Dal 22 febbraio, quando è stato presentato a Bologna e pubblicato sul sito di Labsus, è stato scaricato da 2.000 persone, di cui circa 600 amministratori locali
Il punto di Labsus Notizie

All’Italia dei beni comuni piace il nostro regolamento

Una rivoluzione per persone normali e un ringraziamento molto importante

Tutti lo cercano, tutti ne parlano …. il regolamento sull’amministrazione condivisa è diventato “famoso”… o quasi! Basta scorrere la rassegna stampa per vedere la risonanza che ha avuto la sua presentazione sui giornali, alla radio, in televisione, suscitando ogni volta un interesse altissimo, come dimostrano anche gli accessi al nostro sito.

Ma se ne parla anche sui social media, in incontri con associazioni del Terzo settore, in seminari ristretti e in convegni, persino al congresso nazionale di Federnotai! Noi stessi siamo rimasti sorpresi dall’interesse suscitato. Solo ora ci stiamo rendendo conto del fenomeno che abbiamo messo in moto…. è come se avessimo dato risposta ad una domanda di partecipazione fino a quel momento inespressa.

Centinaia di richieste

Lo dimostrano anche le lettere che riceviamo. Dal 22 febbraio, quando è stato presentato a Bologna e pubblicato sul sito di Labsus, è stato scaricato da 2.000 persone, di cui circa 600 amministratori locali. E da allora è stato un susseguirsi di mail con centinaia di richieste riguardanti l’adozione del regolamento, la sua applicazione, i suoi effetti. Ma anche richieste pratiche (come si può realizzare un progetto di manutenzione nel quartiere?) e segnalazioni di esperienze esemplari di cura condivisa dei beni comuni. Insomma, un’Italia finora silenziosa, l’Italia dei beni comuni, che comincia a farsi sentire.

Il problema delle sanzioni

Dietro il successo del regolamento c’è dunque evidentemente un fortissimo bisogno di partecipazione alla vita pubblica attraverso gesti concreti. Ma c’è anche un altro problema, quello messo in luce da Daniela Ciaffi quando dice: “Bologna mette nero su bianco 36 articoli e crea un precedente esplosivo, perché risolve un dilemma alla base della partecipazione, il seguente: scendo a far due passi e vedo una panchina vandalizzata, cosa faccio? Se lo dico a un paio di miei vicini di casa, facciamo una colletta per comperare un barattolo di vernice e un pennello, ci mettiamo al lavoro: siamo dei fuori legge! La panchina è un bene comune e nessun cittadino può trattarlo come se fosse proprio. Che diritto ho io con i miei vicini di casa di scegliere una vernice di un colore piuttosto che di un altro? Certo, l’abbiamo dipinta per fare una buona azione. Ma non importa. Le regole sono regole (e magari quel verde bile al resto del quartiere non piace)“.

Il problema in sostanza sono le regole vigenti, che vedono nei cittadini attivi degli intrusi da sanzionare se si azzardano ad uscire dal ruolo di amministrato e di utente.

Dunque da un lato il desiderio di prendersi cura dei beni comuni presenti sul proprio territorio, dall’altro il problema delle sanzioni derivanti dall’applicazione di regole pensate per un altro tipo di rapporto fra amministrazioni e cittadini. Il regolamento rappresenta la soluzione per entrambi questi profili e questo è certamente uno dei motivi dell’interesse che ha suscitato.

Il cuore è la collaborazione

Ma ci sono anche altri motivi, prosegue Daniela Ciaffi “… il Regolamento parla di ” collaborazione ” tra noi e voi: come collaborate?
 Perché questa è la novità . Città e cittadini attivi insieme sulla co-mobile (col-laborazione, co-progettazione, co-gestione, co-ordinamento, con-divisione) a quattro marce. Prima: la cura occasionale. Seconda: la cura costante. Terza: la gestione condivisa. Quarta: la rigenerazione. Cosìle definisce il Regolamento. Destinazione: spazi pubblici, dove per spazi pubblici s’intendono aree verdi, piazze, strade, marciapiedi e altri spazi pubblici o aperti al pubblico, di proprietà pubblica o assoggettati ad uso pubblico. I principi generali aprono a una ventata di aria nordeuropea introducendo concetti inaspettati come la fiducia reciproca e l’informalità : l’amministrazione assicura flessibilità e semplicità nella relazione (affermazioni seguite dagli ovvi purché)”.

Questo è infatti il punto essenziale, ciò che caratterizza il regolamento dal punto di vista teorico e di conseguenza anche pratico: il patto di collaborazione. Il cuore del regolamento è infatti la collaborazione fra cittadini e amministrazioni, fondata su principi come la fiducia reciproca, la trasparenza, la responsabilità , l’apertura, l’informalità e l’autonomia dei cittadini. Sembra di sognare… eppure si tratta di un regolamento approvato dalla Giunta di un comune importante e con una solida tradizione amministrativa come Bologna dopo un lungo e approfondito iter che ha visto la partecipazione di dirigenti comunali, giuristi e associazioni cittadine.

Una rivoluzione per persone normali

Il patto di collaborazione è l’istituto giuridico che traduce in disposizioni di livello amministrativo il principio costituzionale di sussidiarietà . Detto in altri termini, è il motore del modello dell’amministrazione condivisa, ciò che rende strutturale e non episodico questo nuovo modo di amministrare.
Il regolamento legittima sul piano tecnico-giuridico l’idea che si possa amministrare non soltanto “per conto dei”, ma anche “insieme con” i cittadini e che lo si possa fare fidandosi reciprocamente, scambiandosi informazioni, sulla base di un rapporto leale di collaborazione finalizzato a risolvere insieme i problemi della comunità …. in Italia, oggi, questo è rivoluzionario.
E forse proprio per questo il regolamento piace cosìtanto, perché indica una strada mai percorsa prima, ma non per questo utopistica, anzi, concretamente praticabile da persone normali, con vite normali, che non vedono l’ora di rimboccarsi le maniche per cambiare in meglio le proprie vite, al tempo stesso divertendosi e rafforzando i legami di comunità .

Ringraziamenti

Il regolamento sull’amministrazione condivisa è il risultato di un lavoro durato oltre due anni nell’ambito del progetto “Le città come beni comuni”, realizzato grazie ad una partnership che ha funzionato perfettamente e quindi replicabile anche in altre città .
Il Comune di Bologna ha dato il sostegno politico e amministrativo, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna il sostegno economico, il Centro Antartide il supporto sul territorio e Labsus ha avuto la responsabilità della direzione scientifica dell’intero progetto.
Dietro queste istituzioni e associazioni ci sono però delle persone, uomini e donne che per mesi hanno lavorato insieme ad un bel progetto, con uno spirito di collaborazione e di fiducia reciproca che dimostra come sia vero che il mezzo è già il fine. Un regolamento il cui cuore è la collaborazione fra cittadini e amministrazione non poteva infatti nascere in altro modo.

Quando il 22 febbraio a Bologna insieme con il Sindaco ho presentato il regolamento dissi che avrei voluto ringraziare tutti coloro che avevano partecipato al progetto ma, essendo tanti e non potendolo fare a voce quel giorno, lo avrei fatto sul sito di Labsus.

E dunque grazie al Sindaco Virginio Merola, all’assessore Luca Rizzo Nervo ed a tutti i membri della Giunta: Andrea Colombo, Amelia Frascaroli, Patrizia Gabellini, Silvia Giannini, Matteo Lepore, Riccardo Malagoli, Nadia Monti, Marilena Pillati, Alberto Ronchi, che hanno sostenuto politicamente il progetto e infine hanno approvato il regolamento, dimostrando sensibilità politica e apertura all’innovazione.

Grazie ai presidenti dei quartieri Daniele Ara, Simone Borsari, Nicola De Filippo, Roberto Fattori, Virginia Gieri, Ilaria Giorgetti, Elena Leti, Milena Naldi, Vincenzo Naldi, che hanno anch’essi saputo accogliere positivamente la carica innovativa del progetto.

Grazie all’amico Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che ha sostenuto il progetto non soltanto economicamente, ma anche con i suoi consigli e la sua esperienza. E grazie anche a Massimiliano Gollini, interlocutore attento e sensibile nella Fondazione.

Grazie a Giacomo Capuzzimati, Direttore generale del Comune, il cui convinto sostegno fin dall’inizio è stato determinante per il successo del progetto e grazie anche ad Enzo Aldrovandi, Fabio Andreon, Giancarlo Angeli, Christian Baraldi, Giuliano Barigazzi, Pierangelo Bellettini, Sonia Bellini, Stefano Bigi, Alessandra Biondi, Lara Bonfiglioli, Maria Grazia Bonzagni, Gianluigi Bovini, Francesca Bruni, Raffaela Bruni, Mauro Cammarata, Antonio Carastro, Giulia Carestia, Cleto Carlini, Nadia Cattoli, Franco Chiarini, Berardino Cocchianella, Andrea Cuzzani, Ilaria Daolio, Donato Di Memmo, Carlo Di Palma, Roberto Diolaiti, Paolo Draghetti, Francesco Evangelisti, Manuela Faustini, Mauro Felicori, Maurizio Ferretti, Daniela Gemelli, Giovanni Giglio, Giovanni Ginocchini, Sandra Gnerucci, Anita Guidazzi, Leda Guidi, Anna Rita Iannucci, Federica Legnani, Chiara Manaresi, Gianfranco Maraniello, Manuela Mattei, Romano Mignani, Marika Milani, Maristella Milani, Maria Adele Mimmi, Andrea Minghetti, Davide Minguzzi, Felice Monaco, Eric Montanari, Claudio Paltrinieri, Osvaldo Panaro, Miriam Pompilia Pepe, Eno Quargnolo, Patrizia Rigosi, Claudio Savoia, Maria Grazia Tosi, Maria Pia Trevisani, Luca Uguccioni, Giuseppina Zambelli, Samantha Zebri.

Grazie a Maria Teresa Rosito e Fabrizio Rostelli di Labsus ed a Cristiano Zecchi del Comune per aver contribuito con le loro competenze in materia di comunicazione al successo di un progetto in gran parte fondato sulla comunicazione.

Grazie alle Soprintendenti Carla Di Francesco e Paola Grifoni, che hanno saputo trovare un punto di equilibrio fra la tutela dei beni culturali ed il ruolo dei cittadini attivi ed a Manola Guerra, Franca Iole Pietrafitta, Antonella Pomicetti e Andrea Sardo.

Grazie a Giorgio Bolego dell’Università di Trento, Marco Bombardelli dell’Università di Trento, Carlo Borzaga dell’Università di Trento, Paola Chirulli dell’Università di Roma Sapienza, Fulvio Cortese dell’Università di Trento, Matteo Cosulich dell’Università di Trento, Gianni De Martin della Luiss di Roma, Daniele Donati dell’Università di Bologna, Luca Di Lucia dell’Università di Salerno, Fabio Giglioni dell’Università di Roma Sapienza, Mauro Renna dell’Università Cattolica di Milano, Luciano Vandelli dell’Università di Bologna, amici e colleghi delle cui preziose osservazioni alla bozza del regolamento abbiamo fatto tesoro.

Un ringraziamento particolare va ai componenti del gruppo di lavoro che hanno materialmente redatto il regolamento: Donato Di Memmo, Chiara Manaresi, Antonio Carastro del Comune e Christian Iaione di Labsus che, con il coordinamento di chi scrive, ne hanno discusso con passione e competenza ogni singola riga, in lunghe ma stimolanti giornate di lavoro.

Infine, nell’ambito della società civile grazie a Giampiero Mucciaccio, Sara Branchini e Marco Pollastri del Centro Antartide che hanno garantito l’indispensabile rapporto con i quartieri e i cittadini di Bologna, fra cui Alessi Roberto, Aloi Lidia Fortunata, Barbieri Dino, Bastiani Federico, Bedussi Francesco, Benassi Cristina, Benetti Andrea, Berti Nara, Bertocchi Anna Pia, Bertocchi Alberto, Bertocco Elena, Bertuzzi Gabriele, Bianconi Giordano, Bonfietti Daria, Bortolotti Chiara, Brandalesi Nadia, Bregoli Sonia, Calzati Claudia, Casolari Rita, Castello Silvana, Cavallini Sandra, Ceccarelli Paolina, Cerfogli Duccio, Correggiari Attilia, Costa Domenico, Crisigiovanni Giulio, Cuoghi Saverio, Dall’Olmo Katia, D’Amore Giosi, Dell’Erba Laila, Facchini Andrea, Farati Antonietta, Fazzioli Patrizia, Finelli Giulia, Florio Vincenzo, Fontanesi Adriano e Alcide, Fucili Maria Pia, Gaffarelli Emanuela, Gianninoni Anna Rosa, Gigante Patrizia, Groppoli Pierpaolo, Ladavas Elisabetta, Lamberti Raffaella, Lang Fabian, Lega Mario, Locritani Grazia, Lucarelli Aurora, Lussu Francesca, Magli Marco, Mastroemi Emy, Mauri Fabio, Menegatti Sonny, Nardaccione Luigi, Narroni Monica, Negash Siid, Ngindajap Julie, Nokam Togue Gilbert, Ntchanji Foumba, Palazzoli Rita, Panzacchi Maria Grazia, Paolozzi Federica, Parenti Giuseppe, Perilli Vincenza, Quadrelli Luciano, Ragonesi Cristina, Rametta Paola, Romoli Carla, Rondoni Emanuela, Ruffilli Isa, Maurizio Sansoni, Sagone Simona, Salcerini Leonardo, Salis Gonario, Sarti Marco, Scala Deanna, Solis Ana Maria, Spallina Francesco, Stivani Alessandra, Tagliani Mauro, Veronesi Gilberto, Wabo Cyrille, Zappulla Idria.

LEGGI ANCHE:

Guarda il video integrale della presentazione del regolamento a Bologna il 22 febbraio.

Leggi la rassegna stampa del progetto.

Guarda il video sintesi ” Un tesoro nascosto ” .

Scarica il Regolamento.



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