Bes 2015

la relazione tra il framework e i domini rivela la chiave del progresso e del miglioramento del benessere equo e sostenibile

Il  Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES), elaborato dall’Istat con il contributo decisivo del Cnel, analizza i principali fenomeni sociali, economici e ambientali che giocano un ruolo essenziale nell’evoluzione del nostro Paese.
Il progetto, nato nel 2010 e ispirato all’esperienza internazionale in materia di benessere, ne supera i metodi di analisi: l’Italia, infatti, confermandosi all’avanguardia in questo settore, analizza non solo la qualità   di vita dei cittadini, ma anche il fattore equità  nella distribuzione delle determinanti del benessere tra soggetti sociali e la sostenibilità 

Il Rapporto

Il principio adottato nello studio è stato quello della  multidimensionalità   del benessere, con l’obiettivo di rivolgere un’attenzione particolare alla  eterogeneità   delle diverse dimensioni  del benessere, elaborando pertanto  12 domini  sulla base di  130 indicatori, intesi come settori funzionali al miglioramento del benessere della collettività  : salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità   dei servizi. L’obiettivo del Rapporto è quindi quello di  raccontare il Paese  attraverso la messa in relazione della produzione di dati dei 12 domini, cosìda indirizzare nella scelta i cittadini e i loro rappresentanti sulle dimensioni del benessere più produttive in termini di valori e opportunità   di investimento.

Lo studio, condotto su un campione di  45 mila persone a partire dai 14 anni  in su, ha elaborato un  framework  di riferimento per il benessere, cosìcome concepito dall’OCSE, suddividendo pertanto i 12 domini in 2 categorie:  9 domini di  outcome  (salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, sicurezza, benessere soggettivo, ambiente e paesaggio e patrimonio culturale), il cui impatto diretto si misura sul benessere umano e l’ambiente; e i  3 domini  strumentali o di contesto  (politica e istituzioni, ricerca e innovazione e qualità   dei servizi), funzionali al miglioramento del benessere della collettività   e dell’ambiente.

Il Rapporto BES si è ¨ cosìorientato alla  condivisione con la società   civile, i suoi rappresentanti e gli esperti per potere fornire gli strumenti utili alla definizione dei 130 indicatori utili a definire lo stato e il progresso del Paese. Il framework di riferimento ha permesso di chiarire gli obiettivi da raggiungere, attraverso l’individuazione delle due dimensioni primarie, il benessere umano e il benessere dell’ecosistema:  la relazione tra le due dimensioni del framework e gli indicatori dei 12 domini rivela pertanto la chiave del progresso e del miglioramento del benessere equo e sostenibile.
Il progetto è servito cosìanche da modello per le realtà   territoriali a livello regionale e provinciale: sviluppando la stessa metodologia di analisi, è stato possibile realizzare  UrBes  e  Bes delle province, come strumenti di supporto per gli amministratori locali.

Il tema del benessere e dell’equità  , intesa come opportunità   e risorsa per le future generazioni, rimane pertanto una delle priorità   di studio dell’Istat:  “l’obiettivo più ambizioso è quello di integrare gli indicatori territoriali del Bes nei modelli statistici ed economici dell’Istat”  – come lo stesso Presidente Alleva ha affermato, –  “cosìda poter valutare l’impatto delle azioni di policy sul benessere dei cittadini”.

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