La generazione distribuita diventa il nuovo paradigma nella produzione energetica
Società

Legambiente presenta i Comuni rinnovabili

Il rapporto sull'innovazione energetica italiana premia Prato allo Stelvio per la gestione delle reti

LegambienteIl rapporto di Legambiente rileva un nuovo scenario della produzione energetica, nel quale le rinnovabili sono arrivate a coprire il 28% dei consumi elettrici complessivi. Si tratta di un modello di generazione distribuita, rinnovabile ed efficiente, basata su di un mix energetico specificatamente calibrato sulle caratteristiche di ogni territorio.

Che le fonti energetiche rinnovabili arrivassero a sopperire ad un terzo dei consumi elettrici complessi era un’ipotesi altamente inverosimile soprattutto agli occhi degli scettici, che da anni sostengono il ruolo puramente marginale di queste produzioni energetiche. Eppure è un risultato tanto empirico quanto rilevante per le ricadute socio-economiche che questo processo di trasformazione porta con sé.

Benefici economici ed ambientali

Con la crescita della diffusione territoriale e della potenza installata delle rinnovabili, è cresciuto il numero degli occupati nel settore ed al contempo si sono ridotte le importazione di fonti fossili estere. Si tratta al contempo di un risultato importante in termini economici ma anche di miglioramento della qualità ambientale. La crescente quota del fabbisogno energetico nazionale coperto dalle rinnovabili ha permesso infatti di ridurre la produzione da termoelettrico, ossia quella degli impianti più inquinati. Inoltre, la produzione energetica rinnovabile contribuisce a ridurre le emissioni di CO2, tanto che, secondo le stime più recenti, l’Italia sarebbe arrivata a raggiungere il target nazionale di riduzione delle emissioni, fissato dal Protocollo di Kyoto al 6,5% rispetto al valore del 199.

Lo scenario

Il raggiungimento di questi incoraggianti risultati è stato reso possibile da un intreccio di fattori che vanno dal miglioramento tecnico, alla responsabilità sociale ed alla percezione di opportunità . Lo scenario fotografato da Legambiente rileva una progressione costante nel tempo delle installazioni di fonti di energia rinnovabile nei Comuni italiani: oggi sono 797 i Comuni in cui si trova almeno un impianto, arrivando cosìad interessare il 98% del territorio italiano. La crescita nella diffusione ha riguardato tutti i tipi di fonti rinnovabili, dal solare fotovoltaico, al termico, all’idroelettrico, alla geotermia ed agli impianti a biomasse. Queste fonti innovative diffuse accorciano la rete e sono capaci di integrarsi tra loro e con altri impianti, in modo da valorizzare al massimo le potenzialità e le risorse specifiche di ogni territorio.

I Comuni rinnovabili

In occasione della presentazione del rapporto di Legambiente (Roma, 26 marzo) sono stati inoltre premiati i ” Comuni rinnovabili ” , ovvero quei comuni che, guardando all’obiettivo di una progressiva autonomia energetica, hanno sperimentato soluzioni innovative in grado di soddisfare pienamente, e a volte a superare, i fabbisogni elettrici dei cittadini residenti. La Cooperative E-Werk Prad ed il Comune di Prato allo Stelvio (BZ) hanno ricevuto il primo premio della categoria, attribuito per la gestione integrata della rete energetica locale composta da 18 impianti caratterizzati da sei diverse tecnologie produttive. Secondo premio al Comune di Piacenza che ha realizzato la solarizzazione degli edifici pubblici: l’investimento in impianti è stato realizzato principalmente negli edifici scolastici, coinvolgendo cosìgli alunni e generando quindi un ritorno educativo ed in consapevolezza privata, oltre che pubblica, rispetto al tema delle rinnovabili e dell’ambiente.

La spinta evidente nel settore delle rinnovabili è il segnale di una trasformazione radicale dell’approccio all’energia, che finisce per scardinare l’idea tradizionale secondo la quale questi impianti non avrebbero mai potuto rivestire altro che un ruolo marginale. La generazione distribuita diventa cosìil nuovo paradigma nella produzione di energia, in grado tanto di valorizzare le risorse specifiche presenti sul territorio quanto di fornire uno strumento innovativo per uscire dalla crisi attraverso una concezione allargata di green economy.



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