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Covid-19: fundraiser pro bono a servizio degli ospedali

La raccolta fondi per far incontrare la generosità dei cittadini e gli ospedali in emergenza. A colloquio con Diego Maria Ierna, co-fondatore di Job4good

Ci si affanna nel domandarsi come cambieranno le nostre vite alla fine dell’emergenza in cui siamo immersi, quali priorità avremo come cittadini e come dovremo ripensare la quotidianità.
Secondo dati DOXA, raccolti tra il 20 e il 24 marzo scorsi, forse anche nel timore generalizzato (il 70% degli intervistati) di una grave recessione economica, circa 1 italiano su 4 ha già effettuato donazioni per aiutare gli ospedali, e molti altri hanno dichiarato di aver intenzione di farlo nelle settimane successive. «Fundraiser per gli Ospedali in Emergenza Covid-19 – spiega Diego Maria Ierna, co-fondatore di Job4good – nasce proprio dall’esigenza di accompagnare gli ospedali pubblici che in questa pandemia si sono trovati alle prese con ondate di generosità di privati cittadini, facilitate dall’utilizzo di piattaforme di crowdfunding. Enti pubblici che non erano né preparati né abituati a raccolte fondi in forma così diretta».

Gestire l’esplosione imprevista di generosità

A promuovere l’iniziativa di consulenza gratuita a sostegno diretto degli ospedali è Job4good, piattaforma di lavoro attiva dal 2016 nel Terzo Settore, con il supporto di un team di professionisti italiani del fundraising, attivatisi per l’emergenza, e il patrocinio di Assif (Associazione Italiana Fundraiser). La campagna di raccolta fondi di Chiara Ferragni e Fedez per l’ospedale San Raffaele di Milano lanciata lo scorso 9 marzo su GoFundMe ha portato a conoscenza dell’opinione pubblica la possibilità per i privati cittadini di fare raccolta fondi in maniera veloce per gli ospedali tramite il web attraverso appunto questo tipo di piattaforme. GoFundMe è, al momento, il portale più utilizzato per le campagne di raccolta fondi contro il Coronavirus, anche se sta subendo molti rallentamenti dovuti all’elaborazione improvvisa di grandi quantità di lavoro: «La piattaforma sta gestendo adesso un importante processo di validazione di numerosi enti pubblici, finora non registrati. Con i rallentamenti di alcune campagne, c’entrano sicuramente la ricerca dei documenti necessari per gli enti pubblici e il tempo di validazione degli stessi. Con GoFundMe abbiamo instaurato un dialogo realmente collaborativo per poter sbloccare le situazioni più complesse che richiedono una maggiore attenzione per l’urgenza dettata dall’emergenza».

Una piattaforma per andare a segno

L’iniziativa pro bono di Job4good, dunque, è rivolta a tutti gli enti ospedalieri che in questo momento necessitano chiarimenti e supporto proprio riguardo alle raccolte fondi che sono state attivate a loro favore sulle piattaforme online, e ai privati che hanno lanciato campagne di raccolta pro-ospedali. «L’emergenza sanitaria relativa al Covid-19 sta portando ad un’ondata di solidarietà che ha visto in queste settimane la nascita di migliaia di campagne di raccolta fondi in favore degli enti ospedalieri che si trovano in un momento di estrema necessità di macchinari, dotazioni individuali e personale aggiuntivo. Poche sono, tuttavia, le realtà pubbliche ad avere consapevolezza delle corrette dinamiche della raccolta fondi. Il rischio è che molte delle donazioni non raggiungano il beneficiario finale e che, a causa di problemi di accreditamento e riscossione, i fondi vengano restituiti ai donatori vanificando gli sforzi fatti» spiega Ierna. Il gruppo di lavoro di Fundraiser per gli Ospedali è anche a supporto di organizzatori e privati, verificando, appunto, che le campagne di crowdfunding aperte a nome degli enti abbiano i requisiti necessari per ottenere i fondi provenienti dalle donazioni e che le donazioni arrivino il prima possibile direttamente agli ospedali.

Facilità di accesso e agilità di decisione, le parole d’ordine

La necessità dell’intervento di professionisti per la prestazione di consulenze gratuite agli ospedali nella gestione dei fondi, punto di partenza dell’iniziativa di Job4good, si è resa evidente con l’emissione, da parte del governo, del DL “Cura Italia” (art. 99.3 e 99.5) del 17 marzo 2020. Con esso gli ospedali hanno acquisito una maggiore autonomia nella gestione delle risorse economiche provenienti dalle donazioni e la possibilità di procedere con indipendenza agli acquisti. «Lo slancio dei cittadini verso l’aiuto ai presidi sanitari del loro territorio, e gli esempi dei Vip, hanno portato alla nascita di un numero mai visto prima di campagne di crowdfunding. La facilità dell’accesso di alcune piattaforme online e l’utilizzo dei social ha portato queste campagne a risultati del tutto inaspettati e improvvisi. Gli enti pubblici erano purtroppo impreparati a gestire questa ondata di solidarietà e inizialmente alcuni anche diffidenti. Col passare delle settimane abbiamo visto che, col recepimento del Decreto, che dà la possibilità di “acquisire forniture e servizi da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale da utilizzare nelle attività di contrasto dell’emergenza COVID-19, qualora sia finanziata in via esclusiva tramite donazioni di persone fisiche o giuridiche private”, hanno iniziato a pubblicare gli Iban destinati alla raccolta fondi e alcuni anche a pubblicare i nomi dei donatori. Il nostro lavoro sta proprio nell’aiutare gli ospedali ad accogliere al meglio queste iniziative e a essere pronti per altre simili».

“…e il nostro lavoro non finisce qui”

Job4good, progetto digitale che si occupa di matching tra domanda e offerta di lavoro nel settore del non profit, ha proprio nel suo DNA la creazione di link e la facilitazione dell’incontro tra parti. «Cerchiamo di comunicare al meglio che la nostra azione, svolta da professionisti volontari – dice Ierna – è di facilitare l’incontro tra ente ospedaliero, non abituato a fare fundraising, e organizzatori di campagne, in difficoltà nel far arrivare i soldi agli ospedali. Questo per permettere che i fondi arrivino presto e vengano utilizzati subito per l’emergenza».
Già molti i feedback positivi da parte dei primi ospedali e promotori coinvolti nell’iniziativa, segno importante che si sta intercettando una necessità effettiva di questo tempo. «Questi riscontri – continua il co-fondatore di Job4good – sono la motivazione che ci spinge a proseguire il nostro lavoro da volontari. Ora siamo nella fase del contatto con gli ospedali che ci segnalano le criticità su queste campagne che noi stiamo prendendo in carico e che risolviamo grazie alla professionalità e all’esperienza di fundraiser specializzati. Nelle prossime settimane continueremo a lavorare con tutta l’energia e professionalità per riuscire non solo a risolvere le problematiche e le difficoltà che gli enti ospedalieri riscontrano. Ma anche per aiutare gli enti nella rendicontazione di quanto ricevuto e se necessario nell’impostare nuove campagne di crowdfunding per l’emergenza».