fbpx
Beni comuni e amministrazione condivisa Emilia Romagna Patti di collaborazione

Non solo volontari: abbiamo bisogno di professionisti del Terzo settore

A Bologna un Patto di collaborazione per l'orientamento al lavoro nel mondo del Terzo settore
Nami

Il comune di Bologna ed il Centro studi Nami APS hanno sottoscritto un interessante Patto di collaborazione che si occupa di formazione e Terzo settore.

Il centro studi Nami APS

Il Centro Studi Nami è una giovane associazione di promozione sociale fondata da 7 donne appassionate che hanno alle spalle una grande esperienza nel mondo del Terzo settore. L’Associazione opera a Bologna e si occupa di formazione, sia per gruppi che per singoli, cercando di rendere l’offerta formativa il più possibile personalizzata. Le fondatrici del Centro studi Nami APS conoscono a fondo il mondo dell’associazionismo, ne percepiscono le enormi potenzialità, il continuo sviluppo e le sue evoluzioni: tra queste, la crescente componente giovanile delle diverse organizzazioni e la conseguente necessità di offrire – in particolare ai più giovani – l’opportunità di ‘studiare’ l’universo del Terzo settore, così da potersi dotare di tutti quegli strumenti necessari a rendere le proprie passioni ed interessi non solo attività volontarie, ma anche opportunità lavorative e di crescita professionale, oltre che individuale.

Non solo volontari

Il Terzo settore è un mondo variegato. Alice Favi, presidente del Centro Studi Nami, ci ha fatto riflettere su quanto il termine ‘associazione’ venga spesso collegato alla categoria delle ‘associazioni di volontariato’, mentre in realtà sono diverse le declinazioni di questo termine: ci sono le associazioni di promozione sociale, oppure quelle a carattere culturale, sportivo dilettantistiche oppure associazioni musicali. Ognuna di queste realtà può offrire diverse opportunità. «Le Associazioni», ci dice Alice, «non sono formate esclusivamente da volontari, che costituiscono comunque il cuore del gruppo, ma richiedono anche la presenza di specifiche figure professionali».
Partendo da queste considerazioni, si sono inoltre chieste cosa possa essere realmente utile a quei ragazzi e ragazze che, una volta concluso il loro percorso scolastico o universitario, devono iniziare ad affrontare il duro mondo del lavoro. Ѐ nata allora l’idea di offrire un’alternativa, permettendo a tutti quei giovani in cerca di un’occupazione di scoprire e conoscere meglio il mondo del Terzo settore, mostrando come questo possa realmente dare l’opportunità di costruirsi un profilo professionale, soprattutto in una città come Bologna dove l’associazionismo è molto radicato.

Logo (Fonte: Centro Studi Nami APS)

Il Patto di collaborazione

Per realizzare questo obiettivo, l’Associazione ha risposto ad un avviso pubblico del comune di Bologna per la formulazione di proposte di collaborazione con l’Amministrazione comunale sui seguenti temi: orientamento, mercato del lavoro e formazione professionale. Una proposta perfettamente in linea con i loro intenti. Il Centro Studi Nami ha così per la prima volta sperimentato lo strumento del Patto di collaborazione, da subito molto apprezzato dai membri dell’Associazione poiché ha contribuito a dare loro un aspetto più istituzionale grazie alla definizione dei moduli formativi condivisa con l’Amministrazione e soprattutto a creare un format replicabile. L’Associazione ha potuto realmente collaborare con l’Amministrazione comunale che, una volta visionata la proposta e ritenuta più che interessante, ha organizzato degli incontri online per definire insieme i contenuti specifici del Patto di collaborazione, avviando cioè la fase di co-progettazione grazie alla quale il Centro Studi ed il Comune hanno potuto instaurare da subito un rapporto assolutamente positivo.
Entrando nel dettaglio, il Patto di collaborazione prevede 4 incontri tematici e gratuiti da 2 ore ciascuno sul mercato del lavoro e le professioni all’interno del mondo del Terzo Settore, ed un incontro di mentoring presso un’associazione affiliata all’AICS di Bologna (cui il Centro Studi Nami è affiliata) e molto radicata nel territorio di appartenenza. Gli incontri avranno inizio nel mese di ottobre e proseguiranno fino a giugno 2021; saranno condotti da esperti dello staff del Centro Studi Nami e verranno così articolati:
1. Panoramica sul mondo del Terzo settore dal punto di vista sociale e normativo e focus su Bologna e l’associazionismo;
2. Profit o no profit, questo è il dilemma: i valori dell’associazionismo;
3. Le principali figure professionali richieste all’interno dell’associazione e l’evoluzione delle professionalità;
4. Offerte formative per specializzarsi e sviluppare idonee competenze e come creare una propria associazione.
Gli incontri saranno rivolti a giovani in cerca di lavoro e/o studenti universitari che verranno individuati e contattati dagli operatori comunali dello Sportello Lavoro durante le attività di orientamento o attraverso la pagina Facebook dello Sportello.
Ѐ interessante notare come questo Patto ci mostri il carattere versatile dello strumento, che non deve essere esclusivamente utilizzato per la cura o la gestione di un bene materiale, ma può e deve essere applicato in diversi ambiti così da rafforzare il senso ampio del concetto di Bene comune, arrivando anche ad essere impiegato come strumento di aiuto nell’orientamento e nella creazione di lavoro.

Quale futuro per il Terzo settore?

Abbiamo infine chiesto ad Alice quale pensa sarà il ruolo del Terzo settore nel prossimo futuro e ci ha risposto entusiasta, affermando che: «La crescita è inarrestabile, è come un fiume in piena a cui non si può costruire una diga; è un settore sempre più vicino alle persone e soprattutto durante il periodo del lockdown ci siamo tutti resi conto di quanto una solida rete di associazionismo possa fare la differenza. Inoltre, ci si professionalizzerà sempre di più poiché, oltre a solidi valori sociali che rappresenteranno sempre il motivo della scelta associativa, sarà sempre più necessario prevedere e definire i diversi ruoli utili e indispensabili per la nascita, la crescita e la stabilità dell’associazione, traducendosi dunque in un crescente bisogno, non solo di persone appassionate, ma di figure professionali appassionate».