Il "welfare aziendale": uniti per combattere gli effetti della crisi economica
Responsabilità sociale

Il welfare aziendale

Un antidoto contro la crisi economica

Il Rapporto sul “Lavoro a Milano” curato da Assolombarda in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil conferma che il biennio 2009-2010 è stato un periodo nero per l’occupazione. La crisi economica ha colpito anche il mercato italiano, creando disoccupazione e lasciando emergere una serie di problemi legati alle politiche sociali e alla tenuta dei sistemi di welfare.
Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, ma soprattutto straordinaria e in deroga riesce solo in parte a contenere gli effetti sul tasso di disoccupazione nazionale.
In questo scenario emerge il ruolo del “welfare aziendale”, quale strumento di contenimento degli effetti della crisi sui lavoratori.

Il welfare aziendale

Un’attenzione particolare è dedicata dal rapporto al cosiddetto “welfare aziendale, vale a dire tutte quelle iniziative di assistenza e previdenza volte ad agevolare la vita dei dipendenti. Per ridurre l’impatto della crisi sui lavoratori è infatti possibile fare ricorso a diversi strumenti, ma dal rapporto si evince che tra le imprese lombarde si va diffondendo il “welfare aziendale”. Si tratta di un fenomeno che non si sostituisce alle istituzioni pubbliche, ma interviene secondo una logica integrativa laddove emergono alcuni bisogni.
I dati emersi raccolti attraverso un questionario on-line, compilato da circa 4 aziende con quasi centocinquantamila dipendenti, evidenziano come iniziative di “welfare aziendale” sono presenti in circa un terzo delle imprese, sfiorando l’8 percento nelle imprese con 25 e più dipendenti, mentre è più contenuto nelle PMI.
I servizi più diffusi e maggiormente oggetto di contrattazione sono quelli legati alla salute, proprio perché questa è una delle voci che incide più significativamente sui bilanci familiari, e che negli ultimi anni è cresciuta in modo costante. In un’azienda su dieci sono presenti la palestra aziendale e l’asilo.

Sostegni e incentivi

Due sono gli aspetti fondamentali che emergono: chi prende l’iniziativa e quali sono gli incentivi previsti. Per quanto riguarda il primo aspetto, in un terzo dei casi si tratta di una decisione unilaterale dell’impresa, più frequentemente deriva da un accordo tra impresa e lavoratore, spesso derivante dalla contrattazione aziendale.
Per quanto riguarda i possibili incentivi, è evidente che strumenti di sostegno potrebbero favorire una maggior diffusione del “welfare aziendale”. Se attualmente i costi sono equamente distribuiti tra aziende e lavoratori, eventuali strumenti di sostegno rappresenterebbero un efficace incentivo ad aumentare la diffusione del “welfare aziendale”.
Le forme di incentivi si dividono in forme una tantum in fase di avviamento dei servizi e in benefici di natura contributiva/fiscale disponibili in modo continuativo. Il "welfare aziendale" si inserisce in un prospettiva di ridefinizione delle relazioni industriali che non va solo nella direzione di una maggiore flessibilità, ma anche nella condivisione delle responsabilità e dei costi della crisi economica, nel riconoscimento del fatto che la crisi produce effetti che vanno ben al di là degli aspetti strettamente economici, ma chiamano in causa la tenuta del corpo sociale.



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