di modelli di partenariato attraverso la promozione di accordi di collaborazione tra le aziende del settore alimentare e gli enti assistenziali, al fine di favorire le cessioni di beni non commerciabili, ma ancora commestibili, la tutela dell’ambiente e la riduzione dei rifiuti;

d) messa a disposizione di dati e conoscenze funzionali alla definizione a regime di requisiti e indicatori necessari per la realizzazione di un
sistema di accreditamento.

ARTICOLO 5
Norma finanziaria

1. La copertura delle spese della presente legge è assicurata con la legge finanziaria regionale e con la legge di bilancio.

Formula Finale
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Emilia-Romagna.

Bologna, 6 luglio 27

VASCO ERRANI


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