Torino si conferma la città più "eco-mobile" d'Italia, male i capoluoghi del Meridione
Società

Mobilità sostenibile, i comuni italiani arrancano

I cittadini continuano a preferire i mezzi di trasporto privati

immagine_mobilit"Come risulta evidente dall'esperienza quotidiana di tutti noi, siamo ancora lontani da una mobilità che si possa definire sostenibile". Si può sintetizzare così, attraverso le parole di Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility, il sesto rapporto curato dall'associazione Mobility manager. Lo studio ha analizzato la situazione nelle 50 principali città italiane mettendo in luce ritardi e inefficienze. Con qualche nota positiva.

Nulla di nuovo sotto al sole viene da pensare dopo aver letto il sesto rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile in Italia. Trasporti inquinanti e scarsa innovazione continuano ad essere di casa in gran parte delle 5 città prese in esame (ossia tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e tutte le città con una popolazione superiore ai 1. abitanti). Viceversa, bike e car sharing, auto di nuova generazione o alimentate con combustibili alternativi, piste ciclabili, zone a traffico limitato ancora oggi rappresentano espressioni semisconosciute in molte realtà .

Sostenibilità urbana, un tema complesso

Il rapporto si è infatti focalizzato su un tema sensibile per l’Italia, ossia quello dei trasporti urbani. Tra gli indicatori analizzati figurano anche parametri “alternativi” rispetto ad altre ricerche simili quali la presenza di parcheggi a pagamento, la distribuzione delle merci in città , il numero di incidenti, il mobility management, la comunicazione di iniziative ed eventi mirati alla lotta all’inquinamento urbano. L’idea è quella di offrire una panoramica a 36 gradi dell’argomento, fornendo utili indicazioni per cambiare le cose.

Trasporti urbani, top e flop

Dalla ricerca emerge il colpevole ritardo di molte amministrazioni comunali nella gestione dei trasporti. Con qualche eccezione. Torino si conferma infatti come un modello in Italia, seguita da Brescia, Parma, Milano e Bologna. In particolare il capoluogo piemontese può contare su un buon servizio di trasporto pubblico, su una flotta di mezzi per bike e car sharing tra le più efficienti d’Italia e sulla presenza di una quota consistente di auto a basso impatto ambientale. Tutto ciò senza tralasciare la buona qualità dell’aria con “soli” 35 giorni in cui sono stati superati i limiti imposti dalla legge. E le altre metropoli? Napoli è 21esima, Roma appena 26esima. Sul fondo della classifica si collocano invece – e non è una novità – tre realtà del centro-sud ovvero Reggio Calabria, Catanzaro e L’Aquila.

La necessità di cambiare rotta

“Come risulta evidente dall’esperienza quotidiana di tutti noi – ha dichiarato Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility – siamo ancora lontani da una mobilità che si possa definire sostenibile. Ciò soprattutto in ragione del fatto che in Italia l’indice di motorizzazione è in assoluto troppo elevato (6,77 veicoli su 1 abitanti ndr), e ancor di più se lo confrontiamo con i valori medi europei. Tuttavia, alcune città italiane stanno mettendo in campo diversi servizi e iniziative che consentono alle stesse di essere meno lontane da un ideale di mobilità sostenibile […] C’è anche da dire che alcune realtà come quelle padane sono anche caratterizzate da condizioni meteorologiche sfavorevoli che spesso vanificano gli sforzi”.


Per consultare il rapporto: http://www.euromobility.org/Osservatorio5citta/212_5_citt%C3%A/presentazione%25%2citta%2212.pdf



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