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Terzo settore: energie indispensabili nel piano per la ricostruzione

Una strategia che renda il Terzo settore e l'economia sociale parte integrante del rilancio del Paese: la chiedono esponenti della società civile con una lettera aperta al Presidente Conte. L'iniziativa è promossa da Euricse e Iris Network
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«Crediamo che tra le energie indispensabili nella fase del rilancio post Covid-19 quelle del Terzo settore e dell’economia sociale debbano svolgere un ruolo fondamentale, non sostitutivo, ma integrativo di quello delle imprese private e delle amministrazioni pubbliche, e in una prospettiva non di breve termine». Così, esponenti della società civile, operatori, ricercatori e cittadini attivi, scrivono al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una lettera aperta che – dopo l’analisi di quanto avvenuto in questi tre mesi – segnala con chiarezza un obiettivo: «dopo la crisi sanitaria e quella economica, dovremo impegnarci per evitare una crisi sociale dalle conseguenze devastanti». E propongono un Piano di azione per il Terzo settore e l’economia sociale.

Andare oltre i ringraziamenti

Non basta, scrivono, il riconoscimento del contributo che il Terzo settore ha dato nella gestione dell’emergenza: per costruire un disegno ampio per il futuro che ci aspetta, bisogna renderlo protagonista nei diversi ambiti «delle nuove attività da sviluppare, dei posti di lavoro che andranno a sostituire quelli persi e che potranno essere creati nel settore della cura e dell’assistenza, nel rafforzamento del sistema sanitario soprattutto nella sua componente territoriale, nei servizi educativi e culturali, nella manutenzione del territorio e nella rivitalizzazione di centri minori e delle aree marginali, nella produzione in forma collettiva di energia da fonti alternative, nello sviluppo di un turismo locale sostenibile, e in molti altri ambiti che oggi neppure immaginiamo».

Uno dei comparti più dinamici del Paese

Perché c’è una esperienza acquisita e da investire come risorsa generale: per quanto riguarda, soprattutto, i posti di lavoro «declinati in gran parte al femminile e aperti anche a cittadini in condizioni di fragilità, creati da organizzazioni che da almeno due decenni costituiscono, in termini sia di crescita del valore aggiunto e propensione all’investimento che di creazione di posti di lavoro, uno dei comparti più dinamici del nostro Paese». La lettera, perciò, parla della necessità di uno sviluppo che tragga forza dai «valori che sono costitutivi delle organizzazioni del Terzo settore e dell’economia sociale e di cui esse sono tra i principali promotori».
I firmatari riconoscono che «in questi mesi il Governo non ha trascurato il Terzo settore e le organizzazioni dell’economia sociale. Nei provvedimenti per la ripresa economica si è tenuto conto di questi attori importanti della vita nazionale». Ma ora si chiede di fare «un ulteriore passo, più ambizioso». Per «uscire dalla logica dei singoli interventi e tracciare anche per queste organizzazioni una linea di azione complessiva».

Un Action Plan nazionale per tracciare la strategia

Per questo ci sono due opportunità. La prima. In Europa sta prendendo forma un grande programma per dare forza al cosiddetto “pilastro sociale” dell’Unione, finora trascurato. «Nei prossimi mesi la Commissione europea, dopo una consultazione ampia, darà luce a un Action plan per l’Economia Sociale, determinante per la programmazione comunitaria 2021-2027. In quella cornice verranno definiti obiettivi, strumenti e risorse per rafforzare il contributo allo sviluppo economico e sociale europeo del non profit, delle imprese sociali, dell’associazionismo, della filantropia e di tutte le organizzazioni che affondano le loro radici nell’esperienza collettiva». Ecco, data questa premessa perché non pensare che l’Italia faccia altrettanto? L’invito a Conte è quello di realizzare «un Action Plan nazionale per tracciare la strategia con cui rendere il Terzo settore e l’economia sociale parte integrante del percorso di rilancio del Paese». Un Piano d’azione che «definisca le linee verso cui indirizzare risorse ed energie per sfruttare tutto il potenziale che le organizzazioni non profit e dell’economia sociale possono mettere a disposizione dell’interesse generale. Lo costruisca con una consultazione ampia tra tutti coloro che possono portare un contributo come ha deciso di fare la Commissione europea».

Il programma straordinario Next Generation EU

La seconda opportunità è il programma straordinario Next Generation EU e gli strumenti per affrontare la crisi. «L’indicazione che viene dall’Europa è che queste ingenti risorse servono non solo a far ripartire l’economia ma anche a irrobustire la coesione sociale. Ci sono specifiche azioni, come REACT-EU, pensate proprio a questo scopo». Quindi, conclude la lettera: «al Presidente del Consiglio chiediamo che il Piano di azione per il Terzo settore e l’economia sociale venga finanziato con una quota non marginale delle risorse straordinarie e ordinarie che nei prossimi mesi verranno destinate all’Italia». E, inoltre, affinché si possa sfruttare al meglio tale contributo, «[s]erve un allineamento tra tempo, risorse ed energie. Serve un’azione di largo respiro e con uno sguardo lungo».

I firmatari dell’iniziativa: un numero in crescita

L’elenco dei firmatari dell’iniziativa, promossa da Carlo Borzaga e Gianluca Salvatori di Euricse e Marco Musella di Iris Network, è in continuo aggiornamento. Tra i primi firmatari ci sono: Gregorio Arena, presidente Labsus; Gian Paolo Barbetta, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Donatella Bianchi, presidente WWF Italia; Luigi Bobba, presidente di Terzjus, ex sottosegretario al Ministero del Lavoro; Riccardo Bonacina, founder ed editorial coordinator VITA; Carlo Borgomeo, presidente Fondazione Con il Sud; Gherardo Colombo, ex magistrato, presidente Casa Editrice Garzanti; Giuseppe Cotturri, dell’Università degli Studi di Bari; Ferruccio De Bortoli, presidente Vidas; Pietro Fantozzi, dell’Università della Calabria; Cristiano Gori, dell’Università degli Studi di Trento; Giuseppe Guzzetti, già presidente Fondazione Cariplo, e già presidente ACRI; Franco Marzocchi, presidente Aiccon; Stefano Zamagni, presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali, Università di Bologna; e molti altri.
Maggiori informazioni sull’iniziativa sono disponibili sul sito di Euricse, oppure scrivendo a euricse@euricse.eu.

Foto di copertina: Gerd Altmann su Pixabay