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Mauerpark, Berlino: da muro divisorio a luogo di ritrovo

Nella decima puntata di "Storie da Berlino" andiamo alla scoperta di Mauerpark, un ponte verde tra l'Est e l'Ovest
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Laddove un tempo c’era la cosiddetta Todesstreifen (“Striscia della morte”) oggi vi è la vitalità del Mauerpark, uno dei luoghi che non possono non essere visitati a Berlino. Ogni domenica, mentre il resto della città riposa, a Mauerpark è sempre festa. La città si rigenera fra eventi di ogni tipo: esibizioni di circensi, street writers, karaoke, mercato e molto altro.
Il nome Mauerpark (Parco del Muro) racchiude in sé tutto il significato di quegli anni di ingiustizie e di separazione. Dopo la caduta del Muro di Berlino questo sito rimase un luogo desolato dove la Natura cresceva incontrastata e la separazione tra Est e Ovest era ancora più marcata. Così i Berliners hanno iniziato a rivendicare il loro diritto allo spazio rendendolo accessibile a tutti, cancellando il precedente significato simbolico. Da zona di segregazione ha preso vita come luogo di unità e pace.
Così iniziò la rigenerazione dell’Hinterlandmauer (terra all’interno del Muro) dal Memoriale del Muro di Berlino si viene trasportati con delicatezza, attraverso un design ricercato che ricorda tristemente la divisione degli anni della Guerra, al Mauerpark progettato da Gustav Lange.

La partecipazione al conflitto unisce

Nei primi anni ‘90 ebbe inizio il conflitto attorno al Mauerpark che è stato scandito da percezioni e visioni diverse riguardo all’uso dello spazio del parco. I residenti del distretto di Prenzlauer Berg e Wedding espressero il loro interesse a preservare l’area come spazio ricreativo pubblico per i visitatori e gli abitanti dei quartieri circostanti. L’intenzione è sempre stata quella di renderlo aperto a tutti e diverso dai tradizionali parchi: “un ponte verde tra Est e Ovest”. Ciò che rende il Mauerpark così speciale e apprezzato dalla città è la sua memoria storica che è stata la base per la fondazione dell’associazione Freunde des Mauerparks e.V. (gli amici del Mauerpark), originariamente formata nel 1999 da residenti nell’area. Il loro obiettivo era quello di vigilare sulle decisioni del Senato di Berlino riguardo l’area. Finanziato dalla Fondazione ambientale Allianz con 2,4 milioni di euro a condizione che il Senato espandesse ulteriormente il parco a 10 ettari entro il 2010. Ciò per far sì che diventasse un ampio spazio libero nel centro della città e aumentare la qualità della vita dei residenti.
Venne pianificato uno spazio che coinvolgesse l’ex zona di confine, il Gleimtunnel e l’ex stazione metro. La maggior parte di questa zona apparteneva a Vivico, una società immobiliare, attore coinvolto come controparte nel conflitto poiché la compagnia progettò di utilizzare i suoi sei ettari per costruire appartamenti di lusso, restringendo così la quantità di spazio verde.
Non avendo abbastanza soldi per riacquistare e per la successiva manutenzione del parco, il Senato cercò di scendere a compromessi con la Vivico. Nel 2004 le propose di cedere gratuitamente due ettari di terra in cambio dell’approvazione a costruire i loro appartamenti sui restanti quattro ettari. Ma questo accordo incontrò la forte opposizione delle Iniziative dei cittadini. Nel 2010, ci fu un nuovo tentativo di compromesso nel quale la Vivico avrebbe ottenuto l’approvazione solo per una piccola area nell’estremo nord e sud dell’area, mentre il parco si sarebbe ampliato di 5,8 ettari. Questo piano vide in disaccordo la Bürgerwerkstatt Mauerpark (Laboratorio dei cittadini di Mauerpark). Istituito da Grün Berlin GmbH, un’organizzazione privata senza fini di lucro che promuove parchi a Berlino, e che sosteneva finanziariamente il progetto, riteneva che il progetto fosse troppo urbanizzato. Nel 2014/2015, il Senato acquistò sette ettari di terreno nell’area di Mauerpark da un altro investitore, Klaus Groth, mentre la Grün Berlin GmbH investì nella progettazione del nuovo spazio. Nel luglio del 2016 iniziarono le costruzioni, che sono state completate a cavallo tra il 2018 e il 2019, seguendo i piani che Bürgerwerkstatt Mauerpark aveva già messo a punto nel 2013. Tuttavia, i nuovi progetti di costruzione nella parte nord, pianificati dall’investimento di Klaus Groth, stanno causando nuove proteste.

Le Iniziative scendono in campo

Molte diverse Iniziative sono state coinvolte nel conflitto di Mauerpark. Il più importante è Mauerpark Allianz (l’Alleanza di Mauerpark), una rete di molte Iniziative interessate a preservare il parco “così com’è” e chiedere inoltre un’espansione del parco come inizialmente previsto. L’Alleanza è stata costituita nel 2013 al fine di concentrare gli sforzi di tutte le Iniziative coinvolte e definire obiettivi comuni. Da allora hanno svolto molti eventi regolarmente – tra cui pick-nicks, dimostrazioni e incontri – per promuovere la consapevolezza del conflitto. Gli obiettivi di Mauerpark Allianz sono: evitare la prevista gentrificazione, causata dagli appartamenti di lusso progettati; mantenere la diversità sociale e culturale; preservare il parco come spazio ricreativo e d’importanza storica, quindi il suo forte significato simbolico come luogo di incontro sociale per le nuove generazioni; promuovere la consapevolezza sui possibili effetti negativi del traffico e sulla questione del finanziamento del progetto.
Tra i gruppi che presero parte all’Alleanza vi è Freunde des Mauerparks e.V è stata una delle prime Iniziative che si interessarono e si interessano esclusivamente al Mauerpark. Le loro azioni includono la pulizia, la semina e la manutenzione del parco, nonché la promozione degli interessi dei residenti e dei visitatori e il sostegno agli artisti.
Quando è iniziato il conflitto, si sono chiaramente posizionati chiedendo il completamento del piano iniziale del parco.
Importante è anche il Bürgerwerkstatt Mauerpark, che cerca di mettere insieme diversi attori e Iniziative. È stata fondata nel 2010 dall’organizzazione no profit Grün Berlin GmbH per la progettazione dell’ampliamento del parco. Poiché i partecipanti sono per lo più membri di tutte le diverse Iniziative, si propone di essere una piattaforma di comunicazione. Il più grande successo, secondo loro, fu: quando si rifiutarono di collaborare al piano del Senato di dare a Vivico il permesso di costruire i loro appartamenti di lusso, facendo fallire in seguito l’accordo.

Pesce d’Aprile! Il Mauerpark è ancora a rischio…!

Dopo 17 anni di lotte da parte di Freunde des Mauerpark e.V, la sfida che oggi si trovano ad affrontare è quella più difficile: contro la popolazione locale. Quello che da un cityusers ogni domenica viene percepito il luogo di ritrovo più libero e alternativo della città dove la musica la fa da padrona, dai molti residenti viene da anni percepito come un fastidio.
Da due anni le associazioni e i musicisti hanno lanciato una raccolta di firme per una petizione dal nome “Die Musik im Mauerpark ist bedroht!” (La musica a Mauerpark è minacciata!) per far sì che questo luogo rimanga sacro agli artisti che hanno contribuito alla rigenerazione del parco. Si rischia di veder morire una delle aree verdi di Berlino più attive di sempre per far posto all’ennesimo centro commerciale.
In questi giorni così strani dove tutto il mondo si sente come all’interno di un film distopico, in un brutto sogno dal quale vorresti soltanto svegliarti, il popolo tedesco non ha ancora accettato e forse neppure realizzato come vivere in questa nuova condizione. Come molti altri del resto. Mauerpark viene ancora visto come punto di riferimento e di ritrovo di molti artisti e persone che non vogliono rinunciare alla loro libertà, rischiando la loro stessa vita pur di far vivere il parco e non veder morire davanti i loro occhi quello che hanno costruito in questi diciassette anni. Diventa paradossale dire di stare in casa, proprio lì vicino a quel bellissimo luogo. È paradossale dire di non festeggiare la domenica perché non sì può farlo, proprio a chi – per altre ragioni – ha sofferto pochi anni fa. È paradossale, è chiaro: ma sono certa che presto in quel prato, si tornerà a ballare e cantare sotto un sole caldo. Vicini e non ad un metro di distanza.

 

Foto in copertina: Giulio Pescetti